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	<title>Slicer 3d Archivi - Help3D</title>
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	<description>Il tuo percorso nella stampa 3D inizia qui</description>
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		<title>Quali materiali stampare all’inizio ? Lez. 5/9</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2022 07:35:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corso completo di Stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di stampa 3D]]></category>
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		<category><![CDATA[Slicer 3d]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stampa 3D negli ultimi 10 anni ha subito dei profondi cambiamenti passando da “marchingegno per nerd” ad oggetto che ogni giorno, sempre più, finisce non solo nelle case dei Makers ma nelle aziende di qualsiasi dimensione. Il fatto che siano decisamente più semplici da montare e configurare permette a molte persone di approcciare la tecnologia senza grossi timori. In più aggiungiamo il fatto che il prezzo d’ingresso è calato davvero tanto e con poche centinaia di euro si porta a casa una stampante praticamente già pronta che, se usata bene, può portare a grandi soddisfazioni. Per ultimo, ma non per grado di importanza, la quantità di informazioni reperibili in rete che permette al nuovo utente di poter imparare da zero ad utilizzare una stampante 3D, nel 2012 c’era molto da leggere ma era tutto dedicato ad una nicchia di makers davvero ristretta. Molti blog non esistevano così come i video su Youtube erano davvero pochi e molte volte fatti anche male. La cosa che però ha permesso un’adozione più ampia anche a livello aziendale è stato lo sviluppo continuo di nuovi polimeri termoplastici da stampare. Che senso ha avere tra le mani la stampante più bella del mondo e lo slicer più semplice se poi abbiamo a disposizione un solo materiale da stampare ? Per ogni campo di applicazione (medicale, aerospace,automotive,racing ecc ecc) esistono uno o più materiali specifici e, salvo alcuni ultra tecnici (tipo PEEK e ULTEM), il resto è possibile stamparli anche con stampanti autocostruire a patto ovviamente di sapere cosa si sta facendo. Questo grazie ai continui sviluppi delle aziende produttrici di filamenti che rendono sempre più estrudibili e stampabili anche i materiali più particolari inizialmente indicati per lo stampaggio ad iniezione. Ti starai chiedendo a questo punto da quali materiali è opportuno partire per evitare danni alla stampante, probabilmente una delle migliori risorse gratuite in rete è la famosa tavola dei materiali di Prusa che riporta le caratteristiche principali del filamento così come alcuni consigli di stampa come temperatura, velocità, adesione al piano di stampa ecc ecc. ⚠️ Più sali con il grado di tecnicità del materiale e più questo potrebbe diventare difficile da stampare o richiedere hardware/stampanti di un certo tipo per poter essere estruso. Non affrettare i tempi e parti dai materiali base. ⚠️ Esistono due standard di produzione del filamento quello da 1.75 mm e quello da 2.85 o 3 mm. Sebbene la maggioranza delle stampanti utilizzi 1.75 mm verifica comunque nella scheda tecnica della stampante quale diametro utilizza. PLA E’ il materiale con cui inizierai a stampare e a muovere i primi passi ma non per questo vuol dire che sia un materiale scadente anzi, buona parte dei progetti ti ritroverai proprio a stamparli in PLA ! Materiale “eco-friendly” , è un polimero derivato da piante come la barbabietola e il mais. E’ un materiale biodegradabile E compostabile, bada bene all’utilizzo di questi due termini: spesso si legge/si sente che il PLA si scioglie in acqua o se lasciato fuori all’aperto. Nulla di più sbagliato! Non è che se una cosa è bio allora deve per forza sfaldarsi a temperatura ambiente se immersa in acqua; chiariamo quindi un punto fondamentale, il PLA stampato in 3D non si scioglie in acqua. E’ forse il materiale attualmente più stampato in assoluto, lo puoi trovare in diverse colorazioni, costa molto poco ed ha basse emissioni e odori (VOC e UFP). Facilissimo da stampare, è adatto a chi si avvicina per la prima volta alla stampa 3D. Il materiale si stampa a temperature tra i 180° e i 220° (dipende dalla marca), piatto riscaldato a 40° o addirittura freddo. Per una migliore adesione puoi utilizzare dei piani di stampa flessibili dedicati o piani in vetro con additivi come Dimafix o Magigoo, la lacca per capelli è ancora un valido alleato ma c’è di meglio in circolazione. Nonostante debba essere ventilato abbondantemente durante la stampa, non presenta fenomeni di delaminazione tra gli strati depositati: il pezzo stampato risulterà quindi molto resistente e rigido. Quest’ultima caratteristica è allo stesso tempo anche uno svantaggio (alle volte), gli oggetti stampati in PLA tendono a “criccare” e a produrre fratture fragili se sottoposti a stress meccanico elevato. Nulla comunque che non sia risolvibile con una attenta progettazione a monte dell’oggetto. Forse il lato peggiore di questo materiale è dato dalla sua resistenza al calore: prova a stampare un oggetto in PLA e poi appoggiarlo sul cruscotto della macchina in piena estate. Noti nulla di strano? L’oggetto inizia a deformarsi (non sciogliersi eh…) e a perdere le sue caratteristiche di resistenza a partire dai 50°. Segnalo una buona resistenza ad olii e grassi: non si scioglie con l’acetone, resiste alla benzina ma nel tempo tende ad infragilire il pezzo. Parlando di post-produzione, gli oggetti in PLA sono generalmente difficili da incollare e carteggiare: per il primo punto ti consiglio di utilizzare colle bicomponenti epossidiche oppure cianoacrilato (meno efficace però). Per quanto concerne la carteggiabilità dipende molto dalla marca di filamento utilizzato, ma in genere è comunque difficile da carteggiare: evita di usare fresini o levigatrici orbitali, il calore sviluppato dalla frizione continua porta il materiale a cedere e ad “impastarsi”. Usa il caro e vecchio olio di gomito e carta abrasiva in fogli . PETG Negli ultimi anni si è delineato come il nuovo materiale di riferimento per la stampa 3D, in quanto abbina i vantaggi di PLA e ABS: può essere utilizzato per oggetti di natura “estetica” vista la finitura lucida del pezzo ma anche per pezzi funzionali. Rispetto all’ABS presenta una maggior flessibilità e minor durezza superficiale, l’adesione tra i layer è però ottima. A livello di facilità di stampa, anche qui, siamo in una via di mezzo tra PLA e ABS; il warping è abbastanza limitato ma non assente come per il PLA (piatto a 70° circa), la temperatura di estrusione si aggira tra i 230° e i 255° ed è inodore durante la stampa. La trasparenza nelle stampe 3D è veramente una chimera: se stai cercando</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/quali-materiali-stampare-allinizio/">Quali materiali stampare all’inizio ? Lez. 5/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La stampa 3D negli ultimi 10 anni ha subito dei profondi cambiamenti passando da “marchingegno per nerd” ad oggetto che ogni giorno, sempre più, finisce non solo nelle case dei Makers ma nelle aziende di qualsiasi dimensione. Il fatto che siano <strong>decisamente più semplici da montare e configurare </strong>permette a molte persone di approcciare la tecnologia senza grossi timori. In più aggiungiamo il fatto che il prezzo d’ingresso è calato davvero tanto e con poche centinaia di euro si porta a casa una stampante praticamente già pronta che, se usata bene, può portare a grandi soddisfazioni. Per ultimo, ma non per grado di importanza, la quantità di informazioni reperibili in rete che permette al nuovo utente di poter imparare da zero ad utilizzare una stampante 3D, nel 2012 c’era molto da leggere ma era tutto dedicato ad una nicchia di makers davvero ristretta. Molti blog non esistevano così come i video su Youtube erano davvero pochi e molte volte fatti anche male.</p>



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<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Tabella-materiali.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="632" height="554" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Tabella-materiali.png" alt="" class="wp-image-17062" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Tabella-materiali.png 632w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Tabella-materiali-300x263.png 300w" sizes="(max-width: 632px) 100vw, 632px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">La cosa che però ha permesso un’adozione più ampia anche a livello aziendale è stato<strong> lo sviluppo continuo di nuovi polimeri termoplastici da stampare</strong>. Che senso ha avere tra le mani la stampante più bella del mondo e lo slicer più semplice se poi abbiamo a disposizione un solo materiale da stampare ? Per ogni campo di applicazione (medicale, aerospace,automotive,racing ecc ecc) esistono uno o più materiali specifici e, salvo alcuni ultra tecnici (tipo PEEK e ULTEM), il resto è possibile stamparli anche con stampanti autocostruire a patto ovviamente di sapere cosa si sta facendo. Questo grazie ai continui sviluppi delle aziende produttrici di filamenti che rendono sempre più estrudibili e stampabili anche i materiali più particolari inizialmente indicati per lo stampaggio ad iniezione.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://lh6.googleusercontent.com/8WiRoEf4RRkaRBNr2aX3V-eU71YwWHKwpfqPrOTaVmKgm0JPs2HsZK0MtLtmFO6VDV2pEt_5cNYsrDJVeb-jSDe0bRWTTlnhxDNpItg80RwuGQ1ZPZ4lUMaM0vMKLJcxc-15qONOGBJrIfv7PmNz5N59GFGsAOMrF8ggUHZYcF_WtSPqkvMKdTl_6w" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ti starai chiedendo a questo punto da quali materiali è opportuno partire per evitare danni alla stampante, probabilmente una delle migliori risorse gratuite in rete è la famosa <a href="https://help.prusa3d.com/materials">tavola dei materiali di Prusa</a> che riporta le caratteristiche principali del filamento così come alcuni consigli di stampa come temperatura, velocità, adesione al piano di stampa ecc ecc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Più sali con il grado di tecnicità del materiale e più questo potrebbe diventare difficile da stampare o richiedere hardware/stampanti di un certo tipo per poter essere estruso. Non affrettare i tempi e parti dai materiali base.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Esistono due standard di produzione del filamento quello da 1.75 mm e quello da 2.85 o 3 mm. Sebbene la maggioranza delle stampanti utilizzi 1.75 mm verifica comunque nella scheda tecnica della stampante quale diametro utilizza.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<h1 class="wp-block-heading"><strong>PLA</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">E’ il materiale con cui inizierai a stampare e a muovere i primi passi ma non per questo vuol dire che sia un materiale scadente anzi, buona parte dei progetti ti ritroverai proprio a stamparli in PLA !</p>



<p class="wp-block-paragraph">Materiale “eco-friendly” , è un polimero derivato da piante come la barbabietola e il mais. E’ un materiale biodegradabile E compostabile, bada bene all’utilizzo di questi due termini: spesso si legge/si sente che <a href="https://www.help3d.it/pla-acqua/">il PLA si scioglie in acqua</a> o se lasciato fuori all’aperto. Nulla di più sbagliato! Non è che se una cosa è bio allora deve per forza sfaldarsi a temperatura ambiente se immersa in acqua; chiariamo quindi un punto fondamentale, <strong>il PLA stampato in 3D non si scioglie in acqua.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ forse il materiale attualmente più stampato in assoluto, lo puoi trovare in diverse colorazioni, <strong>costa molto poco</strong> ed ha basse emissioni e odori (VOC e UFP). Facilissimo da stampare, è adatto a chi si avvicina per la prima volta alla stampa 3D. Il materiale si stampa a temperature tra i 180° e i 220° (dipende dalla marca), piatto riscaldato a 40° o addirittura freddo. Per una migliore adesione puoi utilizzare dei piani di stampa flessibili dedicati o piani in vetro con additivi come <a href="https://www.help3d.it/prodotto/dimafix-spray/">Dimafix </a>o <a href="https://www.help3d.it/prodotto/magigoo-original-50-ml/">Magigoo</a>, la lacca per capelli è ancora un valido alleato ma c’è di meglio in circolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante debba essere ventilato abbondantemente durante la stampa, non presenta fenomeni di delaminazione tra gli strati depositati: il pezzo stampato risulterà quindi <strong>molto resistente e rigido</strong>. Quest’ultima caratteristica è allo stesso tempo anche uno svantaggio (alle volte), gli oggetti stampati in PLA tendono a “criccare” e a produrre fratture fragili se sottoposti a stress meccanico elevato. Nulla comunque che non sia risolvibile con una attenta progettazione a monte dell’oggetto. Forse<strong> il lato peggiore</strong> di questo materiale è dato dalla sua<strong> resistenza al calore</strong>: prova a stampare un oggetto in PLA e poi appoggiarlo sul cruscotto della macchina in piena estate. Noti nulla di strano?<strong> L’oggetto inizia a deformars</strong>i (non sciogliersi eh…) e a perdere le sue caratteristiche di resistenza <strong>a partire dai 50°</strong>. Segnalo una buona resistenza ad olii e grassi: non si scioglie con l’acetone, resiste alla benzina ma nel tempo tende ad infragilire il pezzo. <strong>Parlando di post-produzione</strong>, gli oggetti in PLA sono generalmente difficili da incollare e carteggiare: per il primo punto ti consiglio di utilizzare colle bicomponenti epossidiche oppure cianoacrilato (meno efficace però). Per quanto concerne la carteggiabilità dipende molto dalla marca di filamento utilizzato, ma in genere è comunque difficile da carteggiare: evita di usare fresini o levigatrici orbitali, <strong>il calore</strong> sviluppato dalla frizione continua porta il materiale a cedere e ad “impastarsi”. Usa il caro e vecchio olio di gomito e carta abrasiva in fogli .</p>



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<h1 class="wp-block-heading"><strong>PETG</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni si è delineato come il nuovo materiale di riferimento per la stampa 3D, in quanto abbina i vantaggi di PLA e ABS: può essere utilizzato per oggetti di natura “estetica” vista la finitura lucida del pezzo ma anche per <strong>pezzi funzionali</strong>. Rispetto all’ABS presenta una maggior flessibilità e minor durezza superficiale, l’adesione tra i layer è però ottima. A livello di facilità di stampa, anche qui, siamo in <strong>una via di mezzo tra PLA e ABS</strong>; il <a href="https://www.help3d.it/warping/">warping</a> è abbastanza limitato ma non assente come per il PLA (piatto a 70° circa), la temperatura di estrusione si aggira tra i 230° e i 255° ed è inodore durante la stampa. La trasparenza nelle stampe 3D è veramente una chimera: se stai cercando il materiale che si avvicina di più alla trasparenza ottica (in questo caso parliamo di traslucidità), il PET è il materiale che stai cercando. Nella sua versione clear, in combinazione con ugelli di grosso diametro (0.8/1 mm) e layer di stampa da 0.5 mm in su, permette di ottenere stampe con un altro grado di trasparenza.<strong> L’unico difetto ?&nbsp;</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM.png"><img decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM.png" alt="" class="wp-image-17063" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM.png 800w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM-768x432.png 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Una spiccata tendenza a creare “fili/ragnatele” durante la stampa; <a href="https://www.help3d.it/come-regolare-la-retraction-oozing-stringing/">l’effetto stringing</a> può essere comunque minimizzato ma resterà comunque più elevato rispetto al PLA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E tutti gli altri materiali ? Come mai non cito ABS, NYLON, PC, ABS-PC, PPS, TPU, PBT, PVA, PP ecc ecc ? Molto semplice,<strong> questa è una guida introduttiva</strong> e per il momento troverai estrema soddisfazione nello stampare sia PLA che PETG, quando avrai acquisito maggiore esperienza potrai passare poi a materiali più complessi da stampare tenendo a mente queste cose.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>ABS</strong>: resiste fino a 90° ma per stamparlo bene è richiesta una camera calda e un piano di stampa dedicato con relativo additivo. Fa molta puzza e l’emissione di Stirene non è salutare.</li><li><strong>NYLON</strong>: ottimo materiale funzionale, <a href="https://www.help3d.it/la-guida-completa-essiccazione-dei-filamenti-per-stampanti-3d/">necessita di essere essiccato</a> a dovere e richiede un <a href="https://www.help3d.it/prodotto/magigoo-pa-50-ml/">additivo per il piano specifico</a>.</li><li><strong>POLIPROPILENE</strong>: non aderisce su nessuna superficie se non su piani di stampa dedicati per il polipropilene o additivi.</li><li><strong>FLESSIBILI</strong>: a seconda della durezza (espressa in Shore) saranno più o meno facili da estrudere. Richiedono una stampante con estrusore direct e devono essere stampati lentamente. Supporti monoestrusore difficilissimi da rimuovere.</li><li><strong>PVA</strong>: materiale dedicato ai supporti di stampa. Molto costoso ed estremamente igroscopico.</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-1024x576.jpg" alt="Ausilio stampato con materiale Nylon Carbon PA12 STRUCTURA MA di Treed" class="wp-image-17064" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-1024x576.jpg 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-700x394.jpg 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-300x169.jpg 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-768x432.jpg 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-1536x864.jpg 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.matterhackers.com/store/3d-printer-filament/nylonx-carbon-fiber-nylon-filament-1.75mm"></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">E tutti quei bellissimi <strong>filamenti caricati carbonio o vetro ? </strong>Si lo so che te lo stai chiedendo, esistono in commercio delle varianti dei polimeri citati prima con all’interno una carica (variabile in percentuale) di fibra corta/lunga di carbonio oppure sfere di vetro. L’obiettivo è quello di migliorare le performance meccaniche del materiale, limitare il warping e alzare la resistenza alla temperatura. Si trova principalmente il Nylon PA12 caricato carbonio ma spesso si vedono i PA6 , il PETG Carbon, l’ABS Carbon e persino il PLA Carbon. Fai molta attenzione a non stamparli con l’ugello in ottone ma utilizza esclusivamente ugelli in acciaio indurito, Titanio, Rubino, Tungsteno. La carica interna è molto abrasiva e finirà con il consumare il tuo ugello anche dopo meno di 100 gr stampati.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Quale marca mi consigli ?</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato è davvero pieno di produttori di filamento ed è impossibile provarli tutti. Ci sarà sempre chi dirà che quel materiale fa schifo mentre l’altro è il migliore mai testato prima, quindi come fare a capire se va bene o meno ? <strong>Comprarlo e testarlo personalmente ! </strong>Le configurazioni delle stampanti cambiano non solo a livello hardware (diametro ugello, tipo di estrusore e hotend) ma cambia anche il luogo in cui stampiamo e dove conserviamo le bobine di stampa. Ecco quindi il perchè non esiste il materiale migliore del mondo, sicuramente affidarti a note case produttrici italiane e non che trovi già sullo <a href="https://www.help3d.it/categoria/filamenti/">shop di Help3D</a> è un ottimo punto di partenza, sarai poi tu a giudicare se il filamento risponde alle tue necessità.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex.png" alt="" class="wp-image-17065" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex.png 600w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex-500x500.png 500w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex-100x100.png 100w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex-300x300.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></figure>
</div>


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<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.help3d.it/prodotto/filoflex-tpu-flessibile/"></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Inizialmente sarai guidato più verso una scelta di “portafoglio” che mirata alla massima qualità semplicemente perché avrai paura di sbagliare e non te la senti di investire su dei filamenti di buona qualità. Invece il segreto per partire subito in quarta è quello di <strong>non lesinare sulla scelta del materiale</strong>, cerca di puntare sin da subito materiali che magari costano qualche euro in più al kg ma che ti possano garantire maggiori possibilità di successo e meno rogne in fase di stampa.</p>
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		<title>Quali sono i parametri fondamentali di stampa ? Lez. 4/9</title>
		<link>https://www.help3d.it/lezione-4-quali-sono-i-parametri-fondamentali-di-stampa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2022 15:39:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corso completo di Stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Slicer 3d]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://help3d.it/?p=17021</guid>

					<description><![CDATA[<p>E’ necessario fare subito una netta distinzione tra: Creare un profilo per la tua stampante partendo da ZERO Modificare solo i parametri fondamentali ad ogni stampa da eseguire Spesso ti sentirai dire “modifica questo valore, modifica l’altro, attiva questo, disattiva quello ecc ecc” e sicuramente andrai nel pallone più totale probabilmente non saprai nemmeno perché stai facendo quelle modifiche al profilo di stampa. Se come da lezione precedente sei partito da un profilo di stampa già esistente, allora dovrai preoccuparti solo di questi valori in una prima fase di apprendimento. Come avrai potuto dare vedere dagli articoli/video già pubblicati, c’è veramente tanto da scoprire e imparare se si scava a fondo ma per ora limitati a modificare questi pochi ma fondamentali parametri di stampa. ⚠️ Lascia perdere tutta la parte relativa ai flussi, velocità, accelerazioni, jerk, pressure advance ecc ecc, sono tutte cose che ti aiuteranno in futuro ad affinare il profilo di stampa ma, ripeto, se parti già da una base testata alla fine modificherai solo 4 o 5 parametri ogni volta che andrai a stampare. Io stesso nel mio lavoro utilizzo un profilo di stampa ben collaudato per il materiale che sto utilizzando e poi modifico solo alcuni valori relativi alla costruzione del pezzo, se dovessi metter mano ad ogni stampa a circa 130/150 valori di uno slicer non sarebbe più finita…&#160; Creare un profilo da zero implica avere una conoscenza approfondita di come avviene una stampa 3D e quali valori possono influire su un determinato risultato. Ti serve una laurea per questo ? Assolutamente no, tanta tantissima pazienza e prove di stampa ma per ora lascia perdere e concentrati su questi parametri che andrò ad elencarti e che troverai in qualsiasi software di slicing, i nomi potrebbero cambiare ma la sostanza resta quella. Diametro del filamento Sono sicuro che starai dicendo “Eh ma è da 1.75 mm, c’è scritto sulla scatola !” e io ti rispondo “Hai mai provato a misurare il diametro con un calibro decimale corsoio ?”. Qui molti utenti cadono dalle nuvole, si basano esclusivamente su ciò che dice l’etichetta sulla bobina. Salvo utilizzare filamenti che ti certificano il diametro per quella singola bobina (vedi Prusament), ogni bobina potrebbe presentare leggere variazioni nel diametro del filamento. Anche da lotto a lotto dello stesso produttore, quindi prendi l’abitudine di controllare spesso la tua bobina e inserisci tale valore all’interno della voce specifica del tuo slicer. Trovare un filamento da 1.85 mm o 1.6 mm non è un difetto, l’importante è che tale diametro resti costante per tutta la durata della bobina altrimenti potrebbero esserci delle problematiche principalmente legate all’estetica e accuratezza dimensionale del pezzo. Tutto il calcolo dei tracciati di stampa e relativa quantità di materiale da estrudere viene deciso in base a questo diametro (e tutta una serie di altri parametri in realtà ma il diametro è fondamentale). Posizionamento del pezzo Non è un vero e proprio “parametro” stampa ma è una cosa da tenere in seria considerazione quando importi i primi STL all’interno dello slicer. A seconda di come viene disegnato nel tuo CAD, il modello 3D verrà poi esportato con il medesimo orientamento. Esempio: se disegni un cilindro sul piano XY (quindi messo in orizzontale) poi te lo ritroverai nella stessa direzione nello slicer (salvo aver cambiato le coordinate di esportazione dal CAD…). Capirai ben presto che ogni modello sarà più bello da vedere se stampato in una direzione piuttosto che un’altra, riprendendo il discorso del cilindro di prima è molto più naturale stamparlo in verticale. Dopo le prime stampe ti accorgerai che il pezzo potrebbe risultare più o meno fragile ( a parità di materiale) a seconda di come lo hai orientato: questo è un problema che accomuna quasi tutte le tecnologie di stampa 3D dato che lavorano a strati sovrapposti. Parliamo dell’anisotropia ovvero la resistenza di un pezzo è fortemente condizionata dall’andamento dei layers e dalla direzione in cui questi vengono sollecitati. Prova a pensare alle venature del legno o delle fibre della carne quando provi a tagliarle. Massimizza, se possibile, l’area di contatto tra piano di stampa e pezzo: più superficie fai aderire al piano e minori saranno le probabilità che il pezzo possa staccarsi durante la stampa. Una cosa è certa, non esiste l’orientamento perfetto per tutti i pezzi in molti casi ti troverai a dover scegliere se dare priorità all’estetica del pezzo o alla resistenza meccanica. Altezza Layer/strato La tecnologia FDM, così come tutte le tecnologie di stampa 3D, si basa sulla stampa di una serie di strati depositati uno sopra l’altro grazie all’estrusione di plastica fusa. Gli strati, come hai letto nelle lezioni precedenti, vengono creati dallo slicer a partire dal modello 3D e poi realizzati dalla stampante attraverso la lettura del file .gcode. ⚠️ Una credenza sempre più diffusa porta erroneamente a selezionare altezze di strato molto molto sottili perchè si pensa che porti ad ottenere un oggetto con una maggior accuratezza dimensionale. In realtà no, questo valore non influisce minimamente su quanto un oggetto è più “preciso” o meno quando lo misuri ma interviene solo sull’aspetto estetico. Devi stampare una semisfera ? Più lo strato sarà sottile e più verrà bella e liscia ma dovrai fare poi i conti con i tempi (già biblici) di stampa che si allungheranno notevolmente.&#160; A livello di consumo materiale ci sono lievi differenze tra una risoluzione e l’altra ma sono del tutto trascurabili, non è come sulle stampanti inkjet che consumano “mezza cartuccia” per stampare una foto ad alta risoluzione. Nella stampa 3D alla fine il volume da stampare resta lo stesso, cambia principalmente il tempo che impieghi e non il materiale che consumi.&#160; La risoluzione in realtà andrebbe scelta con un multiplo dello spostamento minimo in Z che la tua stampante è capace di compiere, ma in questo momento è già tanto se ti sai districare tra caricare il filamento e lanciare una stampa con successo figurati se ti chiedo di sapere lo spostamento minimo in Z. Tieni però in considerazione questi valori: 0.1 mm &#8211;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/lezione-4-quali-sono-i-parametri-fondamentali-di-stampa/">Quali sono i parametri fondamentali di stampa ? Lez. 4/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">E’ necessario fare subito una netta distinzione tra:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Creare un profilo per la tua stampante partendo da ZERO</li><li>Modificare solo i parametri fondamentali ad ogni stampa da eseguire</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso ti sentirai dire “modifica questo valore, modifica l’altro, attiva questo, disattiva quello ecc ecc” e sicuramente andrai nel pallone più totale probabilmente non saprai nemmeno perché stai facendo quelle modifiche al profilo di stampa. Se come da lezione precedente sei partito da un profilo di stampa già esistente, allora <strong>dovrai preoccuparti solo di questi valori in una prima fase di apprendimento</strong>. Come avrai potuto dare vedere dagli <a href="https://www.help3d.it/?s=slicer">articoli/video</a> già pubblicati, c’è veramente tanto da scoprire e imparare se si scava a fondo ma per ora limitati a modificare questi <strong>pochi ma fondamentali parametri di stampa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Lascia perdere tutta la parte relativa ai flussi, velocità, accelerazioni, jerk, pressure advance ecc ecc, sono tutte cose che ti aiuteranno in futuro ad affinare il profilo di stampa ma, ripeto, se <strong>parti già da una base testata</strong> alla fine modificherai solo 4 o 5 parametri ogni volta che andrai a stampare. Io stesso nel mio lavoro utilizzo un profilo di stampa ben collaudato per il materiale che sto utilizzando e poi <strong>modifico solo alcuni valori relativi alla costruzione del pezzo</strong>, se dovessi metter mano ad ogni stampa a circa 130/150 valori di uno slicer non sarebbe più finita…&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Creare un profilo da zero</strong> implica avere una conoscenza approfondita di come avviene una stampa 3D e quali valori possono influire su un determinato risultato. Ti serve una laurea per questo ? Assolutamente no, tanta tantissima pazienza e prove di stampa ma per ora lascia perdere e concentrati su questi parametri che andrò ad elencarti e che troverai in qualsiasi software di slicing, i nomi potrebbero cambiare ma la sostanza resta quella.</p>



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<h1 class="wp-block-heading"><strong>Diametro del filamento</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Sono sicuro che starai dicendo “Eh ma è da 1.75 mm, c’è scritto sulla scatola !” e io ti rispondo <strong>“Hai mai provato a misurare il diametro con un calibro decimale corsoio ?”.</strong> Qui molti utenti cadono dalle nuvole, si basano esclusivamente su ciò che dice l’etichetta sulla bobina. Salvo utilizzare filamenti che ti certificano il diametro per quella <strong>singola </strong>bobina (vedi <a href="https://prusament.com/it/">Prusament</a>), ogni bobina potrebbe presentare leggere variazioni nel diametro del filamento. Anche da lotto a lotto dello stesso produttore, quindi prendi l’abitudine di controllare spesso la tua bobina e inserisci tale valore all’interno della voce specifica del tuo slicer. Trovare un filamento da 1.85 mm o 1.6 mm non è un difetto,<strong> l’importante è che tale diametro resti costante per tutta la durata della bobina</strong> altrimenti potrebbero esserci delle problematiche principalmente legate all’estetica e accuratezza dimensionale del pezzo. <a href="https://www.help3d.it/extrusion-width/">Tutto il calcolo dei tracciati di stampa</a> e relativa quantità di materiale da estrudere viene deciso in base a questo diametro (e tutta una serie di altri parametri in realtà ma<strong> il diametro è fondamentale</strong>).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Diametro-filamento.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="495" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Diametro-filamento-1024x495.png" alt="" class="wp-image-17022" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Diametro-filamento-1024x495.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Diametro-filamento-700x338.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Diametro-filamento-300x145.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Diametro-filamento-768x371.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Diametro-filamento.png 1355w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Presta molta attenzione al diametro filamento</figcaption></figure>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Posizionamento del pezzo</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un vero e proprio “parametro” stampa ma è una cosa da tenere in seria considerazione quando importi i primi STL all’interno dello slicer. A seconda di come viene disegnato nel tuo CAD, il modello 3D verrà poi esportato con il medesimo orientamento. Esempio: se disegni un cilindro sul piano XY (quindi messo in orizzontale) poi te lo ritroverai nella stessa direzione nello slicer (salvo aver cambiato le coordinate di esportazione dal CAD…). Capirai ben presto che <strong>ogni modello sarà più bello da vedere se stampato in una direzione piuttosto che un’altra</strong>, riprendendo il discorso del cilindro di prima è molto più naturale stamparlo in verticale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Slicer-1.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="615" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Slicer-1-1024x615.png" alt="" class="wp-image-17023" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Slicer-1-1024x615.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Slicer-1-700x420.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Slicer-1-300x180.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Slicer-1-768x461.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Slicer-1.png 1177w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Abituati a cercare il miglior orientamento</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo le prime stampe<strong> ti accorgerai che il pezzo potrebbe risultare più o meno fragile ( a parità di materiale)</strong> a seconda di come lo hai orientato: questo è un problema che accomuna quasi tutte le tecnologie di stampa 3D dato che lavorano a strati sovrapposti. <a href="https://www.help3d.it/costruire-oggetti-resistenti-stampati-in-3d-anisotropia/">Parliamo dell’anisotropia</a> ovvero la resistenza di un pezzo è fortemente condizionata dall’andamento dei layers e dalla direzione in cui questi vengono sollecitati. Prova a pensare alle venature del legno o delle fibre della carne quando provi a tagliarle.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Massimizza</strong>, se possibile, l<strong>’area di contatto tra piano di stampa e pezzo:</strong> più superficie fai aderire al piano e minori saranno le probabilità che il pezzo <a href="https://www.help3d.it/warping/">possa staccarsi durante la stampa</a>. Una cosa è certa, <strong>non esiste l’orientamento perfetto per tutti i pezzi </strong>in molti casi ti troverai a dover scegliere se dare priorità all’estetica del pezzo o alla resistenza meccanica.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Quali sono i parametri fondamentali di Stampa 3D? Lez. 4/9" width="960" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/K2z2w9rbrE8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>Non perderti il video !</figcaption></figure>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Altezza Layer/strato</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia FDM, così come tutte le tecnologie di stampa 3D, si basa sulla stampa di una <strong>serie di strati depositati uno sopra l’altro</strong> grazie all’estrusione di plastica fusa. Gli strati, come hai letto nelle lezioni precedenti, vengono creati dallo slicer a partire dal modello 3D e poi realizzati dalla stampante attraverso la lettura del file .gcode.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Una credenza sempre più diffusa porta erroneamente a selezionare altezze di strato molto molto sottili perchè si pensa che porti ad ottenere un oggetto con una maggior accuratezza dimensionale. In realtà no, <strong>questo valore non influisce minimamente su quanto un oggetto è più “preciso” o meno</strong> quando lo misuri ma interviene solo sull’aspetto estetico. Devi stampare una semisfera ? Più lo strato sarà sottile e più verrà bella e liscia ma dovrai fare poi i conti con i tempi (già biblici) di stampa che si allungheranno notevolmente.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Altezza-Layer.png"><img decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Altezza-Layer-1024x404.png" alt="" class="wp-image-17024"/></a><figcaption>L&#8217;altezza layer ti permette di controllare quanto &#8220;liscio&#8221; può venire un oggetto</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A livello di consumo materiale ci sono lievi differenze tra una risoluzione e l’altra ma sono del tutto trascurabili, non è come sulle stampanti inkjet che consumano “mezza cartuccia” per stampare una foto ad alta risoluzione. <strong>Nella stampa 3D alla fine il volume da stampare resta lo stesso, cambia principalmente il tempo che impieghi e non il materiale che consumi.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La risoluzione in realtà andrebbe scelta con un multiplo dello spostamento minimo in Z che la tua stampante è capace di compiere, ma in questo momento è già tanto se ti sai districare tra caricare il filamento e lanciare una stampa con successo figurati se ti chiedo di sapere lo spostamento minimo in Z. Tieni però in considerazione questi valori:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>0.1 mm &#8211; Alta risoluzione</li><li>0.2 mm &#8211; Risoluzione standard</li><li>0.3 mm &#8211; Bozza</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Una cosa però la puoi controllare immediatamente ovvero<strong> il diametro dell’ugello che monti</strong>, questo ti limiterà l’altezza layer che ti conviene stampare e la regola vuole<strong> l’80% del diametro ugello</strong>. Esempio: con un nozzle (traduzione inglese di ugello) da 0.4 mm puoi arrivare ad un massimo di 0.32 mm, se desideri approfondire questo aspetto troverai molti spunti in questo video in cui <a href="https://www.help3d.it/ho-comprato-300-ugelli-quanti-ne-ho-buttati/">analizzo i vari ugelli</a> e <a href="https://www.help3d.it/cambio-diametro-ugello/">diametri</a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ugelli-di-diametro-differente.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ugelli-di-diametro-differente.png" alt="" class="wp-image-17025" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ugelli-di-diametro-differente.png 940w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ugelli-di-diametro-differente-700x587.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ugelli-di-diametro-differente-300x251.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ugelli-di-diametro-differente-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></a><figcaption>Fai attenzione al diametro del tuo ugello per determinare quanto piccolo realizzare un componente</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il diametro dell’ugello influirà poi sulla più piccola riproduzione del dettaglio</strong> e l’errore più comune è che per far risaltare i dettagli più piccoli sia necessario ridurre l’altezza dello strato. No, è solo una questione di quanto larga è l’estrusione immagina di voler ricalcare un disegno fatto con un pennino da china con un pennarello stile Uniposca a testa larga…</p>



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<h1 class="wp-block-heading"><strong>Riempimento o Infill</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">E’ sicuramente uno dei parametri che più verrà modificato da una stampa all’altra, quello che riconosci immediatamente una volta che l’hai variato e che determina quanto un oggetto sarà più o meno resistente. <strong>E’ inutile però fare oggetti 100% pieni</strong> se si vuole la massima resistenza, molte volte basterà anche un solo 30% per creare un oggetto davvero solido e difficile da rompere. La stampa 3D nasce per ottimizzare i processi e i consumi dei materiali creando pezzi molto leggeri ma altrettanto funzionali rispetto alle classiche tecniche di stampa ad iniezione o fresatura. Come dico sempre la miglior via per capire quale riempimento sia meglio è quella di <strong>stampare dei pezzi e… romperli !</strong> Si hai capito bene, devi <strong>fracassarli </strong>con le mani, con il martello, nella morsa ecc ecc, solo così ti renderai veramente conto di come reagisce un dato riempimento con un dato materiale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Tipi-di-infill.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="880" height="746" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Tipi-di-infill.png" alt="" class="wp-image-17026" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Tipi-di-infill.png 880w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Tipi-di-infill-700x593.png 700w" sizes="(max-width: 880px) 100vw, 880px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Lo slicer “svuoterà” l’oggetto solo se trova un oggetto solido e chiuso, nel caso ti trovassi ad importare delle superfici aperte queste non verranno viste come un volume chiuso e quindi non sarà possibile svuotarle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto alla <strong>trama del riempimento</strong> focalizzati su quella a nido d’ape/Honeycomb o la più performante Gyroid/Giroide, in rete si trovano <a href="https://youtu.be/upELI0HmzHc">diversi studi</a> che ti faranno capire quale scegliere in base al materiale.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Perimetri di stampa/loop/perimeters/pareti/shells</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Se il riempimento possiamo considerarlo l’ossatura del nostro oggetto, i <strong>perimetri di stampa</strong> (che si dividono in esterno e interni) li identifichiamo come la “pelle” che separa il riempimento dall’esterno. <a href="https://www.help3d.it/extrusion-width/">Quanto può essere larga questa parete ?</a> Dipende da quanti perimetri andremo ad inserire nello slicer (anche zero !), teoricamente si potrebbe mettere un numero molto alto tanto lo slicer ne creerà finché ci sarà lo spazio per farli stare. <strong>Una parete o loop o perimetro non è altro che un offset verso l’interno del perimetro più esterno.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Lopp-o-perimetri-di-stampa.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="790" height="765" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Lopp-o-perimetri-di-stampa.png" alt="" class="wp-image-17027" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Lopp-o-perimetri-di-stampa.png 790w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Lopp-o-perimetri-di-stampa-700x678.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Lopp-o-perimetri-di-stampa-300x291.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Lopp-o-perimetri-di-stampa-768x744.png 768w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In alcuni slicer le pareti si esprimono in numero intero in altri come larghezza vera e propria in mm. Quando devi specificare un numero, esempio: 3 pareti, a quanti mm corrispondono ? Ricordi prima che ti avevo detto di controllare il diametro del tuo ugello, prendi quel valore e moltiplicalo per il numero di pareti/loop che hai impostato. Monti un ugello da 0.4 mm e hai messo 4 pareti ? La larghezza totale è di <strong>circa </strong>1,6 mm.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un numero di loop adeguato, <strong>solitamente non meno di 3,</strong> abbinato ad un <strong>riempimento del 20%</strong> ti assicura una buona resistenza generale del pezzo rimanendo su tempi di stampa e consumi di materiale contenuti.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Strati pieni superiori/inferiori oppure top/bottom layers</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">La pelle dell’oggetto è formata anche da quest’altro parametro che <strong>gestisce il numero di strati pieni</strong> che vengono fatti alla <strong>base </strong>dell’oggetto e poi <strong>poco prima di chiuderlo</strong> nella sommità. Vengono espressi generalmente come numero intero e il loro spessore è direttamente legato all’altezza layer in Z che stai utilizzando. Esempio: stai realizzando un classico cubo e decidi di mettere 4 layer pieni di base e 4 layer pieni di chiusura. Se lavori con un’altezza di strato pari a 0.1 mm ti troverai una base piena alta 0.4 mm e poi dopo inizierà a fare il riempimento rado, mano a mano che crescerà l’oggetto poi arriverà ad un certo punto dove gli ultimi 4 strati verranno fatti pieni per un totale sempre di 0.4 mm. Se lavori però a 0.3 di altezza layer tutto cambia perchè ti troverai una base da 1.2 mm e una chiusura sempre da 1.2 mm.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Top-e-bottom-layers.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="786" height="731" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Top-e-bottom-layers.png" alt="" class="wp-image-17028" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Top-e-bottom-layers.png 786w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Top-e-bottom-layers-700x651.png 700w" sizes="(max-width: 786px) 100vw, 786px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Anche questo valore<strong> influenza fortemente la resa meccanica</strong> del tuo oggetto stampato e il loro numero deve essere scelto in base all’altezza layer del profilo. Il mio consiglio è di fare almeno 4 strati (che si incrociano in automatico ogni volta) e come <strong>spessore almeno 0.8/1 mm</strong>. Troppi strati pieni fanno consumare più materiale e aumentano i tempi di stampa, ma allo stesso tempo ti garantiscono una maggior solidità del pezzo stampato.&nbsp;</p>



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<h1 class="wp-block-heading"><strong>Supporti di stampa</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Croce e delizia di tutti gli stampatori 3D, sicuramente ti sarai imbattuto o avrai sentito nominare questi benedetti <a href="https://www.youtube.com/watch?v=b0L-PORmxKg"><strong>supporti di stampa</strong></a> che molte volte fai una fatica bestiale a rimuovere. Eh si, in alcuni casi sarà proprio impossibile rimuoverli oppure lasceranno una superficie non bellissima sul pezzo a contatto con il supporto. <strong>Ma perchè si devono creare questi supporti ?</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Copertina-supporti-di-stampa-1024x576.png" alt="" class="wp-image-17029"/><figcaption>Non perderti il video di approfondimento sui supporti di stampa !</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=b0L-PORmxKg"><strong></strong></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto semplice, l’estrusione del filamento non può avvenire completamente nel vuoto ed esiste un limite entro il quale non è necessario generarli. Parliamo dei famosi <strong>45° rispetto al piano di lavoro</strong>, ma capirai ben presto che questo valore va preso e adattato al tipo di raffreddamento che soffia sul pezzo, dal materiale, dalla temperatura di stampa ecc ecc. I 45° restano comunque un valore assolutamente conservativo e che ti potrà garantire stampe ben supportate.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le parti a sbalzo oppure dette “overhangs” potranno arrivare anche a 55° oppure 65° ma siamo proprio al limite della tecnologia e non sempre potrebbero produrre dei risultati corretti. Piuttosto <strong>utilizza uno slicer che permette la generazione dei supporti manualmente </strong>come Prusa Slicer o Ideamaker ma in una prima fase non capirai subito al volo dove è possibile rimuoverli e dove in realtà sarebbe necessario aggiungerli. Anche qui non ci vuole nessuna laurea ma solo tante tante prove e pazienza. Commettere errori in questa fase è obbligatorio altrimenti non capirai mai dove potrai spingerti con la tua stampante ma ricorda… sempre un passo alla volta non cercare di strafare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo momento so anche che ti stai chiedendo “eh ma ho visto quella stampante estrudere completamente nel vuoto” certo è possibile ma se noti bene sta realizzando un ponte/bridge con un punto di inizio ben definito e un punto di arrivo su cui terminare l’estrusione. Non è considerato uno sbalzo ed infatti all’interno dello slicer solitamente esiste una parte dedicata al <a href="https://www.help3d.it/come-impostare-il-bridging-su-ideamaker-prusa-slicer-simplify3d/">bridging/realizzare ponti</a>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=YXhGQskkczk"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Bridging.png" alt="" class="wp-image-17030" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Bridging.png 800w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Bridging-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Bridging-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Bridging-768x432.png 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption>Il video dedicato al bridging</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Il problema della rimozione dei supporti esiste perchè stai utilizzando una stampante mono-estrusore, prova a pensare cosa potresti creare con due ugelli in estrusione ? Si hai capito bene, con uno il pezzo principale e con il secondo i <a href="https://www.help3d.it/i-segreti-della-stampa-3d-con-il-doppio-estrusore/">supporti di stampa idrosolubili</a> o di tipo “breakaway”. La rimozione è davvero semplice ma per ora non è il momento di affrontare questo argomento anche perchè (molto probabilmente) non hai la stampante adatta. Ah… ricorda che che questi materiali solubili in acqua iniziano ad avere costi che non sono quelli del classico PLA !&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Supporti-solubili.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Supporti-solubili-1024x576.png" alt="" class="wp-image-17031" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Supporti-solubili-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Supporti-solubili-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Supporti-solubili-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Supporti-solubili-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Supporti-solubili.png 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono poi altri parametri che non sempre vengono utilizzati ma che è comunque bene citare:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>La Raft</strong> (quella di colore bianco in foto) viene usata principalmente per materiali come <strong>l’ABS </strong>e il <strong>Nylon </strong>o comunque per quel tipo di materiali soggetti a warping durante la stampa: il suo scopo principale è <strong>estendere la superficie di appoggio</strong> del pezzo aiutandolo a non deformarsi e a staccarsi dal piano. Se regolata male si incolla completamente al pezzo e non si staccca più ma se è tarata correttamente garantisce degli ottimi primi strati anche in presenza di piani di stampa molto rovinati</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/brim-e-raft.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/brim-e-raft-1024x576.png" alt="" class="wp-image-17032" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/brim-e-raft-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/brim-e-raft-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/brim-e-raft-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/brim-e-raft-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/brim-e-raft.png 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Raft realizzato da una stampante 3D 3NTR</figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>La Brim</strong> ha la stessa funzione ed opera effettuando dei perimetri attaccati al primo strato di stampa verso <strong>l’esterno </strong>dell’oggetto. Ha il vantaggio di scaricare meglio le tensioni specie nei punti critici del modello e in corrispondenza di angoli acuti. <strong>Adatta anche per aumentare la base di appoggio di oggetti molto piccoli.</strong> A seconda delle impostazioni immesse e dal suo spessore è facile rimuoverla una volta finito l’oggetto. Solitamente si tende a creare solo <strong>uno </strong>strato di brim per facilitare poi la rimozione tramite uno sbavatore o un cutter.</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/skirt-e-brim.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="772" height="504" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/skirt-e-brim.png" alt="" class="wp-image-17033" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/skirt-e-brim.png 772w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/skirt-e-brim-700x457.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/skirt-e-brim-300x196.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/skirt-e-brim-768x501.png 768w" sizes="(max-width: 772px) 100vw, 772px" /></a><figcaption>Skirt e Brim di un oggetto</figcaption></figure>
</div>


<ul class="wp-block-list"><li><strong>La Skirt</strong> non è altro che un perimetro <strong>lontano </strong>dall’oggetto che ha la semplice funzione di far estrudere l’ugello attorno all’oggetto. In questo modo si porta la macchina ad arrivare al primo layer dell’oggetto estrudendo correttamente e con la giusta temperatura. Eventuali blob di materiale o sporcizie rimarrebbero attaccate a questo loop che sarà <strong>distante </strong>dall’oggetto stesso. Se si dovessero stampare più pezzi nel piatto è bene disattivare questa funzione per risparmiare preziosi cm di area utile di stampa.</li></ul>



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		<title>Quale slicer scegliere per la stampante 3D? Lez. 3/9</title>
		<link>https://www.help3d.it/corso-stampa-3d-lezione-3-quale-slicer-scegliere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Sep 2022 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corso completo di Stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Slicer 3d]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ un po’ come domandare se Megan Fox è più bella di Gwyneth Paltrow, troverai sempre chi preferirà una all’altra pur essendo entrambe molto belle. La stessa cosa si può dire degli slicer FDM, il mercato oggi offre principalmente: Prusa Slicer (gratis) Cura (gratis) Ideamaker (gratis) Super Slicer (gratis) Simplify3D (a pagamento) In realtà ce ne sono molti altri che però sono proprietari dei rispettivi Brand di produttori e non sono compatibili con tutte le stampanti (Z suite, FlashPrint, Catalyst, Netfabb, Creality Slicer ecc ecc) ma la funzione resta sempre la stessa. Lo slicer è quel programma fondamentale che dovrai inserire nella tua routine di stampa e che permette la creazione del tanto nominato GCODE, in sostanza è un programma in grado di convertire i tuoi modelli 3D (in formato STL o OBJ) in un codice composto principalmente di coordinate di movimento, temperature di riscaldamento, velocità e comandi vari che al momento non riconoscerai. Basandosi su un profilo di stampa creato ad hoc per la stampante, lo slicer “affetterà” il tuo oggetto in tante piccole fette seguendo l’asse verticale Z. Tanto più sottili saranno, più bello risulterà l’oggetto a livello estetico ma capirai ben presto che questo valore chiamato risoluzione di stampa in Z non è l’unico parametro da tenere in considerazione.  M221 T0 S90.00 M140 S100.00 M104 T0 S250.00; riscaldamento hotend M109 T0 S250.00 G21 G90 M82 M107 G28; azzeramento assi G1 Z0 F500 G92 E0 G1 Z0.2 F400 G1 X60 Y-2 F800 G1 X140 Y-2 E12 F200 G1 Z5 E15 F200 G92 E0 G1 F9000.0 M117 Printing&#8230; M1001 ;REMAINING_TIME: 14237 ;LAYER:0 M106 S77 ; impostazione della velocità ventola G1 F2400 E-0.1000 M204 T1500.00 G0 F9000 X18.913 Y61.443 G0 F300 Z0.300 G1 F2400 E0.0000 G1 F900 X19.428 Y61.326 E0.0316 G1 X20.000 Y61.280 E0.0660 G1 X280.034 Y61.281 E15.6338 G1 X280.554 Y61.323 E15.6650 G1 X280.999 Y61.418 E15.6922 G1 X281.553 Y61.621 E15.7275 G1 X281.954 Y61.836 E15.7548 G1 X282.378 Y62.141 E15.7861 G1 X282.755 Y62.502 E15.8173 G1 X283.115 Y62.969 E15.8526 G1 X283.369 Y63.426 E15.8839 Questo è un estratto di una prima parte di un gcode, il file lo puoi aprire con un normalissimo editor di testo come Notepad o similari. Ciò che ti troverai di fronte è una lunghissima sfilza di comandi/coordinate una riga dietro l’altra. La scheda e il firmware della stampante leggeranno questi comandi e li tramuteranno in specifici comandi di movimento oppure di riscaldamento. Esempio: M104 T0 S250.00 indica un comando di riscaldamento dell’hotend principale a 250° G1 X60 Y-2 F800 è un comando di movimento che fa spostare la testa di stampa alla coordinata X60 Y-2 alla velocità F800 dove 800 sono i mm/m ✅ Ricapitolando: Scarica o crea il tuo modello 3D in un formato STL oppure OBJ Carica il modello nel tuo slicer preferito seguendo le regole base di posizionamento Accertati di selezionare il profilo di stampa corretto per la tua stampante e per il materiale inserito (usa PLA inizialmente) Genera e poi esporta il .gcode salvandolo nella chiavetta usb/memoria SD oppure invialo direttamente alla stampante se ha il Wifi o connessione con Octoprint Prima di lanciare la stampa accertati che il piano sia pulito e che, ovviamente, non ci siano residui della stampa precedente Fai partire la stampa Tutti questi passaggi si eseguono indipendentemente dalla scelta dello slicer, all’inizio non preoccuparti di quale slicer dovrai scegliere perchè alla fine ti ritroverai comunque a provarli più o meno tutti. Se parli con altri utilizzatori di stampanti 3D ognuno avrà da dirti la sua versione, chi dice meglio Cura, chi assolutamente Prusa Slicer altri ancora che ti guardano schifato se nomini slicer che non siano Simplify3D. Personalmente odio Cura ma questo non vuol dire che sia uno slicer da scartare, anzi… è un validissimo programma solo che personalmente non mi ci trovo. Tantissimi altri ci stampano benissimo quindi la prima regola che ti posso dire di seguire è “non ascoltare chi ti dice di utilizzare un solo slicer perchè meglio di tutti gli altri in circolazione”. Con calma, di mese in mese provali tutti e poi troverai la tua comfort zone, personalmente utilizzavo fino al 2017 Simplify3D perchè oggettivamente superiore alla concorrenza ma poi è rimasto tale senza mai più aggiornarsi e venendo superato alla grande da soluzioni gratis come Ideamaker o Prusa Slicer. Questi ultimi due sono i miei preferiti e che utilizzo quotidianamente nella mia attività lavorativa. Ricorda inoltre che uno slicer in genere non è un modellatore CAD: il file STL oppure OBJ viene importato e potrà essere ruotato, scalato (uniformemente o non), sezionato ma non potrà essere manipolato a livello di manipolazione mesh. ⚠️ Se sei incerto segui questo consiglio, parti da uno slicer per il quale possiedi già dei profili ben definiti creati dal produttore della stampante. Accertati che esistano prima di acquistarla e non trovarti all’ultimo a scaricare il primo profilo che capita da internet solo perchè hai fretta di iniziare a stampare, sai quanti ne ho visti bloccati immediatamente perchè cercavano di stampare con profili creati per altre stampanti ? Davvero tanti… ⚠️ Non utilizzare Gcode che trovi già pronti sul web, ricorda che le stampanti in circolazione sono davvero molte e non è detto che tu possa trovare il gcode adatto per la tua stampante. Parti sempre dal modello STL ed effettua sempre lo slicing con il tuo profilo di stampa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/corso-stampa-3d-lezione-3-quale-slicer-scegliere/">Quale slicer scegliere per la stampante 3D? Lez. 3/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">E’ un po’ come domandare se <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Megan_Fox">Megan Fox</a> è più bella di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gwyneth_Paltrow">Gwyneth Paltrow</a>, troverai sempre chi preferirà una all’altra pur essendo entrambe molto belle. La stessa cosa si può dire degli slicer FDM, il mercato oggi offre principalmente:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.prusa3d.com/it/pagina/prusaslicer_424/">Prusa Slicer</a> (gratis)</li><li><a href="https://ultimaker.com/it/software/ultimaker-cura">Cura </a>(gratis)</li><li><a href="https://www.raise3d.com/download/ideamaker-all-versions/">Ideamaker </a>(gratis)</li><li><a href="https://github.com/supermerill/SuperSlicer">Super Slicer</a> (gratis)</li><li><a href="https://www.simplify3d.com/">Simplify3D</a> (a pagamento)</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà ce ne sono molti altri che però sono proprietari dei rispettivi Brand di produttori e non sono compatibili con tutte le stampanti (Z suite, FlashPrint, Catalyst, Netfabb, Creality Slicer ecc ecc) ma la funzione resta sempre la stessa.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Quale slicer scegliere per la stampante ? Lez. 3/9" width="960" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/vgD0u9_7baI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lo <strong>slicer </strong>è quel programma <strong>fondamentale </strong>che dovrai inserire nella tua routine di stampa e che permette la creazione del tanto nominato <a href="https://www.help3d.it/come-modificare-un-file-gcode/">GCODE</a>, in sostanza è un programma in grado di convertire i tuoi modelli 3D (in formato <strong>STL o OBJ</strong>) in un codice composto principalmente di coordinate di movimento, temperature di riscaldamento, velocità e comandi vari che al momento non riconoscerai. Basandosi su un <a href="https://www.help3d.it/ideamaker-come-creare-un-profilo-per-la-stampante-3d-parte-1/">profilo di stampa</a> creato ad hoc per la stampante, lo slicer “affetterà” il tuo oggetto in tante piccole fette seguendo l’asse verticale Z. Tanto più sottili saranno, più bello risulterà l’oggetto a livello estetico ma capirai ben presto che questo valore chiamato <strong>risoluzione di stampa in Z</strong> non è l’unico parametro da tenere in considerazione. </p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
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</div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>M221 T0 S90.00</p><p>M140 S100.00</p><p><strong>M104 T0 S250.00; riscaldamento hotend</strong></p><p>M109 T0 S250.00</p><p>G21</p><p>G90</p><p>M82</p><p>M107</p><p><strong>G28; azzeramento assi</strong></p><p>G1 Z0 F500</p><p>G92 E0</p><p>G1 Z0.2 F400</p><p>G1 X60 Y-2 F800</p><p>G1 X140 Y-2 E12 F200</p><p>G1 Z5 E15 F200</p><p>G92 E0</p><p>G1 F9000.0</p><p>M117 Printing&#8230;</p><p>M1001</p><p>;REMAINING_TIME: 14237</p><p>;LAYER:0</p><p><strong>M106 S77 ; impostazione della velocità ventola</strong></p><p>G1 F2400 E-0.1000</p><p>M204 T1500.00</p><p>G0 F9000 X18.913 Y61.443</p><p>G0 F300 Z0.300</p><p>G1 F2400 E0.0000</p><p>G1 F900 X19.428 Y61.326 E0.0316</p><p>G1 X20.000 Y61.280 E0.0660</p><p>G1 X280.034 Y61.281 E15.6338</p><p>G1 X280.554 Y61.323 E15.6650</p><p>G1 X280.999 Y61.418 E15.6922</p><p>G1 X281.553 Y61.621 E15.7275</p><p>G1 X281.954 Y61.836 E15.7548</p><p>G1 X282.378 Y62.141 E15.7861</p><p>G1 X282.755 Y62.502 E15.8173</p><p>G1 X283.115 Y62.969 E15.8526</p><p>G1 X283.369 Y63.426 E15.8839</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è un estratto di una prima parte di un gcode, il file lo puoi aprire con un normalissimo editor di testo come Notepad o similari. Ciò che ti troverai di fronte è una lunghissima sfilza di comandi/coordinate una riga dietro l’altra. La scheda e il firmware della stampante leggeranno questi comandi e li tramuteranno in specifici comandi di movimento oppure di riscaldamento. Esempio:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>M104 T0 S250.00</strong> indica un comando di riscaldamento dell’hotend principale a 250°</li><li><strong>G1 X60 Y-2 F800</strong> è un comando di movimento che fa spostare la testa di stampa alla coordinata X60 Y-2 alla velocità F800 dove 800 sono i mm/m</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">✅ Ricapitolando:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Scarica o crea il tuo modello 3D in un formato STL oppure OBJ</li><li>Carica il modello nel tuo slicer preferito seguendo le <a href="https://www.help3d.it/costruire-oggetti-resistenti-stampati-in-3d-anisotropia/">regole base di posizionamento</a></li><li>Accertati di selezionare il profilo di stampa corretto per la tua stampante e per il materiale inserito<strong> (usa PLA inizialmente)</strong></li><li>Genera e poi esporta il .gcode salvandolo nella chiavetta usb/memoria SD oppure invialo direttamente alla stampante se ha il Wifi o connessione con <a href="https://www.help3d.it/octoprint/">Octoprint</a></li><li>Prima di lanciare la stampa accertati che il piano sia pulito e che, ovviamente, non ci siano residui della stampa precedente</li><li>Fai partire la stampa</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Differenze-di-layer.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="725" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Differenze-di-layer.png" alt="" class="wp-image-17010" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Differenze-di-layer.png 1000w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Differenze-di-layer-700x508.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Differenze-di-layer-300x218.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Differenze-di-layer-768x557.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption>Ad ogni risoluzione corrisponde un risultato differente</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Tutti questi passaggi si eseguono indipendentemente dalla scelta dello slicer, all’inizio non preoccuparti di quale slicer dovrai scegliere perchè alla fine ti ritroverai comunque a provarli più o meno tutti. Se parli con altri utilizzatori di stampanti 3D <strong>ognuno avrà da dirti la sua versione</strong>, chi dice meglio Cura, chi assolutamente Prusa Slicer altri ancora che ti guardano schifato se nomini slicer che non siano Simplify3D. Personalmente odio Cura ma questo non vuol dire che sia uno slicer da scartare, anzi… è un validissimo programma solo che <strong>personalmente non mi ci trovo</strong>. Tantissimi altri ci stampano benissimo quindi la prima regola che ti posso dire di seguire è <strong>“non ascoltare chi ti dice di utilizzare un solo slicer perchè meglio di tutti gli altri in circolazione”</strong>. Con calma, di mese in mese <strong>provali tutti </strong>e poi troverai la tua comfort zone, personalmente utilizzavo fino al 2017 Simplify3D perchè oggettivamente superiore alla concorrenza ma poi è rimasto tale senza mai più aggiornarsi e venendo superato alla grande da soluzioni gratis come <a href="https://www.help3d.it/argomento/guide/ideamaker/">Ideamaker </a>o <a href="https://www.help3d.it/prusaslicer-2-4-ecco-perche-dovresti-provarlo-almeno-una-volta-ft-superslicer/">Prusa Slicer</a>. Questi ultimi due sono i miei preferiti e che utilizzo quotidianamente nella mia attività lavorativa.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Processo-di-slicing.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="625" height="429" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Processo-di-slicing.png" alt="" class="wp-image-17011" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Processo-di-slicing.png 625w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Processo-di-slicing-300x206.png 300w" sizes="(max-width: 625px) 100vw, 625px" /></a><figcaption>Alla fine è una stampa 2D sovrapposta !</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Ricorda inoltre che uno <strong>slicer </strong>in genere <strong>non è un modellatore CAD</strong>: il file STL oppure OBJ viene importato e potrà essere ruotato, scalato (uniformemente o non), sezionato ma non potrà essere manipolato a livello di manipolazione mesh.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Se sei incerto segui questo consiglio, <strong>parti da uno slicer per il quale possiedi già dei profili ben definiti creati dal produttore della stampante</strong>. Accertati che esistano prima di acquistarla e non trovarti all’ultimo a scaricare il primo profilo che capita da internet solo perchè hai fretta di iniziare a stampare, sai quanti ne ho visti bloccati immediatamente perchè cercavano di stampare con profili creati per altre stampanti ? Davvero tanti…</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Non utilizzare Gcode che trovi già pronti sul web, ricorda che le stampanti in circolazione sono davvero molte e non è detto che tu possa trovare il gcode adatto per la tua stampante. Parti sempre dal modello STL ed effettua sempre lo slicing con il tuo profilo di stampa.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/corso-stampa-3d-lezione-3-quale-slicer-scegliere/">Quale slicer scegliere per la stampante 3D? Lez. 3/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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		<title>Che cosa sono gli STL ? Lez. 2/9</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 06:50:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corso completo di Stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Artillery]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Slicer 3d]]></category>
		<category><![CDATA[stampaconpiraz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prova a pensare, quando vai in copisteria per farti stampare la tesi o un documento in che formato gli fornisci il file? In PDF genericamente, è molto difficile che uno porti un formato .doc o barbaramente chiamato “word”. Perchè? Molto semplice, un file PDF è uguale per tutti i dispositivi che lo aprono, chiamiamolo un file universale. Inoltre presenta una caratteristica fondamentale, non può essere modificato né alterato nel font utilizzato L’analogia è la stessa per la stampa 3D, i formati STL e OBJ sono le estensioni dei files che esporterà il tuo programma CAD di riferimento. Una volta esportato sarà uguale sul tuo PC come su quello di un tuo amico, è un file “universale” e leggibile da tutti. In realtà esistono molte altre estensioni altrettanto utilizzate (STEP e IGES) ma hanno funzioni differenti e vanno comunque poi convertite in STL o OBJ. I programmi che si occupano di produrre i files da mandare in pasto alla stampante (i famosissimi G-codes), accettano principalmente il formato STL o OBJ, raramente i file STEP e IGES (o altri formati).&#160; STL E’ l’acronimo di Standard/Stereo Tessellation Language oppure Stereo Lithography interface format. Si può trovare in formato Binario o ASCII, ti consigliamo però di utilizzare il primo per una questione di “pesantezza” del file esportato. Il file, una volta aperto, potrà essere analizzato nel dettaglio: attivando la visualizzazione della mesh, potrai vedere chiaramente come viene discretizzata la superficie del modello 3D che hai disegnato all’interno del software CAD. Quello che ti sembrava all’inizio tutto bello liscio, una volta esportato tende a sfaccettarsi, come se perdesse di definizione. Fai molta attenzione ad esportare con un’elevata risoluzione per ovviare a questo problema, ma non esagerare troppo o il file risulterà troppo pesante. La risoluzione della mesh non è altro che la quantità di triangoli utilizzata per discretizzare una superficie, più ce ne sono e migliore sarà la definizione dell’oggetto. Se stai lavorando con files da realizzare poi con tecnologie ad alta risoluzione tipo SLA o DLP esporta con risoluzioni elevate. Per l’FDM, vista la ridotta riproducibilità del particolare raggiungibile, puoi creare anche files a bassa risoluzione tanto in fase di stampa non noterai grosse differenze. Una cosa è certa, se appena apri il file STL noti immediatamente una sfaccettatura molto accentuata allora è il caso di rifare l’export del file. Si parla di Mesh Poligonale quando osserviamo nel dettaglio il reticolo di costruzione del nostro oggetto. Come detto prima, un buon numero di triangoli ci assicura superfici lisce prive di sfaccettature. E’ possibile vedere questo fenomeno molto più accentuato su sfere e superfici curve in genere. OBJ E’ molto difficile notare la differenza tra un OBJ e un STL senza aprire entrambi i file con un editor di testo. E’ diverso il modo in cui il “codice” viene scritto, OBJ è molto più completo e può contenere anche le informazioni di colore (texture): la superficie del solido può essere discretizzata in triangoli oppure in quadrangoli (quad Mesh), quest’ultima opzione è particolarmente indicata per successive manipolazioni e ricostruzioni in curve. E’ meno diffuso rispetto all’STL ma è altrettanto importante. ⚠️ Nota bene, sia STL che OBJ non possono essere modificati se non attraverso una manipolazione della mesh o una scalatura uniforme (o non) delle dimensioni. Scaricare un file STL per aggiungerci componenti, allargare fori, variare alcune dimensioni del pezzo (non tutto il pezzo), non è possibile a meno di un processo di ricostruzione chiamato “Reverse Engineering”. Sarà sicuramente uno degli argomenti trattati nei corsi avanzati.&#160; ⚠️ Ricordati inoltre di esportare i files con le unità di misura corrette, capita molto spesso di ritrovarsi un pezzo importato nello slicer o molto grande, oppure così piccolo da non essere nemmeno visto. Cerca il più possibile di esportare in mm (millimetri). Fai anche molta attenzione agli errori che si possono generare sulla mesh in fase di esportazione. Individuarli non è semplicissimo, fortunatamente esistono dei software dedicati come Netfabb che ti aiutano a ricercare gli errori e a correggerli. Se quando guardi l’anteprima di stampa a video ti accorgi che mancano “pezzi” del modello 3D oppure vengono creati fastidiosi artefatti, molto probabilmente il tuo modello 3D deve essere corretto. Dove scaricare STL già pronti ? Thingiverse &#8211; Forse il più conosciuto ed utilizzato, prima o poi ti troverai a scaricare qualche file da questo sito. Il sito non è sempre in forma e capita spesso di vederlo offline o con problemi di navigazione. Printables &#8211; Nato un po’ più in sordina rispetto a Thingiverse ma si sta delineando come il miglior database collaborativo per la condivisione di progetti. E’ stato creato da Prusa qualche anno fa principalmente per i suoi utenti ma nel 2022 è tornato in vetta alle preferenze degli utenti. Cults3D &#8211; Molto utilizzato dagli scultori che vendono le proprie opere digitali online, si trovano dei modelli spettacolari super dettagliati. Gambody &#8211; Il sito di riferimento per i modelli ultra dettagliati di Action Figures ! MyMinifactory STLFinder Yeggi CGTrader GrabCAD TurboSquid ❌ Di recente sono nati gruppi Telegram/Facebook nei quali si condividono gratuitamente files STL che normalmente dovrebbero essere a pagamento, di certo non sarò io a dirti cosa devi fare o non fare in questi casi ma sappi che dietro quei pochi euro che vengono richiesti, ci sono svariate ore di lavoro da parte del modellatore.&#160; ✅ Se hai progetti che desideri condividere con tutti utilizza Thingiverse oppure meglio ancora Printables che sono davvero intuitivi e ti permettono di inserire dettagli sul come l’oggetto dovrà essere stampato, i materiali, tutti i files del progetto ecc ecc. A tal proposito valuta anche GitHub ma è molto meno facile da utilizzare se sei alle prime armi. Non ti spaventare se al tuo primo (e successivi…) post in un gruppo Facebook nel quale mostri una bella stampa, i primi commenti saranno del tipo: “STL?” &#8211; “Condividi STL ?“ è tutto normale e con il tempo ci farai l’abitudine. E’ davvero necessario imparare a modellare in 3D ? Come dice un famosissimo slogan “Se non ti lecchi le dita</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/corso-stampa-3d-lezione-2-che-cosa-sono-gli-stl/">Che cosa sono gli STL ? Lez. 2/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Prova a pensare, quando vai in copisteria per farti stampare la tesi o un documento in che formato gli fornisci il file? In PDF genericamente, è molto difficile che uno porti un formato .doc o barbaramente chiamato “word”. Perchè? Molto semplice, un file PDF è uguale per tutti i dispositivi che lo aprono, chiamiamolo un file universale. Inoltre presenta una caratteristica fondamentale, non può essere modificato né alterato nel font utilizzato</p>



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<p class="wp-block-paragraph">L’analogia è la stessa per la stampa 3D, i formati STL e OBJ sono le estensioni dei files che esporterà il tuo programma <strong>CAD </strong>di riferimento. Una volta esportato sarà uguale sul tuo PC come su quello di un tuo amico, è un file <strong>“universale”</strong> e leggibile da tutti. In realtà esistono molte altre estensioni altrettanto utilizzate (STEP e IGES) ma hanno funzioni differenti e vanno comunque poi convertite in STL o OBJ. I programmi che si occupano di produrre i files da mandare in pasto alla stampante (i famosissimi G-codes), accettano principalmente il formato STL o OBJ, raramente i file STEP e IGES (o altri formati).&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Che cosa sono i file STL ? Lez. 2/9" width="960" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/csEZ2j6hL1Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>STL</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">E’ l’acronimo di Standard/Stereo Tessellation Language oppure Stereo Lithography interface format. Si può trovare in formato <strong>Binario </strong>o <strong>ASCII</strong>, ti consigliamo però di utilizzare il primo per una questione di “pesantezza” del file esportato. Il file, una volta aperto, potrà essere analizzato nel dettaglio: attivando la visualizzazione della <strong>mesh</strong>, potrai vedere chiaramente come viene discretizzata la superficie del modello 3D che hai disegnato all’interno del software CAD. Quello che ti sembrava all’inizio tutto bello liscio, una volta esportato tende a <strong>sfaccettarsi</strong>, come se perdesse di definizione. Fai molta attenzione ad esportare con un’elevata <strong>risoluzione </strong>per ovviare a questo problema, ma non esagerare troppo o il file risulterà troppo pesante. <strong>La risoluzione della mesh non è altro che la quantità di triangoli utilizzata per discretizzare una superficie</strong>, più ce ne sono e migliore sarà la definizione dell’oggetto. Se stai lavorando con files da realizzare poi con tecnologie ad alta risoluzione tipo SLA o DLP esporta con risoluzioni elevate. Per l’FDM, vista la ridotta riproducibilità del particolare raggiungibile, puoi creare anche files a bassa risoluzione tanto in fase di stampa non noterai grosse differenze. Una cosa è certa, se appena apri il file STL noti immediatamente una sfaccettatura <strong>molto </strong>accentuata allora è il caso di rifare l’export del file.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Risoluzione-Mesh.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="516" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Risoluzione-Mesh-1024x516.png" alt="" class="wp-image-16972" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Risoluzione-Mesh-1024x516.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Risoluzione-Mesh-700x353.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Risoluzione-Mesh-300x151.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Risoluzione-Mesh-768x387.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Risoluzione-Mesh.png 1230w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Si parla di <strong>Mesh Poligonale</strong> quando osserviamo nel dettaglio il reticolo di costruzione del nostro oggetto. Come detto prima, un buon numero di triangoli ci assicura superfici lisce prive di sfaccettature. E’ possibile vedere questo fenomeno molto più accentuato su sfere e superfici curve in genere.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Mesh-poligonale.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="376" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Mesh-poligonale.png" alt="" class="wp-image-16973" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Mesh-poligonale.png 1000w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Mesh-poligonale-700x263.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Mesh-poligonale-300x113.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Mesh-poligonale-768x289.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>OBJ</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">E’ molto difficile notare la differenza tra un OBJ e un STL senza aprire entrambi i file con un editor di testo. E’ diverso il modo in cui il “codice” viene scritto, OBJ è molto più completo e può contenere anche le informazioni di <strong>colore </strong>(texture): la superficie del solido può essere discretizzata in triangoli oppure in quadrangoli (quad Mesh), quest’ultima opzione è particolarmente indicata per successive manipolazioni e ricostruzioni in curve. E’ meno diffuso rispetto all’STL ma è altrettanto importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Nota bene, sia STL che OBJ <a href="https://youtu.be/IgacDuqBOjc"><strong>non possono essere modificati</strong></a><strong> </strong>se non attraverso una <a href="https://www.meshmixer.com/">manipolazione della mesh</a> o una scalatura uniforme (o non) delle dimensioni. Scaricare un file STL per aggiungerci componenti, allargare fori, variare alcune dimensioni del pezzo (non tutto il pezzo), non è possibile a meno di un processo di ricostruzione chiamato <a href="https://www.youtube.com/watch?v=9RVQ7ETzv5A"><strong>“Reverse Engineering”</strong>.</a> Sarà sicuramente uno degli argomenti trattati nei corsi avanzati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Ricordati inoltre di <strong>esportare </strong>i files con le unità di misura corrette, capita molto spesso di ritrovarsi un pezzo importato nello slicer o molto grande, oppure così piccolo da non essere nemmeno visto. Cerca il più possibile di esportare in mm (<strong>millimetri</strong>). Fai anche molta <strong>attenzione </strong>agli <strong>errori </strong>che si possono generare sulla mesh in fase di esportazione. Individuarli non è semplicissimo, fortunatamente esistono dei software dedicati come <strong>Netfabb</strong> che ti aiutano a ricercare gli errori e a correggerli. Se quando guardi l’anteprima di stampa a video ti accorgi che mancano “pezzi” del modello 3D oppure vengono creati fastidiosi artefatti, molto probabilmente il tuo modello 3D deve essere corretto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dove scaricare STL già pronti ?</strong></h2>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.thingiverse.com/">Thingiverse</a> &#8211; Forse il più conosciuto ed utilizzato, prima o poi ti troverai a scaricare qualche file da questo sito. Il sito non è sempre in forma e capita spesso di vederlo offline o con problemi di navigazione.</li><li><a href="https://www.printables.com/it">Printables </a>&#8211; Nato un po’ più in sordina rispetto a Thingiverse ma si sta delineando come il miglior database collaborativo per la condivisione di progetti. E’ stato creato da Prusa qualche anno fa principalmente per i suoi utenti ma nel 2022 è tornato in vetta alle preferenze degli utenti.</li><li><a href="https://cults3d.com/en">Cults3D</a> &#8211; Molto utilizzato dagli scultori che vendono le proprie opere digitali online, si trovano dei modelli spettacolari super dettagliati.</li><li><a href="https://www.gambody.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gambody</a> &#8211; Il sito di riferimento per i modelli ultra dettagliati di Action Figures !</li><li><a href="https://www.myminifactory.com/">MyMinifactory</a></li><li><a href="https://www.stlfinder.com/">STLFinder</a></li><li><a href="https://www.yeggi.com/">Yeggi</a></li><li><a href="https://www.cgtrader.com/">CGTrader</a></li><li><a href="https://grabcad.com/">GrabCAD</a></li><li><a href="https://www.turbosquid.com/it/">TurboSquid</a></li></ul>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">❌ Di recente sono nati gruppi Telegram/Facebook nei quali si condividono gratuitamente files STL che normalmente dovrebbero essere a pagamento, di certo non sarò io a dirti cosa devi fare o non fare in questi casi ma sappi che dietro quei pochi euro che vengono richiesti, ci sono <strong>svariate ore di lavoro </strong>da parte del modellatore.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">✅ Se hai progetti che desideri condividere con tutti utilizza Thingiverse oppure meglio ancora Printables che sono davvero intuitivi e ti permettono di inserire dettagli sul come l’oggetto dovrà essere stampato, i materiali, tutti i files del progetto ecc ecc. A tal proposito valuta anche <a href="https://github.com/">GitHub </a>ma è molto meno facile da utilizzare se sei alle prime armi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ti spaventare se al tuo primo (e successivi…) post in un gruppo Facebook nel quale mostri una bella stampa, i primi commenti saranno del tipo: <strong>“STL?” &#8211; “Condividi STL ?“</strong> è tutto normale e con il tempo ci farai l’abitudine.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>E’ davvero necessario imparare a modellare in 3D ?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come dice un famosissimo slogan “Se non ti lecchi le dita godi solo a metà” la stessa cosa vale per la stampa 3D e la modellazione 3D. I database online sono davvero comodi e pieni di oggetti interessanti pronti da stampare senza diventare matti ma… <strong>se devi apportare delle modifiche al pezzo disegnato da qualcun altro come fai ? </strong>Ecco quindi che nasce l’esigenza di imparare a modellare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come per la scelta della stampante 3D anche con i programmi di modellazione devi orientarti sulla base di ciò che vorrai iniziare a modellare:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Oggetti di tipo <strong>meccanico</strong>, ingranaggi, scocche, custodie, telai ecc ecc<ul><li><a href="https://www.help3d.it/autodesk-fusion-360-gratis/">Autodesk Fusion 360</a></li><li><a href="https://www.freecadweb.org/">FreeCad</a></li><li><a href="https://www.tinkercad.com/">Thinkercad </a>(davvero basilare…)</li><li><a href="https://www.solidworks.com/it">Solidworks</a></li><li><a href="https://www.microsoft.com/it-it/p/3d-builder/9wzdncrfj3t6">Windows 3D Builder</a> (ha pochissime funzioni</li><li><a href="https://www.rhino3d.com/it/">Rhinoceros</a></li></ul></li><li><strong>Sculture </strong>di tipo <strong>organico</strong>, action figures, miniature ecc ecc<ul><li><a href="https://pixologic.com/">ZBrush</a></li><li><a href="https://www.autodesk.it/products/mudbox/overview">Mudbox</a></li><li><a href="https://www.blender.org/">Blender</a></li><li><a href="https://www.meshmixer.com/">Autodesk Meshmixer</a></li><li><a href="https://www.autodesk.it/products/maya/overview">Maya</a></li><li><a href="https://www.maxon.net/it/cinema-4d">Cinema 4D &#8211; Maxon</a></li></ul></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Stampare un oggetto che hai creato tu interamente è forse una delle sensazioni più belle, ancor più di quando termini una stampa da 30 ore senza problemi ! I<strong>mparare a modellare sblocca il 100% del potenziale</strong> <strong>relativo alla stampa 3D</strong> e ti apre nuovi orizzonti da esplorare. Certo, hai già una bella gatta da pelare chiamata “far stampare correttamente la stampante” figuriamoci anche mettersi ad imparare un programma di modellazione da zero. <strong>Mio consiglio personale ?</strong> Investi del tempo nell’imparare le nozioni base di software di modellazione 3D (consiglio Autodesk Fusion 360) perchè sarà ampiamente ripagato in futuro.</p>
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		<title>Voglio iniziare a stampare in 3D, cosa devo fare ? Lez. 1/9</title>
		<link>https://www.help3d.it/corso-stampa-3d-lezione-1-voglio-iniziare-a-stampare-in-3d-cosa-devo-fare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 12:53:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corso completo di Stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[PrusaSlicer]]></category>
		<category><![CDATA[Slicer 3d]]></category>
		<category><![CDATA[Slicer stampante 3D]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per prima cosa ci vuole calma e sangue freddo, non commettere lo sbaglio che fanno tutti ovvero quello di mettere mano subito al firmware della stampante e perdere tempo nelle calibrazioni. Se è la tua primissima stampante pensa a divertirti e a stampare prima di tutto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/corso-stampa-3d-lezione-1-voglio-iniziare-a-stampare-in-3d-cosa-devo-fare/">Voglio iniziare a stampare in 3D, cosa devo fare ? Lez. 1/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per prima cosa ci vuole calma e sangue freddo, non commettere lo sbaglio che fanno tutti ovvero quello di mettere mano subito al firmware della stampante e perdere tempo nelle calibrazioni. Se è la tua primissima stampante<strong> pensa a divertirti e a stampare prima di tutto</strong>, ci sarà tutto il tempo del mondo per addentrarsi nei meandri delle impostazioni più nascoste. Non ti demoralizzare se le tue primissime stampe non saranno come quelle che vedi nelle foto degli altri utenti, con un po’ di calma (e senza saltare i passi fondamentali) ci arriverai senza alcun problema.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Diffida inoltre dai gruppi Facebook/Telegram perchè non troverai mai una risposta unica al problema che presenterai, ogni persona (giustamente) darà la propria versione dei fatti/esperienza e ti accorgerai molto presto che le soluzioni al problema potrebbero essere diverse ma non tutte daranno il risultato sperato, se sei alle prime armi questa cosa sicuramente ti creerà non pochi problemi. Evita inoltre chi si professa super Guru e magari stampa da qualche minuto in più di te ! Fatta questa doverosa premessa ecco quindi cosa ti consiglio di fare prima e dopo aver ricevuto una stampante:</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Voglio iniziare a stampare in 3D, cosa devo fare ? Lez. 1/9" width="960" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/Lp42Bwe8DLI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>PRIMA</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tralascio la parte relativa alla selezione della stampante perchè ci sarà un capitolo dedicato, cerchiamo piuttosto di capire cosa ti servirà per iniziare al meglio. No, non sto parlando di cose fisiche/hardware ma di <strong>conoscenza del mondo della Stampa 3D</strong>. Se sei giunto su <a href="https://www.help3d.it/blog/">questo blog/sito</a> è un ottimo punto di partenza, tra articoli e video sul <a href="https://www.youtube.com/c/help3dit">canale Youtube</a> troverai tantissimo materiale su cui studiare e ragionare, ma proprio per questo nasce il corso perchè mi sono reso conto che ci sono tante nozioni senza un preciso ordine cronologico e chi parte da zero probabilmente fa un po’ fatica a trovare gli argomenti corretti. Il tuo primo obiettivo è quindi cercare delle<strong> fonti attendibili</strong> per apprendere le <strong>BASI </strong>della Stampa 3D ed evitare di ricevere la stampante postando subito il messaggio in un gruppo “ecco l’ho acquistata, ora che faccio, come si accende ?”. Non fermarti solo a questo blog/corso il web è infinito e potrai trovare un sacco di informazioni anche altrove, ti consiglio di dare un&#8217;occhiata ai canali in inglese di <a href="https://www.youtube.com/channel/UCxQbYGpbdrh-b2ND-AfIybg">Maker Muse</a>, <a href="https://www.youtube.com/channel/UCiczXOhGpvoQGhOL16EZiTg">CNC Kitchen</a>, <a href="https://www.youtube.com/channel/UCbgBDBrwsikmtoLqtpc59Bw">Teaching Tech</a>, <a href="https://www.youtube.com/channel/UCb8Rde3uRL1ohROUVg46h1A">Thomas Sanladerer</a>,<a href="https://www.youtube.com/channel/UC_7aK9PpYTqt08ERh1MewlQ"> 3D Printing Nerd</a> ecc ecc… tutti creatori di ottimi video/contenuti per tutti i livelli di conoscenza, dal base al più approfondito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel “lontano” 2018 (sembra passata un’eternità) ho scritto anche un libro chiamato “<a href="https://www.help3d.it/prodotto/nogufetti/">#Nogufetti</a>” che è adatto proprio a chi si avvicina per la prima volta alla Stampa 3D, diversamente da questo corso fornisce una panoramica più ampia e non è incentrato esclusivamente sulla tecnologia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Modellazione_a_deposizione_fusa"><strong>FDM</strong></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Un errore da non fare ancor prima di iniziare ? Fiondarsi sui forum/gruppi Facebook e fare la classica domanda: <strong>“Quale stampante mi consigliate ? Ho un budget di 250€”</strong>. Il web è pieno di domande come queste e nessuno ti darà la risposta che vorrai sentirti dire. <strong>Non esiste la stampante 3D perfetta</strong>, esiste la “user experience” (esperienza dell’utente) e ti accorgerai ben presto che per quanti ti diranno che la macchina X sarà stupenda ce ne saranno altrettanti che ti diranno di lasciar perdere e che fa schifo. Il punto è, ti fidi di chi realmente l’ha provata o magari sta parlando solo per sentito dire ? Chi l’ha provata e l’ha scartata era davvero in grado di utilizzarla a dovere ? Si lo so, non è per nulla facile capire se una recensione su YouTube o su un blog è davvero valida o meno… stai sempre in allerta ed evita quelli che dicono “E’ la stampante migliore di tutte” o affermazioni simili.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quale modello di stampante di stampante acquistare ?</strong> Tralascio volutamente il consiglio diretto ad una specifica marca/modello perchè il mercato è in continua evoluzione, come prima stampante sicuramente cerca queste caratteristiche:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Non troppo grande</strong>, ti accorgerai ben presto che stampare oggetti 20X20 cm è molto più semplice di quelli 40X40 cm. Inoltre i telai delle stampanti economiche sono sotto dimensionati e performano bene su dimensioni medie</li><li>Se chiedi consigli in giro troverai sempre i fan di un determinato modello che sparano a zero contro il modello della concorrenza e viceversa. Cerca un modello o marca di stampante che sia ben seguito a livello di <strong>community </strong>(non dovrei citarlo ma vedi <a href="https://www.prusa3d.com/it/">Prusa</a>) ma soprattutto di <strong>assistenza </strong>da parte di chi te la vende</li><li>Non esiste una fascia di prezzo ben definita, si trovano ottime stampanti anche spendendo 400€ ma spendere 1.500€ o più non ti danno la garanzia di un risultato completamente differente. Ricorda il consiglio di prima, punta all’assistenza e alla community</li><li>Evita quelle di tipo IDEX o con il doppio estrusore, al momento ti complicheresti solo la vita e userai raramente il secondo estrusore</li><li><a href="https://www.help3d.it/stampanti-a-resina/"><strong>Meglio stampante a filamento FDM o a resina DLP/SLA ?</strong></a> Non esiste meglio o peggio, la scelta della tecnologia di stampa va fatta sulla base di cosa dovrai andare a stampare poi. Se sai già che dovrai fare modellismo, action figures, gioielleria e cose molto piccole e dettagliate in genere, la tecnologia DLP/SLA a resina è quella che stai cercando. Se vuoi spendere meno sia di materiali che di stampante (a parità di volume si stampa) la tecnologia FDM a filo è sicuramente quella che offre una maggiore flessibilità d’impiego (molti materiali e finiture) ma non ti aspettare risoluzioni pari ad un pezzo stampato ad iniezione</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">DOPO</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Qui la frittata è già fatta e bisogna iniziare a pedalare ! Come ti dicevo prima <strong>limitati ad assemblare la stampante</strong>, spero vivamente tu ne abbia scelta una che si monta in pochissimi passaggi oppure (meglio ancora) già assemblata. Inizialmente controlla bene il serraggio di tutte le viti del telaio e, nel caso tu abbia acquistato una stampante con carrelli che si muovono su ruote gommate e profili estrusi, regola correttamente gli eccentrici per evitare che ci siano giochi vistosi. Sembra una banalità ma in moltissimi cadono su questo punto e si aspettano che il QC (controllo qualità) delle aziende cinesi consegni una stampante esente da difetti di assemblaggio. Ecco, non darlo per scontato e ricontrolla bene il pre-assemblato che hai ricevuto.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Eccentrico.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="222" height="193" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Eccentrico.png" alt="" class="wp-image-16935"/></a><figcaption>Eccentrico e ruota gommata</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Diverso il discorso se sei partito da un kit che si costruisce vite per vite, accertati di avere una buona manualità e pazienza oppure vendi immediatamente quanto ricevuto e ne prendi una <strong>pre-assemblata.</strong> Fidati non c’è peggior frustrazione che perdere notti/giorni/notti dietro una stampante e poi non farci uscire nemmeno un semplice cubetto. Come dico sempre a tutti l’idea di partire dalla vite è molto affascinante ma non è per tutti, tienilo come secondo progetto da affiancare alla prima stampante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">❓ Questo è un corso che tratta principalmente la tecnologia <strong>FDM </strong>(fused deposition modeling): si basa sul principio di estrusione di un filamento inizialmente solido il quale viene poi riscaldato all’interno di un hotend ed estruso attraverso un ugello con un orifizio molto piccolo. Il materiale fuso viene depositato dalla testa di stampa, strato su strato, fino a completare l’oggetto messo in stampa.</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link" href="https://bit.ly/scarica-tutti-i-pdf-del-corso">[icon name=&#8221;download&#8221; prefix=&#8221;fas&#8221;] SCARICA IL PDF DELLA LEZIONE</a></div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Accertati di avere un profilo di stampa fatto per la tua stampante 3D</strong>, ne parleremo nella prossima puntata. Inizialmente chiedilo al produttore/venditore della stampante e parti da quello, non ti avventurare a crearne uno nuovo per nessun motivo. Come materiale di partenza utilizza sicuramente il <strong>PLA</strong>, è molto semplice da estrudere e non crea rogne in fase di stampa. Per ora non prendere nemmeno in considerazione altri materiali, attendi di avere una buona dimestichezza con la stampante e con i vari parametri di stampa che conoscerai in questo corso. “ La fretta è cattiva consigliera “, prenditi tutto il tempo necessario e goditi questo bellissimo hobby, sai mai che un giorno non possa diventare il tuo prossimo lavoro !</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ I files che utilizzerai da caricare nel tuo slicer saranno in formato STL oppure OBJ (approfondirò tutto nei prossimi capitoli), per poterli far leggere correttamente alla tua stampante dovranno prima essere processati nello slicer creando un file <strong>.gcode</strong> e dopo messi in stampa. Se caricherai nella chiavetta USB o MicroSD direttamente i files STL non verranno letti !</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Non prendere in considerazione chi ti dirà “Calibra il flusso, calibra gli step/mm, calibra linear advance,tower temp,cubi, barchette, calibra qui, calibra li…”. <strong>No no e poi no !</strong> Inizia a stampare e basta vedrai che qualcosa di buono lo tirerai fuori comunque anche se la macchina non è tarata a dovere. La soddisfazione del primo oggetto stampato non la dimenticherai mai, io personalmente ho stampato un fischietto la prima volta e ancora me lo ricordo !</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sono solo due le calibrazioni fondamentali </strong>che devi eseguire su una stampante appena ricevuta e sono già state ampiamente discusse nei video pubblicati e per comodità ti lascio qui sotto:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.youtube.com/watch?v=vv1_VaOU_VM"><strong>Livellare il piano di stampa</strong><strong>:</strong></a> sembra banale ma se il piano di stampa non è livellato rispetto all’asse di estrusione (<strong>NON</strong> utilizzare una bolla…) ti ritroverai alcune zone che aderiranno da un lato e meno dall’altro. <strong>La tua stampante monta già un sensore di livellamento ?</strong> Tanto meglio (se funziona) sicuramente una regolazione in meno che dovrai fare, ma la primissima dovrà essere <strong>sempre </strong>fatta manualmente per evitare che il piano risulti comunque troppo inclinato e la compensazione del sensore di livellamento sia ridotta al minimo possibile. Una volta livellato il piano, salvo tu non tolga i pezzi con il martello/scalpello non dovrai farla ad ogni stampa (come in molti affermano…). Ricorda anche di <strong>pulire e sgrassare </strong>adeguatamente il piano utilizzando prodotti come Alcool denaturato o meglio ancora isopropilico</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/altezza-layer-prusa-2.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="407" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/altezza-layer-prusa-2-1024x407.png" alt="" class="wp-image-16934" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/altezza-layer-prusa-2-1024x407.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/altezza-layer-prusa-2-700x278.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/altezza-layer-prusa-2-300x119.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/altezza-layer-prusa-2-768x305.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/altezza-layer-prusa-2-1536x611.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/altezza-layer-prusa-2.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Regolazione fondamentale del primo strato</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://help.prusa3d.com/it/article/calibrazione-primo-layer_112364"></a></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.help3d.it/come-regolare-la-distanza-piatto-ugello/"><strong>Regolare la distanza ugello-piano (Z Offset):</strong><strong> </strong></a>dopo aver livellato il piano dovrai trovare la giusta distanza tra ugello e il piano di stampa per il primissimo strato che verrà depositato. Se sarai troppo alto la stampa non si attaccherà viceversa potrebbe non far uscire nulla dall’ugello. Segui l’articolo + video che è tutto spiegato in dettaglio anche per chi monta il sensore di livellamento. Una delle domande richieste sui vari forum/gruppi è proprio “Non attacca, che devo fare?” e una delle risposte più quotate e risolutive è proprio quella dello Z offset. Con il tempo imparerai che <a href="https://www.help3d.it/warping/">ci sono tanti altri modi per far aderire l’oggetto al piano di stampa</a> ma ti consiglio di vederli più avanti</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Altezza-layer-Prusa.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="517" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Altezza-layer-Prusa-1024x517.png" alt="" class="wp-image-16933" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Altezza-layer-Prusa-1024x517.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Altezza-layer-Prusa-700x354.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Altezza-layer-Prusa-300x152.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Altezza-layer-Prusa-768x388.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Altezza-layer-Prusa-1536x776.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Altezza-layer-Prusa.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Troppo alto o troppo basso ?</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ <strong>Evita (inizialmente) gli upgrade/aggiornamenti</strong>, tieni la stampante così come arriva. Non farci nulla, non installare nuove ventole, nuovi hotend,nuove gole, nuovi piani ecc ecc. Limitati ad utilizzarla così come è arrivata, al massimo puoi pensare di dedicare le prime stampe a qualche oggetto che ha la funzione (esempio) di evitare che si rompano i cavi (vedi difetti Artillery…) ma in questo caso è meglio se ti informi con la community della stampante che hai acquistato se ci sono dei piccolissimi accorgimenti da stampare per evitare rotture di alcuni componenti. Ma non andare oltre, impara a conoscerla ed utilizzarla così come l’hai ricevuta e montata, non spendere soldi inutilmente in upgrade che nemmeno sai quali vantaggi porteranno, piuttosto non lesinare sul prezzo di acquisto del filamento e <a href="https://www.help3d.it/categoria/filamenti/">acquista materiale di qualità</a>. Prima ti ho detto di lasciar perdere le varie calibrazioni avanzate, vien da se che l’ultima cosa che devi fare se sei appena arrivato in questo mondo è quella di mettere mano al firmware o volerne caricare uno personalizzato/modificato. La stessa cosa vale per l’elettronica, non ci mettere mano per nessun motivo inizialmente. Nel 2022 fortunatamente la stampante arriva quasi pronta e non è come nel 2011/2012 che i kit si costruivano sempre vite per vite e cavo per cavo, <strong>ora in meno di 10 minuti si è operativi !</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">✅ <strong>Quali passi seguire poi ?&nbsp;</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Scarica e installa uno slicer del quale disponi il profilo di stampa per la tua stampante. Per ora non porti il problema sul quale scegliere, l’importante è partire.</li><li>Visita uno di questi siti <a href="https://www.printables.com/it">Printables di Prusa</a> oppure <a href="https://www.thingiverse.com/">Thingiverse</a> per scaricare e mettere in stampa i tuoi primi STL (vedremo più avanti che cosa sono) ovvero i modelli 3D. Scegli oggetti semplici all’inizio.</li><li>Non caricare il file STL direttamente dentro la stampante perchè non verrà letto, deve prima essere convertito in gcode attraverso lo slicer !</li><li><strong>Segui tutte le prossime lezioni di questo corso</strong></li><li>Divertiti divertiti e divertiti</li></ul>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link" href="https://bit.ly/scarica-tutti-i-pdf-del-corso">[icon name=&#8221;download&#8221; prefix=&#8221;fas&#8221;] SCARICA IL PDF DELLA LEZIONE</a></div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/corso-stampa-3d-lezione-1-voglio-iniziare-a-stampare-in-3d-cosa-devo-fare/">Voglio iniziare a stampare in 3D, cosa devo fare ? Lez. 1/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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		<title>PrusaSlicer 2.4 &#8211; Ecco perchè dovresti provarlo almeno una volta &#8211; Ft. SuperSlicer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2022 15:07:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti stampa 3D]]></category>
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		<category><![CDATA[Slicer 3d]]></category>
		<category><![CDATA[Slicer stampante 3D]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sembra passata un&#8217;eternità da quell&#8217;estate del 2019 in cui hanno presentato la versione 2.0 e ne abbiamo parlato su questo sito e realizzato un video dedicato. La versione 2.4 di PrusaSlicer porta tante, tantissime novità e risoluzioni di vecchi bug tramandati dalle &#8220;vecchie&#8221; versioni. Tralasciando l&#8217;obsoleto (ma comunque perfettamente funzionante) Simplify3D il nuovo PrusaSlicer 2.4 entra a gamba tesa e affianca il nostro amatissimo IdeaMaker di Raise3D. Le novità in breve Nel changelog ufficiale di Prusa viene riportato questo Multi-material painting Improved supports and bridging Shape gallery Fuzzy skin Windows dark mode Brim for individual objects Negative volumes Automatic color change for logos and signs Tip of the day notifications Model simplification Support for 3DLabPrint airplane models New 3rd party printer profiles …and more! ma sicuramente quelle più importanti sono relative alla nuova gestione e creazione dei supporti, il nuovissimo (inedito) tool di colorazione degli oggetti direttamente su Mesh e per finire una nuova interpretazione e creazione degli strati al di sopra dei supporti. La nuova era del multicolore Circa due anni fa un tool similare era stato introdotto dalla Mosaic Manufacturing (ditta che produce Palette) ma era molto scomodo da utilizzare perchè presentava solo la colorazione tramite &#8220;pennello&#8221; e per superfici molto ampie era eterno da utilizzare. In PrusaSlicer 2.4 si sono spinti oltre ed hanno aggiunto oltre al comando &#8220;pennello&#8221; anche la possibilità di colorare l&#8217;oggetto sfruttando il riconoscimento automatico di alcune forme o parti dell&#8217;oggetto. Creare oggetti multicolore non è solo difficile a livello pratico (bisogna avere più estrusori) ma anche preparare i modelli 3D in più corpi è davvero complesso, con PrusaSlicer 2.4 si taglia completamente questo passaggio e si lavora direttamente dentro allo slicer colorando a piacere l&#8217;oggetto che, ricordiamo, NON è necessario sia diviso in parti può essere anche una mesh con varie pari fuse tra di loro (booleana) e poi dopo si sfrutterà il riconoscimento automatico dello slicer per individuare le varie aree di colore. Finalmente i nuovi supporti di stampa ! Se c&#8217;è una cosa che abbiamo sempre (e non solo noi) criticato di PrusaSlicer è proprio la generazione e finitura dei supporti di stampa. Nella versione 2.3 li abbiamo in parte perdonati perchè hanno rilasciato la potentissima funzione di colorazione delle aree da supportare manualmente (si sono i supporti manuali) ma in quest&#8217;ultima versione hanno lavorato principalmente su una generazione più contenuta (e bella da vedere) dei supporti, molto più aderenti al pezzo. Molto importante anche la nuova generazione degli strati al di sopra dell&#8217;ultimo layer dei supporti (densi e non), fino alla precedente versione veniva utilizzato di default un flusso di materiale molto abbondante (e non configurabile del tutto) che portava ad avere inevitabilmente stampe non pulitissime nella zona del contatto supporti. Con questa nuova release lasciano la possibilità all&#8217;utente di generare quello strato con flusso e altezza layer standard uguale agli altri layer. Il risultato è sicuramente migliore di prima e si allinea a quello che generano attualmente gli altri slicer in commercio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/prusaslicer-2-4-ecco-perche-dovresti-provarlo-almeno-una-volta-ft-superslicer/">PrusaSlicer 2.4 &#8211; Ecco perchè dovresti provarlo almeno una volta &#8211; Ft. SuperSlicer</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
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<iframe title="PrusaSlicer 2.4 - Ecco perchè dovresti provarlo almeno una volta - Ft. SuperSlicer" width="960" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/_NJoVsbTNu4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra passata un&#8217;eternità da quell&#8217;estate del 2019 in cui hanno presentato la <a href="https://www.help3d.it/prusaslicer-vs-simplify3d/">versione 2.0</a> e ne abbiamo parlato su questo sito e realizzato un video dedicato. La versione 2.4 di <a href="https://www.prusa3d.com/it/pagina/prusaslicer_424/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PrusaSlicer</a> porta tante, tantissime novità e risoluzioni di vecchi bug tramandati dalle &#8220;vecchie&#8221; versioni. Tralasciando l&#8217;obsoleto (ma comunque perfettamente funzionante) <a href="https://www.help3d.it/simplify-3d-s3d-introduzione-al-software/">Simplify3D</a> il nuovo PrusaSlicer 2.4 entra a gamba tesa e affianca il nostro amatissimo <a href="https://www.help3d.it/ideamaker-lo-slicer-che-batte-simplify3d-gratuito/">IdeaMaker</a> di <a href="https://www.help3d.it/raise-3d-stampanti-professionali/">Raise3D</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le novità in breve</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <a href="https://blog.prusaprinters.org/it/prusaslicer-2-4-e-qui-pittura-mmu-supporti-migliorati-e-altro-ancora_60244/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">changelog </a>ufficiale di Prusa viene riportato questo</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Multi-material painting</strong></li><li><strong>Improved supports and bridging</strong></li><li><strong>Shape gallery</strong></li><li><strong>Fuzzy skin</strong></li><li>Windows dark mode</li><li>Brim for individual objects</li><li>Negative volumes</li><li>Automatic color change for logos and signs</li><li>Tip of the day notifications</li><li>Model simplification</li><li>Support for 3DLabPrint airplane models</li><li>New 3rd party printer profiles</li><li>…and more!</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">ma sicuramente quelle più importanti sono relative alla nuova gestione e creazione dei supporti, il nuovissimo (inedito) tool di colorazione degli oggetti direttamente su Mesh e per finire una nuova interpretazione e creazione degli strati al di sopra dei supporti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova era del multicolore</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://blog.prusaprinters.org/wp-content/uploads/2021/12/mmu_prints-copy_wide-scaled.jpg" alt=""/><figcaption>Fonte: https://blog.prusaprinters.org/</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Circa due anni fa un tool <strong>similare </strong>era stato introdotto dalla <a href="https://www.mosaicmfg.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mosaic Manufacturing</a> (ditta che produce Palette) ma era molto scomodo da utilizzare perchè presentava solo la colorazione tramite &#8220;pennello&#8221; e per superfici molto ampie era eterno da utilizzare. In PrusaSlicer 2.4 si sono spinti oltre ed hanno aggiunto oltre al comando &#8220;pennello&#8221; anche la possibilità di colorare l&#8217;oggetto sfruttando il riconoscimento automatico di alcune forme o parti dell&#8217;oggetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Creare oggetti multicolore non è solo difficile a livello pratico (bisogna avere <a href="https://www.help3d.it/i-segreti-della-stampa-3d-con-il-doppio-estrusore/">più estrusori</a>) ma anche preparare i modelli 3D in più corpi è davvero complesso, con PrusaSlicer 2.4 si taglia completamente questo passaggio e si lavora direttamente dentro allo slicer colorando a piacere l&#8217;oggetto che, ricordiamo, NON è necessario sia diviso in parti può essere anche una mesh con varie pari fuse tra di loro (booleana) e poi dopo si sfrutterà il riconoscimento automatico dello slicer per individuare le varie aree di colore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Finalmente i nuovi supporti di stampa !</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://blog.prusaprinters.org/wp-content/uploads/2021/12/snug_vs_grid-scaled.jpg" alt=""/><figcaption> Fonte: https://blog.prusaprinters.org/ </figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://blog.prusaprinters.org/wp-content/uploads/2021/12/130222466-686942dc-7d52-4dfa-b35c-e3640897445b-copy.jpg" alt=""/><figcaption> Fonte: https://blog.prusaprinters.org/ </figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Se c&#8217;è una cosa che abbiamo sempre (e non solo noi) criticato di PrusaSlicer è proprio la generazione e finitura dei supporti di stampa. Nella versione 2.3 li abbiamo in parte perdonati perchè hanno rilasciato la potentissima funzione di colorazione delle aree da supportare manualmente (si sono i supporti manuali) ma in quest&#8217;ultima versione hanno lavorato principalmente su una generazione più contenuta (e bella da vedere) dei supporti, molto più aderenti al pezzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto importante anche la nuova generazione degli strati al di sopra dell&#8217;ultimo layer dei supporti (densi e non), fino alla precedente versione veniva utilizzato di default un flusso di materiale molto abbondante (e non configurabile del tutto) che portava ad avere inevitabilmente stampe non pulitissime nella zona del contatto supporti. Con questa nuova release lasciano la possibilità all&#8217;utente di generare quello strato con flusso e altezza layer standard uguale agli altri layer. Il risultato è sicuramente migliore di prima e si allinea a quello che generano attualmente gli altri slicer in commercio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/prusaslicer-2-4-ecco-perche-dovresti-provarlo-almeno-una-volta-ft-superslicer/">PrusaSlicer 2.4 &#8211; Ecco perchè dovresti provarlo almeno una volta &#8211; Ft. SuperSlicer</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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