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	<title>essiccatori Archivi - Help3D</title>
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	<description>Il tuo percorso nella stampa 3D inizia qui</description>
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		<title>Quali materiali stampare all’inizio ? Lez. 5/9</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2022 07:35:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corso completo di Stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di stampa 3D]]></category>
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		<category><![CDATA[Slicer 3d]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stampa 3D negli ultimi 10 anni ha subito dei profondi cambiamenti passando da “marchingegno per nerd” ad oggetto che ogni giorno, sempre più, finisce non solo nelle case dei Makers ma nelle aziende di qualsiasi dimensione. Il fatto che siano decisamente più semplici da montare e configurare permette a molte persone di approcciare la tecnologia senza grossi timori. In più aggiungiamo il fatto che il prezzo d’ingresso è calato davvero tanto e con poche centinaia di euro si porta a casa una stampante praticamente già pronta che, se usata bene, può portare a grandi soddisfazioni. Per ultimo, ma non per grado di importanza, la quantità di informazioni reperibili in rete che permette al nuovo utente di poter imparare da zero ad utilizzare una stampante 3D, nel 2012 c’era molto da leggere ma era tutto dedicato ad una nicchia di makers davvero ristretta. Molti blog non esistevano così come i video su Youtube erano davvero pochi e molte volte fatti anche male. La cosa che però ha permesso un’adozione più ampia anche a livello aziendale è stato lo sviluppo continuo di nuovi polimeri termoplastici da stampare. Che senso ha avere tra le mani la stampante più bella del mondo e lo slicer più semplice se poi abbiamo a disposizione un solo materiale da stampare ? Per ogni campo di applicazione (medicale, aerospace,automotive,racing ecc ecc) esistono uno o più materiali specifici e, salvo alcuni ultra tecnici (tipo PEEK e ULTEM), il resto è possibile stamparli anche con stampanti autocostruire a patto ovviamente di sapere cosa si sta facendo. Questo grazie ai continui sviluppi delle aziende produttrici di filamenti che rendono sempre più estrudibili e stampabili anche i materiali più particolari inizialmente indicati per lo stampaggio ad iniezione. Ti starai chiedendo a questo punto da quali materiali è opportuno partire per evitare danni alla stampante, probabilmente una delle migliori risorse gratuite in rete è la famosa tavola dei materiali di Prusa che riporta le caratteristiche principali del filamento così come alcuni consigli di stampa come temperatura, velocità, adesione al piano di stampa ecc ecc. ⚠️ Più sali con il grado di tecnicità del materiale e più questo potrebbe diventare difficile da stampare o richiedere hardware/stampanti di un certo tipo per poter essere estruso. Non affrettare i tempi e parti dai materiali base. ⚠️ Esistono due standard di produzione del filamento quello da 1.75 mm e quello da 2.85 o 3 mm. Sebbene la maggioranza delle stampanti utilizzi 1.75 mm verifica comunque nella scheda tecnica della stampante quale diametro utilizza. PLA E’ il materiale con cui inizierai a stampare e a muovere i primi passi ma non per questo vuol dire che sia un materiale scadente anzi, buona parte dei progetti ti ritroverai proprio a stamparli in PLA ! Materiale “eco-friendly” , è un polimero derivato da piante come la barbabietola e il mais. E’ un materiale biodegradabile E compostabile, bada bene all’utilizzo di questi due termini: spesso si legge/si sente che il PLA si scioglie in acqua o se lasciato fuori all’aperto. Nulla di più sbagliato! Non è che se una cosa è bio allora deve per forza sfaldarsi a temperatura ambiente se immersa in acqua; chiariamo quindi un punto fondamentale, il PLA stampato in 3D non si scioglie in acqua. E’ forse il materiale attualmente più stampato in assoluto, lo puoi trovare in diverse colorazioni, costa molto poco ed ha basse emissioni e odori (VOC e UFP). Facilissimo da stampare, è adatto a chi si avvicina per la prima volta alla stampa 3D. Il materiale si stampa a temperature tra i 180° e i 220° (dipende dalla marca), piatto riscaldato a 40° o addirittura freddo. Per una migliore adesione puoi utilizzare dei piani di stampa flessibili dedicati o piani in vetro con additivi come Dimafix o Magigoo, la lacca per capelli è ancora un valido alleato ma c’è di meglio in circolazione. Nonostante debba essere ventilato abbondantemente durante la stampa, non presenta fenomeni di delaminazione tra gli strati depositati: il pezzo stampato risulterà quindi molto resistente e rigido. Quest’ultima caratteristica è allo stesso tempo anche uno svantaggio (alle volte), gli oggetti stampati in PLA tendono a “criccare” e a produrre fratture fragili se sottoposti a stress meccanico elevato. Nulla comunque che non sia risolvibile con una attenta progettazione a monte dell’oggetto. Forse il lato peggiore di questo materiale è dato dalla sua resistenza al calore: prova a stampare un oggetto in PLA e poi appoggiarlo sul cruscotto della macchina in piena estate. Noti nulla di strano? L’oggetto inizia a deformarsi (non sciogliersi eh…) e a perdere le sue caratteristiche di resistenza a partire dai 50°. Segnalo una buona resistenza ad olii e grassi: non si scioglie con l’acetone, resiste alla benzina ma nel tempo tende ad infragilire il pezzo. Parlando di post-produzione, gli oggetti in PLA sono generalmente difficili da incollare e carteggiare: per il primo punto ti consiglio di utilizzare colle bicomponenti epossidiche oppure cianoacrilato (meno efficace però). Per quanto concerne la carteggiabilità dipende molto dalla marca di filamento utilizzato, ma in genere è comunque difficile da carteggiare: evita di usare fresini o levigatrici orbitali, il calore sviluppato dalla frizione continua porta il materiale a cedere e ad “impastarsi”. Usa il caro e vecchio olio di gomito e carta abrasiva in fogli . PETG Negli ultimi anni si è delineato come il nuovo materiale di riferimento per la stampa 3D, in quanto abbina i vantaggi di PLA e ABS: può essere utilizzato per oggetti di natura “estetica” vista la finitura lucida del pezzo ma anche per pezzi funzionali. Rispetto all’ABS presenta una maggior flessibilità e minor durezza superficiale, l’adesione tra i layer è però ottima. A livello di facilità di stampa, anche qui, siamo in una via di mezzo tra PLA e ABS; il warping è abbastanza limitato ma non assente come per il PLA (piatto a 70° circa), la temperatura di estrusione si aggira tra i 230° e i 255° ed è inodore durante la stampa. La trasparenza nelle stampe 3D è veramente una chimera: se stai cercando</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/quali-materiali-stampare-allinizio/">Quali materiali stampare all’inizio ? Lez. 5/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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<p>La stampa 3D negli ultimi 10 anni ha subito dei profondi cambiamenti passando da “marchingegno per nerd” ad oggetto che ogni giorno, sempre più, finisce non solo nelle case dei Makers ma nelle aziende di qualsiasi dimensione. Il fatto che siano <strong>decisamente più semplici da montare e configurare </strong>permette a molte persone di approcciare la tecnologia senza grossi timori. In più aggiungiamo il fatto che il prezzo d’ingresso è calato davvero tanto e con poche centinaia di euro si porta a casa una stampante praticamente già pronta che, se usata bene, può portare a grandi soddisfazioni. Per ultimo, ma non per grado di importanza, la quantità di informazioni reperibili in rete che permette al nuovo utente di poter imparare da zero ad utilizzare una stampante 3D, nel 2012 c’era molto da leggere ma era tutto dedicato ad una nicchia di makers davvero ristretta. Molti blog non esistevano così come i video su Youtube erano davvero pochi e molte volte fatti anche male.</p>



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<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Tabella-materiali.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="632" height="554" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Tabella-materiali.png" alt="" class="wp-image-17062" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Tabella-materiali.png 632w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Tabella-materiali-300x263.png 300w" sizes="(max-width: 632px) 100vw, 632px" /></a></figure>
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<p>La cosa che però ha permesso un’adozione più ampia anche a livello aziendale è stato<strong> lo sviluppo continuo di nuovi polimeri termoplastici da stampare</strong>. Che senso ha avere tra le mani la stampante più bella del mondo e lo slicer più semplice se poi abbiamo a disposizione un solo materiale da stampare ? Per ogni campo di applicazione (medicale, aerospace,automotive,racing ecc ecc) esistono uno o più materiali specifici e, salvo alcuni ultra tecnici (tipo PEEK e ULTEM), il resto è possibile stamparli anche con stampanti autocostruire a patto ovviamente di sapere cosa si sta facendo. Questo grazie ai continui sviluppi delle aziende produttrici di filamenti che rendono sempre più estrudibili e stampabili anche i materiali più particolari inizialmente indicati per lo stampaggio ad iniezione.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://lh6.googleusercontent.com/8WiRoEf4RRkaRBNr2aX3V-eU71YwWHKwpfqPrOTaVmKgm0JPs2HsZK0MtLtmFO6VDV2pEt_5cNYsrDJVeb-jSDe0bRWTTlnhxDNpItg80RwuGQ1ZPZ4lUMaM0vMKLJcxc-15qONOGBJrIfv7PmNz5N59GFGsAOMrF8ggUHZYcF_WtSPqkvMKdTl_6w" alt=""/></figure>



<p>Ti starai chiedendo a questo punto da quali materiali è opportuno partire per evitare danni alla stampante, probabilmente una delle migliori risorse gratuite in rete è la famosa <a href="https://help.prusa3d.com/materials">tavola dei materiali di Prusa</a> che riporta le caratteristiche principali del filamento così come alcuni consigli di stampa come temperatura, velocità, adesione al piano di stampa ecc ecc.</p>



<p>⚠️ Più sali con il grado di tecnicità del materiale e più questo potrebbe diventare difficile da stampare o richiedere hardware/stampanti di un certo tipo per poter essere estruso. Non affrettare i tempi e parti dai materiali base.</p>



<p>⚠️ Esistono due standard di produzione del filamento quello da 1.75 mm e quello da 2.85 o 3 mm. Sebbene la maggioranza delle stampanti utilizzi 1.75 mm verifica comunque nella scheda tecnica della stampante quale diametro utilizza.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<h1 class="wp-block-heading"><strong>PLA</strong></h1>



<p>E’ il materiale con cui inizierai a stampare e a muovere i primi passi ma non per questo vuol dire che sia un materiale scadente anzi, buona parte dei progetti ti ritroverai proprio a stamparli in PLA !</p>



<p>Materiale “eco-friendly” , è un polimero derivato da piante come la barbabietola e il mais. E’ un materiale biodegradabile E compostabile, bada bene all’utilizzo di questi due termini: spesso si legge/si sente che <a href="https://www.help3d.it/pla-acqua/">il PLA si scioglie in acqua</a> o se lasciato fuori all’aperto. Nulla di più sbagliato! Non è che se una cosa è bio allora deve per forza sfaldarsi a temperatura ambiente se immersa in acqua; chiariamo quindi un punto fondamentale, <strong>il PLA stampato in 3D non si scioglie in acqua.</strong></p>



<p>E’ forse il materiale attualmente più stampato in assoluto, lo puoi trovare in diverse colorazioni, <strong>costa molto poco</strong> ed ha basse emissioni e odori (VOC e UFP). Facilissimo da stampare, è adatto a chi si avvicina per la prima volta alla stampa 3D. Il materiale si stampa a temperature tra i 180° e i 220° (dipende dalla marca), piatto riscaldato a 40° o addirittura freddo. Per una migliore adesione puoi utilizzare dei piani di stampa flessibili dedicati o piani in vetro con additivi come <a href="https://www.help3d.it/prodotto/dimafix-spray/">Dimafix </a>o <a href="https://www.help3d.it/prodotto/magigoo-original-50-ml/">Magigoo</a>, la lacca per capelli è ancora un valido alleato ma c’è di meglio in circolazione.</p>



<p>Nonostante debba essere ventilato abbondantemente durante la stampa, non presenta fenomeni di delaminazione tra gli strati depositati: il pezzo stampato risulterà quindi <strong>molto resistente e rigido</strong>. Quest’ultima caratteristica è allo stesso tempo anche uno svantaggio (alle volte), gli oggetti stampati in PLA tendono a “criccare” e a produrre fratture fragili se sottoposti a stress meccanico elevato. Nulla comunque che non sia risolvibile con una attenta progettazione a monte dell’oggetto. Forse<strong> il lato peggiore</strong> di questo materiale è dato dalla sua<strong> resistenza al calore</strong>: prova a stampare un oggetto in PLA e poi appoggiarlo sul cruscotto della macchina in piena estate. Noti nulla di strano?<strong> L’oggetto inizia a deformars</strong>i (non sciogliersi eh…) e a perdere le sue caratteristiche di resistenza <strong>a partire dai 50°</strong>. Segnalo una buona resistenza ad olii e grassi: non si scioglie con l’acetone, resiste alla benzina ma nel tempo tende ad infragilire il pezzo. <strong>Parlando di post-produzione</strong>, gli oggetti in PLA sono generalmente difficili da incollare e carteggiare: per il primo punto ti consiglio di utilizzare colle bicomponenti epossidiche oppure cianoacrilato (meno efficace però). Per quanto concerne la carteggiabilità dipende molto dalla marca di filamento utilizzato, ma in genere è comunque difficile da carteggiare: evita di usare fresini o levigatrici orbitali, <strong>il calore</strong> sviluppato dalla frizione continua porta il materiale a cedere e ad “impastarsi”. Usa il caro e vecchio olio di gomito e carta abrasiva in fogli .</p>



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<h1 class="wp-block-heading"><strong>PETG</strong></h1>



<p>Negli ultimi anni si è delineato come il nuovo materiale di riferimento per la stampa 3D, in quanto abbina i vantaggi di PLA e ABS: può essere utilizzato per oggetti di natura “estetica” vista la finitura lucida del pezzo ma anche per <strong>pezzi funzionali</strong>. Rispetto all’ABS presenta una maggior flessibilità e minor durezza superficiale, l’adesione tra i layer è però ottima. A livello di facilità di stampa, anche qui, siamo in <strong>una via di mezzo tra PLA e ABS</strong>; il <a href="https://www.help3d.it/warping/">warping</a> è abbastanza limitato ma non assente come per il PLA (piatto a 70° circa), la temperatura di estrusione si aggira tra i 230° e i 255° ed è inodore durante la stampa. La trasparenza nelle stampe 3D è veramente una chimera: se stai cercando il materiale che si avvicina di più alla trasparenza ottica (in questo caso parliamo di traslucidità), il PET è il materiale che stai cercando. Nella sua versione clear, in combinazione con ugelli di grosso diametro (0.8/1 mm) e layer di stampa da 0.5 mm in su, permette di ottenere stampe con un altro grado di trasparenza.<strong> L’unico difetto ?&nbsp;</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM.png"><img decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM.png" alt="" class="wp-image-17063" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM.png 800w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM-768x432.png 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>
</div>


<p>Una spiccata tendenza a creare “fili/ragnatele” durante la stampa; <a href="https://www.help3d.it/come-regolare-la-retraction-oozing-stringing/">l’effetto stringing</a> può essere comunque minimizzato ma resterà comunque più elevato rispetto al PLA.</p>



<p>E tutti gli altri materiali ? Come mai non cito ABS, NYLON, PC, ABS-PC, PPS, TPU, PBT, PVA, PP ecc ecc ? Molto semplice,<strong> questa è una guida introduttiva</strong> e per il momento troverai estrema soddisfazione nello stampare sia PLA che PETG, quando avrai acquisito maggiore esperienza potrai passare poi a materiali più complessi da stampare tenendo a mente queste cose.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>ABS</strong>: resiste fino a 90° ma per stamparlo bene è richiesta una camera calda e un piano di stampa dedicato con relativo additivo. Fa molta puzza e l’emissione di Stirene non è salutare.</li><li><strong>NYLON</strong>: ottimo materiale funzionale, <a href="https://www.help3d.it/la-guida-completa-essiccazione-dei-filamenti-per-stampanti-3d/">necessita di essere essiccato</a> a dovere e richiede un <a href="https://www.help3d.it/prodotto/magigoo-pa-50-ml/">additivo per il piano specifico</a>.</li><li><strong>POLIPROPILENE</strong>: non aderisce su nessuna superficie se non su piani di stampa dedicati per il polipropilene o additivi.</li><li><strong>FLESSIBILI</strong>: a seconda della durezza (espressa in Shore) saranno più o meno facili da estrudere. Richiedono una stampante con estrusore direct e devono essere stampati lentamente. Supporti monoestrusore difficilissimi da rimuovere.</li><li><strong>PVA</strong>: materiale dedicato ai supporti di stampa. Molto costoso ed estremamente igroscopico.</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-1024x576.jpg" alt="Ausilio stampato con materiale Nylon Carbon PA12 STRUCTURA MA di Treed" class="wp-image-17064" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-1024x576.jpg 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-700x394.jpg 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-300x169.jpg 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-768x432.jpg 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-1536x864.jpg 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p><a href="https://www.matterhackers.com/store/3d-printer-filament/nylonx-carbon-fiber-nylon-filament-1.75mm"></a></p>



<p>E tutti quei bellissimi <strong>filamenti caricati carbonio o vetro ? </strong>Si lo so che te lo stai chiedendo, esistono in commercio delle varianti dei polimeri citati prima con all’interno una carica (variabile in percentuale) di fibra corta/lunga di carbonio oppure sfere di vetro. L’obiettivo è quello di migliorare le performance meccaniche del materiale, limitare il warping e alzare la resistenza alla temperatura. Si trova principalmente il Nylon PA12 caricato carbonio ma spesso si vedono i PA6 , il PETG Carbon, l’ABS Carbon e persino il PLA Carbon. Fai molta attenzione a non stamparli con l’ugello in ottone ma utilizza esclusivamente ugelli in acciaio indurito, Titanio, Rubino, Tungsteno. La carica interna è molto abrasiva e finirà con il consumare il tuo ugello anche dopo meno di 100 gr stampati.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Quale marca mi consigli ?</strong></h1>



<p>Il mercato è davvero pieno di produttori di filamento ed è impossibile provarli tutti. Ci sarà sempre chi dirà che quel materiale fa schifo mentre l’altro è il migliore mai testato prima, quindi come fare a capire se va bene o meno ? <strong>Comprarlo e testarlo personalmente ! </strong>Le configurazioni delle stampanti cambiano non solo a livello hardware (diametro ugello, tipo di estrusore e hotend) ma cambia anche il luogo in cui stampiamo e dove conserviamo le bobine di stampa. Ecco quindi il perchè non esiste il materiale migliore del mondo, sicuramente affidarti a note case produttrici italiane e non che trovi già sullo <a href="https://www.help3d.it/categoria/filamenti/">shop di Help3D</a> è un ottimo punto di partenza, sarai poi tu a giudicare se il filamento risponde alle tue necessità.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex.png" alt="" class="wp-image-17065" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex.png 600w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex-500x500.png 500w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex-100x100.png 100w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex-300x300.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></figure>
</div>


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</div>



<p><a href="https://www.help3d.it/prodotto/filoflex-tpu-flessibile/"></a></p>



<p>Inizialmente sarai guidato più verso una scelta di “portafoglio” che mirata alla massima qualità semplicemente perché avrai paura di sbagliare e non te la senti di investire su dei filamenti di buona qualità. Invece il segreto per partire subito in quarta è quello di <strong>non lesinare sulla scelta del materiale</strong>, cerca di puntare sin da subito materiali che magari costano qualche euro in più al kg ma che ti possano garantire maggiori possibilità di successo e meno rogne in fase di stampa.</p>
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		<title>Filamento umido ? La guida completa all&#8217;essiccazione dei filamenti</title>
		<link>https://www.help3d.it/la-guida-completa-essiccazione-dei-filamenti-per-stampanti-3d/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2022 00:13:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Rubrica del Piraz]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[essiccatori]]></category>
		<category><![CDATA[Filamenti]]></category>
		<category><![CDATA[how to]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://help3d.it/?p=16570</guid>

					<description><![CDATA[<p>Se le tue stampe 3D non escono correttamente potrebbe essere anche colpa di un filamento non essiccato correttamente o troppo umido. Scopri come fare per recuperare le bobine che vorresti gettare via !</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/la-guida-completa-essiccazione-dei-filamenti-per-stampanti-3d/">Filamento umido ? La guida completa all&#8217;essiccazione dei filamenti</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Essiccare o non essiccare il filamento prima di stampare in 3D ? Questo è il dilemma ! In realtà non c’è nessun dubbio, prima o poi qualsiasi materiale termoplastico assorbirà una certa quantità di acqua dall’ambiente in cui è collocato. Alcuni filamenti sono più <a href="https://www.help3d.it/filamento-umido-costruiamo-un-essiccatore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">igroscopici </a>di altri (PVA, BVOH, NYLON, TPU), in certi casi si arriva addirittura ad avere un decadimento delle proprietà meccaniche del materiale, in altri casi non si noterà nemmeno la differenza. Andiamo per gradi e analizziamo punto per punto tutte le variabili in gioco.<br>Un doveroso ringraziamento a <a href="https://www.help3d.it/tag-prodotto/filoalfa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Filoalfa </strong></a>e all’Ing Antonio Berera per le importantissime informazioni condivise in merito a questo spinoso argomento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Temperature e tempi di essiccazione</h2>



<p>Prova a pensare alla classica ricetta della mamma che ti spiega come fare lo spezzatino perfetto, arrivi alla voce del sale e olio e leggi “QB”. La stessa cosa si ripresenta quando devi cercare di capire a che temperatura essiccare un filamento e per quanto tempo, ti basta navigare un attimo sul web e troverai 10 tabelle di riferimento con 10 consigli di temperature e tempi differenti. <strong>Quale scegliere quindi ?</strong> Il miglior consiglio che ti posso dare è rivolgerti direttamente al produttore del filamento, ad esempio <a href="https://www.filoalfa3d.com/it/blog/30_il-guru-e-la-conservazione-ed-eventuale-recupero-delle-bobine.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Filoalfa</a> e <a href="https://www.ultrafusefff.com/">BASF</a> forniscono delle precise istruzioni su come essiccare i loro filamenti. Ma esiste comunque una regola generale che prende in considerazione la <strong>Temperatura di Transizione Vetrosa (Tg).</strong></p>



<p>“A temperature inferiori a Tg, le catene molecolari non hanno abbastanza energia presente per consentire loro di muoversi. Le molecole di polimero sono essenzialmente bloccate in una struttura amorfa rigida a causa della breve lunghezza della catena, a gruppi molecolari che si ramificano e si incastrano tra loro o a causa di una struttura scheletrica rigida. <strong>Quando viene applicato il calore, le molecole polimeriche acquistano energia e possono iniziare a muoversi.</strong> <a href="https://www.xpolymers.it/tg.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fonte</a>”</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Idrolisi-acqua-filamento.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="299" height="136" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Idrolisi-acqua-filamento.png" alt="" class="wp-image-16574"/></a><figcaption>Idrolisi &#8211; Fonte: <a href="https://support.bcn3d.com/knowledge/humid-filament-bcn3d">https://support.bcn3d.com/knowledge/humid-filament-bcn3d</a></figcaption></figure></div>



<p>La chiave è tutta qui: dato che il filamento è un <strong>polimero termoplastico</strong>, se viene lasciato per troppo tempo in un ambiente umido (prendi come riferimento l’umidità relativa), l’acqua presente nell’aria non si deposita solo superficialmente ma penetrerà anche al suo interno. Per effetto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Idrolisi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dell’idrolisi</a> l’acqua si lega alla catena polimerica “rompendola” in una forma più semplice chiamata monomero, il risultato è un filamento più fragile che si stampa male e con caratteristiche meccaniche pesantemente penalizzate. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Filamento-umido-molecole.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="136" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Filamento-umido-molecole-1024x136.png" alt="" class="wp-image-16573" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Filamento-umido-molecole-1024x136.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Filamento-umido-molecole-700x93.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Filamento-umido-molecole-300x40.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Filamento-umido-molecole-768x102.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Filamento-umido-molecole.png 1172w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Fonte:<a href="https://www.printdry.com/the-science-behind-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> https://www.printdry.com/the-science-behind-it/</a></figcaption></figure></div>



<p>Applicando progressivamente <strong>calore </strong>l’acqua assorbita e legata alle catene polimeriche inizierà a “staccarsi” e si muoverà dall’interno del filamento verso l’esterno. Maggiore sarà la temperatura di essiccazione, minore sarà l’umidità relativa nell’ambiente di essiccazione e più veloce sarà il processo, se aggiungiamo poi una ventola interna è ancora meglio. Questo sfata il mito delle<strong> vaschette trasparenti piene di silica gel</strong>, vanno benissimo per conservare il filamento ma <strong>non aiuteranno ad estrarre l’umidità</strong> all’interno del filamento, per quella ci vuole calore.</p>



<p>Come regola generale viene indicato di<strong> </strong><strong>non andare oltre la Tg</strong> del materiale (meglio restare qualche grado sotto per sicurezza) per evitare di andare in transizione vetrosa e incappare in problemi come:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>variazione del diametro filamento (si ovalizza e diventa non uniforme)</li><li>maggiore fragilità del materiale</li><li>filamento che diventa un blocco unico, le spire si saldano tra di loro</li><li>bobine che si deformano per il troppo calore applicato</li><li>bobine che si deformano per il ritiro del materiale dopo il raffreddamento</li></ul>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Filamento umido ? La guida completa all&#039;essiccazione dei filamenti" width="960" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/aDWMS-sWpU8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Dove trovare questa benedetta Tg &#8211; Temperatura di transizione vetrosa ? </h2>



<p>In genere è indicata sulle <strong>TDS (Technical Data Sheet)</strong> del filamento, se non dovesse esserci potrai richiederla al produttore. Un metodo meno raffinato (prendetelo con le pinze) per individuare la Tg, è guardare la temperatura di fusione del materiale e togliere circa un 30%. Menzione speciale per le TDS di BASF (<a href="https://www.ultrafusefff.com/wp-content/uploads/2019/02/Ultrafuse_PAHT_CF15_TDS_EN_v3.5-1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scheda tecnica del Nylon PAHTCF15</a>) che riportano non solo tutti i dati di essiccazione ma anche tutti i dati relativi alla resistenza a trazione, impatto ecc ecc dei provini <strong>stampati </strong>ed essiccati ma anche (solo per il PA) dei provini stampati e poi <a href="https://forward-am.com/wp-content/uploads/2021/04/Conditioning-Guidelines_UltrasintPA6.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“condizionati”</a> (ovvero lasciati in un ambiente con una determinata % di umidità e una determinata T) . Sembra quasi un controsenso, stiamo facendo di tutto per togliere l’umidità dal filamento e poi dopo il pezzo stampato lo mettiamo volutamente in ambiente umido… perchè ? Con determinati materiali, vedi il Nylon, si può far assorbire volutamente una determinata quantità di acqua per renderlo (ad esempio) più morbido e resistente alla flessione e all’impatto. Ma resta comunque il fatto che il pezzo deve essere stampato con il filamento nelle migliori condizioni possibili ovvero ben essiccato all’origine per non avere problemi di estrusione/delaminazioni ecc ecc… il condizionamento è poi considerato un post-processo ed è una cosa che a livello casalingo raramente si prende in considerazione.</p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.filoalfa3d.com/upload/stblog/2/79/403/79403large.jpg" alt="Conservare e recuperare le bobine aperte" width="840" height="556"/><figcaption>Fonte: <a href="https://www.filoalfa3d.com/it/blog/79_conservare-e-recuperare-le-bobine-aperte.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> https://www.filoalfa3d.com/it/blog/79_conservare-e-recuperare-le-bobine-aperte.html</a></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto tempo deve restare una bobina in essiccatore ? </h2>



<p>Anche qui non esiste una risposta definitiva, tutto dipende da quanta umidità ha assorbito e per quanto tempo. L’unico modo per sapere se il filamento è essiccato completamente è quello di <strong>pesare </strong>la bobina prima di metterla in essiccatore e poi effettuare delle altre pesate ogni ora <strong>fino a quando noti che il peso non diminuisce più</strong>. Considera inoltre che influisce moltissimo anche la temperatura di essiccazione, tecnicamente <strong>potresti essiccare un filamento anche al di sotto delle temperature consigliate</strong> ma i tempi potrebbero dilatarsi quasi all’infinito rischiando addirittura di non asciugare completamente. </p>



<p>Alcuni materiali “caricati” potrebbero richiedere più ore di essiccazione del polimero non caricato, un PLA caricato fibre vegetali può richiedere <strong>fino a 3 volte</strong> il tempo rispetto al medesimo materiale puro. Se il filamento non lo tieni proprio sotto acqua o fuori casa all’aperto le classiche 3 o 4 ore di essiccazione bastano e avanzano, qui sotto trovi comunque una tabella di riferimento dei materiali <a href="https://www.help3d.it/tag-prodotto/filoalfa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Filoalfa</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Per quanto posso lasciarlo dentro all’essiccatore ? </h2>



<p>Anche questa è una bella domanda, teoricamente all’infinito ma oltre un certo punto non uscirà più umidità dal filamento quindi è inutile. Piuttosto valuta di trasferire la bobina asciutta in un luogo di conservazione idoneo (dry box, sacchetti sottovuoto ecc ecc). Presta attenzione alla Poliammide (PA = Nylon) a non essiccarlo a T superiori 90-100° per tempi maggiori di 2 ore per evitarne l’ossidazione.</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><tbody><tr><td>Materiale</td><td>Temperatura</td><td>Tempo</td></tr><tr><td></td><td></td><td></td></tr><tr><td>PLA</td><td>60°C</td><td>2 h</td></tr><tr><td>ABS</td><td>85°C</td><td>4 h</td></tr><tr><td>ABSpeciale</td><td>75°C</td><td>3 h</td></tr><tr><td>Nylon</td><td>80°C</td><td>3 h</td></tr><tr><td>FiloFlex</td><td>75°C</td><td>4 h</td></tr><tr><td>PETG</td><td>70°C</td><td>2 h</td></tr><tr><td>HIPS</td><td>75°C</td><td>3 h</td></tr><tr><td>Vetroalfa</td><td>70°C</td><td>3 h</td></tr></tbody></table><figcaption>Fonte: <a href="https://www.filoalfa3d.com/it/blog/30_il-guru-e-la-conservazione-ed-eventuale-recupero-delle-bobine.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Filoalfa</a></figcaption></figure>



<p></p>



<p>Altre tabelle che si trovano in rete riportano invece questi valori:</p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><tbody><tr><td>Materiale</td><td>Temperatura</td><td>Tempo</td></tr><tr><td></td><td></td><td></td></tr><tr><td>PLA</td><td>50°C (122°F)</td><td>&gt; 3h</td></tr><tr><td>ABS</td><td>65°C (149°F)</td><td>&gt; 3h</td></tr><tr><td>PETG/CPE</td><td>65°C (149°F)</td><td>&gt; 3h</td></tr><tr><td>Nylon</td><td>70°C (158°F)</td><td>&gt; 12h</td></tr><tr><td>Silica Gel</td><td>65°C (149°F)</td><td>&gt; 3h</td></tr><tr><td>PVA</td><td>45°C (113°F)</td><td>&gt; 10h</td></tr><tr><td>TPU/TPE</td><td>55°C (131°F)</td><td>&gt; 4h</td></tr><tr><td>ASA</td><td>60°C (140°F)</td><td>&gt; 4h</td></tr><tr><td>PP</td><td>55°C (131°F)</td><td>&gt; 6h</td></tr><tr><td>HIPS</td><td>60°C (140°F)</td><td>&gt; 4h</td></tr><tr><td>PC</td><td>70°C (158°F)</td><td>&gt; 6h</td></tr><tr><td>PEEK</td><td>70°C (158°F)</td><td>&gt; 6h</td></tr></tbody></table><figcaption>Fonte: <a href="https://www.printdry.com/how-to-dry-filaments/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.printdry.com/how-to-dry-filaments/</a></figcaption></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><tbody><tr><td>Materiale</td><td>Temperatura</td><td>Tempo</td></tr><tr><td></td><td></td><td></td></tr><tr><td>PEKK</td><td>120</td><td>4</td></tr><tr><td>PEEK</td><td>120</td><td>4</td></tr><tr><td>PEI</td><td>120</td><td>4</td></tr><tr><td>PPSU</td><td>120</td><td>4</td></tr><tr><td>PSU</td><td>120</td><td>4</td></tr><tr><td>PPS</td><td>110</td><td>4</td></tr><tr><td>PC</td><td>120</td><td>4</td></tr><tr><td>PC/ABS</td><td>110</td><td>4</td></tr><tr><td>PC/ASA</td><td>110</td><td>4</td></tr><tr><td>NYLON</td><td>90</td><td>4</td></tr><tr><td>FLEX TPC</td><td>65</td><td>4</td></tr><tr><td>PETG</td><td>65</td><td>4</td></tr><tr><td>ASA</td><td>80</td><td>4</td></tr><tr><td>ABS</td><td>80</td><td>4</td></tr><tr><td>PLA</td><td>65</td><td>4</td></tr><tr><td>HIPS</td><td>non necessario</td><td></td></tr></tbody></table><figcaption>Fonte: <a href="https://www.3dxtech.com/drying-instructions/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.3dxtech.com/drying-instructions/</a></figcaption></figure>



<p></p>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><tbody><tr><td>Materiale</td><td>Temperatura</td></tr><tr><td>PLA</td><td>45ºC for 6 hours</td></tr><tr><td>TPLA</td><td>45ºC for 6 hours</td></tr><tr><td>PVA</td><td>50-55ºC for 12 hours</td></tr><tr><td>BVOH</td><td>60ºC for 4 to 16 hours</td></tr><tr><td>TPU</td><td>50-55ºC for 12 hours</td></tr><tr><td>PET-G</td><td>65ºC for 6 hours</td></tr><tr><td>ABS</td><td>80ºC for 6 hours</td></tr><tr><td>PA</td><td>80ºC for 12 hours</td></tr><tr><td>PP</td><td>45ºC for 6 hours</td></tr><tr><td>PAHT CF15</td><td>80ºC for 12 hours</td></tr><tr><td>PP GF30</td><td>45º for 6 hours</td></tr><tr><td>PET CF15</td><td>45º for 6 hours</td></tr></tbody></table><figcaption>Fonte: <a href="https://support.bcn3d.com/knowledge/humid-filament-bcn3d" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://support.bcn3d.com/knowledge/humid-filament-bcn3d</a></figcaption></figure>



<p>Come vedi i consigli relativi a temperature e tempi sono solo in parte sovrapponibili, la cosa migliore che puoi fare è interfacciarti direttamente con il produttore del filamento per capire i parametri più corretti per l’essiccazione.</p>





<h2 class="wp-block-heading">Come riconosco un filamento umido ?</h2>



<p>Se stampi generalmente con materiali come PLA &#8211; PETG &#8211; ABS potresti non avere mai problemi di filamento umido o non accorgerti se questi sono davvero umidi, sono materiali poco igroscopici e anche se “maltrattati” come conservazione fanno comunque il loro dovere. Se invece stampi con materiali tipo Nylon (PA), Nylon Carbonio (PACF), TPU (flessibili) e i solubili PVA / BVOH, PEEK, PPS, PPSU avrai già notato la differenza tra un filo “secco” e uno umido. A cosa devi stare attento ?&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il filamento si spezza:</strong> la prima cosa che viene proposta sui forum/gruppi facebook/ telegram appena si parla di filamento umido è di fare la prova di flessione del filamento. Se questo si spezza è automaticamente umido. Prendi questa affermazione con le pinze perchè in realtà la fragilità di un materiale in bobina dipende anche dalle cariche al suo interno. Prendiamo per esempio l’ottimo <a href="https://www.help3d.it/prodotto/alfaomnia-petg-carbonio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alfaomnia</a> PETG Carbon, appena lo apri devi stare attento a flettere il filamento altrimenti si spezza subito. Così vale anche per molti Nylon Carbon o PBT Carbon si spezzano solo a guardarli. Questo vuol dire che sono necessariamente umidi ? Certo che no, è la loro composizione che li porta ad essere così fragili su filamento ma una volta stampati saranno perfettamente resistenti. Ad esempio un classico Nylon PA12 quando prende umidità tende ad ammorbidirsi piuttosto che a diventare fragile. Discorso diverso è se abbiamo un PLA che appena aperto si fletteva senza spezzarsi e poi, dopo qualche mese lasciato sullo scaffale, lo ritrovi che appena si prova a fletterlo si sbriciola, in questo caso la fragilità del filamento potrebbe essere <strong>sintomo </strong>di un filamento che ha preso umido e necessita di essere essiccato. Considera che anche l’esposizione al sole e ai raggi UV può portare ad avere un filamento fragile quindi la conservazione del materiale dovrà essere fatta al chiuso e in un ambiente con umidità relativa il più bassa possibile.</li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Filamento-umido-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Filamento-umido-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-16593" width="600" height="284"/></a><figcaption>Bolle in estrusione e piccole nubi di vapore</figcaption></figure></div>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il filamento scoppietta: </strong>è un fenomeno detto &#8220;foaming&#8221; che si nota maggiormente su Nylon (ma non solo) e in fase di estrusione vedrai (e sentirai) proprio il filamento scoppiettare e rilasciare delle piccole “nubi” di vapore, questo perchè l’acqua all’interno del filamento si trasforma in vapore per via dell’elevata temperatura che si raggiunge all’interno dell’ugello.</li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Stringing-nylon.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Stringing-nylon-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-16594" width="600" height="324"/></a><figcaption>Un filamento umido accentua il fenomeno dello stringing (e leggero <a href="https://www.help3d.it/warping/">warping</a>!)</figcaption></figure></div>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.help3d.it/come-regolare-la-retraction-oozing-stringing/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Stringing </strong></a><strong>molto accentuato: </strong>per una diretta conseguenza del punto 2 un modo per riconoscere un filamento umido in fase di stampa è se questo inizia a “stringare” / fare la ragnatela di filamento negli spostamenti in aria. La prova la fai con il medesimo gcode e filamento messi in stampa a distanza di mesi, se vedi fili in giro allora è molto probabile che il filamento non sia in ottime condizioni. Un altro modo per capire quanto può essere umido un filo è quello di provare una semplice estrusione nel vuoto di 30/40 mm e poi interromperla SENZA effettuare una retraction: noterai che un filamento umido tenderà a continuare ad uscire molto di più rispetto allo stesso essiccato. Alcuni materiali, come il TPU, presentano comunque una intrinseca tendenza a “stringare” più del normale anche in condizioni ottimali di umidità, ma questo test ti permetterà di capire se rispetto allo standard a cui sei abituato un determinato materiale sta stringando più del dovuto.</li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Filamento-umido.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Filamento-umido-1024x578.jpg" alt="" class="wp-image-16577" width="600" height="311"/></a><figcaption>A sinistra TPU Filoalfa correttamente essiccato a destra la stessa bobina ma umida</figcaption></figure></div>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Cambia la finitura del pezzo: </strong>è forse uno dei modi più evidenti per capire se un filamento è umido, ti ritroverai con pezzi pieni di buchetti (mancate estrusioni per evaporazione acqua), loop che non aderiscono, pezzi che delaminano, il citato stringing del punto 3 e <strong>una finitura generalmente opaca e quasi butterata</strong>. Insomma proprio un pezzo brutto da vedere ! Ma fai sempre attenzione al fatto che l’umidità potrebbe non essere <strong>l’unico</strong> problema che porta ad avere stampe brutte…</li><li><strong>Prestazioni meccaniche degradate: </strong>questa cosa è invece più difficile da notare senza degli strumenti di misura adeguati, alle volte il materiale potrebbe non risultare talmente umido da compromettere la resa estetica della stampa (quindi non te ne accorgi) ma potrebbe comunque ridurre drasticamente le proprietà meccaniche del pezzo stampato. Per chi lavora con PLA e PETG questo problema non si pone così frequentemente ma se utilizzi materiali più tecnici come PPS, PEEK, Nylon, TPU e Solubili è bene tenerlo a mente e prendere le dovute contromisure.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Quali essiccatori utilizzare ? Quanto consumano ?</h2>



<p>Se hai letto fino a qui sicuramente ti sarai chiesto “ e ora cosa compro ? quale è il migliore ? “. In realtà hai tutte le informazioni che ti servono per capire quale dispositivo è migliore per il materiale che vorrai trattare ma per completezza ecco alcune proposte che ho provato per te:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Forno casalingo: </strong>è la soluzione più semplice e immediata ma ha due grossi svantaggi. La moglie/fidanzata che sicuramente si arrabbierà e il controllo della temperatura. Tralasciando il primo punto che è bypassabile velocemente, resta il controllo preciso della temperatura: il più delle volte la temperatura supera di gran lunga quella che voi pensate di aver impostato, specialmente se si lavora a T molto basse come 50/60°. Controlla quindi che la temperatura sia corretta e che in fase di riscaldamento iniziale non scaldi più del dovuto (attiva anche la ventilazione interna). Ricorda inoltre che un uso promiscuo cibo/filamenti non è mai consigliato quindi cerca di lavorare con dispositivi dedicati.</li><li><strong>Fornetto delle brioches: </strong>valida alternativa compatta ed economica. Unico punto dolente ? La gestione pressoché nulla della temperatura e una scarsa uniformità di riscaldamento che si concentra tutta dal lato delle resistenze. Inoltre non è ventilato internamente. Soluzione non consigliata&nbsp;</li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Melchioni-babele.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="450" height="450" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Melchioni-babele.jpg" alt="" class="wp-image-16584" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Melchioni-babele.jpg 450w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Melchioni-babele-100x100.jpg 100w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Melchioni-babele-300x300.jpg 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Melchioni-babele-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><figcaption><a href="https://amzn.to/3J4HaC4" target="_blank" rel="noreferrer noopener sponsored nofollow">Melchioni Babele</a></figcaption></figure></div>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Essiccatore alimentare in plastica: </strong>correva l’anno 2018 e proprio questo tipo di essiccatore è stato oggetto di<a href="https://www.help3d.it/filamento-umido-costruiamo-un-essiccatore/"> uno dei miei video,</a> il costo è davvero contenuto, buoni i consumi e le temperature raggiunte ma va bene solo per una bobina alla volta. Se dovete asciugare più bobine contemporaneamente e alla <strong>stessa </strong>temperatura non va bene perchè più inserisci ripiani supplementari e più i piani alti riceveranno meno calore di quelli sotto. I dati qui sotto sono relativi al prodotto <a href="https://amzn.to/3J4HaC4" target="_blank" rel="noreferrer noopener sponsored nofollow">Melchioni Babele</a> che avevo già recensito.<br></li></ul>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><tbody><tr><td>Temperatura selettore</td><td>Temp. media</td><td>Temp. max</td><td>Consumo medio orario</td></tr><tr><td></td><td></td><td></td><td></td></tr><tr><td>70°</td><td>79</td><td>83</td><td>189W</td></tr></tbody></table><figcaption>Temperature Melchioni Babele</figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Essiccatore alimentare in acciaio: </strong>l’ultimo arrivato su gentile segnalazione di Fabio Trotti. Se dai un&#8217;occhiata alle temperature massime che possono raggiungere i vari essiccatori in commercio, noterai che per trovare i 90° è molto molto difficile. Questo in <strong>acciaio </strong>è davvero valido, temperature rispettate e buona costruzione generale. La resistenza interna non è estremamente potente e quindi anche la parte di bobina vicino ad essa non soffrirà per il troppo calore, la ventola interna poi aiuta a diffondere il calore rendendo l’ambiente uniforme e aiutando ad espellere l’aria umida attraverso le feritoie. Ho rilevato una differenza di circa 3° tra parte anteriore e posteriore mentre una variazione di circa 1° tra parte alta e parte bassa della camera. Ottimo quindi per asciugare fino a 4 bobine (si appoggiano sui vassoi) alla stessa temperatura. Se invece vuoi utilizzarlo per tenere asciutti i filamenti anche mentre stai stampando <strong>QUI </strong>trovi il progetto per modificarlo con dei portabobine interni e dei guidafilo esterni. L’unico difetto di questo tipo di essiccatore è che ha il timer impostabile fino ad un massimo di 24 ore quindi se fai stampe lunghe lunghe dovrai ricordarti di resettarlo ogni tanto. Ma se lo prendi solo per asciugare il materiale e poi riporlo sottovuoto allora è perfetto. I dati qui sotto fanno riferimento al prodotto <a href="https://amzn.to/3pVW8CV" rel="sponsored nofollow">Vita5 Nobel S</a></li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Esiccatore-acciaio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Esiccatore-acciaio-1024x578.jpg" alt="" class="wp-image-16578" width="600" height="318"/></a><figcaption>Il Vita5 appena arrivato !</figcaption></figure></div>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><tbody><tr><td>Temperatura LCD</td><td>Temp. media</td><td>Temp. max</td><td>Consumo medio orario</td></tr><tr><td>30</td><td>35°</td><td>41°</td><td>80W</td></tr><tr><td>40</td><td>44°</td><td>48°</td><td>114W</td></tr><tr><td>50</td><td>55°</td><td>57°</td><td>152W</td></tr><tr><td>60</td><td>61°</td><td>65°</td><td>191W</td></tr><tr><td>70</td><td>70°</td><td>74°</td><td>216W</td></tr><tr><td>80</td><td>78°</td><td>83°</td><td>280W</td></tr><tr><td>90</td><td>86°</td><td>90°</td><td>296W</td></tr></tbody></table><figcaption>Temperature rilevate con <a href="https://amzn.to/3pVW8CV" rel="sponsored nofollow">Vita5 Nobel S</a></figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Essiccatori specifici per filamenti: </strong>negli ultimi anni sono spuntati un po’ ovunque degli essiccatori economici fatti apposta per i filamenti, le marche che vedrai per la maggiore sono quelle della <a href="https://amzn.to/3u5tPU7" rel="sponsored nofollow">Sunlu</a> e della <a href="https://amzn.to/3Kw8gm2" rel="sponsored nofollow">Esun</a> ma ce ne sono molti altri in commercio. Sono molto compatti, integrano un comodo porta bobine e alcuni hanno anche una cella di carico che pesa le bobine. Presta però molta attenzione alle temperature indicate e ai consigli di essiccazione che ti propongono nei libretti d’uso</li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Esun-essiccatore.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="500" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Esun-essiccatore.jpg" alt="" class="wp-image-16579" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Esun-essiccatore.jpg 500w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Esun-essiccatore-100x100.jpg 100w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Esun-essiccatore-300x300.jpg 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Esun-essiccatore-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a><figcaption>Essiccatore <a href="https://amzn.to/3Kw8gm2" target="_blank" rel="noreferrer noopener sponsored nofollow">Esun</a></figcaption></figure></div>



<figure class="wp-block-table is-style-stripes"><table><tbody><tr><td>Temperatura LCD</td><td>Temp. media</td><td>Temp. max</td><td>Consumo medio orario</td></tr><tr><td>1 (36°)</td><td>34°</td><td>35°</td><td>15W</td></tr><tr><td>2 (40°)</td><td>39°</td><td>40°</td><td>16W</td></tr><tr><td>3 (45°)</td><td>41</td><td>41</td><td>17W</td></tr><tr><td>4 (50°)</td><td>42</td><td>42</td><td>17W</td></tr></tbody></table><figcaption>Temperature rilevate con modello <a href="https://amzn.to/3Kw8gm2" target="_blank" rel="noreferrer noopener sponsored nofollow">Esun</a></figcaption></figure>



<p>Questa tabella che vedi si riferisce al modello della <a href="https://amzn.to/3Kw8gm2" target="_blank" rel="noreferrer noopener sponsored nofollow">Esun</a> e alla potenza 4 dicono che è possibile asciugare Nylon e PC. La T raggiunta nei test non è sufficiente per l’essiccazione della maggior parte dei materiali (potrebbero volerci eoni per asciugare…) ed è addirittura al limite anche per il comune PLA e PETG. Ho provato più volte ad essiccare il TPU e il Nylon ma non c’è stato verso, questi aggeggi vanno benissimo per creare un ambiente di conservazione privo di umidità durante le stampe lunghe ma non sono idonei per una essiccazione ottimale del filamento. Solitamente tendo ad utilizzare l’essiccatore “potente” per asciugare bene il filamento alla T corretta e poi per la stampa lo metto in questo piccolo box accanto alla stampante. Ha il grosso vantaggio di essere molto silenzioso, non consuma praticamente nulla ed è davvero compatto.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dove e come conservare i filamenti asciutti ?</h2>



<p>Ora che sei diventato un drago nell’essiccare i filamenti ti ritrovi davanti ad un bivio: asciugo ogni volta il materiale o cerco di riporlo in un contenitore adatto ? La condizione ideale è quella di conservarlo in un ambiente con umidità relativa molto bassa (possibilmente prossima al 10%) e lontano da raggi UV. Ecco cosa ti consiglio:</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Samla-box-filament.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Samla-box-filament.png" alt="" class="wp-image-16586" width="723" height="387" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Samla-box-filament.png 939w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Samla-box-filament-700x376.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Samla-box-filament-300x161.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Samla-box-filament-768x412.png 768w" sizes="(max-width: 723px) 100vw, 723px" /></a></figure></div>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Box SAMLA + Silica Gel = DRYBOX:</strong> su <a href="https://www.thingiverse.com/thing:2953325" rel="sponsored nofollow">T</a><a href="https://www.thingiverse.com/thing:2953325" target="_blank" rel="noreferrer noopener sponsored nofollow">hingiverse </a>è pieno di progetti che spiegano come modificare delle semplici scatole con coperchio dell’Ikea per renderle delle perfette Drybox. Sul fondo potrai mettere del <a href="https://amzn.to/3tHkX6K" target="_blank" rel="noreferrer noopener sponsored nofollow">Silica Gel</a> o qualsiasi altro materiale in grado di assorbire umidità (alcune lettiere del gatto ad esempio…). Ricorda però che devi tenere costantemente sotto controllo con un <a href="https://amzn.to/3pXFCSX" target="_blank" rel="noreferrer noopener sponsored nofollow">igrometro </a>l’umidità relativa all’interno della scatola ed eventualmente rigenerare i silica gel mettendoli proprio in essiccatore. Questa soluzione è molto economica e funzionale, se metti anche i supporti per le bobine poi potrai stampare direttamente dalla box ed evitare che il filamento assorba umidità.</li><li><strong>Sacchetti sottovuoto usa e getta: </strong>soluzione molto pratica e funzionale, la <a href="https://amzn.to/3KzNJ04" target="_blank" rel="noreferrer noopener sponsored nofollow">macchina per il sottovuoto</a> ti garantisce il vuoto quasi perfetto ma ha il grosso svantaggio di dover buttar via ogni volta i sacchetti, decisamente poco ecologico…</li><li><strong>Sacchetti riutilizzabili con pompetta: </strong>come sopra ma ha il vantaggio di avere dei <a href="https://amzn.to/3vWWGfJ" target="_blank" rel="noreferrer noopener sponsored nofollow">sacchetti riutilizzabili</a> che possiamo aprire e chiudere di volta in volta mentre il vuoto si crea con la pratica pompetta in dotazione. Se utilizzati molto potrebbero danneggiarsi nei pressi della valvola ma su 20 sacchetti utilizzati ne avrò buttati si e no 2.</li></ul>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Sacchetti-Esun.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Sacchetti-Esun-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-16581" width="677" height="677" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Sacchetti-Esun-1024x1024.jpg 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Sacchetti-Esun-500x500.jpg 500w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Sacchetti-Esun-100x100.jpg 100w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Sacchetti-Esun-700x700.jpg 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Sacchetti-Esun-300x300.jpg 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Sacchetti-Esun-150x150.jpg 150w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Sacchetti-Esun-768x768.jpg 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/03/Sacchetti-Esun.jpg 1500w" sizes="(max-width: 677px) 100vw, 677px" /></a><figcaption>Sacchetti <a href="http://amzn.to/3vWWGfJ" target="_blank" rel="noreferrer noopener sponsored nofollow">Esun</a></figcaption></figure></div>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Stampare direttamente dall’essiccatore: </strong>è sicuramente la via più corretta da seguire, così avrai sempre la certezza di avere il filamento sempre asciutto e bello caldo quando entra in camera di estrusione. Certo non è la soluzione più economica in termini di consumi energetici ma è quella che ti garantisce la perfezione ad ogni stampa.</li></ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/la-guida-completa-essiccazione-dei-filamenti-per-stampanti-3d/">Filamento umido ? La guida completa all&#8217;essiccazione dei filamenti</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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