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	<title>Corso completo di Stampa 3D - Help3D</title>
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	<description>Il tuo percorso nella stampa 3D inizia qui</description>
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		<title>Quali calibrazioni sono necessarie per la stampante 3D ? Lez. 9/9</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2022 08:27:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corso completo di Stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Slicer stampante 3D]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cubetti, barchette e torri di temperatura come se non ci fosse un domani. Di cosa sto parlando ? Sono oggetti che vengono stampati per verificare se le calibrazioni eseguite hanno dato i frutti sperati o meno, purtroppo però sono anche gli unici oggetti che alcuni utenti si limitano a stampare perchè vogliono cercare la perfezione assoluta.&#160; ⚠️ Le calibrazioni (salvo quelle fondamentali che ti ho già elencato nella prima lezione) le puoi considerare NON necessarie in quanto possono aiutarti a migliorare la qualità dell’oggetto stampato in 3D ma non sono richieste in una fase iniziale. Sto parlando di pure ottimizzazioni che, se ignorate, ti permetteranno comunque di ottenere dei risultati eccellenti. Arriverà però un punto in cui le sirene saranno così tanto insistenti da portarti inevitabilmente dentro il vortice delle calibrazioni, per evitare di affogare segui questi brevi consigli e ragiona sempre dando una risposta a questa domanda “Mi serve/servirà davvero quello che sto facendo ? “. Se la risposta è si allora procedi, se è no lascia perdere ! Riprendo parte della prima lezione ribadendo quali sono le due calibrazioni fondamentali che non puoi ignorare: Livellare il piano di stampa: sembra banale ma se il piano di stampa non è livellato rispetto all’asse di estrusione (NON utilizzare una bolla…) ti ritroverai alcune zone che aderiranno da un lato e meno dall’altro. La tua stampante monta già un sensore di livellamento ? Tanto meglio (se funziona) sicuramente una regolazione in meno che dovrai fare, ma la primissima dovrà essere sempre fatta manualmente per evitare che il piano risulti comunque troppo inclinato e la compensazione del sensore di livellamento sia ridotta al minimo possibile. Una volta livellato il piano, salvo tu non tolga i pezzi con il martello/scalpello non dovrai farla ad ogni stampa (come in molti affermano…). Ricorda anche di pulire e sgrassare adeguatamente il piano utilizzando prodotti come Alcool denaturato o meglio ancora isopropilico. Regolare la distanza ugello-piano (Z Offset): dopo aver livellato il piano dovrai trovare la giusta distanza tra ugello e il piano di stampa per il primissimo strato che verrà depositato. Se sarai troppo alto la stampa non si attaccherà viceversa potrebbe non far uscire nulla dall’ugello. Segui l’articolo + video che è tutto spiegato in dettaglio anche per chi monta il sensore di livellamento. Una delle domande richieste sui vari forum/gruppi è proprio “Non attacca, che devo fare?” e una delle risposte più quotate e risolutive è proprio quella dello Z offset. Con il tempo imparerai che ci sono tanti altri modi per far aderire l’oggetto al piano di stampa ma ti consiglio di vederli più avanti. Queste sono le più semplici da seguire e che spesso ti troverai a dover fare sulla stampante. Le prime volte sarà un po’ un caos ma con un po’ di pratica poi dopo saranno le classiche pratiche di routine da sbrigare. Parlando invece di calibrazioni un po’ più complesse ce ne sono alcune che sono direttamente legate al tipo di filamento che si sta utilizzando quindi, una volta eseguite, non dovrai più rifarle e registrerai solamente i parametri nel tuo profilo di stampa. Non necessitano di aggiornamenti firmware ma solo di tanta pazienza. Trovare la giusta retraction per evitare che si formino fili o ragnatele sulla stampa è una calibrazione che puoi fare senza grossi problemi. Ti troverai a variare le quantità di retrazione di materiale e probabilmente anche la temperatura di stampa. Fai una variazione per volta e non tutte e due assieme ! Trovare la giusta temperatura di stampa del materiale che stai stampando è importante per evitare che gli strati depositati delaminino tra loro oppure non estruda correttamente l’hotend. Si tratta di stampare una di queste torri variando in Z la temperatura di stampa per poi controllare il risultato finale in un’unica stampata. Volendo potresti anche realizzare singoli provini ma sarebbe un processo davvero lungo. Se utilizzi Slicer come Cura o SuperSlicer hanno integrata una funzione di creazione automatica della torre di temperatura. Resta comunque una calibrazione facoltativa e con l’esperienza inizierai a capire a quale temperatura stampare con precisione anche senza stampare le torri, parti sempre dai consigli del produttore del filamento ma non basarti esclusivamente su quelle dato che sicuramente il tuo hotend e ugello saranno differenti Realizzare dei ponti senza supporti (non fondamentale…) richiede la calibrazione di un parametro relativo al “bridging”, fortunatamente non si deve intervenire su Firmware o Elettronica ma , come per la torre di temperatura, si tratta solo di stampare diverse prove e poi analizzare i risultati. Ti sconsiglio vivamente di provare questo test sul TPU, non è uno dei materiali più adatti La calibrazione del flusso di stampa è un altro test che si sente spesso nominare e che viene consigliato per risolvere un po’ per risolvere tutti i problemi di stampa. La sua semplicità di esecuzione nasconde purtroppo una trappola in cui molti cadono, ovvero non controllare a priori che il filamento venga trascinato correttamente dalla ruota godronata. No non sto parlando di step/mm quelli dimenticali, intendo proprio la frizione meccanica tra filo e ruota, se esegui questo test con il filamento che slitta ti troverai dei valori completamente fuori dal normale. Qualche punto percentuale di correzione ci può stare ma ho visto utenti arrivare quasi al 200% di flusso pur di rientrare nei parametri di misurazione della parete ! Il test va eseguito alla stessa velocità di stampa e temperatura che utilizzerai poi per quel filamento Passando alle calibrazioni legate alla movimentazione della stampante è impossibile non citare i famigerati Step per mm, quante volte avrai letto in giro o ti sarà stato consigliato di calibrarli ? Io stesso ho fatto due video tanto tempo fa su come regolare quelli in XYZ e per l’estrusore ma ho poi dovuto correre ai ripari con un video in cui spiegavo ancor più nel dettaglio il perchè quella calibrazione non va sempre fatta. La stampante arriva con dei valori di step/mm inseriti a livello Firmware che sono frutto di puri e semplici calcoli matematici basati sulla dimensione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/quali-calibrazioni-sono-necessarie-per-la-stampante-3d/">Quali calibrazioni sono necessarie per la stampante 3D ? Lez. 9/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cubetti, </strong><a href="https://www.printables.com/it/model/3161-3d-benchy"><strong>barchette</strong></a><strong> e </strong><a href="https://www.printables.com/it/model/59206-yatt-yet-another-temp-tower/files"><strong>torri di temperatura</strong></a> come se non ci fosse un domani. Di cosa sto parlando ? Sono oggetti che vengono stampati per verificare se le calibrazioni eseguite hanno dato i frutti sperati o meno, purtroppo però sono anche gli unici oggetti che alcuni utenti si limitano a stampare perchè vogliono cercare la perfezione assoluta.&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Barchetta-Benchy.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="470" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Barchetta-Benchy-1024x470.png" alt="" class="wp-image-17173" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Barchetta-Benchy-1024x470.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Barchetta-Benchy-700x321.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Barchetta-Benchy-300x138.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Barchetta-Benchy-768x352.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Barchetta-Benchy.png 1364w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Le calibrazioni (salvo quelle fondamentali che ti ho già elencato nella <a href="https://www.help3d.it/corso-stampa-3d-lezione-1-voglio-iniziare-a-stampare-in-3d-cosa-devo-fare/">prima lezione</a>) le puoi considerare <strong>NON </strong>necessarie in quanto possono aiutarti a migliorare la qualità dell’oggetto stampato in 3D ma non sono richieste in una fase iniziale. Sto parlando di <strong>pure ottimizzazioni</strong> che, se ignorate, ti permetteranno comunque di ottenere dei risultati eccellenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arriverà però un punto in cui le sirene saranno così tanto insistenti da portarti inevitabilmente dentro il vortice delle calibrazioni, per evitare di affogare segui questi brevi consigli e ragiona sempre dando una risposta a questa domanda <strong>“Mi serve/servirà davvero quello che sto facendo ? “</strong>. Se la risposta è si allora procedi, se è no lascia perdere !</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riprendo parte della prima lezione ribadendo quali sono <strong>le due calibrazioni fondamentali</strong> che non puoi ignorare:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.youtube.com/watch?v=vv1_VaOU_VM"><strong>Livellare il piano di stampa</strong><strong>:</strong></a> sembra banale ma se il piano di stampa non è livellato rispetto all’asse di estrusione (<strong>NON</strong> utilizzare una bolla…) ti ritroverai alcune zone che aderiranno da un lato e meno dall’altro. <strong>La tua stampante monta già un sensore di livellamento ?</strong> Tanto meglio (se funziona) sicuramente una regolazione in meno che dovrai fare, ma la primissima dovrà essere <strong>sempre </strong>fatta manualmente per evitare che il piano risulti comunque troppo inclinato e la compensazione del sensore di livellamento sia ridotta al minimo possibile. Una volta livellato il piano, salvo tu non tolga i pezzi con il martello/scalpello non dovrai farla ad ogni stampa (come in molti affermano…). Ricorda anche di <strong>pulire e sgrassare </strong>adeguatamente il piano utilizzando prodotti come Alcool denaturato o meglio ancora isopropilico.</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.help3d.it/quali-calibrazioni-sono-necessarie-per-la-stampante-3d/"><img decoding="async" width="1024" height="407" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Altezza-primo-layer-Prusa-1024x407.png" alt="" class="wp-image-17174" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Altezza-primo-layer-Prusa-1024x407.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Altezza-primo-layer-Prusa-700x278.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Altezza-primo-layer-Prusa-300x119.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Altezza-primo-layer-Prusa-768x305.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Altezza-primo-layer-Prusa-1536x611.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Altezza-primo-layer-Prusa.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://help.prusa3d.com/it/article/calibrazione-primo-layer_112364"></a></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.help3d.it/come-regolare-la-distanza-piatto-ugello/"><strong>Regolare la distanza ugello-piano (Z Offset): </strong></a>dopo aver livellato il piano dovrai trovare la giusta distanza tra ugello e il piano di stampa per il primissimo strato che verrà depositato. Se sarai troppo alto la stampa non si attaccherà viceversa potrebbe non far uscire nulla dall’ugello. Segui l’articolo + video che è tutto spiegato in dettaglio anche per chi monta il sensore di livellamento. Una delle domande richieste sui vari forum/gruppi è proprio “Non attacca, che devo fare?” e una delle risposte più quotate e risolutive è proprio quella dello Z offset. Con il tempo imparerai che <a href="https://www.help3d.it/warping/">ci sono tanti altri modi per far aderire l’oggetto al piano di stampa</a> ma ti consiglio di vederli più avanti.</li></ul>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<p class="wp-block-paragraph">Queste sono le più semplici da seguire e che spesso ti troverai a dover fare sulla stampante. Le prime volte sarà un po’ un caos ma con un po’ di pratica poi dopo saranno le classiche pratiche di routine da sbrigare.</p>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Parlando invece di calibrazioni un po’ più complesse ce ne sono alcune che sono direttamente <strong>legate al tipo di filamento</strong> che si sta utilizzando quindi, una volta eseguite, non dovrai più rifarle e registrerai solamente i parametri nel tuo profilo di stampa. Non necessitano di aggiornamenti firmware ma solo di tanta pazienza.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.help3d.it/come-regolare-la-retraction-oozing-stringing/">Trovare la giusta retraction</a> per evitare che si formino fili o ragnatele sulla stampa è una calibrazione che puoi fare senza grossi problemi. Ti troverai a variare le quantità di retrazione di materiale e probabilmente anche la temperatura di stampa. Fai una variazione per volta e non tutte e due assieme !</li><li><a href="https://www.printables.com/it/model/59206-yatt-yet-another-temp-tower/files">Trovare la giusta temperatura di stampa</a> del materiale che stai stampando è importante per evitare che gli strati depositati delaminino tra loro oppure non estruda correttamente l’hotend. Si tratta di stampare <a href="https://www.printables.com/it/model/59206-yatt-yet-another-temp-tower/files">una di queste torri</a> variando in Z la temperatura di stampa per poi controllare il risultato finale in un’unica stampata. Volendo potresti anche realizzare singoli provini ma sarebbe un processo davvero lungo. Se utilizzi Slicer come Cura o SuperSlicer hanno integrata una funzione di creazione automatica della torre di temperatura.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Resta comunque una calibrazione <strong>facoltativa </strong>e con l’esperienza inizierai a capire a quale temperatura stampare con precisione anche senza stampare le torri, parti sempre dai consigli del produttore del filamento ma non basarti esclusivamente su quelle dato che sicuramente il tuo hotend e ugello saranno differenti</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.help3d.it/come-impostare-il-bridging-su-ideamaker-prusa-slicer-simplify3d/">Realizzare dei ponti senza supporti</a> (non fondamentale…) richiede la calibrazione di un parametro relativo al “bridging”, fortunatamente non si deve intervenire su Firmware o Elettronica ma , come per la torre di temperatura, si tratta solo di stampare diverse prove e poi analizzare i risultati. Ti sconsiglio vivamente di provare questo test sul TPU, non è uno dei materiali più adatti</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Bridging-Atom-3D.png"><img decoding="async" width="968" height="386" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Bridging-Atom-3D.png" alt="" class="wp-image-17175" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Bridging-Atom-3D.png 968w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Bridging-Atom-3D-700x279.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Bridging-Atom-3D-300x120.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Bridging-Atom-3D-768x306.png 768w" sizes="(max-width: 968px) 100vw, 968px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=hT_TJLcnkeE"></a></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.help3d.it/come-calibrare-il-flusso-di-stampa-thin-wall-test-flow-tuning/">La calibrazione del flusso di stampa</a> è un altro test che si sente spesso nominare e che viene consigliato per risolvere un po’ per risolvere tutti i problemi di stampa. La sua semplicità di esecuzione nasconde purtroppo una trappola in cui molti cadono, ovvero non controllare a priori che il filamento venga trascinato correttamente dalla ruota godronata. No non sto parlando di step/mm <strong>quelli dimenticali</strong>, intendo proprio la frizione meccanica tra filo e ruota, se esegui questo test con il filamento che slitta ti troverai dei valori completamente fuori dal normale. Qualche punto percentuale di correzione ci può stare ma ho visto utenti arrivare quasi al 200% di flusso pur di rientrare nei parametri di misurazione della parete ! Il test va eseguito alla stessa velocità di stampa e temperatura che utilizzerai poi per quel filamento</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Regolazione-Flusso.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="874" height="553" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Regolazione-Flusso.png" alt="" class="wp-image-17176" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Regolazione-Flusso.png 874w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Regolazione-Flusso-700x443.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Regolazione-Flusso-300x190.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Regolazione-Flusso-768x486.png 768w" sizes="(max-width: 874px) 100vw, 874px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Passando alle calibrazioni legate alla movimentazione della stampante è impossibile non citare i famigerati<strong> </strong><strong>Step per mm</strong>, quante volte avrai letto in giro o ti sarà stato consigliato di calibrarli ? Io stesso ho fatto due video tanto tempo fa su come regolare quelli in XYZ e per l’estrusore ma ho poi dovuto correre ai ripari con un <a href="https://www.help3d.it/step-x-mm-la-guida-definitiva/">video</a> in cui spiegavo ancor più nel dettaglio il perchè quella calibrazione <strong>non va sempre fatta</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stampante arriva con dei valori di step/mm inseriti a livello Firmware che sono frutto di puri e semplici calcoli matematici basati sulla dimensione delle pulegge e eventuali moto riduzioni. <strong>Alla matematica non si sfugge</strong> ed è per questo che i danni più grossi li ho visti negli utenti che si sono buttati subito allo sbaraglio su queste calibrazioni senza sapere cosa realmente c’è dietro. <strong>Vuoi spaccare il centesimo a livello dimensionale con la tua stampante 3D ? </strong>Cambia tecnologia e vira sulla CNC, nella stampa 3D devi mettere in conto che le variabili sono tantissime da gestire e una regolata agli step/mm non ti risolverà alcun problema, anzi ne introduce di nuovi senza nemmeno saperlo. Prova a pensare al filamento depositato ad alta temperatura che poi si raffredda, che fa ? <strong>Si espande e poi si ritira</strong> così come tutto il pezzo stampato, di conseguenza possiamo calibrare bene quanto vogliamo gli assi con un comparatore centesimale ma se non si tiene conto del restringimento post stampa siamo punto e a capo. Hai capito ora perchè ti dico <strong>“lascia stare le calibrazioni “</strong> ? Hai notato quanto sale il livello di complessità e di variabili da tenere in considerazione ? Si vive e si stampa benissimo anche senza queste tarature.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ <strong>L’errore più grosso</strong> che vedo fare è quello nella taratura degli step/mm dell’estrusore, come al solito se non si è sicuri al 100% che il filamento viene trainato perfettamente questo test è ancora più inutile e deleterio di quello relativo al flusso spiegato poco fa. E poi via a cascata tutta una serie di problemi innescati da un valore totalmente errato inserito nel firmware, flussi sballati, stampe orribili e notti insonni buttate a stampare cubetti e barchette per nulla.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Hai lasciato i valori degli step/mm originali ma le stampe risultano fuori misura di qualche mm ? </strong>Controlla che le cinghie siano tensionate correttamente e non producano dei giochi vistosi sulle pulegge nei cambi di direzione (il famoso <a href="https://marlinfw.org/docs/gcode/M425.html">backlash</a>) e controlla anche il corretto allineamento degli assi e i loro scorrimenti. Poi a livello <strong>slicer </strong>puoi impostare delle compensazioni (<a href="https://www.ideamaker.io/dictionaryDetail.html?name=XY%20Size%20Compensation%20for%20Contours&amp;category_name=Layer">Ideamaker</a> e PrusaSlicer lo permettono) per il ritiro del materiale, in alcuni casi addirittura per singolo asse. In genere ti dovrai aspettare una tolleranza standard di circa 0.3 mm anche 0.4 mm è più che accettabile con determinate stampanti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ <strong>Ma i </strong><strong>fori in XY</strong><strong> vengono fuori tanto più stretti, sicuro che non debba toccare gli step/mm ? </strong>Assolutamente no ! Questo tipo di problema affligge un po’ tutto il mondo della stampa 3D FDM, slicer come IdeaMaker hanno una <a href="https://www.ideamaker.io/dictionaryDetail.html?name=XY%20Size%20Compensation%20for%20Holes&amp;category_name=Layer">funzione</a> dedicata alla compensazione dei soli fori sul piano XY, li allarga o restringe a seconda del valore impostato. Se il tuo slicer non ha questa funzione specifica puoi sempre farli più grandi direttamente a livello CAD. Una spiegazione dettagliata delle cause che producono questo problema è spiegata molto bene in <a href="https://manual.slic3r.org/troubleshooting/dimension-errors">questo articolo</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/quali-calibrazioni-sono-necessarie-per-la-stampante-3d/">Quali calibrazioni sono necessarie per la stampante 3D ? Lez. 9/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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		<title>Quali upgrade devo installare nella stampante 3D ? Lez. 8/9</title>
		<link>https://www.help3d.it/quali-upgrade-devo-installare-nella-stampante-3d/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 10:08:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corso completo di Stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di stampa 3D]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo capitolo nasce dopo che ho visto diverse, per non dire tantissime persone, acquistare stampanti da 300€ per poi spenderne 500€ o più di soli aggiornamenti/pezzi non strettamente necessari. Premesso che con i propri soldi uno decide cosa fare, proverò almeno ad aiutarti nel capire cosa è realmente necessario e su cosa puoi passare oltre. Se hai scelto una stampante “decente” il tuo unico pensiero sarà quello di caricare il filamento e stampare, ma se il tuo istinto Maker vuole per forza mettere sottosopra la stampante ecco cosa ti consiglio: Il sensore di livellamento BLTouch/3DTouch : nella mia lista personale di oggetti da NON comprare svetta sempre il sensore di livellamento, perchè ? Di tutte le email o richieste di aiuto che ricevo quotidianamente un buon 40% riguarda problemi derivanti dall’utilizzo di questo aggeggio. Parliamo di sensori che costano 2 lire e che molte volte arrivano fallati ancor prima di installarli e poi Bisogna metter mano al firmware installando uno ad hoc, cosa che sconsiglio caldamente a chi ha la stampante da poco e non è pratico con queste cose. Il rischio di rendere inutilizzabile la stampante è davvero alto. Deve essere cablato correttamente e se si sbagliano i pin di connessione non funziona nulla Deve essere stampato un supporto idoneo per la stampante che stai utilizzando ed impostati degli offset corretti rispetto all’ugello Quelle volte che funziona è però davvero utile per risolvere i problemi di piano storto, concavo o convesso ma ci tengo a precisare che non è l’unica via per risolvere quel tipo di problemi. Esiste una funzionalità che si può abilitare dal lato Firmware stampante che prevede di effettuare una tastatura del piano come con il BLTouch ma fatta manualmente. Si chiama Manual Mesh Bed Leveling e l’unico inconveniente che ha è quello che devi controllare punto per punto con il foglio di carta il livellamento. Poco male perchè fatto una volta poi resta in memoria e non va rifatto ad ogni stampa ! Vale comunque il consiglio fatto per il BlTouch, per attivarlo è necessario modificare il Firmware quindi non procedere da solo ma fatti aiutare da un amico che ha già dimestichezza con queste procedure. Il piano magnetico flessibile è sicuramente un acquisto che consiglio se hai una stampante che non è provvista di questo accessorio. L’installazione è davvero semplice dato che si tratta di un pad adesivo magnetico da applicare sul tuo attuale piano di stampa. Al di sopra di esso potrai poi mettere diverse tipologie di piani come quelli “Textured” oppure lisci o meglio ancora piani semplici in acciaio con sopra l’additivo che preferisci. ⚠️ Dovrai sicuramente aumentare le temperature di stampa del piano perchè il sensore di rilevamento temperatura è in genere appoggiato alla superficie di stampa originale. Aggiungendo l’adesivo e il piano in acciaio si aggiunge spessore, tieni conto di questa cosa A temperature molto elevate del piano, le proprietà ferromagnetiche del pad peggiorano molto e potresti trovarti con il piano tutto curvato perchè il pezzo in costruzione tende a “tirarlo” per effetto del warping La rimozione dei pezzi è davvero semplice perchè basta flettere di poco il piano e i pezzi si staccheranno da soli. Molto più comodo di utilizzare la spatola direttamente sul piano con il rischio di rovinarlo e sballare la calibrazione ⚠️ Se non hai il sensore di livellamento automatico devi ricordarti di compensare la differenza di altezza del nuovo piano rispetto al vecchio. Ti consiglio di agire direttamente sul fine corsa in Z come spiegato nei precedenti capitoli Acquistare un nuovo ugello ha senso ? Assolutamente, te lo avevo già accennato in uno dei capitoli precedenti e l’importanza di avere un nozzle/ugello di qualità è fondamentale per escludere una variabile che potrebbe introdurre difetti di stampa. La modifica è davvero veloce da eseguire ma devi stare molto attento a rimontarlo correttamente in battuta con la gola Puoi provare un kit di ugelli di diverso diametro e iniziare a sperimentare cosa vuol dire lavorare con un ugello da 0.8 mm Qualche tempo fa ho analizzato tutta una serie di ugelli cinesi (primo equipaggiamento delle stampanti economiche…) e il risultato è stato che molti ugelli risultano completamente fuori asse o con fori del diametro non corretto. Investi su marche come E3D, MicroSwiss, Brozzl, Zodiac, SliceEngineering, Phaetus e non te ne pentirai, magari quelli cinesi di bassa qualità li tieni di scorta che male non fanno. Acquistare un nuovo hotend completo con relativo estrusore ha senso ? La risposta è “SNI”, in una prima fase iniziale puoi lasciare tranquillamente la dotazione standard che va più che bene, io stesso nelle mie Artillery e Ender non ho toccato nulla a livello di estrusione/hotend sono completamente stock come da fabbrica e stampano benissimo ugualmente. Una cosa è certa, le stampanti di fascia bassa tendono proprio a montare componenti di bassa qualità (in plastica che si rompono subito) per l’estrusore e l’hotend, prendi come esempio gli quelli della Phaetus che ho analizzato tempo fa e confrontali con quello che monti ora sulla stampante, sicuramente c’è un abisso.&#160; ⚠️ Non devi però illuderti che montando componenti migliori la stampante magicamente inizierà ad andare meglio. Pensa prima a risolvere i difetti e a farla stampare bene come esce di fabbrica, tutti questi upgrade aiutano a migliorare le stampe e non necessariamente risolvono problemi. Se compro una scheda madre a 32 bit la mia stampante andrà meglio ? Ecco un’altro upgrade che ritengo NON necessario quando si valuta la scelta della stampante per iniziare, anche le classiche e ormai vecchie schede a 8 bit vanno più che bene per stampare alla grande. La necessità di ricorrere ad un aggiornamento di scheda madre lo prenderai in considerazione quando: Necessiti di una scheda con più input/output per ventole, motori, sensori, accelerometri&#160; ecc ecc Devi stampare con velocità superiori a 150 mm/s (hanno anche una maggiore velocità di calcolo) Stai valutando l’acquisto di una stampante di tipo Delta ❓ Nelle tue ricerche ti sarai imbattuto sicuramente in chi ti ha consigliato assolutamente di prendere una 32</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/quali-upgrade-devo-installare-nella-stampante-3d/">Quali upgrade devo installare nella stampante 3D ? Lez. 8/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Questo capitolo nasce dopo che ho visto diverse, per non dire tantissime persone, acquistare stampanti da 300€ per poi spenderne 500€ o più di soli aggiornamenti/pezzi non strettamente necessari. Premesso che con i propri soldi uno decide cosa fare, proverò almeno ad aiutarti nel capire cosa è realmente necessario e su cosa puoi passare oltre. Se hai scelto una stampante “decente” il tuo unico pensiero sarà quello di caricare il filamento e stampare, ma se il tuo istinto Maker vuole per forza mettere sottosopra la stampante ecco cosa ti consiglio:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il sensore di livellamento BLTouch/3DTouch</strong> : nella mia lista personale di oggetti da <strong>NON comprare</strong> svetta sempre il sensore di livellamento, perchè ? Di tutte le email o richieste di aiuto che ricevo quotidianamente un buon 40% riguarda problemi derivanti dall’utilizzo di questo aggeggio. Parliamo di sensori che costano 2 lire e che molte volte arrivano fallati ancor prima di installarli e poi<ul><li>Bisogna metter mano al <a href="https://www.help3d.it/come-compilare-marlin-da-sorgente-con-visual-studio-code/">firmware</a> installando uno ad hoc, cosa che <strong>sconsiglio caldamente</strong> a chi ha la stampante da poco e non è pratico con queste cose. Il rischio di r<strong>endere inutilizzabile la stampante</strong> è davvero alto.</li><li>Deve essere cablato correttamente e se si sbagliano i pin di connessione non funziona nulla</li><li>Deve essere stampato un supporto idoneo per la stampante che stai utilizzando ed impostati degli offset corretti rispetto all’ugello</li></ul></li></ul>



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<p class="wp-block-paragraph">Quelle volte che funziona è però davvero utile per risolvere i problemi di piano storto, concavo o convesso ma ci tengo a precisare che <strong>non è l’unica via</strong> per risolvere quel tipo di problemi. Esiste una funzionalità che si può abilitare dal lato Firmware stampante che prevede di effettuare una tastatura del piano come con il BLTouch ma fatta manualmente. Si chiama <a href="https://marlinfw.org/docs/gcode/G029-mbl.html">Manual Mesh Bed Leveling</a> e l’unico inconveniente che ha è quello che devi controllare punto per punto con il foglio di carta il livellamento. Poco male perchè fatto una volta poi resta in memoria e non va rifatto ad ogni stampa ! Vale comunque il consiglio fatto per il BlTouch, per attivarlo è necessario modificare il Firmware quindi non procedere da solo ma fatti aiutare da un amico che ha già dimestichezza con queste procedure.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://amzn.to/3uXfF8s"><strong>Il piano magnetico flessibile</strong></a> è sicuramente un acquisto che consiglio se hai una stampante che non è provvista di questo accessorio. L’installazione è davvero semplice dato che si tratta di un pad adesivo <strong>magnetico </strong>da applicare sul tuo attuale piano di stampa. Al di sopra di esso potrai poi mettere diverse tipologie di piani come quelli “Textured” oppure lisci o meglio ancora piani semplici in acciaio con sopra l’additivo che preferisci.<ul><li>⚠️ Dovrai sicuramente aumentare le temperature di stampa del piano perchè il sensore di rilevamento temperatura è in genere appoggiato alla superficie di stampa originale. Aggiungendo l’adesivo e il piano in acciaio si aggiunge spessore, tieni conto di questa cosa</li><li>A temperature molto elevate del piano, le proprietà ferromagnetiche del pad peggiorano molto e potresti trovarti con il piano tutto curvato perchè il pezzo in costruzione tende a “tirarlo” per effetto del warping</li><li>La rimozione dei pezzi è davvero semplice perchè basta flettere di poco il piano e i pezzi si staccheranno da soli. Molto più comodo di utilizzare la spatola direttamente sul piano con il rischio di rovinarlo e sballare la calibrazione</li><li>⚠️ Se non hai il sensore di livellamento automatico devi ricordarti di compensare la differenza di altezza del nuovo piano rispetto al vecchio. Ti consiglio di agire direttamente sul fine corsa in Z come spiegato nei precedenti capitoli</li></ul></li></ul>


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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Piano-flessibile.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Piano-flessibile.png" alt="" class="wp-image-17154" width="462" height="462" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Piano-flessibile.png 1000w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Piano-flessibile-500x500.png 500w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Piano-flessibile-100x100.png 100w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Piano-flessibile-700x700.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Piano-flessibile-300x300.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Piano-flessibile-150x150.png 150w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Piano-flessibile-768x768.png 768w" sizes="(max-width: 462px) 100vw, 462px" /></a></figure>
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<ul class="wp-block-list"><li><strong>Acquistare un nuovo ugello ha senso ?</strong> Assolutamente, te lo avevo già accennato in uno dei capitoli precedenti e l’importanza di avere un nozzle/ugello di qualità è fondamentale per escludere una variabile che potrebbe introdurre difetti di stampa.<ul><li>La modifica è davvero veloce da eseguire ma devi stare molto attento a rimontarlo correttamente in battuta con la gola</li><li>Puoi provare un kit di ugelli di <a href="https://www.help3d.it/cambio-diametro-ugello/">diverso diametro</a> e iniziare a sperimentare cosa vuol dire lavorare con un ugello da 0.8 mm</li></ul></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche tempo fa <a href="https://www.help3d.it/ho-comprato-300-ugelli-quanti-ne-ho-buttati/">ho analizzato tutta una serie di ugelli cinesi</a> (primo equipaggiamento delle stampanti economiche…) e il risultato è stato che <strong>molti ugelli</strong> risultano completamente<strong> fuori asse o con fori del diametro non corretto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Investi su marche come <a href="https://e3d-online.com/">E3D</a>, <a href="https://store.micro-swiss.com/">MicroSwiss</a>, <a href="https://www.brozzl.com/">Brozzl</a>, <a href="https://zodiac3d.com/">Zodiac</a>, <a href="https://www.sliceengineering.com/">SliceEngineering</a>, <a href="https://www.phaetus.com/">Phaetus</a> e non te ne pentirai, magari quelli cinesi di bassa qualità li tieni di scorta che male non fanno.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.help3d.it/ho-comprato-300-ugelli-quanti-ne-ho-buttati/"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Ugellli-e-diametri-1024x819.png" alt="" class="wp-image-17155" width="541" height="432" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Ugellli-e-diametri-1024x819.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Ugellli-e-diametri-700x560.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Ugellli-e-diametri-300x240.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Ugellli-e-diametri-768x614.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Ugellli-e-diametri-1536x1229.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Ugellli-e-diametri.png 1600w" sizes="(max-width: 541px) 100vw, 541px" /></a></figure>
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<ul class="wp-block-list"><li><strong>Acquistare un nuovo hotend completo con relativo estrusore ha senso ?</strong> La risposta è “SNI”, in una prima fase iniziale puoi lasciare tranquillamente la dotazione standard che va più che bene, io stesso nelle mie Artillery e Ender non ho toccato nulla a livello di estrusione/hotend sono completamente stock come da fabbrica e stampano benissimo ugualmente. Una cosa è certa, le stampanti di fascia bassa tendono proprio a montare componenti di bassa qualità (in plastica che si rompono subito) per l’estrusore e l’hotend, prendi come esempio gli quelli della <a href="https://www.help3d.it/hotend-phaetus-dragon-analisi-taglio-termico-e-portata-volumetrica/">Phaetus</a> che ho analizzato tempo fa e confrontali con quello che monti ora sulla stampante, sicuramente c’è un abisso.&nbsp;</li></ul>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Hotend-Phaetus.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Hotend-Phaetus-1024x634.png" alt="" class="wp-image-17157" width="655" height="405" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Hotend-Phaetus-1024x634.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Hotend-Phaetus-700x434.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Hotend-Phaetus-300x186.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Hotend-Phaetus-768x476.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Hotend-Phaetus.png 1440w" sizes="(max-width: 655px) 100vw, 655px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Non devi però illuderti che montando componenti migliori la stampante magicamente inizierà ad andare meglio. Pensa prima a risolvere i difetti e a farla stampare bene come esce di fabbrica, tutti questi upgrade <strong>aiutano a migliorare</strong> le stampe e non necessariamente risolvono problemi.</p>



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<ul class="wp-block-list"><li><strong>Se compro una scheda madre a 32 bit la mia stampante andrà meglio ? </strong>Ecco un’altro upgrade che ritengo <strong>NON </strong>necessario quando si valuta la scelta della stampante per iniziare, anche le classiche e ormai vecchie schede a 8 bit vanno più che bene per stampare alla grande. La necessità di ricorrere ad un aggiornamento di scheda madre lo prenderai in considerazione quando:<ul><li>Necessiti di una scheda con più input/output per ventole, motori, sensori, accelerometri&nbsp; ecc ecc</li><li>Devi stampare con velocità superiori a 150 mm/s (hanno anche una maggiore velocità di calcolo)</li><li>Stai valutando l’acquisto di una stampante di tipo Delta</li></ul></li></ul>


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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Spyder-King.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Spyder-King.png" alt="" class="wp-image-17158" width="587" height="380" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Spyder-King.png 1011w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Spyder-King-700x454.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Spyder-King-300x194.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Spyder-King-768x498.png 768w" sizes="(max-width: 587px) 100vw, 587px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">❓ Nelle tue ricerche ti sarai imbattuto sicuramente in chi ti ha consigliato assolutamente di prendere una 32 bit ed installare Klipper su un Rasperry Pi. Si lo so la faccia che stai facendo in questo momento, non sai da dove partire ed è meglio così. <strong>Lascia stare tutto quanto</strong>, sono ottimi consigli ma più indirizzati per un’utenza smanettona, in questo momento devi limitare i danni i concentrarti esclusivamente su stampante e slicer, lascia perdere queste bellissime sirene la tua stampante andrà bene ugualmente.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Devo cambiare per forza i driver stepper ? </strong>Meglio un TMC2208 o un TMC2100 ? Li collego in UART o SPI ? Ecco di nuovo la faccia di prima… più ti metti a scavare e più scopri che c’è complessità e variabili infinite. I driver stepper sono quelle piccole schedine che vanno inserite in appositi alloggiamenti sulla scheda madre e che gestiscono i movimenti dei motori, la corrente fornita e altre funzioni avanzate che non ti servono a nulla al momento (controllo da firmware, gestirli da Klipper o Octoprint, endstop integrati ecc ecc). Raramente ti capiterà di vederli ma la risposta comunque è <strong>NO non ti serve cambiare i driver</strong> in questa fase, sicuramente monterai già una versione <strong>“silente”</strong> e questo basta e avanza, se monti ancora versioni che fanno rumori tipo R2-D2 pace, ci siamo passati tutti e la stampante lavora benissimo anche se fa rumore.</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/stepper-driver.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/stepper-driver-1024x1024.png" alt="" class="wp-image-17159" width="638" height="638" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/stepper-driver-1024x1024.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/stepper-driver-500x500.png 500w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/stepper-driver-100x100.png 100w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/stepper-driver-700x700.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/stepper-driver-300x300.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/stepper-driver-150x150.png 150w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/stepper-driver-768x768.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/stepper-driver.png 1200w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></a></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Le modifiche si fanno quando c’è la necessità o perchè si vuole raggiungere un determinato obiettivo (Es: stampare meglio i filamenti flessibili, lavorare con filamenti che estrudono a 350° ecc ecc). Se il tuo obiettivo è quello di <strong>stampare PLA e PETG</strong> le richieste sono davvero molto basse ed è per questo che le stampanti cinesi hanno componenti di discutibile qualità. Discorso differente è se vuoi puntare ad una maggiore affidabilità ma cerca di non seguire le mode, ogni mese ne esce una nuova.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono poi una serie di migliorie minori che potrebbero portare effettivamente dei benefici ma vanno scelte sulla base dello stato attuale della tua stampante e sul come è arrivata dalla fabbrica.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Modificare le ventole di raffreddamento</strong> per rendere silenziosa la stampante, la ritengo parzialmente utile perchè tanto la stampante <strong>NON va tenuta accanto alla scrivania, in camera o vicino al letto</strong>. Si stampa in locali dedicati e quindi se fanno un po’ più di rumore non c’è problema. Piuttosto si può potenziare (se necessario) la ventola che soffia sul pezzo o stampare dei condotti dell’aria<a href="https://www.printables.com/it/search/all?q=fan%20duct"> (Fan Duct) </a>migliorati.</li><li><a href="https://www.printables.com/it/model/17-original-prusa-i3-mk3-enclosure-ikea-lack-table-pr"><strong>“Boxare”</strong></a><strong> la stampante </strong>ha sicuramente più senso in ottica di riduzione impatto acustico ma più che altro per limitare le emissioni dannose ed eventualmente espellerle all’esterno attraverso una ventola. Il progetto è molto divertente da stampare (ottimo esercizio) e si monta con grande facilità. Se pensi di stampare prevalentemente ABS sarà di grande aiuto per contenere il calore in camera di stampa ed evitare correnti d’aria che potrebbero far delaminare il pezzo tra gli strati</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://all3dp.com/2/ikea-3d-printer-enclosure-tutorial/"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/tavolino-laack-1024x576.png" alt="" class="wp-image-17160" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/tavolino-laack-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/tavolino-laack-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/tavolino-laack-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/tavolino-laack-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/tavolino-laack.png 1284w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://all3dp.com/2/ikea-3d-printer-enclosure-tutorial/"></a></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Mettere le molle più dure sotto al piano o dei gommini semi rigidi ?</strong> Accessorio che puoi tranquillamente ignorare anche perchè ho visto utenti montare molle talmente tanto dure che precaricandole con la ghiera hanno poi storto tutta la struttura del piano di stampa…</li></ul>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Irrigidire e mettere in squadra il telaio</strong> è sempre una buona cosa ma bisogna saperlo fare correttamente altrimenti si rischia solo di fare peggio. Il 90% delle stampanti 3D di fascia economica con struttura a “portale” (stile Prusa per intenderci), arrivano pre montate e fissano con sole 4 viti l’asse Z alla base XY. E’ inevitabile quindi che la struttura sia soggetta a continue oscillazioni durante i movimenti del carrello (specialmente quelle più alte), fortunatamente in rete si trovano spesso dei rimedi fai da te per irrigidire questa parte di telaio con barre filettate e alcuni pezzi stampati.</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2021/05/Spalle-Artillery-X1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2021/05/Spalle-Artillery-X1-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-15360" width="487" height="487" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2021/05/Spalle-Artillery-X1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2021/05/Spalle-Artillery-X1-1024x1024-500x500.jpg 500w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2021/05/Spalle-Artillery-X1-1024x1024-100x100.jpg 100w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2021/05/Spalle-Artillery-X1-1024x1024-700x700.jpg 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2021/05/Spalle-Artillery-X1-300x300.jpg 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2021/05/Spalle-Artillery-X1-150x150.jpg 150w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2021/05/Spalle-Artillery-X1-768x768.jpg 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2021/05/Spalle-Artillery-X1-1024x1024-28x28.jpg 28w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2021/05/Spalle-Artillery-X1-1024x1024-600x600.jpg 600w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2021/05/Spalle-Artillery-X1.jpg 1107w" sizes="(max-width: 487px) 100vw, 487px" /></a><figcaption>Spalle di rinforzo per Artillery X1</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.help3d.it/prodotto/spalle-di-rinforzo-in-alluminio-per-artillery-sidewinder-x1/"></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi se desideri abbellire ancor più la tua stampante e farla sembrare più un Tagadà che un oggetto di produzione puoi sbizzarrirti a stampare tutta una serie di orpelli come:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.printables.com/it/search/all?q=bed%20handle">Le maniglie sposta/tira piano di stampa</a></li><li>Supporti per barre led varie ed eventuali</li><li><a href="https://www.printables.com/it/search/all?q=tool%20holder">Porta strumenti</a></li><li><a href="https://www.printables.com/it/model/86243-creality-ender-3-railframebar-cover">Cover per i montanti del telaio</a></li><li><a href="https://www.printables.com/it/search/all?q=lcd%20support">Supporti e maschere per LCD</a></li><li><a href="https://www.printables.com/it/search/all?q=filament%20holder">Portabobine</a></li><li><a href="https://www.printables.com/it/search/all?q=knob">Manopole per encoder LCD</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">e chi più ne ha più ne metta ! Sono tutti oggetti che puoi stampare come esercizio ma che alla fine più di abbellire la stampante non fanno…</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Installare delle guide lineari migliora davvero la qualità di stampa ? </strong>Questo tipo di modifica è davvero invasiva e richiede di mettere mano pesantemente alla stampante e non è quindi indicata per chi si affaccia alla stampa 3D per la prima volta. L’obiettivo di queste guide è quello di migliorare la scorrevolezza nei movimenti dei carrelli e limitare i giochi (e la rumorosità) che potrebbero esserci nelle movimentazioni classiche con ruote gommate su profilati o sui classici cuscinetti a manicotto. Oltre ad essere molto costose (quelle buone ovviamente) non portano chissà quale miglioramento tangibile alle stampe, anzi <strong>se installate male</strong> possono solo peggiorare la situazione ! Se non sono messe in perfetto parallelismo creano frizioni e vibrazioni non volute, risultato ? <strong>Ti convinci che devono andare bene</strong> perchè hanno detto che migliorano le stampe ed inizi a cercare problemi altrove smontando mezza stampante quando in realtà il primo problema sono proprio loro. Un conto è una stampante progettata con l’idea di installare delle guide lineari (vedi <a href="https://vorondesign.com/">Voron</a>) diverso è invece <strong>adattarle </strong>su telai non perfetti. Fanno sicuramente una bella scena ma se tanto la tua stampante lavorerà qualche ora alla settimana e la utilizzi per puro hobby passa oltre, le classiche movimentazioni su gomma o cuscinetto sono più che sufficienti per i carichi di una stampante 3D.</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Guide-lineari.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="298" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Guide-lineari.png" alt="" class="wp-image-17161" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Guide-lineari.png 770w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Guide-lineari-700x271.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Guide-lineari-300x116.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/10/Guide-lineari-768x297.png 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>⚠️ Ma il Firmware ? E’ veramente </strong><strong>necessario</strong><strong> aggiornarlo ? </strong>La risposta è</p>



<ul class="wp-block-list"><li>NO</li><li>NO</li><li>eeeee NO !</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ho già avuto modo di dirti prima che non è il caso <strong>in questa fase</strong> di apprendimento della stampa di prendere in mano il Flash di un firmware sulla stampante.&nbsp; Per quanto all’apparenza sembri davvero semplice, serve un niente per bloccare la stampante e dire addio alle tue serate di divertimento a stampare. Ho visto tanti, tantissimi utenti che la prima cosa che hanno fatto dopo aver ricevuto la stampante è stata quella di piantarla cercando di aggiornare un firmware, per poi dopo lamentarsi nei forum che la stampante fa schifo, non funziona ecc ecc…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le stampanti economiche hanno sicuramente dei Firmware con poche funzionalità attive e magari non sono iper ottimizzati ma… <strong>FUNZIONANO </strong>! Ho stampato egregiamente con i peggio firmware e schede esistenti sulla faccia della terra, mi aspetto che anche tu faccia lo stesso percorso.<strong> Ma perchè allora si aggiorna il firmware ?&nbsp;</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Per risolvere problemi del quale il produttore non ha tenuto conto ma in questo caso aspetta il rilascio di un firmware ufficiale e non avventurarti da solo a crearne uno nuovo, fatti sempre aiutare da qualcuno più esperto.</li><li>Per sbloccare parametri o gestire parametri ai quali normalmente non avresti accesso (vedi la EEPROM) così come una serie di funzionalità NON necessarie al fine di un utilizzo basilare della stampante. Qui entriamo nel campo delle ottimizzazioni, te al momento devi ancora completare la tua prima stampa al momento quindi non se ne parla</li><li>Perchè lo ha detto “attuocuggino” , non mi dilungherò più di tanto ma penso tu abbia capito cosa ne penso dei novizi e dell’aggiornamento firmware</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sarebbe ancora molto da discutere in merito a questi upgrade/aggiornamenti ma mi sono limitato a riassumere quelli che sicuramente vengono richiesti con più frequenza e dai quali chiedo fortemente di starne alla larga. Ho stampato con stampanti 3D molto semplici e dai risultati paragonabili (se non superiori) a quelle di marche più blasonate o di chi ha speso un capitale per aggiornarla. <strong>La grossa differenza è in chi la sta utilizzando e nel come la sta utilizzando</strong>, con un minimo di esperienza riuscirai a stampare con qualsiasi modello di stampante ti si presenti di fronte. Cosa dici ? Hai già un <strong>BLTouch</strong> in mano pronto da installare sulla tua nuova stampante ancora da accendere ? Rimettilo pure nella scatola per il momento!</p>



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<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/quali-upgrade-devo-installare-nella-stampante-3d/">Quali upgrade devo installare nella stampante 3D ? Lez. 8/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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		<title>Quali sono i problemi più comuni della stampa FDM ? Lez. 7/9</title>
		<link>https://www.help3d.it/quali-sono-i-problemi-piu-comuni-della-stampa-fdm/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2022 15:18:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corso completo di Stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Slicer stampante 3D]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se nelle tue ricerche di consigli/risoluzione problemi sui vari gruppi Facebook e Telegram ti sei sentito rispondere “prendi anche un calendario dei santi” a questo punto del corso avrai anche capito che la stampa 3D non è tutta rose e fiori, non è un fornetto a microonde sul quale imposti la potenza di cottura e la durata per avere la pietanza cotta. La stampa 3D molte volte può essere frustrante se non la sai interpretare correttamente, o meglio, se non sai quali cause hanno contribuito al problema che stai cercando di risolvere: molte volte può essere una somma di cause completamente differenti e che, apparentemente, non sembrano legate tra loro. Altre volte addirittura la soluzione sembra andare contro ogni logica ma… that’s 3D printing ! ⚠️ Quando tenti di risolvere un problema modifica una cosa per volta e non tutto subito altrimenti non capirai mai chi è la causa di cosa. Non basarti sempre su ciò che dicono gli altri, i tuoi problemi di stampa potrebbero essere completamente differenti seppur presentando sintomi analoghi a quelli di altri.&#160; In questo capitolo non potrò analizzare tutte le casistiche perchè sono davvero troppe e in molti casi non riuscirai nemmeno ad attribuire determinati sintomi ad uno specifico problema di stampa. E’ però possibile selezionarne alcuni che quasi sicuramente incontrerai nelle tue primissime esperienze mentre molti altri ti consiglierò di non prenderli in considerazione perchè potrebbero portarti fuori strada completamente. ✅ Una guida realizzata molto tempo fa da Simplify3D è ancora disponibile sul loro sito ed è perfettamente attuale poiché in tutti questi anni la tecnologia si è evoluta ma… i problemi sono rimasti bene o male gli stessi. Molto interessante anche quella realizzata da Prusa, sempre al passo con i tempi e costantemente aggiornata. Problemi meccanici della stampante Buona parte delle casistiche rientra proprio in questa categoria, vuoi per malfunzionamenti di alcuni componenti installati oppure per errate calibrazioni da parte nostra, stiamo pur sempre parlando di qualcosa relativo all’hardware/meccanico della macchina risolvibile senza metter mano a profili di stampa o elettronica. Se da una stampa all’altra con lo stesso gcode e filamento noti problemi di stampa, NON modificare parametri di stampa a caso sullo slicer. Non estrude o estrude male: se sei certo che motore e ruota godronata stanno girando correttamente, il tuo focus deve concentrarsi quasi esclusivamente nella zona dell’hotend e dell’ugello. Se di recente hai cambiato l’ugello accertati di averlo rimontato correttamente, la foto qui sotto evidenzia un problema frequentissimo che accade se non viene serrato completamente in battuta l’ugello sulla gola del taglio termico. Nella cavità che si forma tra la gola e l’ugello il materiale fuoriesce creando come un tappo. Alle volte basta anche solo regolare la molla che spinge il filo contro la ruota godronata ma personalmente quando noto problemi di estrusione da una stampa all’altra con lo stesso gcode che la volta prima mi ha stampato correttamente, procedo con un cold pull per pulire l’ugello e se ancora non risolvo cambio direttamente ugello ed un eventuale tubo PTFE che corre all’interno dell’hotend. ⚠️ Evita aghetti di pulizia, se l’ugello è assemblato male non risolveranno nulla e se sono presenti residui carboniosi all’interno della camera di fusione, il Cold Pull li rimuoverà tutti una volta eseguita la procedura. Inoltre il rischio di romperli all’interno dell’ugello è molto alto e sarai poi costretto a cambiare ugello completamente. ⚠️ Durante la deposizione del primo strato di stampa può capitare che l’estrusione si interrompa perchè magari hai regolato lo Z offset dell’ugello troppo vicino al piano di stampa. Non avendo aria per poter estrudere inevitabilmente si bloccherà l’estrusione, non confonderla quindi con un intasamento totale dell’ugello. ➡️ Esiste poi la remota possibilità che la cattiva estrusione sia causata da un filamento di scarsa qualità o più frequentemente umido. Visto che sicuramente in casa avrai diverse bobine, la prima prova che devi effettuare è sicuramente quella del cambio bobina per escludere che non sia proprio un problema legato al filamento. Non costa nulla ed è quella che ti fornisce immediatamente un feedback certo e ti esclude una variabile. La stampa non aderisce al piano e si stacca (warping) : ti capiterà tante di quelle volte che alla fine ci farai l’abitudine. Il consiglio comune che viene dato quando uno ha un qualsiasi tipo di problema è: “Hai livellato bene il piano ?” ecco… è un consiglio che va bene SOLO se noti che in alcune zone del piano di stampa il filo aderisce di più o di meno. Se il piano è concavo o convesso puoi farci poco, l’unica soluzione è utilizzare un sistema (mesh bed compensation) che compensa i piani storti e alza/abbassa dinamicamente la Z per restare sempre aderente al piano anche se deformato. ⚠️ Attento ad impostare correttamente la temperatura del piano per il materiale che devi stampare, con il PLA piano freddo o massimo 50° sono sufficienti mentre per PETG devi salire a 70° e ABS anche a 90° ed oltre. Ricorda poi che non tutti piani di stampa sono compatibili con tutti i materiali, molte volte troverai piani di stampa specifici per alcuni tipi di materiali ma se stampi principalmente PLA e PETG vedrai che quelli standard montati su tutte le stampanti vanno più che bene. Se invece hai un piano abbastanza dritto e sei riuscito a livellarlo con le classiche 4 molle sotto al piano ho una buona notizia per te, non devi continuare a livellarlo ogni volta che la stampa continua a staccarsi ! Per quanto siano di bassa qualità alcune stampanti cinesi, le leggende che narrano di piani improvvisamente slivellati da una stampa all’altra sono del tutto false. Certo, se a fine stampa per rimuovere il pezzo utilizzi il martello e scalpello è normale, ma se utilizzi degli additivi come Magigoo, Dimafix o meglio ancora dei piani magnetici flessibili, ti basterà attendere che il piano si raffreddi per rimuovere il pezzo.&#160; La chiave di tutto è sempre il nostro caro amico Z offset del primo layer, quante volte te l’ho nominato dall’inizio del</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/quali-sono-i-problemi-piu-comuni-della-stampa-fdm/">Quali sono i problemi più comuni della stampa FDM ? Lez. 7/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Se nelle tue ricerche di <strong>consigli/risoluzione problemi </strong>sui vari gruppi Facebook e Telegram ti sei sentito rispondere “prendi anche un calendario dei santi” a questo punto del corso avrai anche capito che la stampa 3D non è tutta rose e fiori, non è un fornetto a microonde sul quale imposti la potenza di cottura e la durata per avere la pietanza cotta. La stampa 3D molte volte può essere frustrante se non la sai interpretare correttamente, o meglio, se non sai quali <strong>cause </strong>hanno contribuito al problema che stai cercando di risolvere: molte volte può essere una <strong>somma di cause</strong> completamente differenti e che, apparentemente, non sembrano legate tra loro. Altre volte addirittura la soluzione sembra andare contro ogni logica ma… <strong>that’s 3D printing</strong> !</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Quando tenti di risolvere un problema <strong>modifica una cosa per volta</strong> e non tutto subito altrimenti non capirai mai chi è la causa di cosa. Non basarti sempre su ciò che dicono gli altri, i tuoi problemi di stampa potrebbero essere completamente differenti seppur presentando sintomi analoghi a quelli di altri.&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spaghetti-3D.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spaghetti-3D.png" alt="" class="wp-image-17122" width="611" height="456" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spaghetti-3D.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spaghetti-3D-700x523.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spaghetti-3D-300x224.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spaghetti-3D-768x574.png 768w" sizes="(max-width: 611px) 100vw, 611px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">In questo capitolo non potrò analizzare tutte le casistiche perchè sono davvero troppe e in molti casi non riuscirai nemmeno ad attribuire determinati sintomi ad uno specifico problema di stampa. E’ però possibile selezionarne alcuni che quasi sicuramente incontrerai nelle tue primissime esperienze mentre molti altri ti consiglierò di non prenderli in considerazione perchè potrebbero portarti fuori strada completamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">✅ Una <a href="https://www.simplify3d.com/support/print-quality-troubleshooting/">guida</a> realizzata molto tempo fa da <strong>Simplify3D</strong> è ancora disponibile sul loro sito ed è perfettamente attuale poiché in tutti questi anni la tecnologia si è evoluta ma… i problemi sono rimasti bene o male gli stessi. Molto interessante anche quella realizzata da <a href="https://help.prusa3d.com/category/print-quality-troubleshooting_225"><strong>Prusa</strong></a>, sempre al passo con i tempi e costantemente aggiornata.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Problemi meccanici della stampante</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Buona parte delle casistiche rientra proprio in questa categoria, vuoi per malfunzionamenti di alcuni componenti installati oppure per errate calibrazioni da parte nostra, stiamo pur sempre parlando di qualcosa relativo all’hardware/meccanico della macchina risolvibile <strong>senza metter mano a profili di stampa o elettronica. </strong>Se da una stampa all’altra <strong>con lo stesso gcode e filamento</strong> noti problemi di stampa, <strong>NON </strong>modificare parametri di stampa a caso sullo slicer.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Non estrude o estrude male</strong>: se sei certo che motore e ruota godronata stanno girando correttamente, il tuo focus deve concentrarsi quasi esclusivamente nella zona dell’hotend e dell’ugello. Se di recente hai cambiato l’ugello accertati di averlo rimontato correttamente, la foto qui sotto evidenzia un problema frequentissimo che accade se non viene serrato completamente in battuta l’ugello sulla gola del taglio termico. Nella cavità che si forma tra la gola e l’ugello il materiale fuoriesce creando come un tappo.</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://help.prusa3d.com/article/under-extrusion_2007"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="465" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Serraggio-corretto-della-gola-1024x465.png" alt="" class="wp-image-17123" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Serraggio-corretto-della-gola-1024x465.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Serraggio-corretto-della-gola-700x318.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Serraggio-corretto-della-gola-300x136.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Serraggio-corretto-della-gola-768x348.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Serraggio-corretto-della-gola-1536x697.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Serraggio-corretto-della-gola.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://help.prusa3d.com/article/under-extrusion_2007"></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle volte basta anche solo regolare la molla che spinge il filo contro la ruota godronata ma personalmente quando noto problemi di estrusione da una stampa all’altra <strong>con lo stesso gcode</strong> che la volta prima mi ha stampato correttamente, procedo con un <a href="https://www.help3d.it/ugello-bloccato-usa-il-cold-pull-per-sbloccarlo/">cold pull</a> per pulire l’ugello e se ancora non risolvo cambio direttamente ugello ed un eventuale tubo PTFE che corre all’interno dell’hotend.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Evita aghetti di pulizia, se l’ugello è assemblato male non risolveranno nulla e se sono presenti residui carboniosi all’interno della camera di fusione, il Cold Pull li rimuoverà tutti una volta eseguita la procedura. Inoltre il rischio di romperli all’interno dell’ugello è molto alto e sarai poi costretto a cambiare ugello completamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Durante la deposizione del primo strato di stampa può capitare che l’estrusione si interrompa perchè magari hai regolato lo <a href="https://www.help3d.it/come-impostare-il-valore-z-offset/">Z offset dell’ugello troppo vicino</a> al piano di stampa. Non avendo aria per poter estrudere inevitabilmente si bloccherà l’estrusione, non confonderla quindi con un intasamento totale dell’ugello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">➡️ Esiste poi la remota possibilità che la <strong>cattiva estrusione</strong> sia causata da un filamento di scarsa qualità o più frequentemente <a href="https://www.help3d.it/la-guida-completa-essiccazione-dei-filamenti-per-stampanti-3d/">umido</a>. Visto che sicuramente in casa avrai diverse bobine, <strong>la prima prova che devi effettuare</strong> è sicuramente quella del <strong>cambio bobina </strong>per escludere che non sia proprio un problema legato al filamento. Non costa nulla ed è quella che ti fornisce immediatamente un feedback certo e ti esclude una variabile.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>La stampa non aderisce al piano e si stacca (warping)</strong> : ti capiterà tante di quelle volte che alla fine ci farai l’abitudine. Il consiglio comune che viene dato quando uno ha un qualsiasi tipo di problema è: <strong>“Hai livellato bene il piano ?”</strong> ecco… è un consiglio che va bene <strong>SOLO</strong><strong> </strong>se noti che in <strong>alcune </strong>zone del piano di stampa il filo aderisce di più o di meno. Se il piano è concavo o convesso puoi farci poco, l’unica soluzione è utilizzare un sistema (<a href="https://marlinfw.org/docs/gcode/G029-mbl.html">mesh bed compensation</a>) che compensa i piani storti e alza/abbassa dinamicamente la Z per restare sempre aderente al piano anche se deformato.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Attento ad <strong>impostare correttamente la temperatura del piano</strong> per il materiale che devi stampare, con il PLA piano freddo o massimo 50° sono sufficienti mentre per PETG devi salire a 70° e ABS anche a 90° ed oltre. Ricorda poi che non tutti piani di stampa sono compatibili con tutti i materiali, molte volte troverai piani di stampa specifici per alcuni tipi di materiali ma se stampi principalmente PLA e PETG vedrai che quelli standard montati su tutte le stampanti vanno più che bene.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Quali sono i problemi più comuni della stampa FDM ? Lez. 7/9" width="960" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/Nu-DnNWJe54?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se invece hai un piano abbastanza dritto</strong> e sei riuscito a livellarlo con le classiche 4 molle sotto al piano ho una buona notizia per te, non devi continuare a livellarlo ogni volta che la stampa continua a staccarsi ! Per quanto siano di bassa qualità alcune stampanti cinesi, le leggende che narrano di piani improvvisamente slivellati da una stampa all’altra<strong> sono del tutto false</strong>. Certo, se a fine stampa per rimuovere il pezzo utilizzi il martello e scalpello è normale, ma se utilizzi degli <a href="https://www.help3d.it/warping/">additivi come Magigoo, Dimafix</a> o meglio ancora dei piani magnetici flessibili, ti basterà attendere che il piano si raffreddi per rimuovere il pezzo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La chiave di tutto è sempre il nostro caro amico Z offset del primo layer, quante volte te l’ho nominato dall’inizio del corso ? Tante ? Forse hai capito il perchè è così importante <a href="https://www.help3d.it/come-impostare-il-valore-z-offset/">saperlo regolare alla perfezione</a> ma come regola:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Se la stampa NON aderisce: sei troppo distante con l’ugello al piano e devi avvicinarlo. Controlla anche che il piano sia bello pulito e sgrassato.</li><li>Se la stampa fatica a staccarsi dal piano o addirirttura non estrude nulla allora sei troppo vicino e devi distanziare l’ugello dal piano</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ <strong>Installare un BLTOUCH o similari </strong>(sono sistemi di tastatura del piano automatici) <strong>non risolverà del tutto i tuoi problemi</strong> anzi, potrebbe addirittura peggiorarli a causa delle errate misurazioni che molte unità fanno. Inoltre ricorda che la ripetibilità dei fine corsa in Z, quei piccoli interruttori che una volta azionati segnalano alla stampante il suo punto 0 in Z, hanno una ripetibilità molto bassa. Non gridare allo scandalo se in una stampa trovi il primo strato perfetto e a quella successiva completamente sballato… il problema non è il piano che si è “slivellato” ma solo una diversa misurazione del punto 0 in Z.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ <strong>Effettuare la regolazione del piano a freddo o a caldo influisce molto</strong>, cerca di regolare sia piano che Z offset alla temperatura di lavoro che utilizzi maggiormente. Un piano molto caldo può subire deformazioni di 0.5 mm o addirittura 1 mm (e oltre in casi critici) !</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Layer Shifting o Traslazione dello strato</strong> : la causa principale è data dal cattivo tensionamento delle cinghie di trasmissione, specialmente nelle stampanti che arrivano preassemblate è buona regola controllare che siano tese correttamente o potrebbero portare alla cosiddetta <strong>“perdita di passi del motore</strong>” ovvero la cinghia slitta sulla puleggia di trasmissione e trasla completamente la stampa di qualche centimetro<ul><li>Se lo stacco è unico è molto probabile che l’ugello abbia impattato sul pezzo stampato perchè magari ha iniziato a staccarsi dal piano di stampa. L’impatto crea uno spostamento dell’asse e la deformazione dell’oggetto come in foto qui sotto.<a href="https://www.ideamaker.io/dictionaryDetail.html?name=Z%20Hop%20performed&amp;category_name=Extruder"> Prova ad abilitare lo Z Hop</a> nel tuo slicer</li><li>Se le traslazioni sono ripetute e vanno in un senso e nell’altro allora è molto probabile che sia un problema di cinghie lente. In alcuni casi più remoti il problema è riconducibile ad un componente della scheda dei motori che si sta surriscaldando (il driver stepper) o ad una errata impostazione della corrente dei motori. Nulla di cui tu per ora dovrai occuparti !</li></ul></li></ul>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Layer-Shifting.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="461" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Layer-Shifting-1024x461.png" alt="" class="wp-image-17124" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Layer-Shifting-1024x461.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Layer-Shifting-700x315.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Layer-Shifting-300x135.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Layer-Shifting-768x346.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Layer-Shifting-1536x691.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Layer-Shifting.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Potrei stare qui a scrivere altre 50 pagine e probabilmente non basterebbero per elencare tutti i casi e sottocasi particolari, ho volutamente escluso dall’analisi problemi come:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Z Wobbling&nbsp;</li><li><a href="https://www.help3d.it/jerk-3d/">Ghosting</a></li><li><a href="https://www.help3d.it/velocita-accelerazione-nella-stampa-3d/">Vibrazioni sul pezzo</a></li><li>Sovra e Sotto estrusioni</li><li>Delaminazioni</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">e<strong> molti altri</strong> per il semplice fatto che in questa primissima fase di apprendimento ti consiglio di evitare di affrontare. Ogni singolo problema indicato molte volte è frutto di<strong> una serie di cause e non di una sola</strong>, individuare quella esatta al primo colpo è molte volte difficile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ <strong>Un segreto per ottenere risposte nei forum o gruppi Facebook ? </strong>Se cerchi un consiglio o la soluzione al tuo problema di stampa, impara prima di tutto a <strong>porre la domanda in modo corretto</strong>. Esordire con “Ecco la foto ditemi qual’è il problema” è il modo migliore per essere ignorati del tutto dalla community. Quando apri una discussione :</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Usa il tasto cerca,</strong> non ti morde e spesso risolve il problema senza dover postare un contenuto doppio. Il più delle volte il tuo problema si è già presentato ad altri e puoi prendere spunto per provare a risolvere quello della tua stampante.</li><li>Pubblica foto e video relativi al problema <strong>(fondamentali)</strong></li><li>Comunica marca e modello stampante</li><li>Indica anche marca e tipologia di filamento utilizzato</li><li>Temperature di stampa</li><li>Diametro e materiale dell’ugello</li><li>Slicer utilizzato e meglio ancora la condivisione del profilo di stampa con <a href="https://wetransfer.com/">Wetransfer</a></li><li>Descrivere eventuali comportamenti anomali della stampante</li><li>Indicare codici e scritte di errore</li><li>Varie ed eventuali che possono contribuire a far capire meglio il tipo di problema</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Screen-FB.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="525" height="494" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Screen-FB.jpg" alt="" class="wp-image-17125" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Screen-FB.jpg 525w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Screen-FB-300x282.jpg 300w" sizes="(max-width: 525px) 100vw, 525px" /></a></figure>
</div>


<h1 class="wp-block-heading"><strong>Problemi elettronici della stampante</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Quelli più semplici da rilevare vengono indicati direttamente sull’LCD della propria stampante, una veloce ricerca su Google e capirai immediatamente dove concentrare le tue indagini. Altri invece vengono indicati con un generico <strong>“error: printer halted. kill() called!!”.</strong> Se ad esempio trovi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Valori sballati nella lettura della temperatura</strong> del piano o dell’estrusore è molto probabile che il termistore o la termocoppia siano da cambiare. Nel dubbio cambialo sempre.</li><li><strong>La temperatura sale e scende</strong> di continuo senza mai stabilizzarsi definitivamente: se le stampe precedenti non presentavano questo problema <strong>non avventurarti </strong>nella regolazione del <a href="https://marlinfw.org/docs/gcode/M303.html">PID</a> che sicuramente ti sarà stato consigliato da altri utenti. Concentrati sul capire se magari è difettosa la sonda di rilevazione temperatura, la cartuccia riscaldante può essere andata o agenti esterni es: ventole più potenti, che possono raffreddare troppo l’ugello.<br>Se hai cambiato <strong>completamente </strong>hotend e sonda è molto probabile tu debba eseguire una regolazione del PID automatica per stabilizzare le temperature, consiglio di farti aiutare <strong>da qualcuno più esperto </strong>in questa fase e non procedere da solo se non sai cosa stai facendo.</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Errore-stampante.png"><img decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Errore-stampante-edited.png" alt="" class="wp-image-17128" width="512" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Errore-stampante-edited.png 1200w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Errore-stampante-edited-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Errore-stampante-edited-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Errore-stampante-edited-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Errore-stampante-edited-768x432.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></figure>
</div>


<ul class="wp-block-list"><li><strong>I motori si muovono a singhiozzo o fanno cattivi rumori ?</strong> La prima cosa che devi controllare sono sicuramente i cablaggi (i flat e i connettori in particolare), anche se da fuori sembrano integri nessuno ti garantisce che abbiano continuità all’interno ! Alle volte te ne accorgi anche muovendo il carrello a destra o sinistra, determinate pieghe dei cavi fanno riprendere i contatti a caso. </li></ul>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Problemi legati al profilo di stampa</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Se fino ad adesso magari ci hai anche capito qualcosa e ti sei districato grazie a consigli che ti ho dato poco fa, quando si inizia a parlare di <strong>profilo di stampa</strong> e relative problematiche è un po’ come aprire il vaso di Pandora. Ci sono <strong>centinaia </strong>di valori da impostare ma fortunatamente si riducono ad una ventina circa quando hai già una base di profilo pronta sul quale lavorare. <strong>Modifica un parametro alla volta </strong>e poi verifica se c’è stato un miglioramento o peggioramento.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>La stampa presenta dei fili quasi come una ragnatela ?</strong> Tutto normale non ti preoccupare, può capitare che da un materiale all’altro (anche tra PLA e PLA di diverse marche) ci sia da <a href="https://www.help3d.it/come-regolare-la-retraction-oozing-stringing/">regolare la Retraction/Re-Ritrazione</a> del materiale ovvero la quantità di filamento che viene ritratta prima spostarsi in un’altra zona della stampa. Aumentala di 1 mm per volta fino a quando non vedi che diminuiscono le ragnatele.</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Stringing-help3d.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Stringing-help3d.png" alt="" class="wp-image-17129" width="654" height="440" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Stringing-help3d.png 1018w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Stringing-help3d-700x472.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Stringing-help3d-300x202.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Stringing-help3d-768x518.png 768w" sizes="(max-width: 654px) 100vw, 654px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Molte volte basta anche abbassare la temperatura di stampa di qualche grado per limitare il gocciolamento dell’ugello. Modifica prima la retraction e poi in caso intervieni anche abbassando la temperatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Alcuni materiali come PETG, TPU e NYLON tendono a creare più fili del normale, non utilizzare quindi valori di retrazione estremi, ad un certo punto scendi a compromessi se vedi che resta solo qualche “peletto”. Per rimuoverli poi basta una fiamma tipo accendino o pistola ad aria calda.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Alcune pareti sottili sono vuote all’interno: </strong>puoi mettere il riempimento al 100% e tanto loro non si riempiranno mai, perchè ? Entra in gioco un parametro importantissimo relativo alla <strong>gestione delle pareti sottili</strong>, tutti gli Slicer in circolazione hanno questa opzione attiva ma tra slicer e slicer cambia il modo/ la logica con la quale queste pareti vengono riempite. Utilizza la guida del tuo slicer per cercare queste opzioni e prova ad attivarle/disattivarle questa per vedere come si comportano.</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Pareti-sottili.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="749" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Pareti-sottili-1024x749.png" alt="" class="wp-image-17130" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Pareti-sottili-1024x749.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Pareti-sottili-700x512.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Pareti-sottili-300x220.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Pareti-sottili-768x562.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Pareti-sottili-1536x1124.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Pareti-sottili.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<ul class="wp-block-list"><li><strong>Oggetti molto piccoli sembrano sciogliersi:</strong> è uno di quei pochi problemi che si individuano in un istante e si risolvono ancor più facilmente. Il responsabile di questo difetto è il <strong>calore </strong>quindi hai due soluzioni:<ul><li>Aumentare il flusso d’aria sul pezzo, se la ventola è al 50% mettila al 100%</li><li>La via più semplice è di non modificare nessun parametro e semplicemente <strong>aggiungere 2 o più pezzi sul piano</strong> di stampa per evitare che l’ugello resti troppo tempo sopra lo stesso pezzo non permettendo al calore dell’ultimo strato depositato di dissipare correttamente.</li></ul></li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Oggetti-sciolti.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="390" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Oggetti-sciolti.png" alt="" class="wp-image-17131" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Oggetti-sciolti.png 480w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Oggetti-sciolti-300x244.png 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></figure>
</div>


<ul class="wp-block-list"><li><strong>Bruciatura dell’ultimo strato / buchi :</strong> in gergo viene chiamato <strong>“pillowing”</strong> e si presenta come una sorta di bruciatura dell’ultimo strato depositato. Sembra quasi che lo strato si stia gonfiando ed ovviamente viene fuori tutto rovinato.&nbsp;<ul><li>La causa principale, solitamente, è perchè è stato impostato un numero insufficiente di strati di chiusura (top layer) in combinazione con un riempimento molto rado. Puoi semplicemente mettere 4 o 5 strati pieni in chiusura oppure aumentare di 5% o 10% il riempimento</li><li>Questo problema insorge anche nei casi in cui la temperatura di estrusione è troppo alta o la ventilazione sul pezzo insufficiente</li></ul></li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Pillowing-3D.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Pillowing-3D-1024x576.png" alt="" class="wp-image-17132" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Pillowing-3D-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Pillowing-3D-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Pillowing-3D-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Pillowing-3D-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Pillowing-3D.png 1284w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://all3dp.com/2/3d-printing-top-layer-problems-easy-fixes-for-pillowing/"></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra davvero riduttivo racchiudere i problemi di stampa legati allo slicer in queste poche righe ma stiamo parlando di problemi comuni e facilmente risolvibili anche per te che sei alle prime armi. <strong>Con il tempo</strong> potrai metter mano a:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.help3d.it/jerk-3d/">Jerk</a></li><li><a href="https://www.help3d.it/come-calibrare-il-valore-k-del-linear-advance/">Linear Advance</a></li><li><a href="https://www.help3d.it/come-impostare-il-bridging-su-ideamaker-prusa-slicer-simplify3d/">Bridging</a></li><li><a href="https://www.help3d.it/come-calibrare-il-flusso-di-stampa-thin-wall-test-flow-tuning/">Flusso di estrusione</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">e tutta una serie di parametri più avanzati che ti aiuteranno a migliorare le stampe o utilizzare funzionalità avanzate come la stampa sequenziale, <a href="https://www.help3d.it/infill-variabile-come-gestire-i-modificatori-di-slic3r/">la gestione del riempimento variabile</a> in XY e Z, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=b0L-PORmxKg">come rimuovere facilmente i supporti di stampa</a> ecc ecc.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>⚠️ Se ti consigliano di metter mano ai valori del Firmware o toccare gli step/mm NON FARLO ! Lascia stare e concentrati esclusivamente sullo slicer e sulla tua stampante.</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Cuciture di stampa troppo visibili: </strong>più che un difetto/problema di stampa è in realtà un “qualcosa” con il quale dovrai purtroppo convivere perchè non è eliminabile del tutto ma si può comunque ridurre al minimo. Sto parlando della cucitura di stampa ovvero il punto in cui il <strong>perimetro più esterno</strong> inizia e poi termina la sua corsa creando<ul><li>un rigonfiamento di materiale visibile: conviene attivare la funzione di coasting direttamente nello slicer (o regolare il <a href="https://www.help3d.it/come-calibrare-il-valore-k-del-linear-advance/">pressure advance</a> ma è troppo complesso e richiede di metter mano al firmware)</li><li>un mancamento di materiale/buco: probabilmente hai messo un valore troppo alto del coasting</li></ul></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Se il pezzo è di forma cilindrica la vedrai per forza di cose ma se ha degli spigoli, solitamente lo slicer fa cadere le cuciture in questi punti per nasconderle. Se desideri posizionare le cuciture in punti precisi, ad oggi (2022) il miglior slicer è sicuramente Prusa Slicer la sua funzionalità di segnare a mano direttamente sul modello dove far cadere le cuciture è impagabile.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Cuciture-stampa-3D.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="611" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Cuciture-stampa-3D-1024x611.png" alt="" class="wp-image-17133" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Cuciture-stampa-3D-1024x611.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Cuciture-stampa-3D-700x418.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Cuciture-stampa-3D-300x179.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Cuciture-stampa-3D-768x458.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Cuciture-stampa-3D.png 1067w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


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<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/quali-sono-i-problemi-piu-comuni-della-stampa-fdm/">Quali sono i problemi più comuni della stampa FDM ? Lez. 7/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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		<title>Come sono fatti Hotend Estrusore e Nozzle ? Lez. 6/9</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 16:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corso completo di Stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di stampa 3D]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Possiamo definirla la triade magica, praticamente i maggiori responsabili del buono o cattivo funzionamento della tua stampante. Dato che stiamo parlando di estrusione di filamento ad una certa temperatura, se questi componenti non sono in forma o assemblati male potresti stare ore ed ore davanti alla stampante senza ottenere alcun risultato apprezzabile. Do per scontato che questi componenti arrivino già ben assemblati dalla casa madre ma alle volte non è così… Seguimi che ti spiego come sono fatti. Estrusore / Feeder Ci sono diverse correnti di pensiero che identificano in un modo o in un’altro l’estrusore di una stampante, tecnicamente parlando l’estrusore dovrebbe essere un sistema composto da un trascinatore (detto feeder) del filamento, un riscaldatore (hotend) e da un ugello (nozzle) per l’estrusione vera e propria del materiale. Molto più facilmente si fa riferimento al Feeder o Trascinatore ovvero quell’insieme di componenti necessari per il trascinamento del filamento fino alla zona calda. Si dividono principalmente in Direct Drive oppure Bowden ma il loro funzionamento è identico, in commercio se ne trovano di tutti i tipi dai più semplici (come quello in foto qui sopra) ai più complessi con riduzioni e cascate di ingranaggi. Un trascinatore base come è composto ? Cuscinetto guidafilo/spingifilo, serve per tenere in asse il filamento e garantire che non esca dalla presa della ruota godronata La ruota godronata/dentata/zigrinata è collegata direttamente all’albero del motore stepper (4) permette il trascinamento del filo verso il basso e il suo grip, dato dalla godronatura/zigrinatura della ruota, è fondamentale per evitare che il filamento slitti durante il processo di estrusione nell’ugello. In alcune versioni più evolute e performanti le ruote godronate sono 2 e magari collegate all’albero attraverso una riduzione del moto. Questa molla è responsabile della pressione che il cuscinetto guidafilo esercita sul filamento contro la ruota godronata, la sua regolazione è fondamentale quando si lavora con filamenti flessibili. La troppa pressione potrebbe farli attorcigliare attorno all’albero di trasmissione Motore Stepper che fa girare la ruota godronata e di conseguenza responsabile del movimento del filo. Solitamente nelle configurazioni di tipo Bowden si utilizzano i classici Nema 17 mentre nelle configurazioni Direct Drive si prediligono motori più compatti e leggeri per minimizzare le masse in movimento (vedi foto qui sotto). Hotend e Ugello Siamo giunti al cuore di tutto il processo, il luogo in cui il filamento viene riscaldato e poi estruso attraverso un ugello dal foro calibrato (o almeno si spera lo sia…). Anche in questo caso esistono tantissimi modelli in commercio, alcuni dedicati per l’estrusione di uno specifico materiale altri un po’ più generici. Come nel caso del feeder/estrusore la composizione di un Hotend si può riassumere in queste quattro sezioni/componenti. Il dissipatore o heatsink evita che il calore generato dalla resistenza più in basso possa risalire più in alto del dovuto andando così ad ammorbidire precocemente il filamento causando così dei blocchi di estrusione. Per migliorare la dispersione del calore lo troverai abbinato ad una ventola sempre accesa, in alcune stampanti molto costose si trovano anche le versioni raffreddate a liquido La gola o heatbreak responsabile del primissimo abbattimento di risalita della temperatura (taglio termico) ma causa anche di enormi problemi se progettata male o realizzata con tolleranze e finiture interne discutibili. Ultimamente si trovano nella versione all metal oppure bimetalliche rame/acciaio ma la versione più diffusa è quella che al suo interno presenta un tubo in PTFE che permette al filamento di scorrere e funziona da prima barriera per il taglio termico Il blocchetto riscaldante o heated block che presenta sostanzialmente 3 sedi: Quella per la cartuccia riscaldante che porterà in temperatura di estrusione il filamento Quella per il termistore/termocoppia necessaria per la rilevazione e mantenimento della temperatura impostata Quella nella quale si avvita l’ugello Ne esistono di varie forme e materiali ma principalmente lo troverai realizzato in alluminio e con meno frequenza (ma di miglior qualità) anche in rame placcato. 4 &#8211; Nozzle / Ugello Merita sicuramente un capitolo dedicato in quanto responsabile della corretta estrusione del filamento e di conseguenza della qualità del manufatto in 3D. Ne troverai di mille forme e materiali ma con certezza di posso dire queste poche cose:&#160; Chi più spende meno spende, sembra una frase buttata a caso ma in realtà per gli ugelli è più che valida. Si trovano in commercio a pochissimi euro pacchi da decine e decine di ugelli che, per carità, molte volte funzionano ma tante altre sono proprio loro la causa di una cattiva estrusione. Andando su ugelli di marca come E3D, MicroSwiss, Brozzl, Zodiac, SliceEngineering, Phaetus parti già con una sicurezza in più relativa a standard di lavorazione decisamente più elevati Scegli il materiale dell’ugello in base al filamento che andrai ad estrudere la regola base che puoi seguire inizialmente è Se stampi principalmente PLA, PETG, ABS e materiali in genere non caricati resta sull’ottone o meglio ancora il rame rivestito Se devi stampare materiali caricati fibra corta di carbonio, polvere di carbonio, fibra vetro o cariche che tendono ad usurare l’ugello per via dell’abrasione, prediligi quelli in acciaio indurito. Esistono anche quelli in tungsteno, in titanio o con la punta di rubino ma per ora non considerarli perchè non sempre danno i risultati sperati Il diametro dell’ugello influenza fortemente la riproduzione del più piccolo dettaglio, la dimensione standard che troverai è 0.4 mm di diametro ma ti capiterà in futuro di dover utilizzare diametri maggiorati come 0.6 o 0.8 mm per accelerare i tempi di stampa a discapito della risoluzione in Z. Essendo una parte fondamentale è chiaro che al minimo dubbio sul suo funzionamento è bene sostituirlo immediatamente. Quanto può durare un ugello prima di essere sostituito ? E’ una domanda veramente difficile da rispondere perchè dipende da un sacco di fattori e, se non sei uno stampatore seriale che lavora H24 tutti i giorni, difficilmente ti troverai a sostituirlo con frequenza. Ugelli bloccati completamente da renderli irrecuperabili mi è capitato pochissime volte di vederli, in tutti gli altri casi per la pulizia di tutti i giorni utilizzo il</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/come-sono-fatti-hotend-estrusore-e-nozzle/">Come sono fatti Hotend Estrusore e Nozzle ? Lez. 6/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Possiamo definirla la triade magica, praticamente i maggiori responsabili del buono o cattivo funzionamento della tua stampante. Dato che stiamo parlando di<strong> estrusione di filamento</strong> ad una certa temperatura, se questi componenti non sono in forma o assemblati male potresti stare ore ed ore davanti alla stampante senza ottenere alcun risultato apprezzabile. Do per scontato che questi componenti arrivino già<a href="https://www.help3d.it/come-montare-correttamente-un-hotend-per-la-stampante-3d/"> ben assemblati</a> dalla casa madre ma alle volte non è così… Seguimi che ti spiego come sono fatti.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://store.micro-swiss.com/collections/extruders/products/micro-swiss-direct-drive-extruder-for-creality-ender-5"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Micro-swiss.png" alt="" class="wp-image-17099" width="338" height="479" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Micro-swiss.png 627w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Micro-swiss-212x300.png 212w" sizes="(max-width: 338px) 100vw, 338px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://store.micro-swiss.com/collections/extruders/products/micro-swiss-direct-drive-extruder-for-creality-ender-5"></a></p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Estrusore / Feeder</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono diverse correnti di pensiero che identificano in un modo o in un’altro l’estrusore di una stampante, tecnicamente parlando <strong>l’estrusore </strong>dovrebbe essere un <strong>sistema </strong>composto da un <strong>trascinatore </strong>(detto feeder) del filamento, un <strong>riscaldatore </strong>(hotend) e da un <strong>ugello </strong>(nozzle) per l’estrusione vera e propria del materiale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/MK8.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/MK8.jpg" alt="" class="wp-image-17100" width="398" height="398" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/MK8.jpg 750w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/MK8-500x500.jpg 500w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/MK8-100x100.jpg 100w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/MK8-700x700.jpg 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/MK8-300x300.jpg 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/MK8-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 398px) 100vw, 398px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Molto più facilmente si fa riferimento al <strong>Feeder o Trascinatore</strong> ovvero quell’insieme di componenti necessari per il <strong>trascinamento </strong>del filamento fino alla zona calda. Si dividono principalmente in <a href="https://www.help3d.it/scelgo-direct-drive-o-bowden/">Direct Drive oppure Bowden</a> ma il loro funzionamento è identico, in commercio se ne trovano di tutti i tipi dai più semplici (come quello in foto qui sopra) ai più complessi con riduzioni e cascate di ingranaggi. Un trascinatore <strong>base </strong>come è composto ?</p>



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<ol class="wp-block-list"><li><strong>Cuscinetto guidafilo/spingifilo</strong>, serve per tenere in asse il filamento e garantire che non esca dalla presa della ruota godronata</li><li><strong>La ruota godronata/dentata/zigrinata</strong> è collegata direttamente all’albero del motore stepper (4) permette il trascinamento del filo verso il basso e il suo grip, dato dalla godronatura/zigrinatura della ruota, è fondamentale per evitare che il filamento slitti durante il processo di estrusione nell’ugello. In alcune versioni più evolute e performanti le ruote godronate sono 2 e magari collegate all’albero attraverso una riduzione del moto.</li><li>Questa <strong>molla </strong>è responsabile della pressione che il cuscinetto guidafilo esercita sul filamento contro la ruota godronata, la sua regolazione è fondamentale quando si lavora con filamenti flessibili. La troppa pressione potrebbe farli attorcigliare attorno all’albero di trasmissione</li><li><strong>Motore Stepper</strong> che fa girare la ruota godronata e di conseguenza responsabile del movimento del filo. Solitamente nelle configurazioni di tipo Bowden si utilizzano i classici Nema 17 mentre nelle configurazioni Direct Drive si prediligono motori più compatti e leggeri per minimizzare le masse in movimento (vedi foto qui sotto).</li></ol>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Orbiter.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Orbiter.png" alt="" class="wp-image-17101" width="532" height="532" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Orbiter.png 1000w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Orbiter-500x500.png 500w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Orbiter-100x100.png 100w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Orbiter-700x700.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Orbiter-300x300.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Orbiter-150x150.png 150w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Orbiter-768x768.png 768w" sizes="(max-width: 532px) 100vw, 532px" /></a></figure>
</div>

<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ruota-godronata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ruota-godronata.jpg" alt="" class="wp-image-17102" width="430" height="430" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ruota-godronata.jpg 1000w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ruota-godronata-500x500.jpg 500w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ruota-godronata-100x100.jpg 100w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ruota-godronata-700x700.jpg 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ruota-godronata-300x300.jpg 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ruota-godronata-150x150.jpg 150w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ruota-godronata-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 430px) 100vw, 430px" /></a></figure>
</div>


<h1 class="wp-block-heading"><strong>Hotend e Ugello</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo giunti al cuore di tutto il processo, il luogo in cui il filamento viene <strong>riscaldato </strong>e poi estruso attraverso un ugello dal foro calibrato (o almeno si spera lo sia…). Anche in questo caso esistono tantissimi modelli in commercio, alcuni dedicati per l’estrusione di uno specifico materiale altri un po’ più generici. Come nel caso del feeder/estrusore la composizione di un Hotend si può riassumere in queste quattro sezioni/componenti.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Esploso-BMO-1024x640-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Esploso-BMO-1024x640-1.jpg" alt="" class="wp-image-17103" width="661" height="413" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Esploso-BMO-1024x640-1.jpg 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Esploso-BMO-1024x640-1-700x438.jpg 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Esploso-BMO-1024x640-1-300x188.jpg 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Esploso-BMO-1024x640-1-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 661px) 100vw, 661px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.help3d.it/hotend-phaetus-dragon-analisi-taglio-termico-e-portata-volumetrica/"></a></p>



<ol class="wp-block-list"><li>Il <strong>dissipatore o heatsink</strong> evita che il calore generato dalla resistenza più in basso possa risalire più in alto del dovuto andando così ad ammorbidire precocemente il filamento causando così dei blocchi di estrusione. Per migliorare la dispersione del calore lo troverai abbinato ad una ventola sempre accesa, in alcune stampanti molto costose si trovano anche le versioni raffreddate a liquido</li><li>La <strong>gola o heatbreak</strong> responsabile del primissimo abbattimento di risalita della temperatura (taglio termico) ma causa anche di enormi problemi se progettata male o realizzata con tolleranze e finiture interne discutibili. Ultimamente si trovano nella versione <strong>all metal </strong>oppure <strong>bimetalliche </strong>rame/acciaio ma la versione più diffusa è quella che al suo interno presenta un tubo in <strong>PTFE </strong>che permette al filamento di scorrere e funziona da prima barriera per il taglio termico</li></ol>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Taglio-termico.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Taglio-termico.png" alt="" class="wp-image-17104" width="557" height="557" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Taglio-termico.png 800w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Taglio-termico-500x500.png 500w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Taglio-termico-100x100.png 100w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Taglio-termico-700x700.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Taglio-termico-300x300.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Taglio-termico-150x150.png 150w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Taglio-termico-768x768.png 768w" sizes="(max-width: 557px) 100vw, 557px" /></a></figure>
</div>


<ol class="wp-block-list" start="3"><li>Il <strong>blocchetto riscaldante o heated block </strong>che presenta sostanzialmente 3 sedi:<ol><li>Quella per la cartuccia riscaldante che porterà in temperatura di estrusione il filamento</li><li>Quella per il termistore/termocoppia necessaria per la rilevazione e mantenimento della temperatura impostata</li><li>Quella nella quale si avvita l’ugello</li></ol></li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">Ne esistono di varie forme e materiali ma principalmente lo troverai realizzato in alluminio e con meno frequenza (ma di miglior qualità) anche in rame placcato.</p>



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<h1 class="wp-block-heading"><strong>4 &#8211; Nozzle / Ugello</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Merita sicuramente un capitolo dedicato in quanto responsabile della corretta estrusione del filamento e di conseguenza della qualità del manufatto in 3D. <a href="https://www.help3d.it/ho-comprato-300-ugelli-quanti-ne-ho-buttati/">Ne troverai di mille forme e materiali</a> ma con certezza di posso dire queste poche cose:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Chi più spende meno spende</strong>, sembra una frase buttata a caso ma in realtà per gli ugelli è più che valida. Si trovano in commercio a pochissimi euro pacchi da decine e decine di ugelli che, per carità, molte volte funzionano ma tante altre sono proprio loro la causa di una cattiva estrusione. Andando su ugelli di marca come <a href="https://e3d-online.com/">E3D</a>, <a href="https://store.micro-swiss.com/">MicroSwiss</a>, <a href="https://www.brozzl.com/">Brozzl</a>, <a href="https://zodiac3d.com/">Zodiac</a>, <a href="https://www.sliceengineering.com/">SliceEngineering</a>, <a href="https://www.phaetus.com/">Phaetus</a> parti già con una sicurezza in più relativa a standard di lavorazione decisamente più elevati</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Nozzle-schematico.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="500" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Nozzle-schematico.png" alt="" class="wp-image-17105" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Nozzle-schematico.png 500w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Nozzle-schematico-100x100.png 100w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Nozzle-schematico-300x300.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Nozzle-schematico-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></figure>
</div>


<ul class="wp-block-list"><li>Scegli il<strong> materiale dell’ugello</strong> in base al filamento che andrai ad estrudere la regola base che puoi seguire inizialmente è<ul><li>Se stampi principalmente PLA, PETG, ABS e materiali in genere non caricati resta sull’<strong>ottone</strong> o meglio ancora il <strong>rame rivestito</strong></li><li>Se devi stampare materiali caricati <strong>fibra corta di carbonio</strong>, polvere di carbonio, <strong>fibra vetro</strong> o cariche che tendono ad usurare l’ugello per via dell’abrasione, prediligi quelli in <strong>acciaio indurito</strong>. Esistono anche quelli in tungsteno, in titanio o con la <strong>punta di rubino</strong> ma per ora non considerarli perchè non sempre danno i risultati sperati</li></ul></li><li>Il <strong>diametro dell’ugello</strong> influenza fortemente la riproduzione del più piccolo dettaglio, la dimensione standard che troverai è <strong>0.4 mm</strong> di diametro ma ti capiterà in futuro di dover <a href="https://www.help3d.it/cambio-diametro-ugello/">utilizzare diametri maggiorati</a> come 0.6 o 0.8 mm per accelerare i tempi di stampa a discapito della risoluzione in Z.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Essendo una parte fondamentale è chiaro che al minimo dubbio sul suo funzionamento è bene sostituirlo immediatamente. <strong>Quanto può durare un ugello prima di essere sostituito ?</strong> E’ una domanda veramente difficile da rispondere perchè dipende da un sacco di fattori e, se non sei uno stampatore seriale che lavora H24 tutti i giorni, difficilmente ti troverai a sostituirlo con frequenza. <strong>Ugelli bloccati</strong> completamente da renderli irrecuperabili mi è capitato pochissime volte di vederli, in tutti gli altri casi per la pulizia di tutti i giorni utilizzo il caro e vecchio metodo del <a href="https://www.help3d.it/ugello-bloccato-usa-il-cold-pull-per-sbloccarlo/">cold pull</a>, non hai idea di quanto bene possa funzionare se eseguito correttamente !</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Cerca di non utilizzare spazzole metalliche per rimuovere i residui carboniosi dall’ugello, sono più i casi che si rischia di rompere il termistore o mandare in corto la cartuccia riscaldante che quelli di pulizia perfetta dell’ugello. <strong>Se è sporco non ti preoccupare non succede nulla</strong>, al massimo rimuovi i residui più grossi con una pinzetta ma fai molta attenzione a non scottarti.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://link.springer.com/article/10.1007/s00170-021-06918-6"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="705" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Infografica-hotend-1024x705.png" alt="" class="wp-image-17106" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Infografica-hotend-1024x705.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Infografica-hotend-700x482.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Infografica-hotend-300x206.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Infografica-hotend-768x529.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Infografica-hotend.png 1511w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link" href="https://bit.ly/scarica-tutti-i-pdf-del-corso">SCARICA I PDF</a></div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://link.springer.com/article/10.1007/s00170-021-06918-6"></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/come-sono-fatti-hotend-estrusore-e-nozzle/">Come sono fatti Hotend Estrusore e Nozzle ? Lez. 6/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.help3d.it/come-sono-fatti-hotend-estrusore-e-nozzle/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Quali materiali stampare all’inizio ? Lez. 5/9</title>
		<link>https://www.help3d.it/quali-materiali-stampare-allinizio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2022 07:35:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corso completo di Stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[essiccatori]]></category>
		<category><![CDATA[Slicer 3d]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stampa 3D negli ultimi 10 anni ha subito dei profondi cambiamenti passando da “marchingegno per nerd” ad oggetto che ogni giorno, sempre più, finisce non solo nelle case dei Makers ma nelle aziende di qualsiasi dimensione. Il fatto che siano decisamente più semplici da montare e configurare permette a molte persone di approcciare la tecnologia senza grossi timori. In più aggiungiamo il fatto che il prezzo d’ingresso è calato davvero tanto e con poche centinaia di euro si porta a casa una stampante praticamente già pronta che, se usata bene, può portare a grandi soddisfazioni. Per ultimo, ma non per grado di importanza, la quantità di informazioni reperibili in rete che permette al nuovo utente di poter imparare da zero ad utilizzare una stampante 3D, nel 2012 c’era molto da leggere ma era tutto dedicato ad una nicchia di makers davvero ristretta. Molti blog non esistevano così come i video su Youtube erano davvero pochi e molte volte fatti anche male. La cosa che però ha permesso un’adozione più ampia anche a livello aziendale è stato lo sviluppo continuo di nuovi polimeri termoplastici da stampare. Che senso ha avere tra le mani la stampante più bella del mondo e lo slicer più semplice se poi abbiamo a disposizione un solo materiale da stampare ? Per ogni campo di applicazione (medicale, aerospace,automotive,racing ecc ecc) esistono uno o più materiali specifici e, salvo alcuni ultra tecnici (tipo PEEK e ULTEM), il resto è possibile stamparli anche con stampanti autocostruire a patto ovviamente di sapere cosa si sta facendo. Questo grazie ai continui sviluppi delle aziende produttrici di filamenti che rendono sempre più estrudibili e stampabili anche i materiali più particolari inizialmente indicati per lo stampaggio ad iniezione. Ti starai chiedendo a questo punto da quali materiali è opportuno partire per evitare danni alla stampante, probabilmente una delle migliori risorse gratuite in rete è la famosa tavola dei materiali di Prusa che riporta le caratteristiche principali del filamento così come alcuni consigli di stampa come temperatura, velocità, adesione al piano di stampa ecc ecc. ⚠️ Più sali con il grado di tecnicità del materiale e più questo potrebbe diventare difficile da stampare o richiedere hardware/stampanti di un certo tipo per poter essere estruso. Non affrettare i tempi e parti dai materiali base. ⚠️ Esistono due standard di produzione del filamento quello da 1.75 mm e quello da 2.85 o 3 mm. Sebbene la maggioranza delle stampanti utilizzi 1.75 mm verifica comunque nella scheda tecnica della stampante quale diametro utilizza. PLA E’ il materiale con cui inizierai a stampare e a muovere i primi passi ma non per questo vuol dire che sia un materiale scadente anzi, buona parte dei progetti ti ritroverai proprio a stamparli in PLA ! Materiale “eco-friendly” , è un polimero derivato da piante come la barbabietola e il mais. E’ un materiale biodegradabile E compostabile, bada bene all’utilizzo di questi due termini: spesso si legge/si sente che il PLA si scioglie in acqua o se lasciato fuori all’aperto. Nulla di più sbagliato! Non è che se una cosa è bio allora deve per forza sfaldarsi a temperatura ambiente se immersa in acqua; chiariamo quindi un punto fondamentale, il PLA stampato in 3D non si scioglie in acqua. E’ forse il materiale attualmente più stampato in assoluto, lo puoi trovare in diverse colorazioni, costa molto poco ed ha basse emissioni e odori (VOC e UFP). Facilissimo da stampare, è adatto a chi si avvicina per la prima volta alla stampa 3D. Il materiale si stampa a temperature tra i 180° e i 220° (dipende dalla marca), piatto riscaldato a 40° o addirittura freddo. Per una migliore adesione puoi utilizzare dei piani di stampa flessibili dedicati o piani in vetro con additivi come Dimafix o Magigoo, la lacca per capelli è ancora un valido alleato ma c’è di meglio in circolazione. Nonostante debba essere ventilato abbondantemente durante la stampa, non presenta fenomeni di delaminazione tra gli strati depositati: il pezzo stampato risulterà quindi molto resistente e rigido. Quest’ultima caratteristica è allo stesso tempo anche uno svantaggio (alle volte), gli oggetti stampati in PLA tendono a “criccare” e a produrre fratture fragili se sottoposti a stress meccanico elevato. Nulla comunque che non sia risolvibile con una attenta progettazione a monte dell’oggetto. Forse il lato peggiore di questo materiale è dato dalla sua resistenza al calore: prova a stampare un oggetto in PLA e poi appoggiarlo sul cruscotto della macchina in piena estate. Noti nulla di strano? L’oggetto inizia a deformarsi (non sciogliersi eh…) e a perdere le sue caratteristiche di resistenza a partire dai 50°. Segnalo una buona resistenza ad olii e grassi: non si scioglie con l’acetone, resiste alla benzina ma nel tempo tende ad infragilire il pezzo. Parlando di post-produzione, gli oggetti in PLA sono generalmente difficili da incollare e carteggiare: per il primo punto ti consiglio di utilizzare colle bicomponenti epossidiche oppure cianoacrilato (meno efficace però). Per quanto concerne la carteggiabilità dipende molto dalla marca di filamento utilizzato, ma in genere è comunque difficile da carteggiare: evita di usare fresini o levigatrici orbitali, il calore sviluppato dalla frizione continua porta il materiale a cedere e ad “impastarsi”. Usa il caro e vecchio olio di gomito e carta abrasiva in fogli . PETG Negli ultimi anni si è delineato come il nuovo materiale di riferimento per la stampa 3D, in quanto abbina i vantaggi di PLA e ABS: può essere utilizzato per oggetti di natura “estetica” vista la finitura lucida del pezzo ma anche per pezzi funzionali. Rispetto all’ABS presenta una maggior flessibilità e minor durezza superficiale, l’adesione tra i layer è però ottima. A livello di facilità di stampa, anche qui, siamo in una via di mezzo tra PLA e ABS; il warping è abbastanza limitato ma non assente come per il PLA (piatto a 70° circa), la temperatura di estrusione si aggira tra i 230° e i 255° ed è inodore durante la stampa. La trasparenza nelle stampe 3D è veramente una chimera: se stai cercando</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/quali-materiali-stampare-allinizio/">Quali materiali stampare all’inizio ? Lez. 5/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La stampa 3D negli ultimi 10 anni ha subito dei profondi cambiamenti passando da “marchingegno per nerd” ad oggetto che ogni giorno, sempre più, finisce non solo nelle case dei Makers ma nelle aziende di qualsiasi dimensione. Il fatto che siano <strong>decisamente più semplici da montare e configurare </strong>permette a molte persone di approcciare la tecnologia senza grossi timori. In più aggiungiamo il fatto che il prezzo d’ingresso è calato davvero tanto e con poche centinaia di euro si porta a casa una stampante praticamente già pronta che, se usata bene, può portare a grandi soddisfazioni. Per ultimo, ma non per grado di importanza, la quantità di informazioni reperibili in rete che permette al nuovo utente di poter imparare da zero ad utilizzare una stampante 3D, nel 2012 c’era molto da leggere ma era tutto dedicato ad una nicchia di makers davvero ristretta. Molti blog non esistevano così come i video su Youtube erano davvero pochi e molte volte fatti anche male.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">La cosa che però ha permesso un’adozione più ampia anche a livello aziendale è stato<strong> lo sviluppo continuo di nuovi polimeri termoplastici da stampare</strong>. Che senso ha avere tra le mani la stampante più bella del mondo e lo slicer più semplice se poi abbiamo a disposizione un solo materiale da stampare ? Per ogni campo di applicazione (medicale, aerospace,automotive,racing ecc ecc) esistono uno o più materiali specifici e, salvo alcuni ultra tecnici (tipo PEEK e ULTEM), il resto è possibile stamparli anche con stampanti autocostruire a patto ovviamente di sapere cosa si sta facendo. Questo grazie ai continui sviluppi delle aziende produttrici di filamenti che rendono sempre più estrudibili e stampabili anche i materiali più particolari inizialmente indicati per lo stampaggio ad iniezione.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://lh6.googleusercontent.com/8WiRoEf4RRkaRBNr2aX3V-eU71YwWHKwpfqPrOTaVmKgm0JPs2HsZK0MtLtmFO6VDV2pEt_5cNYsrDJVeb-jSDe0bRWTTlnhxDNpItg80RwuGQ1ZPZ4lUMaM0vMKLJcxc-15qONOGBJrIfv7PmNz5N59GFGsAOMrF8ggUHZYcF_WtSPqkvMKdTl_6w" alt=""/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ti starai chiedendo a questo punto da quali materiali è opportuno partire per evitare danni alla stampante, probabilmente una delle migliori risorse gratuite in rete è la famosa <a href="https://help.prusa3d.com/materials">tavola dei materiali di Prusa</a> che riporta le caratteristiche principali del filamento così come alcuni consigli di stampa come temperatura, velocità, adesione al piano di stampa ecc ecc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Più sali con il grado di tecnicità del materiale e più questo potrebbe diventare difficile da stampare o richiedere hardware/stampanti di un certo tipo per poter essere estruso. Non affrettare i tempi e parti dai materiali base.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Esistono due standard di produzione del filamento quello da 1.75 mm e quello da 2.85 o 3 mm. Sebbene la maggioranza delle stampanti utilizzi 1.75 mm verifica comunque nella scheda tecnica della stampante quale diametro utilizza.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<h1 class="wp-block-heading"><strong>PLA</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">E’ il materiale con cui inizierai a stampare e a muovere i primi passi ma non per questo vuol dire che sia un materiale scadente anzi, buona parte dei progetti ti ritroverai proprio a stamparli in PLA !</p>



<p class="wp-block-paragraph">Materiale “eco-friendly” , è un polimero derivato da piante come la barbabietola e il mais. E’ un materiale biodegradabile E compostabile, bada bene all’utilizzo di questi due termini: spesso si legge/si sente che <a href="https://www.help3d.it/pla-acqua/">il PLA si scioglie in acqua</a> o se lasciato fuori all’aperto. Nulla di più sbagliato! Non è che se una cosa è bio allora deve per forza sfaldarsi a temperatura ambiente se immersa in acqua; chiariamo quindi un punto fondamentale, <strong>il PLA stampato in 3D non si scioglie in acqua.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ forse il materiale attualmente più stampato in assoluto, lo puoi trovare in diverse colorazioni, <strong>costa molto poco</strong> ed ha basse emissioni e odori (VOC e UFP). Facilissimo da stampare, è adatto a chi si avvicina per la prima volta alla stampa 3D. Il materiale si stampa a temperature tra i 180° e i 220° (dipende dalla marca), piatto riscaldato a 40° o addirittura freddo. Per una migliore adesione puoi utilizzare dei piani di stampa flessibili dedicati o piani in vetro con additivi come <a href="https://www.help3d.it/prodotto/dimafix-spray/">Dimafix </a>o <a href="https://www.help3d.it/prodotto/magigoo-original-50-ml/">Magigoo</a>, la lacca per capelli è ancora un valido alleato ma c’è di meglio in circolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante debba essere ventilato abbondantemente durante la stampa, non presenta fenomeni di delaminazione tra gli strati depositati: il pezzo stampato risulterà quindi <strong>molto resistente e rigido</strong>. Quest’ultima caratteristica è allo stesso tempo anche uno svantaggio (alle volte), gli oggetti stampati in PLA tendono a “criccare” e a produrre fratture fragili se sottoposti a stress meccanico elevato. Nulla comunque che non sia risolvibile con una attenta progettazione a monte dell’oggetto. Forse<strong> il lato peggiore</strong> di questo materiale è dato dalla sua<strong> resistenza al calore</strong>: prova a stampare un oggetto in PLA e poi appoggiarlo sul cruscotto della macchina in piena estate. Noti nulla di strano?<strong> L’oggetto inizia a deformars</strong>i (non sciogliersi eh…) e a perdere le sue caratteristiche di resistenza <strong>a partire dai 50°</strong>. Segnalo una buona resistenza ad olii e grassi: non si scioglie con l’acetone, resiste alla benzina ma nel tempo tende ad infragilire il pezzo. <strong>Parlando di post-produzione</strong>, gli oggetti in PLA sono generalmente difficili da incollare e carteggiare: per il primo punto ti consiglio di utilizzare colle bicomponenti epossidiche oppure cianoacrilato (meno efficace però). Per quanto concerne la carteggiabilità dipende molto dalla marca di filamento utilizzato, ma in genere è comunque difficile da carteggiare: evita di usare fresini o levigatrici orbitali, <strong>il calore</strong> sviluppato dalla frizione continua porta il materiale a cedere e ad “impastarsi”. Usa il caro e vecchio olio di gomito e carta abrasiva in fogli .</p>



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<h1 class="wp-block-heading"><strong>PETG</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni si è delineato come il nuovo materiale di riferimento per la stampa 3D, in quanto abbina i vantaggi di PLA e ABS: può essere utilizzato per oggetti di natura “estetica” vista la finitura lucida del pezzo ma anche per <strong>pezzi funzionali</strong>. Rispetto all’ABS presenta una maggior flessibilità e minor durezza superficiale, l’adesione tra i layer è però ottima. A livello di facilità di stampa, anche qui, siamo in <strong>una via di mezzo tra PLA e ABS</strong>; il <a href="https://www.help3d.it/warping/">warping</a> è abbastanza limitato ma non assente come per il PLA (piatto a 70° circa), la temperatura di estrusione si aggira tra i 230° e i 255° ed è inodore durante la stampa. La trasparenza nelle stampe 3D è veramente una chimera: se stai cercando il materiale che si avvicina di più alla trasparenza ottica (in questo caso parliamo di traslucidità), il PET è il materiale che stai cercando. Nella sua versione clear, in combinazione con ugelli di grosso diametro (0.8/1 mm) e layer di stampa da 0.5 mm in su, permette di ottenere stampe con un altro grado di trasparenza.<strong> L’unico difetto ?&nbsp;</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM.png" alt="" class="wp-image-17063" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM.png 800w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Retraction-FDM-768x432.png 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Una spiccata tendenza a creare “fili/ragnatele” durante la stampa; <a href="https://www.help3d.it/come-regolare-la-retraction-oozing-stringing/">l’effetto stringing</a> può essere comunque minimizzato ma resterà comunque più elevato rispetto al PLA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E tutti gli altri materiali ? Come mai non cito ABS, NYLON, PC, ABS-PC, PPS, TPU, PBT, PVA, PP ecc ecc ? Molto semplice,<strong> questa è una guida introduttiva</strong> e per il momento troverai estrema soddisfazione nello stampare sia PLA che PETG, quando avrai acquisito maggiore esperienza potrai passare poi a materiali più complessi da stampare tenendo a mente queste cose.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>ABS</strong>: resiste fino a 90° ma per stamparlo bene è richiesta una camera calda e un piano di stampa dedicato con relativo additivo. Fa molta puzza e l’emissione di Stirene non è salutare.</li><li><strong>NYLON</strong>: ottimo materiale funzionale, <a href="https://www.help3d.it/la-guida-completa-essiccazione-dei-filamenti-per-stampanti-3d/">necessita di essere essiccato</a> a dovere e richiede un <a href="https://www.help3d.it/prodotto/magigoo-pa-50-ml/">additivo per il piano specifico</a>.</li><li><strong>POLIPROPILENE</strong>: non aderisce su nessuna superficie se non su piani di stampa dedicati per il polipropilene o additivi.</li><li><strong>FLESSIBILI</strong>: a seconda della durezza (espressa in Shore) saranno più o meno facili da estrudere. Richiedono una stampante con estrusore direct e devono essere stampati lentamente. Supporti monoestrusore difficilissimi da rimuovere.</li><li><strong>PVA</strong>: materiale dedicato ai supporti di stampa. Molto costoso ed estremamente igroscopico.</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-1024x576.jpg" alt="Ausilio stampato con materiale Nylon Carbon PA12 STRUCTURA MA di Treed" class="wp-image-17064" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-1024x576.jpg 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-700x394.jpg 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-300x169.jpg 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-768x432.jpg 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large-1536x864.jpg 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Spallaccio-full-Large.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.matterhackers.com/store/3d-printer-filament/nylonx-carbon-fiber-nylon-filament-1.75mm"></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">E tutti quei bellissimi <strong>filamenti caricati carbonio o vetro ? </strong>Si lo so che te lo stai chiedendo, esistono in commercio delle varianti dei polimeri citati prima con all’interno una carica (variabile in percentuale) di fibra corta/lunga di carbonio oppure sfere di vetro. L’obiettivo è quello di migliorare le performance meccaniche del materiale, limitare il warping e alzare la resistenza alla temperatura. Si trova principalmente il Nylon PA12 caricato carbonio ma spesso si vedono i PA6 , il PETG Carbon, l’ABS Carbon e persino il PLA Carbon. Fai molta attenzione a non stamparli con l’ugello in ottone ma utilizza esclusivamente ugelli in acciaio indurito, Titanio, Rubino, Tungsteno. La carica interna è molto abrasiva e finirà con il consumare il tuo ugello anche dopo meno di 100 gr stampati.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Quale marca mi consigli ?</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato è davvero pieno di produttori di filamento ed è impossibile provarli tutti. Ci sarà sempre chi dirà che quel materiale fa schifo mentre l’altro è il migliore mai testato prima, quindi come fare a capire se va bene o meno ? <strong>Comprarlo e testarlo personalmente ! </strong>Le configurazioni delle stampanti cambiano non solo a livello hardware (diametro ugello, tipo di estrusore e hotend) ma cambia anche il luogo in cui stampiamo e dove conserviamo le bobine di stampa. Ecco quindi il perchè non esiste il materiale migliore del mondo, sicuramente affidarti a note case produttrici italiane e non che trovi già sullo <a href="https://www.help3d.it/categoria/filamenti/">shop di Help3D</a> è un ottimo punto di partenza, sarai poi tu a giudicare se il filamento risponde alle tue necessità.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex.png" alt="" class="wp-image-17065" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex.png 600w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex-500x500.png 500w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex-100x100.png 100w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex-300x300.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Materiale-Flex-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></figure>
</div>


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<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.help3d.it/prodotto/filoflex-tpu-flessibile/"></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Inizialmente sarai guidato più verso una scelta di “portafoglio” che mirata alla massima qualità semplicemente perché avrai paura di sbagliare e non te la senti di investire su dei filamenti di buona qualità. Invece il segreto per partire subito in quarta è quello di <strong>non lesinare sulla scelta del materiale</strong>, cerca di puntare sin da subito materiali che magari costano qualche euro in più al kg ma che ti possano garantire maggiori possibilità di successo e meno rogne in fase di stampa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/quali-materiali-stampare-allinizio/">Quali materiali stampare all’inizio ? Lez. 5/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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		<title>Quali sono i parametri fondamentali di stampa ? Lez. 4/9</title>
		<link>https://www.help3d.it/lezione-4-quali-sono-i-parametri-fondamentali-di-stampa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2022 15:39:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corso completo di Stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Slicer 3d]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://help3d.it/?p=17021</guid>

					<description><![CDATA[<p>E’ necessario fare subito una netta distinzione tra: Creare un profilo per la tua stampante partendo da ZERO Modificare solo i parametri fondamentali ad ogni stampa da eseguire Spesso ti sentirai dire “modifica questo valore, modifica l’altro, attiva questo, disattiva quello ecc ecc” e sicuramente andrai nel pallone più totale probabilmente non saprai nemmeno perché stai facendo quelle modifiche al profilo di stampa. Se come da lezione precedente sei partito da un profilo di stampa già esistente, allora dovrai preoccuparti solo di questi valori in una prima fase di apprendimento. Come avrai potuto dare vedere dagli articoli/video già pubblicati, c’è veramente tanto da scoprire e imparare se si scava a fondo ma per ora limitati a modificare questi pochi ma fondamentali parametri di stampa. ⚠️ Lascia perdere tutta la parte relativa ai flussi, velocità, accelerazioni, jerk, pressure advance ecc ecc, sono tutte cose che ti aiuteranno in futuro ad affinare il profilo di stampa ma, ripeto, se parti già da una base testata alla fine modificherai solo 4 o 5 parametri ogni volta che andrai a stampare. Io stesso nel mio lavoro utilizzo un profilo di stampa ben collaudato per il materiale che sto utilizzando e poi modifico solo alcuni valori relativi alla costruzione del pezzo, se dovessi metter mano ad ogni stampa a circa 130/150 valori di uno slicer non sarebbe più finita…&#160; Creare un profilo da zero implica avere una conoscenza approfondita di come avviene una stampa 3D e quali valori possono influire su un determinato risultato. Ti serve una laurea per questo ? Assolutamente no, tanta tantissima pazienza e prove di stampa ma per ora lascia perdere e concentrati su questi parametri che andrò ad elencarti e che troverai in qualsiasi software di slicing, i nomi potrebbero cambiare ma la sostanza resta quella. Diametro del filamento Sono sicuro che starai dicendo “Eh ma è da 1.75 mm, c’è scritto sulla scatola !” e io ti rispondo “Hai mai provato a misurare il diametro con un calibro decimale corsoio ?”. Qui molti utenti cadono dalle nuvole, si basano esclusivamente su ciò che dice l’etichetta sulla bobina. Salvo utilizzare filamenti che ti certificano il diametro per quella singola bobina (vedi Prusament), ogni bobina potrebbe presentare leggere variazioni nel diametro del filamento. Anche da lotto a lotto dello stesso produttore, quindi prendi l’abitudine di controllare spesso la tua bobina e inserisci tale valore all’interno della voce specifica del tuo slicer. Trovare un filamento da 1.85 mm o 1.6 mm non è un difetto, l’importante è che tale diametro resti costante per tutta la durata della bobina altrimenti potrebbero esserci delle problematiche principalmente legate all’estetica e accuratezza dimensionale del pezzo. Tutto il calcolo dei tracciati di stampa e relativa quantità di materiale da estrudere viene deciso in base a questo diametro (e tutta una serie di altri parametri in realtà ma il diametro è fondamentale). Posizionamento del pezzo Non è un vero e proprio “parametro” stampa ma è una cosa da tenere in seria considerazione quando importi i primi STL all’interno dello slicer. A seconda di come viene disegnato nel tuo CAD, il modello 3D verrà poi esportato con il medesimo orientamento. Esempio: se disegni un cilindro sul piano XY (quindi messo in orizzontale) poi te lo ritroverai nella stessa direzione nello slicer (salvo aver cambiato le coordinate di esportazione dal CAD…). Capirai ben presto che ogni modello sarà più bello da vedere se stampato in una direzione piuttosto che un’altra, riprendendo il discorso del cilindro di prima è molto più naturale stamparlo in verticale. Dopo le prime stampe ti accorgerai che il pezzo potrebbe risultare più o meno fragile ( a parità di materiale) a seconda di come lo hai orientato: questo è un problema che accomuna quasi tutte le tecnologie di stampa 3D dato che lavorano a strati sovrapposti. Parliamo dell’anisotropia ovvero la resistenza di un pezzo è fortemente condizionata dall’andamento dei layers e dalla direzione in cui questi vengono sollecitati. Prova a pensare alle venature del legno o delle fibre della carne quando provi a tagliarle. Massimizza, se possibile, l’area di contatto tra piano di stampa e pezzo: più superficie fai aderire al piano e minori saranno le probabilità che il pezzo possa staccarsi durante la stampa. Una cosa è certa, non esiste l’orientamento perfetto per tutti i pezzi in molti casi ti troverai a dover scegliere se dare priorità all’estetica del pezzo o alla resistenza meccanica. Altezza Layer/strato La tecnologia FDM, così come tutte le tecnologie di stampa 3D, si basa sulla stampa di una serie di strati depositati uno sopra l’altro grazie all’estrusione di plastica fusa. Gli strati, come hai letto nelle lezioni precedenti, vengono creati dallo slicer a partire dal modello 3D e poi realizzati dalla stampante attraverso la lettura del file .gcode. ⚠️ Una credenza sempre più diffusa porta erroneamente a selezionare altezze di strato molto molto sottili perchè si pensa che porti ad ottenere un oggetto con una maggior accuratezza dimensionale. In realtà no, questo valore non influisce minimamente su quanto un oggetto è più “preciso” o meno quando lo misuri ma interviene solo sull’aspetto estetico. Devi stampare una semisfera ? Più lo strato sarà sottile e più verrà bella e liscia ma dovrai fare poi i conti con i tempi (già biblici) di stampa che si allungheranno notevolmente.&#160; A livello di consumo materiale ci sono lievi differenze tra una risoluzione e l’altra ma sono del tutto trascurabili, non è come sulle stampanti inkjet che consumano “mezza cartuccia” per stampare una foto ad alta risoluzione. Nella stampa 3D alla fine il volume da stampare resta lo stesso, cambia principalmente il tempo che impieghi e non il materiale che consumi.&#160; La risoluzione in realtà andrebbe scelta con un multiplo dello spostamento minimo in Z che la tua stampante è capace di compiere, ma in questo momento è già tanto se ti sai districare tra caricare il filamento e lanciare una stampa con successo figurati se ti chiedo di sapere lo spostamento minimo in Z. Tieni però in considerazione questi valori: 0.1 mm &#8211;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/lezione-4-quali-sono-i-parametri-fondamentali-di-stampa/">Quali sono i parametri fondamentali di stampa ? Lez. 4/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">E’ necessario fare subito una netta distinzione tra:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Creare un profilo per la tua stampante partendo da ZERO</li><li>Modificare solo i parametri fondamentali ad ogni stampa da eseguire</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso ti sentirai dire “modifica questo valore, modifica l’altro, attiva questo, disattiva quello ecc ecc” e sicuramente andrai nel pallone più totale probabilmente non saprai nemmeno perché stai facendo quelle modifiche al profilo di stampa. Se come da lezione precedente sei partito da un profilo di stampa già esistente, allora <strong>dovrai preoccuparti solo di questi valori in una prima fase di apprendimento</strong>. Come avrai potuto dare vedere dagli <a href="https://www.help3d.it/?s=slicer">articoli/video</a> già pubblicati, c’è veramente tanto da scoprire e imparare se si scava a fondo ma per ora limitati a modificare questi <strong>pochi ma fondamentali parametri di stampa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Lascia perdere tutta la parte relativa ai flussi, velocità, accelerazioni, jerk, pressure advance ecc ecc, sono tutte cose che ti aiuteranno in futuro ad affinare il profilo di stampa ma, ripeto, se <strong>parti già da una base testata</strong> alla fine modificherai solo 4 o 5 parametri ogni volta che andrai a stampare. Io stesso nel mio lavoro utilizzo un profilo di stampa ben collaudato per il materiale che sto utilizzando e poi <strong>modifico solo alcuni valori relativi alla costruzione del pezzo</strong>, se dovessi metter mano ad ogni stampa a circa 130/150 valori di uno slicer non sarebbe più finita…&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Creare un profilo da zero</strong> implica avere una conoscenza approfondita di come avviene una stampa 3D e quali valori possono influire su un determinato risultato. Ti serve una laurea per questo ? Assolutamente no, tanta tantissima pazienza e prove di stampa ma per ora lascia perdere e concentrati su questi parametri che andrò ad elencarti e che troverai in qualsiasi software di slicing, i nomi potrebbero cambiare ma la sostanza resta quella.</p>



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<h1 class="wp-block-heading"><strong>Diametro del filamento</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Sono sicuro che starai dicendo “Eh ma è da 1.75 mm, c’è scritto sulla scatola !” e io ti rispondo <strong>“Hai mai provato a misurare il diametro con un calibro decimale corsoio ?”.</strong> Qui molti utenti cadono dalle nuvole, si basano esclusivamente su ciò che dice l’etichetta sulla bobina. Salvo utilizzare filamenti che ti certificano il diametro per quella <strong>singola </strong>bobina (vedi <a href="https://prusament.com/it/">Prusament</a>), ogni bobina potrebbe presentare leggere variazioni nel diametro del filamento. Anche da lotto a lotto dello stesso produttore, quindi prendi l’abitudine di controllare spesso la tua bobina e inserisci tale valore all’interno della voce specifica del tuo slicer. Trovare un filamento da 1.85 mm o 1.6 mm non è un difetto,<strong> l’importante è che tale diametro resti costante per tutta la durata della bobina</strong> altrimenti potrebbero esserci delle problematiche principalmente legate all’estetica e accuratezza dimensionale del pezzo. <a href="https://www.help3d.it/extrusion-width/">Tutto il calcolo dei tracciati di stampa</a> e relativa quantità di materiale da estrudere viene deciso in base a questo diametro (e tutta una serie di altri parametri in realtà ma<strong> il diametro è fondamentale</strong>).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Diametro-filamento.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="495" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Diametro-filamento-1024x495.png" alt="" class="wp-image-17022" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Diametro-filamento-1024x495.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Diametro-filamento-700x338.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Diametro-filamento-300x145.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Diametro-filamento-768x371.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Diametro-filamento.png 1355w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Presta molta attenzione al diametro filamento</figcaption></figure>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Posizionamento del pezzo</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un vero e proprio “parametro” stampa ma è una cosa da tenere in seria considerazione quando importi i primi STL all’interno dello slicer. A seconda di come viene disegnato nel tuo CAD, il modello 3D verrà poi esportato con il medesimo orientamento. Esempio: se disegni un cilindro sul piano XY (quindi messo in orizzontale) poi te lo ritroverai nella stessa direzione nello slicer (salvo aver cambiato le coordinate di esportazione dal CAD…). Capirai ben presto che <strong>ogni modello sarà più bello da vedere se stampato in una direzione piuttosto che un’altra</strong>, riprendendo il discorso del cilindro di prima è molto più naturale stamparlo in verticale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Slicer-1.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="615" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Slicer-1-1024x615.png" alt="" class="wp-image-17023" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Slicer-1-1024x615.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Slicer-1-700x420.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Slicer-1-300x180.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Slicer-1-768x461.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Slicer-1.png 1177w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Abituati a cercare il miglior orientamento</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo le prime stampe<strong> ti accorgerai che il pezzo potrebbe risultare più o meno fragile ( a parità di materiale)</strong> a seconda di come lo hai orientato: questo è un problema che accomuna quasi tutte le tecnologie di stampa 3D dato che lavorano a strati sovrapposti. <a href="https://www.help3d.it/costruire-oggetti-resistenti-stampati-in-3d-anisotropia/">Parliamo dell’anisotropia</a> ovvero la resistenza di un pezzo è fortemente condizionata dall’andamento dei layers e dalla direzione in cui questi vengono sollecitati. Prova a pensare alle venature del legno o delle fibre della carne quando provi a tagliarle.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Massimizza</strong>, se possibile, l<strong>’area di contatto tra piano di stampa e pezzo:</strong> più superficie fai aderire al piano e minori saranno le probabilità che il pezzo <a href="https://www.help3d.it/warping/">possa staccarsi durante la stampa</a>. Una cosa è certa, <strong>non esiste l’orientamento perfetto per tutti i pezzi </strong>in molti casi ti troverai a dover scegliere se dare priorità all’estetica del pezzo o alla resistenza meccanica.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Quali sono i parametri fondamentali di Stampa 3D? Lez. 4/9" width="960" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/K2z2w9rbrE8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>Non perderti il video !</figcaption></figure>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Altezza Layer/strato</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia FDM, così come tutte le tecnologie di stampa 3D, si basa sulla stampa di una <strong>serie di strati depositati uno sopra l’altro</strong> grazie all’estrusione di plastica fusa. Gli strati, come hai letto nelle lezioni precedenti, vengono creati dallo slicer a partire dal modello 3D e poi realizzati dalla stampante attraverso la lettura del file .gcode.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Una credenza sempre più diffusa porta erroneamente a selezionare altezze di strato molto molto sottili perchè si pensa che porti ad ottenere un oggetto con una maggior accuratezza dimensionale. In realtà no, <strong>questo valore non influisce minimamente su quanto un oggetto è più “preciso” o meno</strong> quando lo misuri ma interviene solo sull’aspetto estetico. Devi stampare una semisfera ? Più lo strato sarà sottile e più verrà bella e liscia ma dovrai fare poi i conti con i tempi (già biblici) di stampa che si allungheranno notevolmente.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Altezza-Layer.png"><img decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Altezza-Layer-1024x404.png" alt="" class="wp-image-17024"/></a><figcaption>L&#8217;altezza layer ti permette di controllare quanto &#8220;liscio&#8221; può venire un oggetto</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A livello di consumo materiale ci sono lievi differenze tra una risoluzione e l’altra ma sono del tutto trascurabili, non è come sulle stampanti inkjet che consumano “mezza cartuccia” per stampare una foto ad alta risoluzione. <strong>Nella stampa 3D alla fine il volume da stampare resta lo stesso, cambia principalmente il tempo che impieghi e non il materiale che consumi.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La risoluzione in realtà andrebbe scelta con un multiplo dello spostamento minimo in Z che la tua stampante è capace di compiere, ma in questo momento è già tanto se ti sai districare tra caricare il filamento e lanciare una stampa con successo figurati se ti chiedo di sapere lo spostamento minimo in Z. Tieni però in considerazione questi valori:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>0.1 mm &#8211; Alta risoluzione</li><li>0.2 mm &#8211; Risoluzione standard</li><li>0.3 mm &#8211; Bozza</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Una cosa però la puoi controllare immediatamente ovvero<strong> il diametro dell’ugello che monti</strong>, questo ti limiterà l’altezza layer che ti conviene stampare e la regola vuole<strong> l’80% del diametro ugello</strong>. Esempio: con un nozzle (traduzione inglese di ugello) da 0.4 mm puoi arrivare ad un massimo di 0.32 mm, se desideri approfondire questo aspetto troverai molti spunti in questo video in cui <a href="https://www.help3d.it/ho-comprato-300-ugelli-quanti-ne-ho-buttati/">analizzo i vari ugelli</a> e <a href="https://www.help3d.it/cambio-diametro-ugello/">diametri</a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ugelli-di-diametro-differente.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="788" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ugelli-di-diametro-differente.png" alt="" class="wp-image-17025" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ugelli-di-diametro-differente.png 940w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ugelli-di-diametro-differente-700x587.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ugelli-di-diametro-differente-300x251.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Ugelli-di-diametro-differente-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></a><figcaption>Fai attenzione al diametro del tuo ugello per determinare quanto piccolo realizzare un componente</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il diametro dell’ugello influirà poi sulla più piccola riproduzione del dettaglio</strong> e l’errore più comune è che per far risaltare i dettagli più piccoli sia necessario ridurre l’altezza dello strato. No, è solo una questione di quanto larga è l’estrusione immagina di voler ricalcare un disegno fatto con un pennino da china con un pennarello stile Uniposca a testa larga…</p>



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<h1 class="wp-block-heading"><strong>Riempimento o Infill</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">E’ sicuramente uno dei parametri che più verrà modificato da una stampa all’altra, quello che riconosci immediatamente una volta che l’hai variato e che determina quanto un oggetto sarà più o meno resistente. <strong>E’ inutile però fare oggetti 100% pieni</strong> se si vuole la massima resistenza, molte volte basterà anche un solo 30% per creare un oggetto davvero solido e difficile da rompere. La stampa 3D nasce per ottimizzare i processi e i consumi dei materiali creando pezzi molto leggeri ma altrettanto funzionali rispetto alle classiche tecniche di stampa ad iniezione o fresatura. Come dico sempre la miglior via per capire quale riempimento sia meglio è quella di <strong>stampare dei pezzi e… romperli !</strong> Si hai capito bene, devi <strong>fracassarli </strong>con le mani, con il martello, nella morsa ecc ecc, solo così ti renderai veramente conto di come reagisce un dato riempimento con un dato materiale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Tipi-di-infill.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="880" height="746" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Tipi-di-infill.png" alt="" class="wp-image-17026" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Tipi-di-infill.png 880w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Tipi-di-infill-700x593.png 700w" sizes="(max-width: 880px) 100vw, 880px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Lo slicer “svuoterà” l’oggetto solo se trova un oggetto solido e chiuso, nel caso ti trovassi ad importare delle superfici aperte queste non verranno viste come un volume chiuso e quindi non sarà possibile svuotarle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto alla <strong>trama del riempimento</strong> focalizzati su quella a nido d’ape/Honeycomb o la più performante Gyroid/Giroide, in rete si trovano <a href="https://youtu.be/upELI0HmzHc">diversi studi</a> che ti faranno capire quale scegliere in base al materiale.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Perimetri di stampa/loop/perimeters/pareti/shells</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Se il riempimento possiamo considerarlo l’ossatura del nostro oggetto, i <strong>perimetri di stampa</strong> (che si dividono in esterno e interni) li identifichiamo come la “pelle” che separa il riempimento dall’esterno. <a href="https://www.help3d.it/extrusion-width/">Quanto può essere larga questa parete ?</a> Dipende da quanti perimetri andremo ad inserire nello slicer (anche zero !), teoricamente si potrebbe mettere un numero molto alto tanto lo slicer ne creerà finché ci sarà lo spazio per farli stare. <strong>Una parete o loop o perimetro non è altro che un offset verso l’interno del perimetro più esterno.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Lopp-o-perimetri-di-stampa.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="790" height="765" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Lopp-o-perimetri-di-stampa.png" alt="" class="wp-image-17027" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Lopp-o-perimetri-di-stampa.png 790w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Lopp-o-perimetri-di-stampa-700x678.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Lopp-o-perimetri-di-stampa-300x291.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Lopp-o-perimetri-di-stampa-768x744.png 768w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In alcuni slicer le pareti si esprimono in numero intero in altri come larghezza vera e propria in mm. Quando devi specificare un numero, esempio: 3 pareti, a quanti mm corrispondono ? Ricordi prima che ti avevo detto di controllare il diametro del tuo ugello, prendi quel valore e moltiplicalo per il numero di pareti/loop che hai impostato. Monti un ugello da 0.4 mm e hai messo 4 pareti ? La larghezza totale è di <strong>circa </strong>1,6 mm.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un numero di loop adeguato, <strong>solitamente non meno di 3,</strong> abbinato ad un <strong>riempimento del 20%</strong> ti assicura una buona resistenza generale del pezzo rimanendo su tempi di stampa e consumi di materiale contenuti.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Strati pieni superiori/inferiori oppure top/bottom layers</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">La pelle dell’oggetto è formata anche da quest’altro parametro che <strong>gestisce il numero di strati pieni</strong> che vengono fatti alla <strong>base </strong>dell’oggetto e poi <strong>poco prima di chiuderlo</strong> nella sommità. Vengono espressi generalmente come numero intero e il loro spessore è direttamente legato all’altezza layer in Z che stai utilizzando. Esempio: stai realizzando un classico cubo e decidi di mettere 4 layer pieni di base e 4 layer pieni di chiusura. Se lavori con un’altezza di strato pari a 0.1 mm ti troverai una base piena alta 0.4 mm e poi dopo inizierà a fare il riempimento rado, mano a mano che crescerà l’oggetto poi arriverà ad un certo punto dove gli ultimi 4 strati verranno fatti pieni per un totale sempre di 0.4 mm. Se lavori però a 0.3 di altezza layer tutto cambia perchè ti troverai una base da 1.2 mm e una chiusura sempre da 1.2 mm.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Top-e-bottom-layers.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="786" height="731" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Top-e-bottom-layers.png" alt="" class="wp-image-17028" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Top-e-bottom-layers.png 786w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Top-e-bottom-layers-700x651.png 700w" sizes="(max-width: 786px) 100vw, 786px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Anche questo valore<strong> influenza fortemente la resa meccanica</strong> del tuo oggetto stampato e il loro numero deve essere scelto in base all’altezza layer del profilo. Il mio consiglio è di fare almeno 4 strati (che si incrociano in automatico ogni volta) e come <strong>spessore almeno 0.8/1 mm</strong>. Troppi strati pieni fanno consumare più materiale e aumentano i tempi di stampa, ma allo stesso tempo ti garantiscono una maggior solidità del pezzo stampato.&nbsp;</p>



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<h1 class="wp-block-heading"><strong>Supporti di stampa</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Croce e delizia di tutti gli stampatori 3D, sicuramente ti sarai imbattuto o avrai sentito nominare questi benedetti <a href="https://www.youtube.com/watch?v=b0L-PORmxKg"><strong>supporti di stampa</strong></a> che molte volte fai una fatica bestiale a rimuovere. Eh si, in alcuni casi sarà proprio impossibile rimuoverli oppure lasceranno una superficie non bellissima sul pezzo a contatto con il supporto. <strong>Ma perchè si devono creare questi supporti ?</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Copertina-supporti-di-stampa-1024x576.png" alt="" class="wp-image-17029"/><figcaption>Non perderti il video di approfondimento sui supporti di stampa !</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=b0L-PORmxKg"><strong></strong></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto semplice, l’estrusione del filamento non può avvenire completamente nel vuoto ed esiste un limite entro il quale non è necessario generarli. Parliamo dei famosi <strong>45° rispetto al piano di lavoro</strong>, ma capirai ben presto che questo valore va preso e adattato al tipo di raffreddamento che soffia sul pezzo, dal materiale, dalla temperatura di stampa ecc ecc. I 45° restano comunque un valore assolutamente conservativo e che ti potrà garantire stampe ben supportate.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le parti a sbalzo oppure dette “overhangs” potranno arrivare anche a 55° oppure 65° ma siamo proprio al limite della tecnologia e non sempre potrebbero produrre dei risultati corretti. Piuttosto <strong>utilizza uno slicer che permette la generazione dei supporti manualmente </strong>come Prusa Slicer o Ideamaker ma in una prima fase non capirai subito al volo dove è possibile rimuoverli e dove in realtà sarebbe necessario aggiungerli. Anche qui non ci vuole nessuna laurea ma solo tante tante prove e pazienza. Commettere errori in questa fase è obbligatorio altrimenti non capirai mai dove potrai spingerti con la tua stampante ma ricorda… sempre un passo alla volta non cercare di strafare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo momento so anche che ti stai chiedendo “eh ma ho visto quella stampante estrudere completamente nel vuoto” certo è possibile ma se noti bene sta realizzando un ponte/bridge con un punto di inizio ben definito e un punto di arrivo su cui terminare l’estrusione. Non è considerato uno sbalzo ed infatti all’interno dello slicer solitamente esiste una parte dedicata al <a href="https://www.help3d.it/come-impostare-il-bridging-su-ideamaker-prusa-slicer-simplify3d/">bridging/realizzare ponti</a>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=YXhGQskkczk"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Bridging.png" alt="" class="wp-image-17030" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Bridging.png 800w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Bridging-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Bridging-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Bridging-768x432.png 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption>Il video dedicato al bridging</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Il problema della rimozione dei supporti esiste perchè stai utilizzando una stampante mono-estrusore, prova a pensare cosa potresti creare con due ugelli in estrusione ? Si hai capito bene, con uno il pezzo principale e con il secondo i <a href="https://www.help3d.it/i-segreti-della-stampa-3d-con-il-doppio-estrusore/">supporti di stampa idrosolubili</a> o di tipo “breakaway”. La rimozione è davvero semplice ma per ora non è il momento di affrontare questo argomento anche perchè (molto probabilmente) non hai la stampante adatta. Ah… ricorda che che questi materiali solubili in acqua iniziano ad avere costi che non sono quelli del classico PLA !&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Supporti-solubili.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Supporti-solubili-1024x576.png" alt="" class="wp-image-17031" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Supporti-solubili-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Supporti-solubili-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Supporti-solubili-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Supporti-solubili-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/Supporti-solubili.png 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono poi altri parametri che non sempre vengono utilizzati ma che è comunque bene citare:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>La Raft</strong> (quella di colore bianco in foto) viene usata principalmente per materiali come <strong>l’ABS </strong>e il <strong>Nylon </strong>o comunque per quel tipo di materiali soggetti a warping durante la stampa: il suo scopo principale è <strong>estendere la superficie di appoggio</strong> del pezzo aiutandolo a non deformarsi e a staccarsi dal piano. Se regolata male si incolla completamente al pezzo e non si staccca più ma se è tarata correttamente garantisce degli ottimi primi strati anche in presenza di piani di stampa molto rovinati</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/brim-e-raft.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/brim-e-raft-1024x576.png" alt="" class="wp-image-17032" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/brim-e-raft-1024x576.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/brim-e-raft-700x394.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/brim-e-raft-300x169.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/brim-e-raft-768x432.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/brim-e-raft.png 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Raft realizzato da una stampante 3D 3NTR</figcaption></figure>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>La Brim</strong> ha la stessa funzione ed opera effettuando dei perimetri attaccati al primo strato di stampa verso <strong>l’esterno </strong>dell’oggetto. Ha il vantaggio di scaricare meglio le tensioni specie nei punti critici del modello e in corrispondenza di angoli acuti. <strong>Adatta anche per aumentare la base di appoggio di oggetti molto piccoli.</strong> A seconda delle impostazioni immesse e dal suo spessore è facile rimuoverla una volta finito l’oggetto. Solitamente si tende a creare solo <strong>uno </strong>strato di brim per facilitare poi la rimozione tramite uno sbavatore o un cutter.</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/skirt-e-brim.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="772" height="504" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/skirt-e-brim.png" alt="" class="wp-image-17033" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/skirt-e-brim.png 772w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/skirt-e-brim-700x457.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/skirt-e-brim-300x196.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/09/skirt-e-brim-768x501.png 768w" sizes="(max-width: 772px) 100vw, 772px" /></a><figcaption>Skirt e Brim di un oggetto</figcaption></figure>
</div>


<ul class="wp-block-list"><li><strong>La Skirt</strong> non è altro che un perimetro <strong>lontano </strong>dall’oggetto che ha la semplice funzione di far estrudere l’ugello attorno all’oggetto. In questo modo si porta la macchina ad arrivare al primo layer dell’oggetto estrudendo correttamente e con la giusta temperatura. Eventuali blob di materiale o sporcizie rimarrebbero attaccate a questo loop che sarà <strong>distante </strong>dall’oggetto stesso. Se si dovessero stampare più pezzi nel piatto è bene disattivare questa funzione per risparmiare preziosi cm di area utile di stampa.</li></ul>



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<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/lezione-4-quali-sono-i-parametri-fondamentali-di-stampa/">Quali sono i parametri fondamentali di stampa ? Lez. 4/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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		<title>Quale slicer scegliere per la stampante 3D? Lez. 3/9</title>
		<link>https://www.help3d.it/corso-stampa-3d-lezione-3-quale-slicer-scegliere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Sep 2022 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corso completo di Stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Slicer 3d]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ un po’ come domandare se Megan Fox è più bella di Gwyneth Paltrow, troverai sempre chi preferirà una all’altra pur essendo entrambe molto belle. La stessa cosa si può dire degli slicer FDM, il mercato oggi offre principalmente: Prusa Slicer (gratis) Cura (gratis) Ideamaker (gratis) Super Slicer (gratis) Simplify3D (a pagamento) In realtà ce ne sono molti altri che però sono proprietari dei rispettivi Brand di produttori e non sono compatibili con tutte le stampanti (Z suite, FlashPrint, Catalyst, Netfabb, Creality Slicer ecc ecc) ma la funzione resta sempre la stessa. Lo slicer è quel programma fondamentale che dovrai inserire nella tua routine di stampa e che permette la creazione del tanto nominato GCODE, in sostanza è un programma in grado di convertire i tuoi modelli 3D (in formato STL o OBJ) in un codice composto principalmente di coordinate di movimento, temperature di riscaldamento, velocità e comandi vari che al momento non riconoscerai. Basandosi su un profilo di stampa creato ad hoc per la stampante, lo slicer “affetterà” il tuo oggetto in tante piccole fette seguendo l’asse verticale Z. Tanto più sottili saranno, più bello risulterà l’oggetto a livello estetico ma capirai ben presto che questo valore chiamato risoluzione di stampa in Z non è l’unico parametro da tenere in considerazione.  M221 T0 S90.00 M140 S100.00 M104 T0 S250.00; riscaldamento hotend M109 T0 S250.00 G21 G90 M82 M107 G28; azzeramento assi G1 Z0 F500 G92 E0 G1 Z0.2 F400 G1 X60 Y-2 F800 G1 X140 Y-2 E12 F200 G1 Z5 E15 F200 G92 E0 G1 F9000.0 M117 Printing&#8230; M1001 ;REMAINING_TIME: 14237 ;LAYER:0 M106 S77 ; impostazione della velocità ventola G1 F2400 E-0.1000 M204 T1500.00 G0 F9000 X18.913 Y61.443 G0 F300 Z0.300 G1 F2400 E0.0000 G1 F900 X19.428 Y61.326 E0.0316 G1 X20.000 Y61.280 E0.0660 G1 X280.034 Y61.281 E15.6338 G1 X280.554 Y61.323 E15.6650 G1 X280.999 Y61.418 E15.6922 G1 X281.553 Y61.621 E15.7275 G1 X281.954 Y61.836 E15.7548 G1 X282.378 Y62.141 E15.7861 G1 X282.755 Y62.502 E15.8173 G1 X283.115 Y62.969 E15.8526 G1 X283.369 Y63.426 E15.8839 Questo è un estratto di una prima parte di un gcode, il file lo puoi aprire con un normalissimo editor di testo come Notepad o similari. Ciò che ti troverai di fronte è una lunghissima sfilza di comandi/coordinate una riga dietro l’altra. La scheda e il firmware della stampante leggeranno questi comandi e li tramuteranno in specifici comandi di movimento oppure di riscaldamento. Esempio: M104 T0 S250.00 indica un comando di riscaldamento dell’hotend principale a 250° G1 X60 Y-2 F800 è un comando di movimento che fa spostare la testa di stampa alla coordinata X60 Y-2 alla velocità F800 dove 800 sono i mm/m ✅ Ricapitolando: Scarica o crea il tuo modello 3D in un formato STL oppure OBJ Carica il modello nel tuo slicer preferito seguendo le regole base di posizionamento Accertati di selezionare il profilo di stampa corretto per la tua stampante e per il materiale inserito (usa PLA inizialmente) Genera e poi esporta il .gcode salvandolo nella chiavetta usb/memoria SD oppure invialo direttamente alla stampante se ha il Wifi o connessione con Octoprint Prima di lanciare la stampa accertati che il piano sia pulito e che, ovviamente, non ci siano residui della stampa precedente Fai partire la stampa Tutti questi passaggi si eseguono indipendentemente dalla scelta dello slicer, all’inizio non preoccuparti di quale slicer dovrai scegliere perchè alla fine ti ritroverai comunque a provarli più o meno tutti. Se parli con altri utilizzatori di stampanti 3D ognuno avrà da dirti la sua versione, chi dice meglio Cura, chi assolutamente Prusa Slicer altri ancora che ti guardano schifato se nomini slicer che non siano Simplify3D. Personalmente odio Cura ma questo non vuol dire che sia uno slicer da scartare, anzi… è un validissimo programma solo che personalmente non mi ci trovo. Tantissimi altri ci stampano benissimo quindi la prima regola che ti posso dire di seguire è “non ascoltare chi ti dice di utilizzare un solo slicer perchè meglio di tutti gli altri in circolazione”. Con calma, di mese in mese provali tutti e poi troverai la tua comfort zone, personalmente utilizzavo fino al 2017 Simplify3D perchè oggettivamente superiore alla concorrenza ma poi è rimasto tale senza mai più aggiornarsi e venendo superato alla grande da soluzioni gratis come Ideamaker o Prusa Slicer. Questi ultimi due sono i miei preferiti e che utilizzo quotidianamente nella mia attività lavorativa. Ricorda inoltre che uno slicer in genere non è un modellatore CAD: il file STL oppure OBJ viene importato e potrà essere ruotato, scalato (uniformemente o non), sezionato ma non potrà essere manipolato a livello di manipolazione mesh. ⚠️ Se sei incerto segui questo consiglio, parti da uno slicer per il quale possiedi già dei profili ben definiti creati dal produttore della stampante. Accertati che esistano prima di acquistarla e non trovarti all’ultimo a scaricare il primo profilo che capita da internet solo perchè hai fretta di iniziare a stampare, sai quanti ne ho visti bloccati immediatamente perchè cercavano di stampare con profili creati per altre stampanti ? Davvero tanti… ⚠️ Non utilizzare Gcode che trovi già pronti sul web, ricorda che le stampanti in circolazione sono davvero molte e non è detto che tu possa trovare il gcode adatto per la tua stampante. Parti sempre dal modello STL ed effettua sempre lo slicing con il tuo profilo di stampa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/corso-stampa-3d-lezione-3-quale-slicer-scegliere/">Quale slicer scegliere per la stampante 3D? Lez. 3/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">E’ un po’ come domandare se <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Megan_Fox">Megan Fox</a> è più bella di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gwyneth_Paltrow">Gwyneth Paltrow</a>, troverai sempre chi preferirà una all’altra pur essendo entrambe molto belle. La stessa cosa si può dire degli slicer FDM, il mercato oggi offre principalmente:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.prusa3d.com/it/pagina/prusaslicer_424/">Prusa Slicer</a> (gratis)</li><li><a href="https://ultimaker.com/it/software/ultimaker-cura">Cura </a>(gratis)</li><li><a href="https://www.raise3d.com/download/ideamaker-all-versions/">Ideamaker </a>(gratis)</li><li><a href="https://github.com/supermerill/SuperSlicer">Super Slicer</a> (gratis)</li><li><a href="https://www.simplify3d.com/">Simplify3D</a> (a pagamento)</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà ce ne sono molti altri che però sono proprietari dei rispettivi Brand di produttori e non sono compatibili con tutte le stampanti (Z suite, FlashPrint, Catalyst, Netfabb, Creality Slicer ecc ecc) ma la funzione resta sempre la stessa.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Quale slicer scegliere per la stampante ? Lez. 3/9" width="960" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/vgD0u9_7baI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lo <strong>slicer </strong>è quel programma <strong>fondamentale </strong>che dovrai inserire nella tua routine di stampa e che permette la creazione del tanto nominato <a href="https://www.help3d.it/come-modificare-un-file-gcode/">GCODE</a>, in sostanza è un programma in grado di convertire i tuoi modelli 3D (in formato <strong>STL o OBJ</strong>) in un codice composto principalmente di coordinate di movimento, temperature di riscaldamento, velocità e comandi vari che al momento non riconoscerai. Basandosi su un <a href="https://www.help3d.it/ideamaker-come-creare-un-profilo-per-la-stampante-3d-parte-1/">profilo di stampa</a> creato ad hoc per la stampante, lo slicer “affetterà” il tuo oggetto in tante piccole fette seguendo l’asse verticale Z. Tanto più sottili saranno, più bello risulterà l’oggetto a livello estetico ma capirai ben presto che questo valore chiamato <strong>risoluzione di stampa in Z</strong> non è l’unico parametro da tenere in considerazione. </p>



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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>M221 T0 S90.00</p><p>M140 S100.00</p><p><strong>M104 T0 S250.00; riscaldamento hotend</strong></p><p>M109 T0 S250.00</p><p>G21</p><p>G90</p><p>M82</p><p>M107</p><p><strong>G28; azzeramento assi</strong></p><p>G1 Z0 F500</p><p>G92 E0</p><p>G1 Z0.2 F400</p><p>G1 X60 Y-2 F800</p><p>G1 X140 Y-2 E12 F200</p><p>G1 Z5 E15 F200</p><p>G92 E0</p><p>G1 F9000.0</p><p>M117 Printing&#8230;</p><p>M1001</p><p>;REMAINING_TIME: 14237</p><p>;LAYER:0</p><p><strong>M106 S77 ; impostazione della velocità ventola</strong></p><p>G1 F2400 E-0.1000</p><p>M204 T1500.00</p><p>G0 F9000 X18.913 Y61.443</p><p>G0 F300 Z0.300</p><p>G1 F2400 E0.0000</p><p>G1 F900 X19.428 Y61.326 E0.0316</p><p>G1 X20.000 Y61.280 E0.0660</p><p>G1 X280.034 Y61.281 E15.6338</p><p>G1 X280.554 Y61.323 E15.6650</p><p>G1 X280.999 Y61.418 E15.6922</p><p>G1 X281.553 Y61.621 E15.7275</p><p>G1 X281.954 Y61.836 E15.7548</p><p>G1 X282.378 Y62.141 E15.7861</p><p>G1 X282.755 Y62.502 E15.8173</p><p>G1 X283.115 Y62.969 E15.8526</p><p>G1 X283.369 Y63.426 E15.8839</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è un estratto di una prima parte di un gcode, il file lo puoi aprire con un normalissimo editor di testo come Notepad o similari. Ciò che ti troverai di fronte è una lunghissima sfilza di comandi/coordinate una riga dietro l’altra. La scheda e il firmware della stampante leggeranno questi comandi e li tramuteranno in specifici comandi di movimento oppure di riscaldamento. Esempio:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>M104 T0 S250.00</strong> indica un comando di riscaldamento dell’hotend principale a 250°</li><li><strong>G1 X60 Y-2 F800</strong> è un comando di movimento che fa spostare la testa di stampa alla coordinata X60 Y-2 alla velocità F800 dove 800 sono i mm/m</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">✅ Ricapitolando:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Scarica o crea il tuo modello 3D in un formato STL oppure OBJ</li><li>Carica il modello nel tuo slicer preferito seguendo le <a href="https://www.help3d.it/costruire-oggetti-resistenti-stampati-in-3d-anisotropia/">regole base di posizionamento</a></li><li>Accertati di selezionare il profilo di stampa corretto per la tua stampante e per il materiale inserito<strong> (usa PLA inizialmente)</strong></li><li>Genera e poi esporta il .gcode salvandolo nella chiavetta usb/memoria SD oppure invialo direttamente alla stampante se ha il Wifi o connessione con <a href="https://www.help3d.it/octoprint/">Octoprint</a></li><li>Prima di lanciare la stampa accertati che il piano sia pulito e che, ovviamente, non ci siano residui della stampa precedente</li><li>Fai partire la stampa</li></ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Differenze-di-layer.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="725" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Differenze-di-layer.png" alt="" class="wp-image-17010" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Differenze-di-layer.png 1000w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Differenze-di-layer-700x508.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Differenze-di-layer-300x218.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Differenze-di-layer-768x557.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption>Ad ogni risoluzione corrisponde un risultato differente</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Tutti questi passaggi si eseguono indipendentemente dalla scelta dello slicer, all’inizio non preoccuparti di quale slicer dovrai scegliere perchè alla fine ti ritroverai comunque a provarli più o meno tutti. Se parli con altri utilizzatori di stampanti 3D <strong>ognuno avrà da dirti la sua versione</strong>, chi dice meglio Cura, chi assolutamente Prusa Slicer altri ancora che ti guardano schifato se nomini slicer che non siano Simplify3D. Personalmente odio Cura ma questo non vuol dire che sia uno slicer da scartare, anzi… è un validissimo programma solo che <strong>personalmente non mi ci trovo</strong>. Tantissimi altri ci stampano benissimo quindi la prima regola che ti posso dire di seguire è <strong>“non ascoltare chi ti dice di utilizzare un solo slicer perchè meglio di tutti gli altri in circolazione”</strong>. Con calma, di mese in mese <strong>provali tutti </strong>e poi troverai la tua comfort zone, personalmente utilizzavo fino al 2017 Simplify3D perchè oggettivamente superiore alla concorrenza ma poi è rimasto tale senza mai più aggiornarsi e venendo superato alla grande da soluzioni gratis come <a href="https://www.help3d.it/argomento/guide/ideamaker/">Ideamaker </a>o <a href="https://www.help3d.it/prusaslicer-2-4-ecco-perche-dovresti-provarlo-almeno-una-volta-ft-superslicer/">Prusa Slicer</a>. Questi ultimi due sono i miei preferiti e che utilizzo quotidianamente nella mia attività lavorativa.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Processo-di-slicing.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="625" height="429" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Processo-di-slicing.png" alt="" class="wp-image-17011" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Processo-di-slicing.png 625w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Processo-di-slicing-300x206.png 300w" sizes="(max-width: 625px) 100vw, 625px" /></a><figcaption>Alla fine è una stampa 2D sovrapposta !</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Ricorda inoltre che uno <strong>slicer </strong>in genere <strong>non è un modellatore CAD</strong>: il file STL oppure OBJ viene importato e potrà essere ruotato, scalato (uniformemente o non), sezionato ma non potrà essere manipolato a livello di manipolazione mesh.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Se sei incerto segui questo consiglio, <strong>parti da uno slicer per il quale possiedi già dei profili ben definiti creati dal produttore della stampante</strong>. Accertati che esistano prima di acquistarla e non trovarti all’ultimo a scaricare il primo profilo che capita da internet solo perchè hai fretta di iniziare a stampare, sai quanti ne ho visti bloccati immediatamente perchè cercavano di stampare con profili creati per altre stampanti ? Davvero tanti…</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Non utilizzare Gcode che trovi già pronti sul web, ricorda che le stampanti in circolazione sono davvero molte e non è detto che tu possa trovare il gcode adatto per la tua stampante. Parti sempre dal modello STL ed effettua sempre lo slicing con il tuo profilo di stampa.</p>



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		<title>Che cosa sono gli STL ? Lez. 2/9</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 06:50:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corso completo di Stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Artillery]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Slicer 3d]]></category>
		<category><![CDATA[stampaconpiraz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prova a pensare, quando vai in copisteria per farti stampare la tesi o un documento in che formato gli fornisci il file? In PDF genericamente, è molto difficile che uno porti un formato .doc o barbaramente chiamato “word”. Perchè? Molto semplice, un file PDF è uguale per tutti i dispositivi che lo aprono, chiamiamolo un file universale. Inoltre presenta una caratteristica fondamentale, non può essere modificato né alterato nel font utilizzato L’analogia è la stessa per la stampa 3D, i formati STL e OBJ sono le estensioni dei files che esporterà il tuo programma CAD di riferimento. Una volta esportato sarà uguale sul tuo PC come su quello di un tuo amico, è un file “universale” e leggibile da tutti. In realtà esistono molte altre estensioni altrettanto utilizzate (STEP e IGES) ma hanno funzioni differenti e vanno comunque poi convertite in STL o OBJ. I programmi che si occupano di produrre i files da mandare in pasto alla stampante (i famosissimi G-codes), accettano principalmente il formato STL o OBJ, raramente i file STEP e IGES (o altri formati).&#160; STL E’ l’acronimo di Standard/Stereo Tessellation Language oppure Stereo Lithography interface format. Si può trovare in formato Binario o ASCII, ti consigliamo però di utilizzare il primo per una questione di “pesantezza” del file esportato. Il file, una volta aperto, potrà essere analizzato nel dettaglio: attivando la visualizzazione della mesh, potrai vedere chiaramente come viene discretizzata la superficie del modello 3D che hai disegnato all’interno del software CAD. Quello che ti sembrava all’inizio tutto bello liscio, una volta esportato tende a sfaccettarsi, come se perdesse di definizione. Fai molta attenzione ad esportare con un’elevata risoluzione per ovviare a questo problema, ma non esagerare troppo o il file risulterà troppo pesante. La risoluzione della mesh non è altro che la quantità di triangoli utilizzata per discretizzare una superficie, più ce ne sono e migliore sarà la definizione dell’oggetto. Se stai lavorando con files da realizzare poi con tecnologie ad alta risoluzione tipo SLA o DLP esporta con risoluzioni elevate. Per l’FDM, vista la ridotta riproducibilità del particolare raggiungibile, puoi creare anche files a bassa risoluzione tanto in fase di stampa non noterai grosse differenze. Una cosa è certa, se appena apri il file STL noti immediatamente una sfaccettatura molto accentuata allora è il caso di rifare l’export del file. Si parla di Mesh Poligonale quando osserviamo nel dettaglio il reticolo di costruzione del nostro oggetto. Come detto prima, un buon numero di triangoli ci assicura superfici lisce prive di sfaccettature. E’ possibile vedere questo fenomeno molto più accentuato su sfere e superfici curve in genere. OBJ E’ molto difficile notare la differenza tra un OBJ e un STL senza aprire entrambi i file con un editor di testo. E’ diverso il modo in cui il “codice” viene scritto, OBJ è molto più completo e può contenere anche le informazioni di colore (texture): la superficie del solido può essere discretizzata in triangoli oppure in quadrangoli (quad Mesh), quest’ultima opzione è particolarmente indicata per successive manipolazioni e ricostruzioni in curve. E’ meno diffuso rispetto all’STL ma è altrettanto importante. ⚠️ Nota bene, sia STL che OBJ non possono essere modificati se non attraverso una manipolazione della mesh o una scalatura uniforme (o non) delle dimensioni. Scaricare un file STL per aggiungerci componenti, allargare fori, variare alcune dimensioni del pezzo (non tutto il pezzo), non è possibile a meno di un processo di ricostruzione chiamato “Reverse Engineering”. Sarà sicuramente uno degli argomenti trattati nei corsi avanzati.&#160; ⚠️ Ricordati inoltre di esportare i files con le unità di misura corrette, capita molto spesso di ritrovarsi un pezzo importato nello slicer o molto grande, oppure così piccolo da non essere nemmeno visto. Cerca il più possibile di esportare in mm (millimetri). Fai anche molta attenzione agli errori che si possono generare sulla mesh in fase di esportazione. Individuarli non è semplicissimo, fortunatamente esistono dei software dedicati come Netfabb che ti aiutano a ricercare gli errori e a correggerli. Se quando guardi l’anteprima di stampa a video ti accorgi che mancano “pezzi” del modello 3D oppure vengono creati fastidiosi artefatti, molto probabilmente il tuo modello 3D deve essere corretto. Dove scaricare STL già pronti ? Thingiverse &#8211; Forse il più conosciuto ed utilizzato, prima o poi ti troverai a scaricare qualche file da questo sito. Il sito non è sempre in forma e capita spesso di vederlo offline o con problemi di navigazione. Printables &#8211; Nato un po’ più in sordina rispetto a Thingiverse ma si sta delineando come il miglior database collaborativo per la condivisione di progetti. E’ stato creato da Prusa qualche anno fa principalmente per i suoi utenti ma nel 2022 è tornato in vetta alle preferenze degli utenti. Cults3D &#8211; Molto utilizzato dagli scultori che vendono le proprie opere digitali online, si trovano dei modelli spettacolari super dettagliati. Gambody &#8211; Il sito di riferimento per i modelli ultra dettagliati di Action Figures ! MyMinifactory STLFinder Yeggi CGTrader GrabCAD TurboSquid ❌ Di recente sono nati gruppi Telegram/Facebook nei quali si condividono gratuitamente files STL che normalmente dovrebbero essere a pagamento, di certo non sarò io a dirti cosa devi fare o non fare in questi casi ma sappi che dietro quei pochi euro che vengono richiesti, ci sono svariate ore di lavoro da parte del modellatore.&#160; ✅ Se hai progetti che desideri condividere con tutti utilizza Thingiverse oppure meglio ancora Printables che sono davvero intuitivi e ti permettono di inserire dettagli sul come l’oggetto dovrà essere stampato, i materiali, tutti i files del progetto ecc ecc. A tal proposito valuta anche GitHub ma è molto meno facile da utilizzare se sei alle prime armi. Non ti spaventare se al tuo primo (e successivi…) post in un gruppo Facebook nel quale mostri una bella stampa, i primi commenti saranno del tipo: “STL?” &#8211; “Condividi STL ?“ è tutto normale e con il tempo ci farai l’abitudine. E’ davvero necessario imparare a modellare in 3D ? Come dice un famosissimo slogan “Se non ti lecchi le dita</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Prova a pensare, quando vai in copisteria per farti stampare la tesi o un documento in che formato gli fornisci il file? In PDF genericamente, è molto difficile che uno porti un formato .doc o barbaramente chiamato “word”. Perchè? Molto semplice, un file PDF è uguale per tutti i dispositivi che lo aprono, chiamiamolo un file universale. Inoltre presenta una caratteristica fondamentale, non può essere modificato né alterato nel font utilizzato</p>



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<p class="wp-block-paragraph">L’analogia è la stessa per la stampa 3D, i formati STL e OBJ sono le estensioni dei files che esporterà il tuo programma <strong>CAD </strong>di riferimento. Una volta esportato sarà uguale sul tuo PC come su quello di un tuo amico, è un file <strong>“universale”</strong> e leggibile da tutti. In realtà esistono molte altre estensioni altrettanto utilizzate (STEP e IGES) ma hanno funzioni differenti e vanno comunque poi convertite in STL o OBJ. I programmi che si occupano di produrre i files da mandare in pasto alla stampante (i famosissimi G-codes), accettano principalmente il formato STL o OBJ, raramente i file STEP e IGES (o altri formati).&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>STL</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">E’ l’acronimo di Standard/Stereo Tessellation Language oppure Stereo Lithography interface format. Si può trovare in formato <strong>Binario </strong>o <strong>ASCII</strong>, ti consigliamo però di utilizzare il primo per una questione di “pesantezza” del file esportato. Il file, una volta aperto, potrà essere analizzato nel dettaglio: attivando la visualizzazione della <strong>mesh</strong>, potrai vedere chiaramente come viene discretizzata la superficie del modello 3D che hai disegnato all’interno del software CAD. Quello che ti sembrava all’inizio tutto bello liscio, una volta esportato tende a <strong>sfaccettarsi</strong>, come se perdesse di definizione. Fai molta attenzione ad esportare con un’elevata <strong>risoluzione </strong>per ovviare a questo problema, ma non esagerare troppo o il file risulterà troppo pesante. <strong>La risoluzione della mesh non è altro che la quantità di triangoli utilizzata per discretizzare una superficie</strong>, più ce ne sono e migliore sarà la definizione dell’oggetto. Se stai lavorando con files da realizzare poi con tecnologie ad alta risoluzione tipo SLA o DLP esporta con risoluzioni elevate. Per l’FDM, vista la ridotta riproducibilità del particolare raggiungibile, puoi creare anche files a bassa risoluzione tanto in fase di stampa non noterai grosse differenze. Una cosa è certa, se appena apri il file STL noti immediatamente una sfaccettatura <strong>molto </strong>accentuata allora è il caso di rifare l’export del file.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Risoluzione-Mesh.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="516" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Risoluzione-Mesh-1024x516.png" alt="" class="wp-image-16972" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Risoluzione-Mesh-1024x516.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Risoluzione-Mesh-700x353.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Risoluzione-Mesh-300x151.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Risoluzione-Mesh-768x387.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Risoluzione-Mesh.png 1230w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Si parla di <strong>Mesh Poligonale</strong> quando osserviamo nel dettaglio il reticolo di costruzione del nostro oggetto. Come detto prima, un buon numero di triangoli ci assicura superfici lisce prive di sfaccettature. E’ possibile vedere questo fenomeno molto più accentuato su sfere e superfici curve in genere.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Mesh-poligonale.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="376" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Mesh-poligonale.png" alt="" class="wp-image-16973" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Mesh-poligonale.png 1000w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Mesh-poligonale-700x263.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Mesh-poligonale-300x113.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Mesh-poligonale-768x289.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>OBJ</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">E’ molto difficile notare la differenza tra un OBJ e un STL senza aprire entrambi i file con un editor di testo. E’ diverso il modo in cui il “codice” viene scritto, OBJ è molto più completo e può contenere anche le informazioni di <strong>colore </strong>(texture): la superficie del solido può essere discretizzata in triangoli oppure in quadrangoli (quad Mesh), quest’ultima opzione è particolarmente indicata per successive manipolazioni e ricostruzioni in curve. E’ meno diffuso rispetto all’STL ma è altrettanto importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Nota bene, sia STL che OBJ <a href="https://youtu.be/IgacDuqBOjc"><strong>non possono essere modificati</strong></a><strong> </strong>se non attraverso una <a href="https://www.meshmixer.com/">manipolazione della mesh</a> o una scalatura uniforme (o non) delle dimensioni. Scaricare un file STL per aggiungerci componenti, allargare fori, variare alcune dimensioni del pezzo (non tutto il pezzo), non è possibile a meno di un processo di ricostruzione chiamato <a href="https://www.youtube.com/watch?v=9RVQ7ETzv5A"><strong>“Reverse Engineering”</strong>.</a> Sarà sicuramente uno degli argomenti trattati nei corsi avanzati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Ricordati inoltre di <strong>esportare </strong>i files con le unità di misura corrette, capita molto spesso di ritrovarsi un pezzo importato nello slicer o molto grande, oppure così piccolo da non essere nemmeno visto. Cerca il più possibile di esportare in mm (<strong>millimetri</strong>). Fai anche molta <strong>attenzione </strong>agli <strong>errori </strong>che si possono generare sulla mesh in fase di esportazione. Individuarli non è semplicissimo, fortunatamente esistono dei software dedicati come <strong>Netfabb</strong> che ti aiutano a ricercare gli errori e a correggerli. Se quando guardi l’anteprima di stampa a video ti accorgi che mancano “pezzi” del modello 3D oppure vengono creati fastidiosi artefatti, molto probabilmente il tuo modello 3D deve essere corretto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dove scaricare STL già pronti ?</strong></h2>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.thingiverse.com/">Thingiverse</a> &#8211; Forse il più conosciuto ed utilizzato, prima o poi ti troverai a scaricare qualche file da questo sito. Il sito non è sempre in forma e capita spesso di vederlo offline o con problemi di navigazione.</li><li><a href="https://www.printables.com/it">Printables </a>&#8211; Nato un po’ più in sordina rispetto a Thingiverse ma si sta delineando come il miglior database collaborativo per la condivisione di progetti. E’ stato creato da Prusa qualche anno fa principalmente per i suoi utenti ma nel 2022 è tornato in vetta alle preferenze degli utenti.</li><li><a href="https://cults3d.com/en">Cults3D</a> &#8211; Molto utilizzato dagli scultori che vendono le proprie opere digitali online, si trovano dei modelli spettacolari super dettagliati.</li><li><a href="https://www.gambody.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gambody</a> &#8211; Il sito di riferimento per i modelli ultra dettagliati di Action Figures !</li><li><a href="https://www.myminifactory.com/">MyMinifactory</a></li><li><a href="https://www.stlfinder.com/">STLFinder</a></li><li><a href="https://www.yeggi.com/">Yeggi</a></li><li><a href="https://www.cgtrader.com/">CGTrader</a></li><li><a href="https://grabcad.com/">GrabCAD</a></li><li><a href="https://www.turbosquid.com/it/">TurboSquid</a></li></ul>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">❌ Di recente sono nati gruppi Telegram/Facebook nei quali si condividono gratuitamente files STL che normalmente dovrebbero essere a pagamento, di certo non sarò io a dirti cosa devi fare o non fare in questi casi ma sappi che dietro quei pochi euro che vengono richiesti, ci sono <strong>svariate ore di lavoro </strong>da parte del modellatore.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">✅ Se hai progetti che desideri condividere con tutti utilizza Thingiverse oppure meglio ancora Printables che sono davvero intuitivi e ti permettono di inserire dettagli sul come l’oggetto dovrà essere stampato, i materiali, tutti i files del progetto ecc ecc. A tal proposito valuta anche <a href="https://github.com/">GitHub </a>ma è molto meno facile da utilizzare se sei alle prime armi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ti spaventare se al tuo primo (e successivi…) post in un gruppo Facebook nel quale mostri una bella stampa, i primi commenti saranno del tipo: <strong>“STL?” &#8211; “Condividi STL ?“</strong> è tutto normale e con il tempo ci farai l’abitudine.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>E’ davvero necessario imparare a modellare in 3D ?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come dice un famosissimo slogan “Se non ti lecchi le dita godi solo a metà” la stessa cosa vale per la stampa 3D e la modellazione 3D. I database online sono davvero comodi e pieni di oggetti interessanti pronti da stampare senza diventare matti ma… <strong>se devi apportare delle modifiche al pezzo disegnato da qualcun altro come fai ? </strong>Ecco quindi che nasce l’esigenza di imparare a modellare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come per la scelta della stampante 3D anche con i programmi di modellazione devi orientarti sulla base di ciò che vorrai iniziare a modellare:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Oggetti di tipo <strong>meccanico</strong>, ingranaggi, scocche, custodie, telai ecc ecc<ul><li><a href="https://www.help3d.it/autodesk-fusion-360-gratis/">Autodesk Fusion 360</a></li><li><a href="https://www.freecadweb.org/">FreeCad</a></li><li><a href="https://www.tinkercad.com/">Thinkercad </a>(davvero basilare…)</li><li><a href="https://www.solidworks.com/it">Solidworks</a></li><li><a href="https://www.microsoft.com/it-it/p/3d-builder/9wzdncrfj3t6">Windows 3D Builder</a> (ha pochissime funzioni</li><li><a href="https://www.rhino3d.com/it/">Rhinoceros</a></li></ul></li><li><strong>Sculture </strong>di tipo <strong>organico</strong>, action figures, miniature ecc ecc<ul><li><a href="https://pixologic.com/">ZBrush</a></li><li><a href="https://www.autodesk.it/products/mudbox/overview">Mudbox</a></li><li><a href="https://www.blender.org/">Blender</a></li><li><a href="https://www.meshmixer.com/">Autodesk Meshmixer</a></li><li><a href="https://www.autodesk.it/products/maya/overview">Maya</a></li><li><a href="https://www.maxon.net/it/cinema-4d">Cinema 4D &#8211; Maxon</a></li></ul></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Stampare un oggetto che hai creato tu interamente è forse una delle sensazioni più belle, ancor più di quando termini una stampa da 30 ore senza problemi ! I<strong>mparare a modellare sblocca il 100% del potenziale</strong> <strong>relativo alla stampa 3D</strong> e ti apre nuovi orizzonti da esplorare. Certo, hai già una bella gatta da pelare chiamata “far stampare correttamente la stampante” figuriamoci anche mettersi ad imparare un programma di modellazione da zero. <strong>Mio consiglio personale ?</strong> Investi del tempo nell’imparare le nozioni base di software di modellazione 3D (consiglio Autodesk Fusion 360) perchè sarà ampiamente ripagato in futuro.</p>
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		<title>Voglio iniziare a stampare in 3D, cosa devo fare ? Lez. 1/9</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Help3D]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 12:53:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corso completo di Stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[Corso di stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[PrusaSlicer]]></category>
		<category><![CDATA[Slicer 3d]]></category>
		<category><![CDATA[Slicer stampante 3D]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per prima cosa ci vuole calma e sangue freddo, non commettere lo sbaglio che fanno tutti ovvero quello di mettere mano subito al firmware della stampante e perdere tempo nelle calibrazioni. Se è la tua primissima stampante pensa a divertirti e a stampare prima di tutto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/corso-stampa-3d-lezione-1-voglio-iniziare-a-stampare-in-3d-cosa-devo-fare/">Voglio iniziare a stampare in 3D, cosa devo fare ? Lez. 1/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per prima cosa ci vuole calma e sangue freddo, non commettere lo sbaglio che fanno tutti ovvero quello di mettere mano subito al firmware della stampante e perdere tempo nelle calibrazioni. Se è la tua primissima stampante<strong> pensa a divertirti e a stampare prima di tutto</strong>, ci sarà tutto il tempo del mondo per addentrarsi nei meandri delle impostazioni più nascoste. Non ti demoralizzare se le tue primissime stampe non saranno come quelle che vedi nelle foto degli altri utenti, con un po’ di calma (e senza saltare i passi fondamentali) ci arriverai senza alcun problema.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Diffida inoltre dai gruppi Facebook/Telegram perchè non troverai mai una risposta unica al problema che presenterai, ogni persona (giustamente) darà la propria versione dei fatti/esperienza e ti accorgerai molto presto che le soluzioni al problema potrebbero essere diverse ma non tutte daranno il risultato sperato, se sei alle prime armi questa cosa sicuramente ti creerà non pochi problemi. Evita inoltre chi si professa super Guru e magari stampa da qualche minuto in più di te ! Fatta questa doverosa premessa ecco quindi cosa ti consiglio di fare prima e dopo aver ricevuto una stampante:</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Voglio iniziare a stampare in 3D, cosa devo fare ? Lez. 1/9" width="960" height="540" src="https://www.youtube.com/embed/Lp42Bwe8DLI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>PRIMA</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tralascio la parte relativa alla selezione della stampante perchè ci sarà un capitolo dedicato, cerchiamo piuttosto di capire cosa ti servirà per iniziare al meglio. No, non sto parlando di cose fisiche/hardware ma di <strong>conoscenza del mondo della Stampa 3D</strong>. Se sei giunto su <a href="https://www.help3d.it/blog/">questo blog/sito</a> è un ottimo punto di partenza, tra articoli e video sul <a href="https://www.youtube.com/c/help3dit">canale Youtube</a> troverai tantissimo materiale su cui studiare e ragionare, ma proprio per questo nasce il corso perchè mi sono reso conto che ci sono tante nozioni senza un preciso ordine cronologico e chi parte da zero probabilmente fa un po’ fatica a trovare gli argomenti corretti. Il tuo primo obiettivo è quindi cercare delle<strong> fonti attendibili</strong> per apprendere le <strong>BASI </strong>della Stampa 3D ed evitare di ricevere la stampante postando subito il messaggio in un gruppo “ecco l’ho acquistata, ora che faccio, come si accende ?”. Non fermarti solo a questo blog/corso il web è infinito e potrai trovare un sacco di informazioni anche altrove, ti consiglio di dare un&#8217;occhiata ai canali in inglese di <a href="https://www.youtube.com/channel/UCxQbYGpbdrh-b2ND-AfIybg">Maker Muse</a>, <a href="https://www.youtube.com/channel/UCiczXOhGpvoQGhOL16EZiTg">CNC Kitchen</a>, <a href="https://www.youtube.com/channel/UCbgBDBrwsikmtoLqtpc59Bw">Teaching Tech</a>, <a href="https://www.youtube.com/channel/UCb8Rde3uRL1ohROUVg46h1A">Thomas Sanladerer</a>,<a href="https://www.youtube.com/channel/UC_7aK9PpYTqt08ERh1MewlQ"> 3D Printing Nerd</a> ecc ecc… tutti creatori di ottimi video/contenuti per tutti i livelli di conoscenza, dal base al più approfondito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel “lontano” 2018 (sembra passata un’eternità) ho scritto anche un libro chiamato “<a href="https://www.help3d.it/prodotto/nogufetti/">#Nogufetti</a>” che è adatto proprio a chi si avvicina per la prima volta alla Stampa 3D, diversamente da questo corso fornisce una panoramica più ampia e non è incentrato esclusivamente sulla tecnologia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Modellazione_a_deposizione_fusa"><strong>FDM</strong></a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Un errore da non fare ancor prima di iniziare ? Fiondarsi sui forum/gruppi Facebook e fare la classica domanda: <strong>“Quale stampante mi consigliate ? Ho un budget di 250€”</strong>. Il web è pieno di domande come queste e nessuno ti darà la risposta che vorrai sentirti dire. <strong>Non esiste la stampante 3D perfetta</strong>, esiste la “user experience” (esperienza dell’utente) e ti accorgerai ben presto che per quanti ti diranno che la macchina X sarà stupenda ce ne saranno altrettanti che ti diranno di lasciar perdere e che fa schifo. Il punto è, ti fidi di chi realmente l’ha provata o magari sta parlando solo per sentito dire ? Chi l’ha provata e l’ha scartata era davvero in grado di utilizzarla a dovere ? Si lo so, non è per nulla facile capire se una recensione su YouTube o su un blog è davvero valida o meno… stai sempre in allerta ed evita quelli che dicono “E’ la stampante migliore di tutte” o affermazioni simili.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quale modello di stampante di stampante acquistare ?</strong> Tralascio volutamente il consiglio diretto ad una specifica marca/modello perchè il mercato è in continua evoluzione, come prima stampante sicuramente cerca queste caratteristiche:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Non troppo grande</strong>, ti accorgerai ben presto che stampare oggetti 20X20 cm è molto più semplice di quelli 40X40 cm. Inoltre i telai delle stampanti economiche sono sotto dimensionati e performano bene su dimensioni medie</li><li>Se chiedi consigli in giro troverai sempre i fan di un determinato modello che sparano a zero contro il modello della concorrenza e viceversa. Cerca un modello o marca di stampante che sia ben seguito a livello di <strong>community </strong>(non dovrei citarlo ma vedi <a href="https://www.prusa3d.com/it/">Prusa</a>) ma soprattutto di <strong>assistenza </strong>da parte di chi te la vende</li><li>Non esiste una fascia di prezzo ben definita, si trovano ottime stampanti anche spendendo 400€ ma spendere 1.500€ o più non ti danno la garanzia di un risultato completamente differente. Ricorda il consiglio di prima, punta all’assistenza e alla community</li><li>Evita quelle di tipo IDEX o con il doppio estrusore, al momento ti complicheresti solo la vita e userai raramente il secondo estrusore</li><li><a href="https://www.help3d.it/stampanti-a-resina/"><strong>Meglio stampante a filamento FDM o a resina DLP/SLA ?</strong></a> Non esiste meglio o peggio, la scelta della tecnologia di stampa va fatta sulla base di cosa dovrai andare a stampare poi. Se sai già che dovrai fare modellismo, action figures, gioielleria e cose molto piccole e dettagliate in genere, la tecnologia DLP/SLA a resina è quella che stai cercando. Se vuoi spendere meno sia di materiali che di stampante (a parità di volume si stampa) la tecnologia FDM a filo è sicuramente quella che offre una maggiore flessibilità d’impiego (molti materiali e finiture) ma non ti aspettare risoluzioni pari ad un pezzo stampato ad iniezione</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">DOPO</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Qui la frittata è già fatta e bisogna iniziare a pedalare ! Come ti dicevo prima <strong>limitati ad assemblare la stampante</strong>, spero vivamente tu ne abbia scelta una che si monta in pochissimi passaggi oppure (meglio ancora) già assemblata. Inizialmente controlla bene il serraggio di tutte le viti del telaio e, nel caso tu abbia acquistato una stampante con carrelli che si muovono su ruote gommate e profili estrusi, regola correttamente gli eccentrici per evitare che ci siano giochi vistosi. Sembra una banalità ma in moltissimi cadono su questo punto e si aspettano che il QC (controllo qualità) delle aziende cinesi consegni una stampante esente da difetti di assemblaggio. Ecco, non darlo per scontato e ricontrolla bene il pre-assemblato che hai ricevuto.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Eccentrico.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="222" height="193" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Eccentrico.png" alt="" class="wp-image-16935"/></a><figcaption>Eccentrico e ruota gommata</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Diverso il discorso se sei partito da un kit che si costruisce vite per vite, accertati di avere una buona manualità e pazienza oppure vendi immediatamente quanto ricevuto e ne prendi una <strong>pre-assemblata.</strong> Fidati non c’è peggior frustrazione che perdere notti/giorni/notti dietro una stampante e poi non farci uscire nemmeno un semplice cubetto. Come dico sempre a tutti l’idea di partire dalla vite è molto affascinante ma non è per tutti, tienilo come secondo progetto da affiancare alla prima stampante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">❓ Questo è un corso che tratta principalmente la tecnologia <strong>FDM </strong>(fused deposition modeling): si basa sul principio di estrusione di un filamento inizialmente solido il quale viene poi riscaldato all’interno di un hotend ed estruso attraverso un ugello con un orifizio molto piccolo. Il materiale fuso viene depositato dalla testa di stampa, strato su strato, fino a completare l’oggetto messo in stampa.</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link" href="https://bit.ly/scarica-tutti-i-pdf-del-corso">[icon name=&#8221;download&#8221; prefix=&#8221;fas&#8221;] SCARICA IL PDF DELLA LEZIONE</a></div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Accertati di avere un profilo di stampa fatto per la tua stampante 3D</strong>, ne parleremo nella prossima puntata. Inizialmente chiedilo al produttore/venditore della stampante e parti da quello, non ti avventurare a crearne uno nuovo per nessun motivo. Come materiale di partenza utilizza sicuramente il <strong>PLA</strong>, è molto semplice da estrudere e non crea rogne in fase di stampa. Per ora non prendere nemmeno in considerazione altri materiali, attendi di avere una buona dimestichezza con la stampante e con i vari parametri di stampa che conoscerai in questo corso. “ La fretta è cattiva consigliera “, prenditi tutto il tempo necessario e goditi questo bellissimo hobby, sai mai che un giorno non possa diventare il tuo prossimo lavoro !</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ I files che utilizzerai da caricare nel tuo slicer saranno in formato STL oppure OBJ (approfondirò tutto nei prossimi capitoli), per poterli far leggere correttamente alla tua stampante dovranno prima essere processati nello slicer creando un file <strong>.gcode</strong> e dopo messi in stampa. Se caricherai nella chiavetta USB o MicroSD direttamente i files STL non verranno letti !</p>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ Non prendere in considerazione chi ti dirà “Calibra il flusso, calibra gli step/mm, calibra linear advance,tower temp,cubi, barchette, calibra qui, calibra li…”. <strong>No no e poi no !</strong> Inizia a stampare e basta vedrai che qualcosa di buono lo tirerai fuori comunque anche se la macchina non è tarata a dovere. La soddisfazione del primo oggetto stampato non la dimenticherai mai, io personalmente ho stampato un fischietto la prima volta e ancora me lo ricordo !</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sono solo due le calibrazioni fondamentali </strong>che devi eseguire su una stampante appena ricevuta e sono già state ampiamente discusse nei video pubblicati e per comodità ti lascio qui sotto:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.youtube.com/watch?v=vv1_VaOU_VM"><strong>Livellare il piano di stampa</strong><strong>:</strong></a> sembra banale ma se il piano di stampa non è livellato rispetto all’asse di estrusione (<strong>NON</strong> utilizzare una bolla…) ti ritroverai alcune zone che aderiranno da un lato e meno dall’altro. <strong>La tua stampante monta già un sensore di livellamento ?</strong> Tanto meglio (se funziona) sicuramente una regolazione in meno che dovrai fare, ma la primissima dovrà essere <strong>sempre </strong>fatta manualmente per evitare che il piano risulti comunque troppo inclinato e la compensazione del sensore di livellamento sia ridotta al minimo possibile. Una volta livellato il piano, salvo tu non tolga i pezzi con il martello/scalpello non dovrai farla ad ogni stampa (come in molti affermano…). Ricorda anche di <strong>pulire e sgrassare </strong>adeguatamente il piano utilizzando prodotti come Alcool denaturato o meglio ancora isopropilico</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/altezza-layer-prusa-2.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="407" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/altezza-layer-prusa-2-1024x407.png" alt="" class="wp-image-16934" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/altezza-layer-prusa-2-1024x407.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/altezza-layer-prusa-2-700x278.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/altezza-layer-prusa-2-300x119.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/altezza-layer-prusa-2-768x305.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/altezza-layer-prusa-2-1536x611.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/altezza-layer-prusa-2.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Regolazione fondamentale del primo strato</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://help.prusa3d.com/it/article/calibrazione-primo-layer_112364"></a></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.help3d.it/come-regolare-la-distanza-piatto-ugello/"><strong>Regolare la distanza ugello-piano (Z Offset):</strong><strong> </strong></a>dopo aver livellato il piano dovrai trovare la giusta distanza tra ugello e il piano di stampa per il primissimo strato che verrà depositato. Se sarai troppo alto la stampa non si attaccherà viceversa potrebbe non far uscire nulla dall’ugello. Segui l’articolo + video che è tutto spiegato in dettaglio anche per chi monta il sensore di livellamento. Una delle domande richieste sui vari forum/gruppi è proprio “Non attacca, che devo fare?” e una delle risposte più quotate e risolutive è proprio quella dello Z offset. Con il tempo imparerai che <a href="https://www.help3d.it/warping/">ci sono tanti altri modi per far aderire l’oggetto al piano di stampa</a> ma ti consiglio di vederli più avanti</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Altezza-layer-Prusa.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="517" src="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Altezza-layer-Prusa-1024x517.png" alt="" class="wp-image-16933" srcset="https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Altezza-layer-Prusa-1024x517.png 1024w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Altezza-layer-Prusa-700x354.png 700w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Altezza-layer-Prusa-300x152.png 300w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Altezza-layer-Prusa-768x388.png 768w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Altezza-layer-Prusa-1536x776.png 1536w, https://www.help3d.it/wp-content/uploads/2022/08/Altezza-layer-Prusa.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>Troppo alto o troppo basso ?</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">⚠️ <strong>Evita (inizialmente) gli upgrade/aggiornamenti</strong>, tieni la stampante così come arriva. Non farci nulla, non installare nuove ventole, nuovi hotend,nuove gole, nuovi piani ecc ecc. Limitati ad utilizzarla così come è arrivata, al massimo puoi pensare di dedicare le prime stampe a qualche oggetto che ha la funzione (esempio) di evitare che si rompano i cavi (vedi difetti Artillery…) ma in questo caso è meglio se ti informi con la community della stampante che hai acquistato se ci sono dei piccolissimi accorgimenti da stampare per evitare rotture di alcuni componenti. Ma non andare oltre, impara a conoscerla ed utilizzarla così come l’hai ricevuta e montata, non spendere soldi inutilmente in upgrade che nemmeno sai quali vantaggi porteranno, piuttosto non lesinare sul prezzo di acquisto del filamento e <a href="https://www.help3d.it/categoria/filamenti/">acquista materiale di qualità</a>. Prima ti ho detto di lasciar perdere le varie calibrazioni avanzate, vien da se che l’ultima cosa che devi fare se sei appena arrivato in questo mondo è quella di mettere mano al firmware o volerne caricare uno personalizzato/modificato. La stessa cosa vale per l’elettronica, non ci mettere mano per nessun motivo inizialmente. Nel 2022 fortunatamente la stampante arriva quasi pronta e non è come nel 2011/2012 che i kit si costruivano sempre vite per vite e cavo per cavo, <strong>ora in meno di 10 minuti si è operativi !</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">✅ <strong>Quali passi seguire poi ?&nbsp;</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Scarica e installa uno slicer del quale disponi il profilo di stampa per la tua stampante. Per ora non porti il problema sul quale scegliere, l’importante è partire.</li><li>Visita uno di questi siti <a href="https://www.printables.com/it">Printables di Prusa</a> oppure <a href="https://www.thingiverse.com/">Thingiverse</a> per scaricare e mettere in stampa i tuoi primi STL (vedremo più avanti che cosa sono) ovvero i modelli 3D. Scegli oggetti semplici all’inizio.</li><li>Non caricare il file STL direttamente dentro la stampante perchè non verrà letto, deve prima essere convertito in gcode attraverso lo slicer !</li><li><strong>Segui tutte le prossime lezioni di questo corso</strong></li><li>Divertiti divertiti e divertiti</li></ul>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link" href="https://bit.ly/scarica-tutti-i-pdf-del-corso">[icon name=&#8221;download&#8221; prefix=&#8221;fas&#8221;] SCARICA IL PDF DELLA LEZIONE</a></div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.help3d.it/corso-stampa-3d-lezione-1-voglio-iniziare-a-stampare-in-3d-cosa-devo-fare/">Voglio iniziare a stampare in 3D, cosa devo fare ? Lez. 1/9</a> proviene da <a href="https://www.help3d.it">Help3D</a>.</p>
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