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	<title>Prusa Archivi - Help3D</title>
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		<title>Prusa CORE One &#8211; La recensione definitiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentata nel 2024 in occasione del Formnext (la fiera più importante al mondo relativa alla stampa 3D), la CORE One di Prusa è la risposta che molti appassionati attendevano da Joseph, dopo il deludente (oltre che trito e ritrito) aggiornamento della MK4 in MK4S, per cercare di farla stare al passo con i tempi. La mossa di Prusa è evidente, si è accorta che con la MK4S come &#8220;flagship&#8221; non sarebbe ancora andata avanti a lungo. A mio avviso la CORE One sarebbe dovuta uscire direttamente al posto della MK4 anche perchè buona parte dell&#8217;hardware è lo stesso. Inoltre, se consideriamo una MK4S + Box di chiusura il prezzo è leggermente superiore… Non posso certamente gridare di gioia nel vedere questa CORE One, fatta certamente bene, stampa molto bene, ma alla fine è più un &#8220;Meh…&#8221; che un &#8220;WOW&#8221;. Probabilmente sono caduto nello stesso tranello di molti, cercando con forza il paragone e continuamente dicendo &#8220;Ecco che Prusone esce in risposta a quell&#8217;altro Brand&#8221;. Prusa sta cercando di fare la sua strada seguendo un filone Etico che l&#8217;ha contraddistinta da sempre, ma questa cosa purtroppo cozza con le ultime uscite dei brand concorrenti e porta noi consumatori, giustamente, a farne sempre una questione di prezzo rapportato alle feature offerte dalla stampante. CORE One non offre e non introduce nulla di nuovo nel panorama della stampa 3D, anzi… ha molto meno da offrire sulla carta rispetto ad altri competitor. Guardandomi attorno e analizzando la concorrenza mi sentirei di riassumere tutto in: CORE One = Spartana. Poca sensoristica, poca elettronica, ma comunque semplice da utilizzare anche per i meno esperti. Per chi se lo stesse chiedendo: si, è possibile passare da MK4S a CORE One attraverso un kit di aggiornamento. Buona parte della componentistica è la stessa ! Telaio/scocca/chassis Esteticamente davvero gradevole, mi piace molto. Il frame nero in acciaio glitterato (stessa finitura della MK4S) abbinato a qualche particolare arancione stampato in 3D, lo trovo elegante e perfettamente in stile Prusa. La novità è che questa CORE One è già boxata/chiusa, tutte le altre stampanti della linea richiedono comunque un accessorio a parte da installare. Grande, molto grande nel caso della MK4S e brutto molto brutto nel caso della XL. Rispetto ad una MK4S con box, occupa quasi il 50% dello spazio in meno e offre il 30% di volume effettivo di stampa in più. Il nome CORE deriva dal fatto che la movimentazione di questa stampante è di tipo CoreXY, come il 90% di quelle che vedete in giro ad oggi. Il gantry è formato da un unico pezzo di acciaio tagliato laser sul quale viene poi montata tutta la componentistica: i motori sono da 0.9° per XY, le cinghie da 6 mm, per la X è presente una guida lineare da 12 mm mentre le barre in acciaio della Y sono da 10 mm. Non è una novità per Prusa poichè questa movimentazione viene usata già da tempo sulla Prusa XL e sulla versione AFS (quella per la produzione di massa automatizzata). Il frame/telaio è tutto fatto in acciaio tagliato laser e poi assemblato con viti, potete allegramente smontarla pezzo per pezzo e poi rimontarla. Non a caso esiste anche la versione in Kit per i più temerari. Questo garantisce all&#8217;utente di poter fare interventi sulla stampante in autonomia, anche i più estremi. Prusa lo ha definito un &#8220;esoscheletro&#8221; in cui la pelle esterna funge da supporto strutturale per il corpo (Prusa Cit.). Pelle che in parte è composta da pannelli sempre in acciaio tagliato laser mentre altri da pannelli, probabilmente, in policarbonato o PMMA fumè. Non nascondo che danno una sensazione di cheap/economico allucinante, se poi si nota come sono fissati al telaio attraverso quei maledetti pin/rivetti rimovibili… ultra bocciata questa parte. Sarebbe bastato fissarli con delle comuni viti a testa esagonale, così come mettere un paio di cerniere (anche stampate in 3D) per prevedere l&#8217;apertura del coperchio superiore per fare manutenzione. Tralascio la parte relativa alle feritoie che si aprono a mano. Sicuramente il vetro sarebbe stata una soluzione ancor più elegante e bella da vedere, ma Prusa ha tranquillamente detto &#8220;no vetro, non vogliamo rotture durante le spedizioni&#8221;. O più banalmente, andiamo a risparmio. Piano piano stanno sparendo le parti stampate in 3D, in questa CORE One ce ne sono sensibilmente meno rispetto alla prima MK4. Nel gantry compaiono dei supporti per le pulegge, su asse Z ci sono i supporti per le madreviti e la testa del cuscinetto, il condotto aria hotend, la cover di chiusura elettronica estrusore e qualche altro piccolo particolare in giro per la stampante (tipo il case NFC). Le plastiche strutturali non sono più in PETG ma in un più performante PC-CF (e anche stampate con qualità migliore). Bocciate inoltre le due barre anti vibrazioni incollate posticce nella parte inferiore della stampante, faranno anche il loro dovere ma la stampante wobbla/si muove tantissimo comunque. E sono brutte. Perchè non prevedere invece dei classici piedini anche stampati ? Nella guida di montaggio cartacea non sono nemmeno menzionate, solo quella online. Questo fa presumere che sia un aspetto che hanno dovuto curare decisamente all&#8217;ultimo… Nota relativa al montaggio LCD: è l&#8217;unica componente da installare sulla stampante, presta attenzione a quando monti e smonti il pannellino magnetico che lo tiene agganciato perchè tende a rigare facilmente il telaio e la gomma anti vibrante della porta. Peso totale 22 Kg contro i 7 Kg di una MK4S (senza box). Piano di stampa E&#8217; lo stesso identico di quello della MK4/MK4S, anche i piani sono delle stesse dimensioni quindi possono essere utilizzati senza problemi. Resta sempre di tipo magnetico e flessibile con diverse finiture disponibili: PEI liscio, satin o textured, quello per il PP e quello specifico per il PA. Per sapere quale è meglio utilizzare con i vari materiali consulta questa guida. L&#8217;area di stampa però cresce fino a 250X220X270 mm, circa un 30% in più della MK4. Diversamente da come si è abituati a vedere una Prusa, questa volta il piano è fermo e</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/prusa-core-one-la-recensione-definitiva/">Prusa CORE One &#8211; La recensione definitiva</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Presentata nel 2024 in occasione del <a href="https://formnext.mesago.com/frankfurt/en.html">Formnext</a> (la fiera più importante al mondo relativa alla stampa 3D), la CORE One di Prusa è la risposta che molti appassionati attendevano da Joseph, dopo il deludente (oltre che trito e ritrito) aggiornamento della <a href="https://www.help3d.it/original-prusa-mk4-la-recensione/">MK4</a> in MK4S, per cercare di farla stare al passo con i tempi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mossa di Prusa è evidente, si è accorta che con la MK4S come &#8220;flagship&#8221; non sarebbe ancora andata avanti a lungo. A mio avviso la CORE One sarebbe dovuta uscire direttamente al posto della MK4 anche perchè buona parte dell&#8217;hardware è lo stesso. Inoltre, se consideriamo una MK4S + Box di chiusura il prezzo è leggermente superiore…</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Non posso certamente gridare di gioia nel vedere questa CORE One, fatta certamente bene, stampa molto bene, ma alla fine è più un &#8220;Meh…&#8221; che un &#8220;WOW&#8221;. Probabilmente sono caduto nello stesso tranello di molti, cercando con forza il paragone e continuamente dicendo &#8220;Ecco che Prusone esce in risposta a quell&#8217;altro Brand&#8221;. Prusa sta cercando di fare la sua strada seguendo un filone Etico che l&#8217;ha contraddistinta da sempre, ma questa cosa purtroppo cozza con le ultime uscite dei brand concorrenti e porta noi consumatori, giustamente, a farne sempre una questione di prezzo rapportato alle feature offerte dalla stampante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">CORE One non offre e non introduce nulla di nuovo nel panorama della stampa 3D, anzi… ha molto meno da offrire sulla carta rispetto ad altri competitor. Guardandomi attorno e analizzando la concorrenza mi sentirei di riassumere tutto in: <strong>CORE One = Spartana</strong>. Poca sensoristica, poca elettronica, ma comunque semplice da utilizzare anche per i meno esperti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi se lo stesse chiedendo: si, è possibile passare da MK4S a CORE One attraverso un kit di aggiornamento. Buona parte della componentistica è la stessa !</p>



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<h1 class="wp-block-heading">Telaio/scocca/chassis</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Esteticamente davvero gradevole, mi piace molto. Il frame nero in acciaio glitterato (stessa finitura della MK4S) abbinato a qualche particolare arancione stampato in 3D, lo trovo elegante e perfettamente in stile Prusa. La novità è che questa CORE One è già boxata/chiusa, tutte le altre stampanti della linea richiedono comunque un accessorio a parte da installare. Grande, molto grande nel caso della MK4S e brutto molto brutto nel caso della XL. <strong>Rispetto ad una MK4S con box, occupa quasi il 50% dello spazio in meno e offre il 30% di volume effettivo di stampa in più.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nome <strong>CORE</strong> deriva dal fatto che la movimentazione di questa stampante è di tipo CoreXY, come il 90% di quelle che vedete in giro ad oggi. Il gantry è formato da un unico pezzo di acciaio tagliato laser sul quale viene poi montata tutta la componentistica: i motori sono da 0.9° per XY, le cinghie da 6 mm, per la X è presente una guida lineare da 12 mm mentre le barre in acciaio della Y sono da 10 mm. Non è una novità per Prusa poichè questa movimentazione viene usata già da tempo sulla Prusa XL e sulla versione AFS (quella per la produzione di massa automatizzata).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il frame/telaio</strong> è tutto fatto in acciaio tagliato laser e poi assemblato con viti, potete allegramente smontarla pezzo per pezzo e poi rimontarla. Non a caso esiste anche la versione in Kit per i più temerari. Questo garantisce all&#8217;utente di poter fare interventi sulla stampante in autonomia, anche i più estremi. Prusa lo ha definito un &#8220;esoscheletro&#8221; in cui la pelle esterna funge da supporto strutturale per il corpo (Prusa Cit.). Pelle che in parte è composta da pannelli sempre in acciaio tagliato laser mentre altri da pannelli, probabilmente, in policarbonato o PMMA fumè. Non nascondo che danno una sensazione di cheap/economico allucinante, se poi si nota come sono fissati al telaio attraverso quei maledetti pin/rivetti rimovibili… <strong>ultra bocciata questa parte</strong>. Sarebbe bastato fissarli con delle comuni viti a testa esagonale, così come mettere un paio di cerniere (anche stampate in 3D) per prevedere l&#8217;apertura del coperchio superiore per fare manutenzione. Tralascio la parte relativa alle feritoie che si aprono a mano. Sicuramente il vetro sarebbe stata una soluzione ancor più elegante e bella da vedere, ma Prusa ha tranquillamente detto &#8220;no vetro, non vogliamo rotture durante le spedizioni&#8221;. O più banalmente, andiamo a risparmio.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Piano piano stanno sparendo le parti stampate in 3D</strong>, in questa CORE One ce ne sono sensibilmente meno rispetto alla prima MK4. Nel gantry compaiono dei supporti per le pulegge, su asse Z ci sono i supporti per le madreviti e la testa del cuscinetto, il condotto aria hotend, la cover di chiusura elettronica estrusore e qualche altro piccolo particolare in giro per la stampante (tipo il case NFC). Le plastiche strutturali non sono più in PETG ma in un più performante PC-CF (e anche stampate con qualità migliore).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bocciate inoltre le due barre anti vibrazioni incollate posticce nella parte inferiore della stampante, faranno anche il loro dovere ma la stampante wobbla/si muove tantissimo comunque. E sono brutte. Perchè non prevedere invece dei classici piedini anche stampati ? Nella guida di montaggio cartacea non sono nemmeno menzionate, solo quella online. Questo fa presumere che sia un aspetto che hanno dovuto curare decisamente all&#8217;ultimo…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nota relativa al montaggio LCD: è l&#8217;unica componente da installare sulla stampante, presta attenzione a quando monti e smonti il pannellino magnetico che lo tiene agganciato perchè tende a rigare facilmente il telaio e la gomma anti vibrante della porta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Peso totale 22 Kg contro i 7 Kg di una MK4S (senza box).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<h1 class="wp-block-heading">Piano di stampa</h1>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; lo stesso identico di quello della MK4/MK4S, anche i piani sono delle stesse dimensioni quindi possono essere utilizzati senza problemi. Resta sempre di tipo magnetico e flessibile con diverse finiture disponibili: PEI liscio, satin o textured, quello per il PP e quello specifico per il PA. Per sapere quale è meglio utilizzare con i vari materiali <a href="https://help.prusa3d.com/article/flexible-steel-sheets-guidepost_2195">consulta questa guida</a>. L&#8217;area di stampa però cresce fino a <strong>250X220X270 mm</strong>, circa un 30% in più della MK4. Diversamente da come si è abituati a vedere una Prusa, questa volta il piano è fermo e si muove solo in alto o in basso: ci sono 3 barre trapezie da 8 mm di diametro (due frontali e una posteriore) con 1 motore stepper per ogni barra. Purtroppo non sono indipendenti ma collegati in parallelo con un singolo driver di stampa. L&#8217;azzeramento/sincronizzazione/allineamento dei 3 motori avviene semplicemente portando a pacco l&#8217;asse Z sul fondo della stampante, esattamente come avviene nella MK4S quando viene portato fino in alto l&#8217;asse X.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il riscaldamento del piano (alimentato a 24V, massimo <del>115°</del> 120° con il nuovo aggiornamento FW) presenta lo stesso problema che avevo riscontrato con la MK4: disomogeneo e con differenze tra centro e lato di circa 8/9°. Inoltre la T rilevata sulla superficie di stampa differisce di quasi 10° da quella indicata a LCD, ma è una condizione abbastanza comune tra le varie stampanti. Se devo essere sincero non ho notato distacchi di materiale in prossimità delle aree menzionate, sia con questa CORE one che con la MK4S che utilizzo già da più di un anno. C&#8217;è da dire che non ho mai stampato ABS ma principalmente materiali che so bene avere una elevata adesione al piano, con o senza adesivi aggiuntivi. PLA, PETG, PA12 CF, PA FFF Treed, PCPBT non hanno accennato al warping.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_11.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_11-1024x576.png" alt="" class="wp-image-20298" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_11-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_11-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_11-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_11-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_11-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_11.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_12.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_12-1024x576.png" alt="" class="wp-image-20299" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_12-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_12-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_12-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_12-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_12-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_12.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Segnalo un marcato disallineamento del piano, l&#8217;unità che ho ricevuto presenta differenze di quasi 2 mm tra parte anteriore e parte posteriore (dedotte dal movimento delle barre in Z). Fortunatamente <strong>è presente il sensore di livellamento</strong> (lo stesso identico della MK4) integrato nell&#8217;hotend che, attraverso una cella di carico e l&#8217;algoritmo <a href="https://github.com/prusa3d/Prusa-Firmware-Buddy/blob/master/lib/Marlin/Marlin/src/feature/bedlevel/ubl/ubl_G29.cpp#L267-L272">UBL</a> Unified Bed Leveling, crea un livellamento piano letteralmente <strong>perfetto</strong> in tutta la sua ampiezza.</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-luminous-vivid-orange-background-color has-background wp-element-button" href="https://bit.ly/compra-prusa-core-one"><strong>Acquista Prusa CORE One (link affiliato)</strong></a></div>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>PROBLEMA:</strong> prima di partire con la tastatura del piano, l&#8217;ugello esegue un piccolo controllo per sapere se ci sono residui attaccati alla punta ed eventualmente prova a rimuoverli &#8220;spalmandoli&#8221; su un punto del piano. Praticamente ad ogni stampa mi va in errore dicendo che &#8220;l&#8217;ugello è da pulire&#8221; quando nella realtà è bello pulito. La faccio ripartire senza toccare nulla e magicamente va… controllando sui vari forum/gruppi ho notato essere un problema ricorrente e che spero risolvano nel breve. Inoltre manca una banalissima striscia in silicone per fare la pulizia dell&#8217;ugello, perchè non metterla ?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene il firmware lo consenta, sarebbe decisamente comodo avere la possibilità di scegliere da stampa a stampa se effettuare o meno il livellamento del piano. Per come è impostata ora, tutto viene gestito da start Gcode attraverso vari comandi G29 e non è bypassabile il livellamento. In molti casi, specialmente se si utilizza lo stesso materiale e la stessa T di piano, è molto più comodo lasciare l&#8217;opzione all&#8217;utente quando si lancia la stampa ed eventualmente richiamare dalla memoria una mesh di livellamento fatta in precedenza.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Camera termoregolata</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Spacciata come mega novità e caratteristica allucinante da far girare la testa: tranquilli, è solo una stampante boxata/chiusa, con pannelli in misto plastica/acciaio e due ventoline in estrazione. Niente altro. Di riscaldato c&#8217;è solo il piano di stampa e forse il cuore degli appassionati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scherzi a parte, <strong>NON è presente un riscaldatore ATTIVO del volume di stampa</strong> come in molti credono (anche se Prusa lo ha spiegato molto bene…). Il riscaldamento della camera avviene semplicemente attraverso il calore generato dal piano, quindi <strong>passivamente</strong>. Le ventole poste sul retro (silenziose a dire il vero) <strong>servono esclusivamente a regolare la temperatura in camera</strong> ESTRAENDO calore quando se ne genera troppo (specialmente in estate). Esigenza nata già da tempo su svariate stampanti boxate proprio perchè <strong>il PLA non va stampato a camera chiusa</strong>, nemmeno il PETG. Sono materiali che risentono molto della risalita del calore (heat creep) nell&#8217;hotend e con il tempo tendono a bloccarsi in fase di estrusione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le ventole NON hanno un filtro installato</strong>, <em>viene venduto come optional.</em> Continuo a chiedermi il perchè non ne abbiano messo uno anche molto semplice… Diciamo che l&#8217;anno rigirata sull&#8217;utente invitandolo a &#8220;sperimentare&#8221; e a creare nuovi accessori per la CORE One. Ok nulla da dire, ma un filtro mettilo Giuseppone.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_9.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_9-1024x576.png" alt="" class="wp-image-20296" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_9-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_9-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_9-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_9-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_9-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_9.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Quando si stampano materiali tipo PLA e PETG saranno sempre in funzione e nella parte superiore della scocca si potrà aprire <strong>manualmente</strong> una piccola feritoia per far entrare aria e creare quindi un circolo d&#8217;aria fresca per tenere bassa la T della camera senza dover aprire la porta o il coperchio superiore stesso. Per materiali un po&#8217; più tecnici come ABS, PA, PCPBT, PC ecc ecc, si chiudono le feritoie superiori e le ventole si spengono permettendo alla camera di arrivare a circa 55°. Personalmente oltre i 50° non sono andato con piano a 105°, probabilmente con piano a 115° si raggiungeranno. Tra le varie concorrenti, il sistema di estrazione dell&#8217;aria è presente in tutte ma nessuno prevede un&#8217;entrata frontale regolabile (escludendo l&#8217;ultima H2D presentata…).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci mette una eternità solo ad arrivare a 50°, personalmente ho impostato da slicer (solo per i materiali tecnici) di partire a non meno di 40° e poi lasciarla salire fino a 50° durante la stampa. All&#8217;inizio non capivo cosa volesse dire &#8220;Assorbimento Calore&#8221; una volta arrivata a T la camera, ma dopo una veloce ricerca sul forum ufficiale ho scoperto essere un tempo X variabile impostato da Prusa per dare tempo a tutta la componentistica di &#8220;acclimatarsi&#8221; prima di procedere con la stampa. Ecco, questo è molto intelligente. Per chi avesse invece fretta, l&#8217;opzione è bypassabile sia da LCD sia rimuovendo il comando <strong>&#8220;G29 G&#8221;</strong> dallo start gcode.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ottima la gestione degli spazi interni, sono state ricavate due nicchie laterali una per la bobina e una per storage vario ed eventuale: hanno la funzione di ridurre l&#8217;ingombro esterno, migliorare l&#8217;estetica e ridurre il volume interno della camera da dover riscaldare passivamente. Una soluzione simile era stata adottata nel 2019 da Raise3D con il modello E2.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il sensore che rileva l&#8217;apertura della porta</strong> (disattivabile) ha quel retrogusto di arcade anni 90 o primissime stampanti di tanti anni fa. E&#8217; un banalissimo switch a levetta, estremamente funzionale nulla da dire ma… su stampanti da pochi euro. CORE One meritava forse qualcosa di più raffinato visto il prezzo a cui viene venduta. C&#8217;è da dire che appena si apre la porta la stampante va in pausa immediatamente e appena la si richiude riparte ancora più velocemente, non mi è mai capitato di vedere una gestione così fulminea della pausa !</p>



<h1 class="wp-block-heading">Estrusore e Hotend</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuna grossa novità introdotta, il gruppo di estrusione resta il collaudatissimo Nextruder con riduttore planetario 10:1,già visto su XL e poi MK4, idem vale per hotend e riscaldatore, gli stessi identici della MK4/MK4S. I nuovi nozzle di tipo CHT (quelli a 3 vie) e HF E3D (in acciaio temprato) sono meravigliosi, danno un boost enorme alla portata volumetrica rispetto ai precedenti installati nella MK4. Confrontati a tutti quelli provati delle varie marche concorrenti sono al top come prestazioni, in realtà riescono ad estrudere ben oltre le possibilità di movimento della stampante ! Nota: gli ugelli sono gli stessi introdotti con l&#8217;aggiornamento della MK4S.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Manutenzione facilissima, due viti e due connettori e viene giù tutto l&#8217;hotend. Se si preferisce basta cambiare solo il nozzle svitandolo, ha la gola già integrata con l&#8217;ugello quindi si tratta solo di svitare il vecchio e avvitare il nuovo. La calibrazione dello Z Offset viene eseguita in automatico sfruttando la cella di carico presente nel telaio dell&#8217;estrusore.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_15.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_15-1024x576.png" alt="" class="wp-image-20302" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_15-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_15-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_15-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_15-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_15-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_15.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_14.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_14-1024x576.png" alt="" class="wp-image-20301" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_14-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_14-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_14-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_14-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_14-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_14.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Non sono riuscito a misurare con precisione il taglio termico e la temperatura effettiva in punta all&#8217;ugello: il nozzle di tipo CHT alto flusso (in ottone) ha 3 vie separate per scaldare dall&#8217;interno il filamento, e la sonda non passa attraverso questi piccoli canali. Dopo qualche tentativo ho tirato fuori qualche dato ed è esattamente sovrapponibile al vecchio. Efficiente. Inoltre mi piace sempre tantissimo il sensore di temperatura che misura la temperatura della gola di estrusione e adatta il regime di rotazione della ventolina per evitare che si surriscaldi troppo.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Una cosa sulla quale mi sono dovuto ricredere è la ventilazione dell&#8217;ugello, inizialmente mi chiedevo: <strong>&#8220;come fanno ad andare a 350 mm/s senza il ventolone laterale enorme ? &#8220;</strong>. Funziona egregiamente, non posso dire altro. Overhang/sbalzi anche molto importanti con materiali come PLA vengono fuori perfetti, meglio di molte altre stampanti in circolazione con il mega ventolone. Il tutto con una rumorosità davvero contenuta (ho visto max 80% di ventola), finalmente torno a sentire la stampante che si muove e non solo il rumore di ventole stile turbo jet. Fortunatamente hanno messo la ventola nella parte posteriore e non gigantesca (e orribile) come nell&#8217;aggiornamento della MK4S, anch&#8217;essa prestante negli overhang come mai prima (la ventola con sportellino faceva davvero tenerezza…).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Unica nota dolente: massimo 290°, davvero un peccato…</strong></p>



<h1 class="wp-block-heading">Elettronica / Connettività / Firmware</h1>



<p class="wp-block-paragraph">La scheda madre è la stessa della MK4 che a sua volta è la stessa della MK4S. Pure marchiata MK4 ! Come vedi continuo a citare continuamente la MK4S perchè fondamentalmente è lei… è una MK4S boxata. Cablaggi fatti bene, pochissimi sono a vista. Non hanno usato una catena portacavo per portare i cablaggi dell&#8217;hotend ma una classica guaina fissata ad un braccetto basculante. Semplice e funzionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alimentatore da 240W, tutto a 24V compreso il piano di stampa, completamente sensorless per gli azzeramenti in XY (usa la funzionalità dei TMC2130) e Z (usa la cella di carico). E&#8217; comparso un sensore filamento aggiuntivo vicino alla sede bobina e un sensore temperatura per la camera di stampa. La stampante ha il <strong>&#8220;power panic&#8221;</strong> ovvero un sensore dedicato che rileva le cadute di tensione, salva l&#8217;ultima coordinata di stampa, per poi riprendere il tutto quando ritorna l&#8217;alimentazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;accelerometro non è installato, c&#8217;è solo la predisposizione (venduto come optional). Non viene fatta nessuna regolazione dell&#8217;input shaping, ci sono solo frequenze pre impostate ed eventualmente modificabili dall&#8217;utente. <strong>Quello che non hanno più attivato</strong> (già a partire dalla MK4 con input shaping) <strong>è il controllo delle collisioni</strong>, un peccato perchè era di grande aiuto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_16.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_16-1024x576.png" alt="" class="wp-image-20303" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_16-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_16-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_16-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_16-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_16-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Snapshot_16.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;elettronica è basata su una scheda prodotta internamente chiamata &#8220;xBuddy&#8221; con microcontrollore STM32 a 32 bit. Lo schermo da 3.5&#8243; è sempre lo stesso, presenta la doppia funzionalità: touchscreen oppure attraverso la manopolina. Per come è organizzato il menù (molto chiaro e ben fatto) trovo sempre più immediato girare la manopola che utilizzare le mie ditona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Connettività Wi-Fi e Ethernet e finalmente un&#8217;antenna NFC per poter configurare le credenziali Wi-Fi attraverso lo smartphone oppure possono essere inserite manualmente da LCD. Basta con quel tedioso sistema di usare la chiavetta usb e modificare il file delle credenziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Manca la Webcam</strong>, viene venduta come optional e serve esclusivamente per il controllo da remoto. Non ha nessuna funzione di AI o di monitoraggio attivo della stampa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">NOTA PRIVACY: visti i recenti scandali e polemiche nate inutilmente, Prusa ci tiene a sottolineare che la stampante NON è obbligata a lavorare in CLOUD ma generalmente opera offline, slegata da qualsiasi tipo di connessione diretta. L&#8217;utente poi deciderà se e come connetterla alla rete.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Software / Documentazione / Assistenza</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Su questo aspetto Prusa può tranquillamente insegnare agli altri brand &#8220;come si fa&#8221;, siamo a livelli top. Più precisamente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Prusa Slicer: penso non abbia bisogno di presentazioni, è lo slicer dal quale partono numerose fork/derivazioni di altri competitor</li>



<li>Profili di stampa iper ottimizzati per i materiali di loro produzione (Prusament) e quelli di altre parti certificati</li>



<li>Prusa Connect: per poter gestire e controllare una o più stampanti da remoto attraverso una pagina web. Per chi gestisce una print farm è una manna dal cielo</li>



<li>Prusa link: per chi non vuole collegarla ad internet potrà sempre controllarla (limitatamente) collegandosi all&#8217;indirizzo IP della stampante e lavorare solo attraverso la rete privata</li>



<li>Prusa App (Android e IOS): l&#8217;applicazione ufficiale che permette di utilizzare Prusa Connect anche da smartphone per controllare la/le stampante/i. Fatta davvero bene e con notifiche immediate in push per qualsiasi tipo di evento</li>



<li><strong><a href="https://blog.prusa3d.com/it/prusa-easyprint-su-smartphone-tablet-o-laptop-la-stampa-3d-diventa-facile-accesso-anticipato_110894/">Prusa EasyPrint</a></strong>, novità 2025, che permette all&#8217;utente di effettuare un slicing di un oggetto attraverso un apagina web e senza la necessità di scaricare Prusa Slicer</li>



<li>Printables: la repository di files STL di Prusa, davvero ben fatta e piena di modelli da poter stampare. Da poco è finalmente disponibile l&#8217;integrazione di Printables direttamente da Prusa Slicer</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Rispetto alla precedente recensione che avevo fatto sulla MK4, hanno fatto passi in avanti per allinearsi alla concorrenza in termini di integrazione e gestione della stampante da remoto. Pensare che fino a metà 2024 non era nemmeno possibile inviare un file alla stampante direttamente dallo slicer senza dover necessariamente impostare una stampante virtuale… Ad oggi è tutto bello integrato e funzionante come un orologio svizzero.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lato assistenza</strong>,<a href="https://www.prusa3d.com/it/pagina/chiedeteci-qualsiasi-cosa_482/"> sul sito web</a> , è presente una live chat H24 &#8211; 7 su 7 anche in Italiano. Tutte le stampanti vengono prodotte in Europa (a Praga), compresi i filamenti e parte dell&#8217;elettronica. L&#8217;assistenza è gestita direttamente da Prusa.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/nfc-tap_1.33.1.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/nfc-tap_1.33.1-1024x576.png" alt="" class="wp-image-20286" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/nfc-tap_1.33.1-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/nfc-tap_1.33.1-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/nfc-tap_1.33.1-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/nfc-tap_1.33.1-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/nfc-tap_1.33.1-2048x1152.png 2048w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/nfc-tap_1.33.1-700x394.png 700w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/mobile-app.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/mobile-app-1024x576.png" alt="" class="wp-image-20285" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/mobile-app-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/mobile-app-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/mobile-app-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/mobile-app-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/mobile-app-2048x1152.png 2048w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/mobile-app-700x394.png 700w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Webcam Optional</figcaption></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi cercasse invece della documentazione per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Montare la stampante</li>



<li>Smontare la stampante</li>



<li>Aggiornare la stampante</li>



<li>Come stampare determinati materiali</li>



<li>Imparare ad usare la stampante</li>



<li>Risoluzione dei problemi</li>



<li>Calibrazioni</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">il sito ha una sezione dedicata per tutti questi argomenti con dentro una tonnellata di articoli (in Italiano) ricchi di dettagli/spiegazioni e foto di ogni singolo passaggio. Sono validi sia per i neofiti che per i più &#8220;skillati&#8221;, io tutt&#8217;ora consulto sempre la loro <a href="https://help.prusa3d.com/article/flexible-steel-sheets-guidepost_2195">tabella di compatibilità dei filamenti con i piani</a> !</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tralasciando gli orsetti Haribo, sempre graditissimi, è sempre incluso anche un manuale CARTACEO che spiega i primi passi da compiere con la stampante, <strong>chapeau</strong>.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Prestazioni, consumi e rumorosità</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Al netto dei difetti riscontrati e citati nell&#8217;articolo, la CORE One stampa decisamente bene. Le accelerazioni non saranno degne di una VZ bot ma sono più che accettabili, idem vale per le velocità che comunque arrivano tranquillamente a 350 mm/s come impostate come da profilo originale. A mio avviso c&#8217;è tranquillamente margine per aumentare un po&#8217; le velocità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;ugello CHT che arriva con la stampante, è un mostro:</strong> non ho visto (ad oggi) nessun ugello montato stock di altri brand, che arrivi a portate volumetriche similari. Quello che più si è avvicinato è stato il simil CHT della vecchia V400. Se si lavora a 0.2 mm di altezza layer e con ugello da 0.4 mm non c&#8217;è praticamente limite, si va ben oltre i 30 mm3/s effettivi di portata con un PLA. Ma la cosa più sconvolgente è stato scoprire che la versione HF E3D in acciaio temprato arriva quasi a 29 mm3/s estrudendo un Nylon Caricato carbonio, nel mio caso ho utilizzato quello della Treed specifico per le alte velocità. Nei test di estrusione dinamica è arrivato allegramente a 300 mm/s ! Davvero gustoso.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Con il piano finalmente fisso che si muove solo in Z, le stampe alte fino a 270 mm non soffrono di macroscopici problemi di VFA in Z. In XY i motori da 0.9° sicuramente aiutano moltissimo per ridurre questi difetti, ma in Z ho riscontrato comunque qualche artefatto prettamente dipendente dal tipo di materiale utilizzato. Con un PACF, ad esempio, non si vede nulla nemmeno mettendo una luce di taglio, discorso differente con un PETG opaco/lucido dove il difetto si è notato maggiormente. Nella stampa test del <strong><a href="https://www.printables.com/model/436722-rocket-engine-mk4">&#8220;rocket engine&#8221;</a></strong> di Prusa durata quasi 20 ore, non ho notato alcun tipo di difetto, una stampa che rasenta la perfezione.</p>



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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Prusa-CORE-ONE-@230°.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="737" height="457" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Prusa-CORE-ONE-@230°.jpg" alt="" class="wp-image-20305" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Prusa-CORE-ONE-@230°.jpg 737w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Prusa-CORE-ONE-@230°-300x186.jpg 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Prusa-CORE-ONE-@230°-700x434.jpg 700w" sizes="(max-width: 737px) 100vw, 737px" /></a></figure>



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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Prusa-CORE-One-Confronto-PLA-@230°.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="371" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Prusa-CORE-One-Confronto-PLA-@230°.png" alt="" class="wp-image-20308" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Prusa-CORE-One-Confronto-PLA-@230°.png 600w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2025/04/Prusa-CORE-One-Confronto-PLA-@230°-300x186.png 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Rispetto ad altre stampanti boxate è davvero silenziosissima, merito delle poche ventole presenti ma che comunque garantiscono un perfetto funzionamento della stampante. Quelle che forse si sentono un po&#8217; di più sono quelle di estrazione del calore dalla camera, ma tutte le altre sembra quasi di non averle. In condizioni di stampa normale (non stealth), con il PLA e tutte le ventole accese non si superano i 50 dB proprio accanto alla stampante. A Prusa ora resta solo da portare il <a href="https://help.prusa3d.com/it/article/phase-stepping-xl_681760">Phase Stepping</a> della XL sulla CORE One e poi hanno fatto bingo dal lato rumore, speriamo sia nei loro pensieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione a dove la posizionate, la stampante oscilla molto durante la stampa e trasmette parecchie vibrazioni. Valutate una scaffalatura solida o un bel tavolo pesante su cui piazzarla. Personalmente valuterò la sostituzione delle barre incollate con dei piedini anti vibranti.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Conclusioni</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio obiettivo non è convincerti a comprare una stampante piuttosto che un&#8217;altra. Cerco sempre di dare giudizi il più oggettivi possibile, per metterti nelle condizioni di poter scegliere in autonomia. Salvo rarissimi casi è difficile che io mi sbilanci verso un preciso modello di stampante, ad oggi tutte stampano davvero bene, si differenziano per feature offerte e prezzo. <strong>Cerchi quella con meno problemi ?</strong> Nessuna stampante è esente da problemi, alcuni si manifestano subito altri dopo svariate ore di utilizzo. Quello che faccio fatica ad analizzare è come una stampante si comporterà sul lungo periodo, come posso dirti come sarà dopo 10.000 ore di lavoro se la stampante è stata presentata solo 2 mesi fa ?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa dire di questa Prusa CORE One:</strong> difficile bocciarla del tutto, se il suo obiettivo è quello di stampare pezzi e farlo bene, beh… <strong>lo fa, e molto bene.</strong> E&#8217; facile da usare, è compatta, è poco rumorosa, è veloce, è fatta in Europa, è open source. Per quale motivo uno non dovrebbe acquistarla seduta stante ? <strong>Semplice, per il prezzo.</strong> Sempre il solito problema che Prusa ha nei confronti della concorrenza cinese che vende prodotti <strong>tecnologicamente più avanzati</strong> a prezzi scandalosamente inferiori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre mancano determinate feature che fanno molto gola agli appassionati di oggi, non ha lidar, mille sensori di rilevazione, non ha AI per rilevazione errori di stampa, calibrazioni automatiche di flusso, pressure advance e non fa il cappuccino. <strong>Non ha nulla, pura e spartana</strong>. Quello che c&#8217;è però fa funzionare comunque molto bene la stampante e, sinceramente, non sento la necessità di avere altro. Magari un sistema di filtrazione incluso e non come optional lo avrei gradito maggiormente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rispetto ad una MK4 che avevo recensito l&#8217;anno scorso, faccio molta meno fatica a giustificare i 1.349,00€ della CORE One montata (1.049,00€ in KIT) . Il prezzo in questo caso è adeguato, forse qualche finitura migliore avrebbe giovato (pannelli economici e switch porta) ma tutto sommato non si può dire di essere completamente fuori prezzo questa volta. Facciamo qualche esempio:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Volume di stampa similare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Prusa CORE One: 1.349,00 €</strong> ( 1.748,00€ con MMU3)</li>



<li>Bambu Lab X1C: 1.177,00€ (1.434,00 con AMS)</li>



<li>Bambu Lab P1S: 614,00€ (819,00€ con AMS)</li>



<li>Anycubic Kobra S1 Combo: 619,00€ (con ACE PRO)</li>



<li>Creality K1C: 449,00€ (mono colore)</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Piano da 300 mm:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Creality K2 Plus Combo: 1.499,00€ (con CFS)</li>



<li>Qidi Plus 4: 800,00€ (mono colore, il kit multi colore è in arrivo)</li>
</ul>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-luminous-vivid-orange-background-color has-background wp-element-button" href="https://bit.ly/compra-prusa-core-one"><strong>Acquista Prusa CORE One (link affiliato)</strong></a></div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per chi cerca una stampante multicolore</strong> eviterei di scegliere CORE One + MMU3, ci sono già tanti altri sistemi molto più compatti in circolazione (AMS, CFS, ACE PRO), più economici e altrettanto funzionanti. Ti preoccupa il volume di stampa ? Non hai tante alternative se vuoi stampare più grande, in camera chiusa spendendo poco.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Devi fare materiali tecnici come PPA o PPS ?</strong> CORE One non supporta questi materiali, devi andare necessariamente su Plus4, K2 o altre stampanti che offrano camera riscaldata attivamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quindi per quale motivo uno dovrebbe prendere una CORE One piuttosto che 2 X P1S oppure 3 X K1C allo stesso prezzo ?</strong> Una domanda difficilissima da rispondere. Se parliamo in termini di qualità di stampa tutte si equivalgono, forse la K1C di poco inferiore tra le 3. La user experience è molto simile, sono tutte e 3 molto semplici da configurare e da utilizzare. <strong>Vedi te quale filosofia sposare:</strong> brand cinese iper tecnologico oppure brand europeo open source ma con meno innovazione tecnologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Devi lavorare con molte stampanti ?</strong> Prusa a mani basse, solo per il software Prusa Connect che è una meraviglia. C&#8217;è da dire che anche altri brand si stanno attrezzando con software proprietari per la gestione di piccole farm.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La privacy è per te un problema ?</strong> Eticamente Prusa, tra i vari produttori mondiali di stampanti 3D, è quello più eticamente corretto con la propria community e con la community della stampa 3D in generale. Dopo lo scandalo Bambu Lab di gennaio 2025 in molti si sono allontanati dal brand per ritornare verso il caro Prusa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E la MK4S ? Che fine farà ?</strong> Con l&#8217;uscita della CORE One è abbastanza chiaro che il progetto MK non andrà più avanti, non ha senso almeno a quei prezzi (1.100€ montata la MK4S). Se riuscissero ad abbassare ancora un po&#8217; i prezzi sarebbe decisamente più appetibile, ma ora come ora conviene andare dritti sulla CORE One.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ha senso aggiornare da MK4S a CORE One ?</strong> Non so sinceramente quanto senso ha questa operazione, il kit ha comunque un costo di circa 489€ che si aggiungono a quelli già spesi qualche mese fa per acquistare la MK4S. Probabilmente ne acquisterei una nuova direttamente tenendomi la MK4S intera come seconda stampante oppure trovando da rivenderla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se hai letto fino a qui in fondo ti faccio i miei complimenti, sei un grande hai tutta la mia stima ! Inoltre ti svelerò anche il segreto delle Prusa: i maledetti orsetti della Haribo dentro la confezione, sono loro l&#8217;ago della bilancia !</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prusa is Prusa baby 😉</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/prusa-core-one-la-recensione-definitiva/">Prusa CORE One &#8211; La recensione definitiva</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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		<title>Original Prusa MK4 &#8211; La recensione</title>
		<link>https://www.help3d.it/original-prusa-mk4-la-recensione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2024 18:08:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Prusa]]></category>
		<category><![CDATA[Prusa MK4]]></category>
		<category><![CDATA[PrusaResearch]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parlare di Prusa è una cosa veramente importante, davvero. Per chi come me ha iniziato con la stampa 3D nel 2012/2013, sicuramente avrà seguito la costante evoluzione di questo marchio: da piccolissimo, a punto di riferimento per la stampa 3D nel mondo. Non sono gli ultimi arrivati, non sono degli scappati di casa, è tutta gente che la stampa 3D la mangia a colazione, pranzo e cena. Sono diventati da subito il riferimento per il mondo dei “makers” vendendo le prime stampanti in kit e mantenendo il tutto su un binario dal quale tutt’ora non si schiodano: l’open source. Non a caso la “Prusa” è stata la stampante più clonata in assoluto (il modello I3 in particolare), c’è stato un periodo in cui non si vedevano altro che cloni di questa stampante a portale. Perchè ? Semplice… hai presente quando dici “passami uno Scottecs” per avere un pezzo di carta assorbente ? Ecco, la stessa cosa è stata per Prusa, si è arrivati al punto che non si diceva più “ho una stampante a casa” ma direttamente a “ho una Prusa” anche se di Prusa non aveva nulla, forse l’estetica.  Non ho mai parlato di Prusa perchè non ne ho mai posseduta una, davvero curioso che non mi sia mai comprato una delle stampanti 3D più vendute al mondo. Certo, ne ho provate dai clienti, ne ho riparate ma… non è come averne una tua. In questo momento ho davanti agli occhi l’ultimo modello uscito oramai l’anno scorso, la Prusa MK4 (Link affiliato) ovvero la quarta “grossa” evoluzione di questa stampante (senza considerare le piccole in mezzo). Una stampante estremamente criticata perchè uscita dopo l’avvento della grande B (Bambu Lab per chi non l’ha mai sentita nominare) e dopo i mega ritardi al progetto Prusa XL (presentata proprio prima dell’avvento della grande B). Non mi limiterò a fare la mia classica recensione approfondita, ci sarà tutto un capitolo che aiuterà a comprendere chi è Prusa e il perchè di alcune scelte. Molti si soffermano solo sui dati tecnici scritti nelle brochure e non vedono cosa c’è realmente oltre, si fa presto a criticare da dietro una  tastiera e liquidare il prodotto con un “costa troppo”. Si, costa molto di più se la paragoniamo alle altre stampanti della stessa fascia, ma siamo davvero sicuri che non siano gli altri a costare troppo poco per ciò che offrono ? Lascio a te questo piccolo spunto di riflessione prima di proseguire con la recensione. Telaio/scocca/chassis A livello di telaio e movimentazione, la MK4 è rimasta identica a quella del primo kit MK0. Stiamo parlando di una struttura a “portale” o “bed slinger” ovvero dove c’è il piano (asse Y) che si muove indipendentemente dall’asse Z in cui è fissato anche il carrello dell&#8217;hot end (asse X). Per molti è sinonimo di antichità dato l’avvento delle alte velocità e delle CoreXY, ma nella realtà è una struttura che se progettata e dimensionata bene regala delle belle soddisfazioni unite ad una complessità di costruzione e progettazione davvero esigue. Keep it simple, ovvero “meno c’è e meglio è”. Il telaio negli anni ha subito varie modifiche, si è passati dalle primissime versioni fatte completamente con materiale di ferramenta (quello era l’obiettivo iniziale) per arrivare alla MK4 con: Stampante compatta, facile da trasportare, bella solida e di dimensioni contenute. 7 kg il peso e l’ingombro totale è di  500×550×400 mm senza bobina sopra. La classica stampante che sta sulla scrivania, per quanto io non approvi l’avere una stampante proprio sotto al naso… Per chi volesse “boxarla” è disponibile un kit specifico che ha la ventola per la filtrazione dei fumi, illuminazione interna e anche un sistema antincendio. Il costo non è trascurabile ma è un prodotto necessario per alcune scuole/aziende. Parliamo delle parti stampate in 3D: penso sia l’unica rimasta in circolazione ad avere ancora parti strutturali (non tantissime in realtà) realizzate con una stampante 3D. Lo so che le Voron sono completamente stampate, ma qui sto parlando proprio di un brand che PRODUCE e vende i propri kit di montaggio o stampanti già montate. Se una volta l’idea di avere una stampante riprodotta da un’altra stampante era una figata, oggi le mire del “maker” medio (no non è l’utente Voron…) sono un po’ più virate verso prodotti già montati e fatti con parti ad iniezione o ricavate dal pieno. I pezzi stampati in 3D sono oggi quasi sinonimo di precarietà e trasmettono un senso di “cheap”/povero ma ti posso assicurare che in quanto a solidità le parti di una Prusa non sono da meno a quelle ricavate dal pieno. Sono talmente ottimizzate e dimensionate bene che, personalmente, non mi hanno mai trasmesso un senso di povertà o di stampante traballante, anzi… A dirla tutta avrei rivisto il sistema di apertura a libretto che muove la ventola sull’hotend ma per il resto, al netto di una qualità di stampa non sempre iper perfetta, la trovo ancora una soluzione molto comoda. Ti si rompe un pezzo ? Lo scarichi e lo stampi. Zero sbatti e zero costi. Meglio ancora ? Contatti l’assistenza clienti e te lo spediscono loro gratuitamente. Subito. Inoltre ricordo che Prusa stessa utilizza le proprie stampanti (più di 600) per produrre i pezzi delle stampanti poi vendute. Questo garantisce a Prusa la possibilità di poter creare modelli diversi o versioni migliorate dei pezzi senza dover dipendere da costosi stampi per l’iniezione. Inoltre garantisce ancora a chi ha i vecchi modelli, la possibilità di poterli aggiornare alle versioni più recenti. Sul fatto che questa cosa sia conveniente o meno ci ragioniamo più avanti… Piano di stampa Le dimensioni del piano di stampa non hanno subito variazioni, siamo di fronte al classico 250X210X220 mm super ottimizzato per sfruttare praticamente ogni mm disponibile. Il telaio è sempre in alluminio sul quale è poi avvitato un piano riscaldato a 24V, personalmente non ho trovato una uniformità di riscaldamento eccezionale e ho notato un certo scostamento tra la temperatura indicata a LCD e quella rilevata dai miei dispositivi (termocamera</p>
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										<content:encoded><![CDATA[


<p class="wp-block-paragraph">Parlare di <a href="http://www.prusa3d.com/#a_aid=Help3D"><strong>Prusa</strong> </a>è una cosa veramente importante, davvero. Per chi come me ha iniziato con la stampa 3D nel 2012/2013, sicuramente avrà seguito la costante evoluzione di questo marchio: da piccolissimo, a punto di riferimento per la stampa 3D nel mondo. Non sono gli ultimi arrivati, non sono degli scappati di casa, è tutta gente che la stampa 3D la mangia a colazione, pranzo e cena. Sono diventati da subito il riferimento per il mondo dei “makers” vendendo le prime stampanti in kit e mantenendo il tutto su un binario dal quale tutt’ora non si schiodano:<strong> l’open source</strong>. Non a caso la “Prusa” è stata la stampante più clonata in assoluto (il modello I3 in particolare), c’è stato un periodo in cui non si vedevano altro che cloni di questa stampante a portale. Perchè ? Semplice… hai presente quando dici “passami uno Scottecs” per avere un pezzo di carta assorbente ? Ecco, la stessa cosa è stata per Prusa, si è arrivati al punto che non si diceva più “ho una stampante a casa” ma direttamente a “ho una Prusa” anche se di Prusa non aveva nulla, forse l’estetica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ho mai parlato di Prusa perchè non ne ho mai posseduta una, davvero curioso che non mi sia mai comprato una delle stampanti 3D più vendute al mondo. Certo, ne ho provate dai clienti, ne ho riparate ma… non è come averne una tua. In questo momento ho davanti agli occhi l’ultimo modello uscito oramai l’anno scorso, la <a href="https://www.prusa3d.com/it/prodotto/stampante-3d-original-prusa-mk4s-5/#a_aid=Help3D&amp;a_cid=11111111"><strong>Prusa MK4</strong></a> (Link affiliato) ovvero la quarta “grossa” evoluzione di questa stampante (senza considerare le piccole in mezzo). Una stampante <strong>estremamente criticata</strong> perchè uscita dopo l’avvento della grande B (Bambu Lab per chi non l’ha mai sentita nominare) e dopo i mega ritardi al progetto Prusa XL (presentata proprio prima dell’avvento della grande B). Non mi limiterò a fare la mia classica recensione approfondita, ci sarà tutto un capitolo che aiuterà a comprendere chi è Prusa e il perchè di alcune scelte. Molti si soffermano solo sui dati tecnici scritti nelle brochure e non vedono cosa c’è realmente oltre, si fa presto a criticare da dietro una  tastiera e liquidare il prodotto con un “costa troppo”. Si, costa molto di più se la paragoniamo alle altre stampanti della stessa fascia, ma <strong>siamo davvero sicuri che non siano gli altri a costare troppo poco per ciò che offrono ?</strong> Lascio a te questo piccolo spunto di riflessione prima di proseguire con la recensione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Telaio/scocca/chassis</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A livello di telaio e movimentazione, la MK4 è rimasta identica a quella del primo kit MK0. Stiamo parlando di una struttura a “portale” o “bed slinger” ovvero dove c’è il piano (asse Y) che si muove indipendentemente dall’asse Z in cui è fissato anche il carrello dell&#8217;hot end (asse X). Per molti è sinonimo di antichità dato l’avvento delle alte velocità e delle CoreXY, ma nella realtà è una struttura che se progettata e dimensionata bene regala delle belle soddisfazioni unite ad una complessità di costruzione e progettazione davvero esigue. <strong>Keep it simple</strong>, ovvero “meno c’è e meglio è”. <strong>Il telaio negli anni ha subito varie modifiche</strong>, si è passati dalle primissime versioni fatte completamente con materiale di ferramenta (quello era l’obiettivo iniziale) per arrivare alla MK4 con:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Telaio in alluminio pressofuso e non più tagliato laser/CNC</li>



<li>Estrusi in alluminio alla base al posto delle barre tonde classiche, frontalini sempre in alluminio e un nuovo supporto al piano di stampa. Quest’ultimo è identico a quello della MK3 ma cambia solo il metodo di produzione</li>



<li>Le barre in Z passano da 8mm a 10mm di diametro. X e Y scorrono sempre su barre da 8mm con cuscinetti a manicotto</li>



<li>La movimentazione XY è affidata a <strong>motori da 0,9° (molto probabilmente by LDO)</strong> al posto dei classici 1,8°. Principalmente vanno a risolvere i problemi di <strong>VFA </strong>in Z (Vertical Fine Artifacts). Z ed Estrusore restano i classici a 1.8°</li>



<li>Parti stampate in 3D rinforzate negli spessori ma sempre nel classico <strong>PETG </strong>colore arancione (o nero). Le parti dell’hotend e canalizzazione ventola sono realizzate invece in ASA</li>
</ul>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
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<p class="wp-block-paragraph">Stampante compatta, facile da trasportare, bella solida e di dimensioni contenute. <strong>7 kg il peso e l’ingombro totale è di  500×550×400 mm</strong> senza bobina sopra. La classica stampante che sta sulla scrivania, per quanto io non approvi l’avere una stampante proprio sotto al naso…<strong> Per chi volesse “boxarla”</strong> <a href="https://www.prusa3d.com/it/prodotto/stampante-3d-original-prusa-mk4s-5/#a_aid=Help3D&amp;a_cid=11111111">è disponibile un kit specifico</a> che ha la ventola per la filtrazione dei fumi, illuminazione interna e anche un sistema antincendio. <strong>Il costo non è trascurabile</strong> ma è un prodotto necessario per alcune scuole/aziende.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Parliamo delle parti stampate in 3D</strong>: penso sia l’unica rimasta in circolazione ad avere ancora parti strutturali (non tantissime in realtà) realizzate con una stampante 3D. Lo so che le Voron sono completamente stampate, ma qui sto parlando proprio di un brand che <strong>PRODUCE </strong>e vende i propri kit di montaggio o stampanti già montate. Se una volta l’idea di avere una stampante riprodotta da un’altra stampante era una figata, oggi le mire del “maker” medio (no non è l’utente Voron…) sono un po’ più virate verso prodotti già montati e fatti con parti ad iniezione o ricavate dal pieno. I pezzi stampati in 3D sono oggi quasi sinonimo di precarietà e trasmettono un senso di “cheap”/povero ma ti posso assicurare che in quanto a solidità le parti di una Prusa non sono da meno a quelle ricavate dal pieno. Sono talmente ottimizzate e dimensionate bene che, <strong>personalmente</strong>, non mi hanno mai trasmesso un senso di povertà o di stampante traballante, anzi… A dirla tutta avrei rivisto il sistema di apertura a libretto che muove la ventola sull’hotend ma per il resto, al netto di una qualità di stampa non sempre iper perfetta, la trovo ancora una soluzione molto comoda. Ti si rompe un pezzo ? Lo scarichi e lo stampi. Zero sbatti e zero costi. Meglio ancora ? Contatti l’assistenza clienti e te lo spediscono loro gratuitamente. Subito.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_274.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_274-1024x576.png" alt="" class="wp-image-19190" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_274-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_274-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_274-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_274-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_274-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_274.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Inoltre ricordo che<a href="https://youtu.be/s8DybBlX55k?si=bbdpuQpqrWXfRoOv"> Prusa stessa utilizza le proprie stampanti</a> (più di 600) per produrre i pezzi delle stampanti poi vendute. Questo garantisce a Prusa la possibilità di poter creare modelli diversi o versioni migliorate dei pezzi senza dover dipendere da costosi stampi per l’iniezione. Inoltre garantisce ancora a chi ha i vecchi modelli, la possibilità di poterli aggiornare alle versioni più recenti. Sul fatto che questa cosa sia conveniente o meno ci ragioniamo più avanti…</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Piano di stampa</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le dimensioni del piano di stampa non hanno subito variazioni, siamo di fronte al classico <strong>250X210X220 mm</strong> super ottimizzato per sfruttare praticamente ogni mm disponibile. Il telaio è sempre in alluminio sul quale è poi avvitato un<strong> piano riscaldato a 24V</strong>, personalmente non ho trovato una uniformità di riscaldamento eccezionale e ho notato un certo scostamento tra la temperatura indicata a LCD e quella rilevata dai miei dispositivi (termocamera e termometro laser). Dopo aver contattato il supporto tecnico <strong>(live chat sul sito davvero comoda…)</strong> e condiviso immagini e test, mi è stato risposto che tutto era ok. Peccato, mi sarei aspettato una maggiore uniformità ma c’è anche da dire che non è tale da pregiudicare la buona riuscita delle stampe. E pensare che i primissimi piani riscaldati PCB per stampanti 3D li ha messi in circolazione proprio il buon Josef Prusa nel 2012 !</p>



<p class="wp-block-paragraph">La superficie di stampa è sempre stata uno dei cavalli di battaglia di Prusa ed è stata una delle prime, se non addirittura la prima, ad aver introdotto questo tipo di piano magnetico rimovibile/flessibile in PEI. Ad oggi <a href="https://help.prusa3d.com/it/article/piastre-di-acciaio-flessibile-guida_2195">è disponibile in 3 differenti finiture</a>, Testurizzata (Textured), Satinata&nbsp; e Liscia, la scelta ricade principalmente in quali materiali si devono stampare e quale tipo di finitura si vuole al primo layer. Per i classici PLA, PETG, ABS, TPU, PC sono perfette anche se in alcuni casi è comunque necessario applicare della colla per permettere il distacco del pezzo a stampa completata (cosa abbastanza comune in realtà…).Per il <strong>Nylon </strong>hanno invece un piano dedicato che non richiede l’utilizzo di un adesivo dedicato. Uscendo poi dai ricambi originali Prusa si trovano un&#8217;infinità di piani sostitutivi con materiali e finiture differenti.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Il sistema di auto livellamento del piano è ovviamente presente, il PINDA (o superPINDA) presenti sin dal 2016 nella MK2, sono stati sostituiti con un nuovo sensore integrato nell’hotend. Parliamo di una <strong>cella di carico</strong> che, diversamente dalla concorrenza, fa parte del nuovo sistema di estrusione chiamato <strong>Nextruder </strong>invece di essere fissata sotto al piano. Questo sistema presenta due vantaggi: non si deve più regolare lo Z offset del primo layer e quando si cambia piano con uno di spessore differente non si deve ricalibrare la sonda. Inoltre, essendo un sistema di livellamento a contatto, il piano non deve essere necessariamente ferromagnetico come sul PINDA (sensore induttivo). La rilevazione dei punti è molto veloce, non ha un numero di punti di tastatura predefinito ma si concentra esclusivamente sull’area che si utilizzerà poi durante la stampa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non essendoci un sistema di pulizia “fisico” dell’ugello prima di iniziare la calibrazione, consiglio sempre di verificare che sia privo di incrostazioni. E’ comunque presente una breve routine di pulizia in angolo sinistro ma per scrupolo tienilo comunque pulito, evita come la peste le spazzole in metallo perchè il rischio di mandare in corto tutto è molto alto.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Estrusore e Hotend</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che sicuramente ha ricevuto la maggiore evoluzione/innovazione è stato il comparto hotend/ugello. <strong>La novità si chiama Nextruder (deriva in realtà dalla Prusa XL)</strong> e prevede tutto un nuovo carrello ridisegnato e un feeder completamente differente dalle precedenti versioni, molto più leggero e performante. Il motore è di tipo pancake mentre il sistema di trascinamento <strong>utilizza un riduttore planetario (o epicicloidale)</strong> composto da un pignone solare molto piccolo e 2 soli ingranaggi planetari fissati direttamente ad una ruota dentata di trascinamento molto grande (35 mm diametro). In questo modo si massimizza l’area di contatto tra la ruota dentata e il filamento senza la necessità di ricorrere ad un trascinamento con doppia ruota godronata. <strong>Il rapporto di trasmissione dato dal riduttore planetario è di 10:1</strong> quindi non ci sono problemi legati al trascinamento e relativa coppia motrice (ne ha in abbondanza…). Il sensore di presenza filamento è stato sostituito ed è comparso uno di tipo Hall.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_269.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_269-1024x576.png" alt="" class="wp-image-19163" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_269-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_269-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_269-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_269-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_269-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_269.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">L’hotend è di chiara ispirazione E3D Revo, l<strong>a gola è di tipo all metal (bimetallica) ed è innestata direttamente dentro all’ugello</strong>. Basta svitare l’ugello e viene via tutto in blocco, rimontarlo è una fesseria dato che non bisogna più stare attenti a serrare correttamente gola contro ugello ma basta mandare in battuta l’ugello direttamente sul blocco riscaldante. Esiste anche un kit di conversione che prevede l’utilizzo dei classici ugelli con filetto M6 di tipo “corto”. <strong>Per sostituire invece tutto l’hotend</strong> basta scollegare i cavi del termistore e riscaldatore, <strong>allentare le due viti laterali</strong> sul dissipatore e tutto scenderà magicamente. Da questo punto di vista non si può dire nulla, l’accessibilità è immediata e il cambio ugello/hotend è davvero rapido. Una manna dal cielo per chi ci lavora e deve fare costantemente manutenzione alla stampante.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">A livello di prestazioni direi che è tutto allineato a quanto promesso da Prusa, <strong>la MK4 non è una stampante nata per fare i test di velocità ma devo dire che comunque si difende</strong>. Il taglio termico, affidato alla gola bimetallica e a un nuovo dissipatore in alluminio, è efficace ma denota una zona di fusione più corta rispetto alle stampanti dei competitor. Nulla di grave sia ben chiaro, anche perchè i test che ho condotto mi hanno portato a verificare che<strong> la portata volumetrica dell’hotend supera tranquillamente i 20 mm3/s</strong> ma nella pratica la stampante <strong>non verrà mai utilizzata oltre i 250 mm/s</strong> di velocità (con ugello 0.4 mm e altezza layer 0.2 mm). Il tutto è quindi dimensionato e profilato correttamente, lasciando un minimo di margine di tolleranza per chi volesse provare a spingerla un po’ oltre. Segnalo inoltre un <strong>sensore di temperatura posto nel dissipatore in alluminio</strong>, vicino al passaggio della gola, che tiene monitorata proprio la temperatura di quest’ultima evitando surriscaldamenti e successivi bloccaggi di materiale all’interno del canale di estrusione.&nbsp;</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Prusa-MK4-Confronto-PLA-@230°-1.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="632" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Prusa-MK4-Confronto-PLA-@230°-1-1024x632.png" alt="" class="wp-image-19197" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Prusa-MK4-Confronto-PLA-@230°-1-1024x632.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Prusa-MK4-Confronto-PLA-@230°-1-300x185.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Prusa-MK4-Confronto-PLA-@230°-1-768x474.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Prusa-MK4-Confronto-PLA-@230°-1-700x432.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Prusa-MK4-Confronto-PLA-@230°-1.png 1239w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">L’unica cosa che non mi piace di tutto l’hotend è la ventola, non tanto per la dimensione che comunque trovo sufficiente per le velocità che raggiunge con il PLA, ma per il montaggio a “libretto”. E’ fissata su una sorta di porta magnetica che si apre e chiude per agevolare la manutenzione dell’hotend e smontaggio cavi, nulla da dire sulla funzionalità ottima ma dal lato estetico forse qualcosa si poteva migliorare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La cella di carico</strong> è una soluzione molto furba che non serve solo per tastare e livellare il piano di stampa ma anche per monitorare l’estrusione di materiale. <strong>Il sensore è posizionato proprio nel telaio del dissipatore tra ruota di trascinamento e ugello</strong>. Essendo in mezzo riesce a captare eventuali anomalie in fase di estrusione, <strong>il flamoso “clog”</strong> o bloccaggio di estrusione. La cella di carico è sempre attiva e rileva eventuali anomalie andando a mettere in pausa immediatamente la stampa: mi è capitato ad esempio durante i test di portata volumetrica, di portare l’hotend oltre la sua capacità di estrusione con il motore di estrusione che ha iniziato ad emettere il classico suono “tac tac tac” generato dalla contropressione in fase di estrusione. Questo è stato individuato come “clog” e la stampa è stata messa in pausa. <strong>In teoria potrebbe anche rilevare se la stampa si è staccata dal piano</strong> o se sta estrudendo nel vuoto, ma per questa funzionalità il team di Prusa ha deciso ancora di attendere ancora un po’ prima di renderla pubblica. Non rileva invece eventuali problemi legati alla bobina che magari si è attorcigliata.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_264.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_264-1024x576.png" alt="" class="wp-image-19168" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_264-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_264-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_264-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_264-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_264-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_264.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_272.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_272-1024x576.png" alt="" class="wp-image-19160" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_272-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_272-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_272-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_272-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_272-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_272.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Elettronica / Connettività / Firmware</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se non hai mai visto il video di presentazione di Prusa, <a href="https://youtu.be/s8DybBlX55k?si=gj2jdBLDvWNm4kg-"><strong>annotati questo link</strong></a> e al termine della lettura dell’articolo è necessario che tu lo veda perchè merita e aiuta a capire davvero chi è Prusa e come lavorano. A seguito delle problematiche legate all&#8217;approvvigionamento chip e materiale elettronico vario,<strong> Prusa ha deciso di iniziare a progettare e produrre tutto internamente</strong>, schede di controllo e PCB varie comprese. Tutto&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="👑 Original Prusa MK4 - La regina è stata spodestata ?" width="960" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/blvetz1jv7c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph">La nuova scheda di controllo a 32 bit, chiamata <a href="https://help.prusa3d.com/article/xbuddy-and-loveboard-electronics-wiring-mk4_413095"><strong>xBuddy</strong></a>, è stata interamente progettata da zero assieme alla scheda di derivazione cablaggi presente sul Nextruder (chiamata LoveBoard). Il processore è un STM32 da 180 MHz e curiosamente <strong>non possiede una memoria integrata per il salvataggio dei files</strong> da mandare in stampa, viene ancora utilizzata la chiavetta USB in dotazione. Tra le varie caratteristiche troviamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Driver stepper TMC2130 con modalità “stealth”/ultra silenziosa attivabile e azzeramento assi completamente senza sensori. Nella modalità senza input shaping attivo rileva anche le collisioni con i pezzi</li>



<li><strong>Power panic</strong> ovvero il sensore che rileva la caduta di tensione, salva l’ultima coordinata, alza l’hotend e poi spegne la stampante. Al riavvio riprenderà la stampa dall’ultimo punto salvato e, se il piano si sarà raffreddato troppo, verrà richiesto all’utente se continuare o meno</li>



<li><strong>Diverse soluzioni legate alla sicurezza</strong> e controllo del riscaldamento hotend e piano di stampa</li>



<li>4 sensori di temperatura: hotend, dissipatore hotend, piano di stampa e temperatura ambiente (se fa troppo freddo, esempio, non fa partire la stampa e avvisa l’utente)</li>



<li><strong>Porta ethernet</strong> integrata</li>



<li><strong>Connessione Wifi</strong> attraverso modulo esterno ESP-01 già installato&nbsp;</li>



<li>Interfaccia web locale integrata</li>



<li>Porta USB di tipo C (per eventuali collegamenti esterni)</li>
</ul>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_277.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_277-1024x576.png" alt="" class="wp-image-19187" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_277-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_277-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_277-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_277-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_277-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_277.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_257.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_257-1024x576.png" alt="" class="wp-image-19175" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_257-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_257-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_257-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_257-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_257-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_257.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Sebbene la scheda abbia una porta per il collegamento dell’accelerometro, questo non è presente all’interno della confezione e non è nemmeno integrato nella scheda sul Nextruder. Prusa ha da poco rilasciato la versione ufficiale del Firmware con<strong> l’input shaping attivo</strong> ma <strong>non è possibile variare i valori impostati dalla fabbrica</strong> (utilizzano MZV come algoritmo di compensazione). La giustificazione ufficiale è che sono riusciti a trovare dei valori che vanno bene su qualsiasi macchina montata, il fatto è che questi valori possono però essere leggermente influenzati dal tensionamento cinghie e ancor più dal luogo in cui stanno stampando (esempio: tavolo traballante). Hanno però implementato un <strong>nuovo </strong><a href="https://help.prusa3d.com/it/article/comandi-g-code-specifici-del-firmware-buddy_633112#:~:text=per%20la%20pausa-,M74,-%2D%20M74%3A%20Imposta"><strong>codice gcode M74</strong></a><strong> che ricalcola ad ogni layer il peso della stampa</strong> e varia il valore di compensazione dell’asse Y di layer in layer. Soluzione molto interessante specialmente per quelle stampe che superano anche il mezzo Kg o addirittura il Kg, con un piano in movimento è praticamente necessario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trovo però davvero scomodo nel 2024 costringere l’utente a dover <strong>modificare un file di testo</strong> dentro la chiavetta usb <strong>per inserire le credenziali della connessione WiFi</strong>. Parliamoci chiaro, non si tratta di chissà quale procedura che richiede una laurea e 3 master, però dato che sei un produttore che si realizza elettronica e firmware perchè non inserire una procedura direttamente da LCD ? La mia ipotesi è che loro scoraggino l’utente dal collegarla al WiFi per una questione legata alla sicurezza, ma ripeto… è solo una mia supposizione e non trova ad oggi conferma da parte di Prusa.&nbsp;</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_278.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_278-1024x576.png" alt="" class="wp-image-19186" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_278-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_278-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_278-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_278-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_278-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_278.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_276.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_276-1024x576.png" alt="" class="wp-image-19188" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_276-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_276-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_276-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_276-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_276-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_276.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il resto del </strong><a href="https://github.com/prusa3d/Prusa-Firmware-Buddy/releases"><strong>Firmware</strong> </a><strong>(open source) è qualcosa di meraviglioso</strong>, tutto estremamente ottimizzato e che pensa veramente all’utente che stampa. Ci sono i comandi essenziali, facilmente raggiungibili così come la visualizzazione di tutti i valori rilevati dai vari sensori e termistori in giro per la stampante, assorbimenti di corrente inclusi. Per chi inizia da zero è un&#8217;ottima stampante, tutte le configurazioni (tranne WiFi…) sono guidate e non lasciano dubbi all’utente. <strong>E’ stato poi introdotto un monitor LCD da 3,5”</strong> che, in fase iniziale, non aveva il touch abilitato ma nell’ultimo firmware uscito è disponibile. Ho provato entrambe le soluzioni e devo dire che per come è strutturato il menù preferisco ancora la classica manopolina con il bottone. <strong>Però il touch funziona bene</strong> e, sebbene la grafica sia stata progettata principalmente per un utilizzo con encoder, è comunque comodo da utilizzare. E’ presente un cicalino che avvisa quando c’è da fare il cambio colore o quando ci sono avvisi strani da parte della stampante e dei led RGB sotto la cornice dello schermo. Piccola nota su quest’ultima, nella mia stampante lo schermo è talmente a filo con la cornice che alcune scritte in basso da certe angolazioni non sono ben visibili. Una sciocchezza ma ci tenevo a precisare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli smanettoni che stanno leggendo, <strong>il Firmware non è più di derivazione Marlin e non è nemmeno Klipper</strong>. Se lo sono sviluppato internamente ed adattato alle loro esigenze. L’input shaping, ad esempio, è stato sicuramente ispirato da Klipper ma è poi stato completamente riscritto per lavorare a basso livello nel processore STM32, evitando così l’utilizzo di dispositivi esterni come Raspberry Pi o similari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nota: è attiva anche la funzione che permette di escludere degli oggetti dalla stampa. Se impiatti, ad esempio, 10 pezzi di un tipo (o anche diversi) ma ti accorgi che uno più di uno stanno venendo male, piuttosto che abortire completamente la stampa puoi limitarti a selezionare gli oggetti da escludere direttamente da LCD. La stessa funzione è disponibile anche da remoto attraverso Prusa Connect</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>PrusaLink e Prusa Connect</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://help.prusa3d.com/it/article/prusa-connect-e-prusalink-spiegati_302608">Prusa Connect</a> è il <strong>cloud </strong>offerto da Prusa <strong>gratuitamente</strong> ai propri utenti. Dire cloud è veramente riduttivo, così come definirlo “programma per la gestione da remoto della stampante”. E’ un vero e proprio <strong>gestionale </strong>multiutente pensato per la <strong>produzione</strong>, <strong>per le farm di stampanti</strong>. Ricorda molto Raise Cloud di Raise3D ma siamo ad un livello superiore sia a livello di gestione che di programmazione delle code di stampa. Cosa permette di fare ?</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Controllare da remoto tutte le stampanti Prusa che possiedi</li>



<li>Modificare da remoto i parametri di stampa</li>



<li>Caricare files nell’archivio online che poi verranno trasferiti alla stampante (il binary gcode snellisce davvero molto la cosa…)</li>



<li>Eliminare dalla stampa alcuni oggetti che stanno uscendo male (exlude object)</li>



<li>Programmare le code di stampa per ogni singola stampante o definire un programma di produzione che si adegua in base alle stampanti che non stanno lavorando</li>



<li>Comoda la funzione di avvio ritardato di una stampa</li>



<li>Statistiche complete di stampa, tempi di lavoro, materiale consumato e percentuale di successo delle stampe</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La webcam non è presente sulla stampante</strong> ma Prusa Connect offre diverse possibilità per associare una camera alla stampante, si può optare per una Ipcam che sfrutta le connessioni attraverso le API, un notebook, un vecchio smartphone o tablet. Questa ha solo la funzione di controllo visivo della stampa e non è presente alcun sistema di monitoraggio attivo della stampa (spaghetti detection). Conoscendo Prusa sarà una cosa che sicuramente verrà implementata prima o poi. <strong>Non sono previste notifiche push allo smartphone o app dedicate</strong>, per chi vuole essere sempre aggiornato sull’avanzamento della stampa può configurare gli avvisi su Telegram, Discord e Slack.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>AGGIORNAMENTO 2024:</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://github.com/prusa3d/PrusaSlicer/releases/tag/version_2.8.0-alpha5">https://github.com/prusa3d/PrusaSlicer/releases/tag/version_2.8.0-alpha5</a> finalmente dalle ultime release di Prusa Slicer esiste la connessione diretta alla stampante senza la necessità di dover creare delle &#8220;Physical printers&#8221; o doppioni di queste !</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PrusaLink</strong> è invece l’interfaccia web che si collega <strong>direttamente </strong>alla stampante e risponde esclusivamente da rete locale, nessuna connessione in cloud. Basta inserire l’indirizzo IP nella barra e magicamente si aprirà una interfaccia di controllo della stampante <strong>molto limitata</strong>, serve semplicemente per controllare i files caricati nella chiavetta USB e per inviare o fermare eventuali stampe.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nota molto importante:</strong> diversamente da altri competitor <strong>Prusa non costringe mai l’utente a dover sincronizzare la stampante con il cloud Prusa Connect.</strong> L’utente è completamente libero di scegliere se inviare e gestire i propri files “dalla nuvola” o se agire esclusivamente a livello locale o addirittura esclusivamente con la chiavetta USB. Pensa che per inviare i files direttamente alla stampante collegata in rete o solo a Prusa Connect, vanno create delle “stampanti fisiche” in Prusa Slicer e poi inserite le credenziali di accesso. Una cosa del poco user friendly se devo essere sincero… Se cerchi la massima sicurezza la cara e vecchia chiavetta USB non ti tradirà mai.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Prestazioni, consumi e rumorosità</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ho stampato principalmente Prusament PLA e Prusament PETG con i materiali che mi hanno inviato, inutile dire che <strong>i risultati sono sempre stati ottimi e i materiali sono fantastici</strong>. Non li avevo mai provati prima d’ora e devo confermare quanto dicono altri che li stanno utilizzando, sono una bomba. La stampante viaggia che è una meraviglia,<strong> i profili già pronti su Prusa Slicer sono perfetti </strong>e non necessitano di alcun intervento da parte dell’utente. Sfido chiunque a dirmi che le stampe sono inferiori a livello di qualità rispetto a quelle della Grande B o di altre stampanti. Siamo ad un livello molto alto, specialmente perchè non è richiesta alcuna skill/esperienza da parte dell’utente, non ho davvero toccato nulla e mi sono lasciato trasportare da flusso creato da Prusa.<strong> Esperienza di utilizzo ben al di sopra della media delle stampanti in circolazione,</strong> pochissime si avvicinano a questi livelli di semplicità e risultato finale.</p>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_273.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_273-1024x576.png" alt="" class="wp-image-19191" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_273-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_273-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_273-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_273-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_273-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_273.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_252.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_252-1024x576.png" alt="" class="wp-image-19180" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_252-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_252-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_252-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_252-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_252-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_252.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non è veloce quanto “le altre” che fanno del loro punto di forza la velocità ?</strong> Poco male, andrà anche più lenta (non così lenta in realtà…) ma almeno non dice le bugie nelle brochure informative. Si fa presto a dire 600 mm/s di velocità quando poi arrivi a malapena a 300 effettivi in stampa… <strong>La MK4 tiene i suoi “modestissimi” 200/250 mm/s</strong> che sono più che dignitosi per una stampante a portale e non di tipo CoreXY. Inoltre segnalo che tutta questa ricerca esasperata della velocità si limita al solo PLA come materiale per il momento, basta solo passare al PETG e vedrai che le velocità delle varie stampanti magicamente si livellano. Non sempre è la stampante a non farcela, il più delle volte è proprio il materiale che non estrude ad alte velocità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello di consumi basti pensare che<strong> l’alimentatore è singolo da 240W</strong> ma <strong>il consumo medio in stampa è di appena 80W /ora</strong>, qualcosa in più con ABS o materiali che richiedono il piano caldo circa 110/120W.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto alla <strong>rumorosità </strong>direi che è sempre la solita di una stampante a portale non “boxata”, il rumore dei cuscinetti a manicotto si sente abbastanza e avrebbe giovato sicuramente l’utilizzo di una guida lineare a ricircolo di sfere. I motori sono silenziosi anche grazie alla modalità “stealth” che semplicemente abbassa velocità e accelerazioni durante la stampa per rendere meno rumorosi i motori. Siamo ancora distanti però da quelle stampanti che offrono il “<strong>phase stepping</strong>” (Prusa XL) o “l’active noise motor cancellation” (Grande B), ma ho idea che sia solo questione di tempo prima che venga attivato anche sulla MK4. <strong>Ha solo 2 ventole</strong> che sinceramente si avvertono a malapena, l’unico rumore fastidioso in questo caso è dato dalla movimentazione e da alcune risonanze prodotte dai motori (in alcuni casi davvero udibili). Di certo non la terrei accanto a me sulla scrivania ma la preferisco alle altre stampanti che ho in negozio che hanno 7 mila ventole ultra rumorose. Non avendo una camera chiusa e non raggiungendo velocità estreme con il PLA, non necessita di un sacco di ventole.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tutte le cose appena dette non sono novità, le puoi benissimo leggere da altri blog e averle viste in altri video. Quello che però manca è il mio pensiero a riguardo di questa stampante e di tutto il caos che ha generato nel mondo della stampa 3D. <strong>Ho analizzato a fondo la questione e, finalmente dopo averla provata, posso sbilanciarmi con serenità</strong> e pace a chi non piacerà questo mio pensiero. Cari fanboy di altri brand, cortesemente, non prendetevela ma usate questo articolo come spunto per creare una discussione costruttiva e pacifica. Cosa che tanto non accadrà perchè ad oggi nessuno arriva a leggere o vedere fino in fondo video ed articoli così lunghi ;).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partiamo dalla cosa semplice, rispondo alla domanda <strong>“me la consigli ?”</strong>. La mia risposta è <strong>un grande SI,</strong> come posso non consigliare l’ultima versione di una delle stampanti più vendute al mondo ? Quella che ha fatto appassionare centinaia di migliaia di utenti ? Quella che ha vinto più premi in assoluto ? Davo già per scontato che fosse una ottima stampante ma provarla è stata una ulteriore conferma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andiamo al sodo: <strong>“E’ meglio della Bambu Lab ?”</strong>. Dipende da cosa tu intendi per “meglio”, te la riassumo per punti che faccio prima:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Qualità di stampa:</strong> uguali identiche, per certi versi Prusa è superiore a parità velocità</li>



<li><strong>Estetica</strong>: vince a mani basse Bambu Lab</li>



<li><strong>Velocità</strong>: se cerchi puramente la velocità vince Bambu Lab. Ma la velocità non è tutto</li>



<li><strong>Assistenza</strong>: vince a mani basse Prusa, ha disposizione una assistenza clienti <strong>24 su 24 e 7 giorni su 7. In 7 lingue differenti tra cui anche l’italiano.</strong> Inoltre hanno una chat live sul sito che è sempre disponibile</li>



<li><strong>Sensoristica:</strong> Bambu ha sicuramente più sensori e tutto ma, come detto nella recensione non sono sempre un toccasana. Lidar ? Ancora non ha fatto breccia, la riprova è Prusa che continua a non utilizzarlo e le stampe vengono fuori ugualmente bene. Preferisco le stampanti più immediate e con meno restrizioni imposte da mille sensori magari inutili. Punto a favore di Prusa e di altre stampanti “che la fanno easy”</li>



<li><strong>Multicolore:</strong> devo essere sincero, non ho ancora provato l’<strong>MMU3</strong> di Prusa quindi lascio in sospeso questa sezione. L’unica cosa sulla quale mi posso sbilanciare è che il sistema AMS di Bambu è fatto davvero bene e permette di gestire fino a 16 bobine occupando poco spazio in confronto ad un MMU3. Di contro ha che AMS consuma un botto di materiale di spurgo se paragonato ad un sistema MMU3 o meglio ancora il multi tool changer della Prusa XL (grazie al ca**o). Bambu Lab ha fatto del multicolore il suo cavallo di battaglia ed effettivamente funziona (sprechi a parte)</li>



<li><strong>Esperienza d’uso</strong>: qui dipende dal modello che stiamo confrontando, paragoniamola alla X1C per esagerare anche se andrebbe confrontata con la A1. Entrambe le marche offrono un&#8217;esperienza di prima configurazione e gestione poi della stampante altamente ottimizzata. Prusa utilizza una grafica più spartana ma decisamente efficace mentre Bambu Lab punta più sul lato estetico ottimizzando l’interfaccia per un utilizzo esclusivamente touch/con il tocco. Entrambe sono davvero ottime e forniscono all’utente di “primo pelo” tutte le informazioni per guidarlo nelle varie fasi, siano esse di calibrazione o semplicemente di un cambio filamento. Personalmente ho leggermente preferito quella Prusa per un discorso legato al mio passato da “maker smanettone”, si vede che l’interfaccia è ottimizzata ma lascia ancora spazio a chi vuole smanettarci sopra (vedi installare custom firmware senza particolari problemi). Così come non risulta estremamente complessa come quelle che visualizzano a schermo tutti i parametri di Klipper</li>



<li><strong>Gestione cloud: </strong>questo è un tasto dolente perchè molto dipende dall’utente. C’è chi vuole a tutti i costi la connessione con la app del cellulare per mandare in stampa da Makerworld i files senza passare dallo slicer, così come chi non vuole saperne di collegare la stampante alla rete. Oggettivamente l’applicazione Bambu Handy di Bambu Lab è davvero comoda ma, personalmente, la avrò utilizzata si e no 3 volte. Preferisco piuttosto una interfaccia come quella di Prusa Connect che mi permette di gestire tutta la mia Print Farm comodamente. Nel momento in cui sto scrivendo è uscita da poco anche una versione di Bambu Studio che permette una parziale gestione di diverse stampanti ma non siamo ancora minimamente ai livelli di Prusa Connect</li>
</ul>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_260.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="19172" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_260-1024x576.png" alt="" class="wp-image-19172" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_260-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_260-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_260-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_260-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_260-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_260.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_275.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="19189" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_275-1024x576.png" alt="" class="wp-image-19189" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_275-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_275-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_275-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_275-1536x864.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_275-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2024/05/Snapshot_275.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Passiamo al tasto dolente, <strong>il prezzo.</strong> La quantità di critiche che ha ricevuto la MK4 è stata imbarazzante, essendo arrivata dopo la bufera Bambu Lab era inevitabile che il metro di confronto fosse lei. Nel marzo 2023 non era ancora uscita la A1 (dicembre 2023)&nbsp; ma c’erano solo la X1C, P1P e la P1S sarebbe arrivata di lì a poco. Rispetto alla MK3S la Bambu ha letteralmente spazzato via tutto, è inutile nascondersi dietro ad un dito. Ma è anche sbagliato dire che la MK4 sia nata in risposta alla serie di Bambu Lab uscite, ci ho messo un po’ per elaborare il concetto ma… <strong>la MK4 è nata sulla base delle richieste della clientela di Prusa</strong> dietro un preciso sondaggio piuttosto che per seguire il trend di mercato. La prima X1C è stata presentata un anno prima dell’uscita della MK4, se avessero voluto copiarla (come molti altri stanno facendo), probabilmente lo avrebbero fatto. <strong>Invece sono andati avanti per la loro strada</strong>, quella che i loro clienti avevano già delineato in precedenza con le richieste del sondaggio. Priorità al cliente..</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Bambu ha però rotto le uova nel paniere di tutti.</strong> Ma tutti proprio, anche di produttori che operano in altri segmenti di stampanti ben più costose. Hanno spaccato il mercato con le loro stampanti performanti a prezzi irrisori. E sono proprio questi prezzi bassi che hanno fatto indignare il popolo del web, <strong>perchè una Prusa costa quasi il doppio se non il triplo</strong> ? Ma io potrei rigirare la domanda come ho fatto lo scorso anno durante la recensione della X1C, <strong>“perchè le Bambu Lab costano così poco per quello che offrono ? E’ davvero il loro prezzo ? “</strong>. Facciamo due conti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Prusa MK4 montata: 1.200€</li>



<li>Prusa MK4 in kit da montare vite per vite: 900€</li>



<li>Aggiornamento MK3S a Mk4: 639€</li>



<li>MMU3: 329€ in kit<strong> da assemblare</strong></li>



<li>Box stampante MK4: 369€</li>



<li>Prusa MK4 montata + Enclosure + MMU3 = <strong>1.898€</strong></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Bambu Lab X1C (CoreXY boxata) con AMS 4 colori: 1.536€</li>



<li>Bambu Lab A1 (bed slinger) con AMS lite a 4 colori: 614€</li>



<li>Bambu Lab A1 solo stampante: 439€</li>
</ul>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E’ abbastanza palese che il confronto alla fine si è spostato su una questione di prezzo,<strong> perchè uno dovrebbe pagare 1.200€ per una stampante composta ancora da parti stampate in 3D ?</strong> O perchè dovrei pagare quasi 3 volte tanto per una pari “bed slinger” con un volume di stampa anche più piccolo ? Hai capito il perchè del successo di Bambu Lab ? Il prezzo è stata la chiave, anzi… prezzo + prestazioni stampante. <strong>Continuo a ribadire che siano vendute ad un prezzo veramente ribassato per quello che offrono</strong> come prestazioni e finiture estetiche e “innovazioni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prusa dovrebbe aver già chiuso allora:</strong> e invece no, il ragazzotto (Josef ndr) si è fatto forza, ha incassato il colpo (bello duro eh…) e piano piano si sta tirando su (complice anche il mega ritardo del progetto XL). Sta lavorando sui punti di forza della sua azienda, quelli che hanno fatto la differenza negli anni e che tutt’ora hanno tenuto insieme l’azienda. Non lavora esclusivamente sul prodotto ma su tutto il contorno e ti posso assicurare che è tanto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Prusa Slicer lo sviluppa all’interno della sua azienda</strong>. Ed è gratis, per tutti e per tutte le stampanti. Ha preso il lavoro di Ranellucci e lo ha ingrandito a livelli mai visti prima introducendo funzionalità invidiate da tutti. Non a caso progetti come Super Slicer, Bambu Studio e Orca Slicer nascono come fork/derivazione di Prusa Slicer</li>



<li><strong>Printables </strong>è il suo database di condivisione modelli che ha quasi preso il posto di Thingiverse come diffusione e che è stato copiato di sana pianta da Bambu Lab con il relativo sistema di retribuzione basato sui download</li>



<li><strong>L’assistenza </strong>è sempre stata un punto di forza importante per Prusa, garantire assistenza 24/7 + chat live sul sito e offerta in 7 lingue differenti non è cosa da poco. Per molti basta solo questo a giustificare la differenza di prezzo. Su questo Bambu Lab ha ancora da imparare. Inoltre rispondono direttamente al cliente finale anche se questo ha acquistato da un altro rivenditore.</li>



<li><strong>La formazione:</strong> hai mai fatto un giro sul sito di prusa <a href="https://help.prusa3d.com/it">per vedere come è strutturata tutta la parte wiki/informativa</a> ? Oltre ad essere tradotta completamente in Italiano e in altre 6 lingue, offre una quantità di informazioni relative a come utilizzare la stampante, risolvere i problemi più comuni, intervenire sulla stampante, come stampare i vari materiali ecc ecc. Una quantità di informazioni di valore inestimabile, ben spiegate e corredate di numerose foto. Anche la wiki di Bambu è fatta bene ma è solo disponibile in inglese e di italiano per ora non c’è traccia. Inoltre la quantità di contenuti informativi presenti su Prusa se la sognano altamente. Basti vedere anche come arriva la stampante, all’interno c’è un bellissimo manuale di utilizzo della stampante 3D. Stampato e tradotto in italiano, tutto a colori e con tutta la spiegazione passo passo per arrivare alla prima stampa. E’ una cosa che normalmente non si vede in giro, nemmeno in stampanti di fascia più alta. Son bravi tutti a fornire un link con un QR code, il cartaceo ha sempre il suo fascino ed è immediato</li>



<li><strong>La community:</strong> Prusa ha sempre puntato sulla sua clientela e sul far crescere la community di appassionati. Abbracciando la filosofia open source ha trovato terreno fertile nelle varie comunità di Makers. Partecipano ad un sacco di fiere ed eventi, sponsorizzano alcune Maker Faire e sono presenti in tantissimi Fablab. Hanno sostenuto tantissimi progetti con le loro stampanti, da quelli nei paesi più svantaggiati fino ai progetti più complessi di università ed enti di ricerca</li>



<li><strong>Controllo qualità interno:</strong> tutte le parti di una stampante vengono collaudate singolarmente, non a lotti di produzione ma componente per componente. Hanno creato nel tempo diversi aggeggi che permettessero di limare i tempi di controllo perchè le stampanti che spediscono ogni mese non sono centinaia ma siamo nell’ordine delle diverse migliaia… In questo modo evitano il più possibile che arrivi una stampante difettosa già alla prima accensione. Poi ovvio… la sfiga ci vede sempre bene</li>



<li><strong>Stampanti fatte per durare:</strong> chiunque possieda una Prusa probabilmente ti dirà “è un mulo, va sempre”. Non lo dico per far bella Prusa, lo dico perchè sono gli utenti stessi a dirlo. Io la possiedo da talmente tanto poco che non posso sbilanciarmi in tal senso, ma direi che la community è abbastanza concorde su questo aspetto. Non a caso le usa Prusa stessa per produrre tutte le parti delle proprie stampanti !</li>



<li><strong>Made in Europa:</strong> sembra strano a dirsi ma le Prusa vengono interamente progettate, prodotte ed assemblate in Europa, in particolare a Praga in Repubblica Ceca. Si fanno persino l’elettronica in casa e molte delle parti realizzate ad iniezione ! Hanno una fabbrica enorme, 800+ dipendenti e continuano ad assumere ogni giorno che passa. E udite udite…<strong> </strong><strong>la produzione di stampanti è sempre in aumento</strong></li>



<li><strong>Producono i loro filamenti:</strong> non basta solo la stampante e tutte le componente ma dal 2019 hanno deciso di introdurre ben 13 linee di produzione di filamento. Fanno tutto internamente, PLA, PETG, Nylon, PC ma di altissima qualità. I rotoli delle bobine ? Anche questi fanno internamente risparmiando un botto di plastica rispetto ai design standard e sono completamente riciclati e riciclabili</li>



<li><strong>Know How di alto livello</strong> per chi desidera aprire una Print Farm per produrre volumi importanti di stampa. Chi meglio di loro ?&nbsp;</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti questi punti riescono a giustificare la differenza di prezzo ? Probabilmente no, l’utente medio è solo interessato al discorso prezzo/prestazioni ed è per quello che Bambu Lab ha avuto vita facile. Ma c’è tutta una schiera di utenti che a queste cose ci da importanza, io stesso ho scoperto lati di Prusa che prima non conoscevo, quando faccio le recensioni devo prima documentarmi bene sulla stampante e sull’azienda. Prusa è davvero una bellissima realtà, è stato un peccato che abbia ricevuto una quantità di critiche abnormi dopo l’uscita della MK4. Molti sono passati da Prusa a Bambu Lab per una questione di prestazioni e prezzo ma tanti sono anche ritornati indietro o hanno semplicemente affiancato i due brand per avere il meglio dei due. Ho provato di tutto negli ultimi anni, dalle cose più assurde e mal calibrate esistenti a stampanti come Prusa e Bambu che sono al vertice della categoria. Le possiedo entrambe, le utilizzo quotidianamente ma mi risulta veramente difficile esprimere un giudizio secco sul quale scegliere a spada tratta. Ho analizzato i pro e i contro, sta a te poi scegliere quella che più ti si addice. <strong>Quello che è certo è che Prusa non è morta, anzi… lunga vita a Prusa !&nbsp;</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/original-prusa-mk4-la-recensione/">Original Prusa MK4 &#8211; La recensione</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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